“E ogni volta che qualcuno si siederà davanti alla sua morte la guarderà in fronte fino a cancellarla.  E poi si siederà davanti alla sua vita le farà fronte  e partirà in cerca di un’altra vita  sarai fra di noi. Jaime Vadiveso”. In memoria del Che: L’uomo e il poeta. A cura di Micheli Alessandra

 

 

 

guevara_ernesto.jpg

 

 

9 Ottobre 1967. Las Higueras, Bolivia.

 

 

Non voglio ricordare il politico. ci sarà chi lo farà meglio di me.

Non voglio ricordare il guerrigliero. Parleranno i posteri delle sue azioni.

Ma voglio ricordare l’uomo e lo straordinario poeta, quello che ha raccontato un’intera cultura, una sensazione, la volontà di andare fieri incontro al proprio destino. E lo farò non con l’apologia, o con discorsi di stile o complicati giri pindarici letterari. Ma solo con la sua voce.

Non è stato solo un libertador ma un’uomo dotato di una sensibilità sopraffina che ha urlato servendosi dei versi:

 

Incagliato naviglio

ti affido il mio canto d’addio

E seminata nel sangue della morte mia lontana

con radici cangianti sotto un tempo di pietra

Solitudine!

fiore nostalgico di pareti viventi

Solitudine!

del mio transito prigioniero sulla terra

 

 

Volevo portare in valigia

il sapore fugace del tuo ventre

ed è rimasto nell’aria circolare e certa

l’insulto al virile della mia speranza

Parto ormai per cammini più ampli del ricordo

con l’ermetica solitudine del pellegrino

Ma circolare e certa ai miei fianchi

qualcosa segna la bussola del mio destino

Quando al finale di tutte le giornate

non avrò più un futuro fatto cammino

Verrò a rinverdirmi nel tuo sguardo

come ridente brandello di destino

partirò per cammini più ampli di un semplice ricordo

concatenando addii nel fluire del tempo

 

 

In piedi il ricordo caduto sulla strada

stanco di seguirmi senza storia

dimenticato

in un albero del cammino

Andrò cosi lontano 

che il ricordo muoia

disperso tra le pietre della strada

Continuerò a essere lo stesso pellegrino

con dentro la pena e fuori il sorriso

questo sguardo circolare e forte

in una magica mossa di muleta

schivò dalla mia ansia ogni meta

convertendomi in vettor della tangente

E non volli guardare per non vederti

arrossisco

 torero di mia sorte

che mi invitavi con gesto di disgusto

 

 

Il mare mi chiama con la sua mano amica

il mio prato

un continente 

si svolge dolce indelebile

come tocco di campana al crepuscolo

 

E rimani immortale in questi versi di rugiada, li a parlare dei nostri tormenti eppure affrontando il dolore della maledetta sorte, quella che ci rende schiavi e burattini.  E tu, con il tuo incedere fiero, con la volontà di sceglierti il  finale, ti rendi libero e ridente, andando baldanzoso,  incontro al luminoso, rossastro tramonto.

Dormi comandate anzi uomo, uomo di contrasto e di coraggio, solo perché davanti a un mondo che urla, tu sorridente ti tappasti le orecchie per udire soltanto il fievole suono della tua unica anima.

 

 

Hasta siempre, comandante.

 

 

 

Annunci

“Il caso Fitzgerald” di John Grisham, Mondadori Editore. A cura di Beniamino Malavasi

www.mondadoristore.jpg

 

 

Occasione persa: è il primo concetto che viene in mente appena terminata la lettura di questo nuovo romanzo del re del legal-thriller John Grisham; e ciò accresce la delusione in quanto l’Autore non è l’ultimo arrivato sul palcoscenico della letteratura e da una “vecchia volpe” come lui sia lecito attendersi di più.

Spieghiamoci con un esempio: se l’opera in esame fosse un quadro nulla da dire sulla cornice: la scrittura, invero, è fluente, chiara e la lettura procede liscia, senza intoppi; al contrario, è la tela, cioè la trama, che non prende, che non è accattivante, i colori non sono quelli giusti.

Intendiamoci: l’idea di partenza è intrigante. Concepire il furto dei manoscritti originali delle opere di Francis Scott Fitzgerald, oltre a costituire un importante omaggio al famoso scrittore statunitense, non può che aprire la porta a molteplici spunti narrativi…peccato che il tutto non sia andato oltre i primi capitoli (quelli descrittivi del colpo), per poi perdersi (per oltre tre quarti dell’opera)tra passeggiate sulla spiaggia e visite ai vari ristoranti del luogo…

Certo, l’intento di Grisham sarebbe quello di accompagnare il lettore nel’universo delle librerie, delle case editrici, degli autori, facendo capire al lettore medesimo che “non è tutto oro quello che luccica”. Egli stesso non manca di informarci (tramite i protagonisti) come (secondo lui) dovrebbe essere strutturato un buon libro: “… Odio i prologhi…Un altro errore da principianti è presentare venti personaggi nel primo capitolo. Cinque bastano e non confondono il lettore. Poi, se hai bisogno di una parola difficile, che sia al massimo lunga tre sillabe. Io ho un buon vocabolario, e niente mi irrita di più di uno scrittore che sfoggia parolone mai sentite prima. Poi, per favore, nei dialoghi usa le virgolette, altrimenti si rimane disorientati. Regola numero cinque: la maggior parte degli scrittori dice troppo, quindi verifica sempre se puoi tagliare qualcosa, frasi buttate lì o scene inutili….

 

” Ancora: “…Non so che dire del romanzo storico. È storia o finzione? Per qualche motivo mi sembra disonesto ritoccare la vita di persone vere e portarle a fare cose che non hanno fatto Certo, sono morti, ma questo dà agli scrittori la licenza di romanzarne la vita? Specialmente le loro faccende private?”.

 

Pillole di saggezza (?) ampiamente diluite in un mare (è proprio il caso di dirlo) di pagine più consone ad un romanzetto (rosa) da leggere sotto l’ombrellone.

Basti pensare alla protagonista incaricata dalla “solita” agenzia ultrasegreta e potentissima di indagare sul presunto “cattivo” della situazione.

Giovane, bella, in crisi esistenziale ed economica, animo da suorina

 

“…Non sono la persona giusta, okay? Non sono brava a mentire e semplicemente non sono capace di imbrogliare….”

 

che, in poco tempo (quello necessario ad innamorarsi, con annessi e connessi, del “nemico”), scopre il suo lato “dark”

 

“…Con un certo sforzo riusciva quasi a considerarsi una puttana, una donna cattiva che riceveva soldi per sfruttare il proprio corpo per ingannare, e lo faceva senza sentimento…”

 

: francamente un po’ pochino per quello che il romanzo avrebbe potuto (meglio: dovuto) essere e non è stato.

Bagliori del “vecchio” Grisham possono (finalmente) rinvenirsi nel finale, non sufficiente, comunque, a salvare un testo  che, come detto, era lecito (vista la fonte) attendersi migliore.

Da ultimo pare corretto affermare come l’impianto narrativo sembri suggerire una trasposizione cinematografica (già avvenuta in passato, e con successo, per altri scritti dell’Autore).

Staremo a vedere.

 

 

“Il Male degli Avi. Oltre i confini” di Giorgia Staiano, Astro Edizioni. A cura di Francesca Giovannetti

MALEAVI1_CoverWeb.jpg

 

 

L’umanità ha fallito. La Madre Lios, stanca dei continui soprusi subiti, ha distrutto la razza umana, salvando solo pochi eletti. Millenni dopo, gli Elit, uno dei sette popoli della Nuova Era, proibiscono le emozioni negative. Un giovane, però, viene meno a questo giuramento. Mizar è irascibile, scontroso e in eterno conflitto con se stesso; nulla può contro la sua parte più oscura. In tutto il mondo, intanto, prende corpo una macabra consapevolezza: i bambini stanno nascendo senza anima. Lios ha mantenuto l’antica promessa. Un viaggio obbligato di dominio e conquista condurrà Mizar negli angoli più sperduti del globo dove, insieme alla giovane Kaila del popolo guerriero dei Dashu, affronterà i suoi demoni. Il Male degli Avi non ha ancora vinto…

 

 

Catalogato come fantasy questo libro è fin dall’inizio un pugno nello stomaco. Partendo dal titoli , “Il Male degli Avi”, è naturale chiedersi quale sia questo male; la risposta non è scontata.

Il male degli avi siano noi, che abbiamo sfruttato, distrutto, prosciugato la madre terra che si è ribellata. Il libro infatti è proiettato in un futuro dove solo pochi eletti sono stati scelti per la sopravvivenza. Partiamo dunque da un fantasy che nasce dalla consapevolezza di una situazione drammaticamente reale. La creatività dell’autrice sviluppa la trama in un mondo fantastico e lontano dalla realtà che conosciamo, ma aleggia fra le righe la sensazione di essere parte in causa.

Solo sette popoli sono sopravvissuti alla ribellione della Madre Terra, chiamata Lios. Ognuno di questi ha caratteristiche fisiche particolari e poteri diversi. Mizar fa parte del popolo degli Elit,  talmente in armonia con gli elementi naturali da poterli modificare senza violentarli. Gli Elit sono un popolo pacifico, cha allontana i sentimenti negativi, come la rabbia e la vendetta. Mizar è protagonista singolare del libro, perché incarna tutto ciò che non dovrebbe essere; si sente solo, diverso, incapace di entrare in contatto con la natura, pieno di rabbia, costretto ad imbrigliare emozioni e forze che scalpitano dentro di lui. Questa sua diversità lo rende unico; gli permetterà di comprendere, reagire, imparare dagli errori.

La scelta di un eroe così atipico sottolinea l’originalità della struttura della trama. Inserito in un genere in cui il Bene e il Male sono in netta contrapposizione, il libro assume un valore aggiunto nella scelta di questa importante sfumatura. Il diverso fatica a trovare la sua dimensione, che non è necessariamente quella sbagliata. Attraverso un percorso più tortuoso arriverà comunque a distinguere ciò che è giusto da ciò che non lo è.

Gli ingredienti per un’ottima riuscita sono tutti presenti: guerra, vendetta, riscatto, amore. Il romanzo spazia attraverso situazioni ed emozioni che coinvolgono. Lo stile è leggero, mai esagerato, mantiene un ritmo costante senza annoiare. Le descrizioni sono ben equilibrate, mai scarne né eccessive. La trama scorre in maniera costante e piacevole, merito di una scrittura equilibrata e pulita.

Il progetto dell’autrice è quello di dar vita a una trilogia, che i lettori del primo volume non possono che attendere con urgenza.

Giorgia Staiano,  esordiente, dimostra tutto il suo valore non solo nello stile ma anche nella notevole creatività di dar vita a un mondo nuovo, costruendo usi, costumi e tratti distintivi dei popoli che lo abitano.

Assolutamente consigliato

Un altro grande romanzo targato quixote in uscita domani “Scambio di ruoli” di K.C. Well. Imperdibile!

scambio di ruoli- cover -wells.jpg

 

 

Trama

Per il trentesimo compleanno di Jay, Brenden, il suo migliore amico etero, lo porta in un gay bar. Grande idea, tranne per il fatto che è pieno di tipi che sembrano pensare che Jay sarebbe perfetto sotto di loro. C’è solo un problema: anche se Jay ha il tipico aspetto di un twink, non è affatto un passivo. E quando osserva i bellissimi uomini muscolosi all’altro capo del bar, capisce che non vale la pena perdere tempo. Riconosce un attivo, quando ne vede uno.
Dean ne ha avuto abbastanza dei ragazzi che pretendono che lui sia il loro Daddy. A peggiorare il tutto c’è il fatto che quei ragazzi sarebbero proprio il suo tipo. Dean non si fa illusioni, è consapevole del suo aspetto, ma ci deve pur essere almeno un ragazzo in quel bar che voglia essere l’attivo con lui, no?
A volte non puoi tornare a casa… e a volte, quando lo fai… non vai più via.

L’autrice.

 

h_q_V31E_400x400.jpg

Nata e cresciuta nel nord-ovest dell’Inghilterra, K.C. WELLS ha sempre amato scrivere. Le parole sono importanti, punto e basta. Però, quando l’infanzia ha ceduto il passo all’età adulta, la vita si è messa di mezzo e lei ha smesso di scrivere. K.C. ha scoperto la narrativa erotica nel 2009, quando l’acquisto di uno di questi racconti ha portato alla sconvolgente scoperta che leggere di uomini innamorati gli uni degli altri è incredibilmente sexy. Nel 2012, un brutto momento della sua vita le ha fatto provare il disperato bisogno di fare qualcosa di creativo e una scoperta anche più sconvolgente attendeva dietro le quinte: scrivere di uomini innamorati gli uni degli altri è anche più sexy… K.C. adesso scrive a tempo pieno e ama ogni minuto della sua nuova carriera. Il computer portatile non ha ancora capito che cosa gli sia accaduto… e tutto quello che vuole è un attimo di riposo. Deve ancora abituarsi all’idea che ovunque vada K.C., lui deve andare con lei. E per quanto riguarda quegli uomini innamorati di cui scrive? La lista di storie che aspettano di essere raccontate diventa sempre più lunga…

 

Dati libro

TITOLO: Scambio di ruoli
TITOLO ORIGINALE: Switching it up
AUTORE: K.C. Wells
AMBIENTAZIONE: Manchester
TRADUZIONE: Aria Zanchet per Quixote Translations
PAGINE: 67
GENERE: Contemporaneo
FORMATO: E-book
PREZZO: € 0,99 su Amazon
DATA DI USCITA: 9 Ottobre 2017

 

 

 

 

https://twitter.com/QuixoteTranslat
https://www.instagram.com/quixote_indie/
https://www.facebook.com/quixotetranslations/
ufficiostampa@quixoteedizioni.it