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“Mi apro alla chiusura”.

 

 

E’ uno dei tanti enigmi lasciati da Silente con cui Harry Potter deve confrontarsi in questo ultimo, settimo libro. È la saga stessa, giunta alla sua conclusione. Harry, cercherà disperatamente la verità, affrontando ogni genere di avventure , acquistando consapevolezza del suo ruolo. Finalmente tutti gli interrogativi avranno le loro risposte. Il viaggio alla ricerca degli Horcrux per distruggere definitivamente Voldemort lo porterà in contatto con nuove emozioni, nuovi pericoli e finalmente la maturità raggiunta lo renderà capace di chiudere il cerchio.

È con un pizzico di emozione e dispiacere che ci avviciniamo a questo libro. L’emozione è data dalla consapevolezza che finalmente tutto ci sarà chiaro, che ogni evento lasciato in sospeso sarà  completato e finito; il dispiacere sta nel fatto che dovremo dire addio ai personaggi che  ci hanno incantato e accompagnato per tanti anni.  La Rowling lo  annuncia fin dalla dedica “ …e a te che sei rimasto con Harry fino alla fine”. Dunque ci siamo. La fine. Quale ambiente più adatto per narrarla se non Hogwarts? Qui tutto è iniziato, qui tutto si conclude, in una straordinaria, epica battaglia finale dove la parole d’ordine, oltre a coraggio, è sacrificio: è un lieto fine a metà. L’autrice ci ha abituato a dire addio a molti personaggi, ma il numero delle perdite nello scontro finali sarà altissimo. Altrimenti non sarebbe potuto essere o il messaggio  sarebbe stato troppo banale. Fare la cosa giusta implica sacrificio e perdite. Non si arriva in cima a una montagna senza la sofferenza della scalata.

Ma il viaggio che porta Harry alla maturità è lungo, pericoloso e travagliato. La sua fiducia in Silente vacillerà in più di una occasione, e anche noi lettori scopriamo con una punta di amarezza quanto possano essere machiavelliche le grandi menti quando hanno un unico scopo da raggiungere. Voldemort è un grandissimo manipolatore. Silente non è da meno: anche se il suo scopo è annientare il Male non si farà scrupoli a manovrare chi gli sta vicino dando od omettendo indizi secondo la sua volontà.

Il viaggio alla ricerca degli horcrux rischierà di incrinare la solida amicizia fra Harry, Ron ed Hermione. Di nuovo Ron dovrà fare i conti con il fatto di essere a fianco di Harry. La sua insicurezza lo porterà ad abbandonare gli amici, dubitando dell’amore che Hermione prova per lui.  Il suo ritorno  segnerà la sua crescita definitiva.

Harry si troverà a fare una scelta dolorosa: continuare la ricerca degli Horcrux , recuperare la bacchetta più potente al mondo prima di Voldemort, o mettere insieme i doni della Morte? Ormai consapevole del proprio destino, seguirà il consiglio di Silente.

Il ritmo del libro è rocambolesco. Le descrizioni sono ridotte all’osso, le avventure sono innumerevoli: fuga, pericolo, mistero. Tutto si mescola e si amalgama alla perfezione in un susseguirsi mai caotico ma serrato.

I temi che l’autrice ci propone sono molteplici: l’amicizia e le sue difficoltà mano a mano che si sviluppa; le insinuazioni che entrano a tormentare le nostre certezze, in questo frangente rappresentate da un libro non propriamente obiettivo sulla vita di Silente; e infine il grande tema del rapporto dell’uomo con la morte.

Soltanto non temendola Harry vincerà sul Male.

L’autrice ci regala nelle ultime pagine uno sguardo sul futuro che molti fan della saga avevano creduto essere l’ultimo. Ma le sorprese non finiscono mai…

 

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