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“…Fai una vita come tanti: casa, lavoro, qualche svago. Hai una donna che ami e che ti ama. Con lei immagini il futuro, un’esistenza insieme, dei figli. Non puoi neanche immaginare che da qualche parte c’è sempre qualcuno pronto a guardarti morire…”

 

Solitamente le persone muoiono proprio nel giorno in cui pensano che non moriranno.

La morte è il mio mestiere, alcuni credono che mi dia da vivere, io invece, ci costrui­sco la mia reputazione.

Io tratto la morte con la passione e la precisione di un becchino: serio e comprensivo quando sono in compagnia, ma da fred­do osservatore quando sono solo.

Ho sempre pensato che il segreto nel trattare con la morte consistesse nel tenerla a debita distanza. Questa per me è la regola: mai permetterle di avvicinarsi sino a sentirne il fiato sul collo. Ma la mia regola non servirà a proteggervi.

Quando guardo il volto della morte osservo i loro occhi. Spesso dimentico il nome, il sesso, l’altezza e tutti i vari tratti somatici, ma ciò che non dimentico sono i loro occhi. Non riesco a prendere sonno senza pensare ai loro occhi. Non per quello che c’era al loro interno ma per quello che mancava, per quello che non c’era. Dietro quegli occhi c’era solo oscurità.

Una disperazione vacua, talmente allettante che a volte mi trovo a rifiutare il sonno per pensarci.

Questo libro riflette in ogni parola gli occhi della follia dell’uomo. Filippo Semplici, crea l’atmosfera attraverso un attento gioco di parole. Unisce in un unico romanzo le atmosfere, i luoghi, le ambientazioni e le emozioni di grandi autori del passato quali “Poe” e “Lovecraft” unendoli magistralmente ad autori contemporanei quali Tiziano Sclavi. Infatti in alcuni momenti mi è sembrato di rivivere le atmosfere di “Dylan Dog”:

 

“…Il paese comparve dietro l’ultima curva che concludeva un groviglio di tornanti…”

 

questa frase mi ha ricordato la parte finale di “Della morte dell’amore” di Sclavi quando Francesco e il suo aiutante Gniaghi abbandonano il paese di Buffalora.

In alcuni momenti e in alcuni dialoghi, mi è sembrato di leggere il senso ironico di Groucho. Questi elementi danno inequivocabilmente vigore alla lettura dell’intera opera.

“…Mentre l’universo era in espansione, Google progettava le sue driverless car, il Cern di Ginevra proseguiva la ricerca della particella di Dio e Nature annunciava la scoperta di un nuovo antibiotico, Borgolardo se ne restava fermo, immobile, sospeso nel suo tempo e non voleva essere disturbato…”

 

Non definirei il romanzo un Horror puro, ma lo inquadrerei più nel genere Thriller. La trama è ben delineata e lascia il lettore incollato alle sue pagine.

I protagonisti, Orlando ed Elise, decidono di sostare, durante il loro viaggio, in un paese ambiguo,  Borgoladro. In questo piccolo paese arroccato tra le colline, abitato da vecchi in pensione, si respira un’atmosfera ambigua. La gente è strana, e Orlando non tarderà a scoprire sulla sua pelle la loro vera natura omicida.

Questa parte del libro mi ha fatto tornare alla mente un cult del cinema di Quentin Tarantino, “Dal  tramonto all’alba” (from dusk ‘till dawn).  Proprio in questa parte l’autore dimostra senz’altro di possedere un certo talento visionario.

L’autore, nelle parole e nelle ambientazioni di questo romanzo, sembra esorcizare la definizione pura della “Paura” accompagnando il lettore in una sorta di negazione della realtà, di ribbellione verso tutto quello che ci circonda. La paura collega l’animo del lettore all’intelligenza di affrontare una profonda riflessione.

“…Si era calato in quell’abisso nero per dare una sbirciata, ma alla fine era rimasto invischiato nelle tenebre che aveva spiato, fino a smarrirsi dentro di loro. Solo lottando avrebbe ritrovato la luce. Forse…”

 

Questo è un libro da dieci e lode!!

Lo ammetto, mi avevano attirato la copertina e la trama.

Avevo pensato che fosse un libro come un altro, invece lo scritto è perfetto!! Approfondito, sagace e preciso.

La narrazione va a fondo e interpreta i vari stili di quell’epoca, strutturati in maniera molto diversi dai nostri.

Lo stile di questo scrittore è essenziale, istruttivo e meticoloso, ha saputo ben dosare ogni elemento.

Una scrittura fluida e diretta, ci accompagna nei vari scenari mantenendo la suspense ad altissimi livelli.

E’ difficile staccarsi dalle pagine.

Drammatico, feroce e istintivo questo romanzo vi lascerà senza fiato.

“…E io non vedo l’ora di incontrarti…”

 

 Fidatevi:

“Uccidere è la mia arte!”

 

Consigliatissimo!!!

 

 

 

 

Ora “Sorridi”. E quando avrai un momento di smarrimento o indecisione, fermati, aspetta e senti il tuo cuore.

…a mia figlia Miriam con infinito amore…vito ditaranto.

 

 

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