ti faranno del male

 

 

“…E’ meglio allontanarsi dalla vita come da un banchetto – né sobrio, né ubriaco…” (Aristotele)

 

 

 

Avevo iniziato la lettura di questo romanzo in maniera titubante, ma qualcosa dentro di me mi spingeva a leggerlo. Ebbene, mi hanno proposto la recensione di questo libro, che oserei dire senza esagerare “magnifico”, a primo impatto non mi ha detto nulla, le apparenze spesso ingannano, ma l’intuito non sbaglia mai.

Osservando e leggendo l’incpit mi son sentito come quando sei seduto su una sedia e ti sporgi all’indietro fino a restare in equilibrio su due gambe della sedia e poi ti sporgi troppo e stai quasi per cadere ma all’ultimo momento riesci a riprenderti? Io mi sono sentito così per tutta la durata del libro.

Il romanzo di Andrea Ferrari mi ha fatto riflettere e ho scoperto leggendo tra le righe il messaggio dell’autore, che non si può cambiare il mondo, il meglio che si possa fare è imparare a convivere in equilibrio con esso, cerchiamo l’equilibrio e ci innamoriamo di chi ce lo sposta. Fortuna che il mondo si regge sull’equilibrio sottile che esiste tra il bene e il male.

 

 

“…Entrai nel mio appartamento gentilmente concesso dal Dipartimento di salute mentale. Era già quasi un anno che vivevo qui, ormai otto mesi passati. Ero a metà della mia vita, avevo trent’anni quasi compiuti, senza una donna che mostrasse interesse verso il sottoscritto, pochi soldi sul conto in banca, alcuni amici con cui ormai avevo poco a che spartire e, un’auto vecchia di sedici anni, ridotta male. Un quadro poco confortante…”

 

 

Andrea, il protagonista del romanzo vive in un suo mondo, in un mondo che per alcuni versi riporta alla mente “Qualcuno volò sul nido del cuculo”, trascorre le sue giornate tra il lavoro, le lunghe passeggiate in città e la sua casa, sempre in solitudine accerchiato ossessivamente dai suoi pensieri. Le donne le sogna ma non osa accostarle, anzi le evita, gli amici non esistono. Andrea riversa tutta la sua malinconia nella stesura di un romanzo il quale gli dona una speranza. Ma quello che cambierà per sempre la sua vita sarà l’incontro di Carolina una donna di ampie vedute e che riuscirà a trasformare la vita di un uomo ormai perduto.

La lettura del testo è comunque veloce, tra crudezza e ironia, descrivendo la profondità dei sentimenti dell’autore immedesimato perfettamente nei panni del protagonista in un vivere un destino apparentemente già scritto, ma che riserva invece un epilogo differente e che cambia completamente la visione del lettore.

Il lettore sembrerà quasi immerso nella lettura di un diario dalle pagine sobrie e modeste, in un viaggio intimo in cui sognare diviene un obbiettivo. La parte iniziale dell’opera è narrata in prima persona e ciò comunque non dispiace affatto, anzi abitua il lettore a immergersi completamente nella lettura.

Lo stile della narrazione e alcuni episodi narrati mi hanno riportato alla mente anche “Alaska”  di Brenda Novak, e proprio come in questo testo, l’ambientazione è da urlo piena di brividi che fanno venire la pelle d’oca talmente le emozioni sono efficacemente costruite e descritte in maniera molto accurata tale da essere definita “certosina”.  L’ambientazione è uno degli elementi più importanti di un buon romanzo. Se sviluppata correttamente, può davvero portare il romanzo a vivere e affascinare i lettori come in questo caso.

Andrea Ferrari crea un buco aperto nelle pagine facendo cadere il lettore nel suo mondo.

Le lettura altro non è che un percorso tortuoso e in salta, un sentiero in un viaggio onirico, un viaggio nel passato, nel presente, verso un sogno da realizzare, un viaggio nella mente carico di suspense. La storia è veramente ben costruita.  Ogni personaggio ha una sua personalità delineata con zelo.  Il male è solo la creazione dell’uomo, il bene è invece il risultato di un prodotto artistico, ebbene questo libro è un prodotto artistico.

L’autore è caparbiamente capace di trasmettere parola dopo parola un senso opprimente introspettivo nell’animo del protagonista che attraversa il lettore sino a farlo divenire un ossessivo-compulsivo, poiché, non riesce a staccarsi dalla luttura, cercando il finale inaspettato.

Sant’Agostino, cantore innamorato della bellezza, riflettendo sul destino ultimo dell’uomo e quasi commentando ante litteram la scena del quadro del Giudizio che similmente  si prospetterà davanti agli occhi del lettore, così scriveva:

 

 

“…Godremo, dunque di una visione, o fratelli, mai contemplata dagli occhi, mai udita dalle orecchie, mai immaginata dalla fantasia: una visione che supera tutte le bellezze terrene, quella dell’oro, dell’argento, dei boschi e dei campi, del mare e del cielo, del sole e della luna, delle stelle e degli angeli; la ragione è questa: che essa è la fonte di ogni altra bellezza…”.

 

 

Andrea Ferrari, diverrà quindi agli occhi di tutti coloro che amano i romanzi carichi di emozioni la pittrice del quadro campestre descritto da Sant’Agostino. 

E’ stato davvero un grande piacere leggere questo libro. Alla fine le emozioni pure trionfano  portando via tutti i pregiudizi.

Romanzo con dose perfetta tra leggerezza e peso. Un romanzo ben scritto.

La storia narrata appare avvincente, affascinante, singolare, dilettevole!

Lettura consigliata a coloro che credono nei sogni.

 

 

 

Ora “Sorridi”. E quando avrai un momento di smarrimento o indecisione, fermati, aspetta e senti il tuo cuore.

…a mia figlia Miriam con infinito amore…vito ditaranto.

 

 

 

 

 

 

 

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