Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam. Incontro con i Templari. A cura di Micheli Alessandra

 

Sui  Templari si sono versati fiumi di inchiostro. Misteriosi, inavvicinabili e affascinanti, stuzzicano la fantasia di molti ricercatori. Ma l’essenza della loro organizzazione, delle loro credenze sfuggono a ogni tentativo di indagine. Pochi i dati certi, molte le speculazioni.

Guerrieri o mistici?

E soprattutto erano davvero anche loro eredi di una tradizione eretica?

Due sono le questioni che più ci interessano in questa nostra ricerca. Uno è di indagare quanto più possibile le dottrine dei templari, quelle stesse che furono alla base della loro persecuzione. Bisogna capire se essi furono gli eredi della tradizione eretica presente come si è visto nel Razes. Secondo sé ci possono essere legami tra questo ordine e l’altra importante presenza nella regione ossia i catari. Indagare su questo punto è molto importante perché se essi condividevano in parte o tutto, una precisa dottrina significherebbe un indizio in più dell’esistenza di una precisa corrente sotterranea. C’è poi un terzo che collega l’occulto e bistrattato movimento a uno dei misteri che, iniziato nel XIX secolo, ci accompagna ancor’oggi, ossia il mistero di Rennes Le Chateau, una strana e inquietante chiesa, voluta fortemente da un bizzarro abate Bereger Saunniere, che si erge maestosa nel piccolo ,ma famosissimo paesino del Razes, la odierna Linguadoca.

Chi sono i Templari?

Secondo gli storici ufficiali si tratta di un ordine monastico militare che trae ispirazione dall’ordine cistercense, sorto nel 1118 ad opera di Ugo di Payns, originario dell’omonima cittadina francese della Champagne, insieme al suo compagno d’armi Goffredo Saint Omer. Il compito dell’ordine era quello di assicurare l’incolumità dei pellegrini europei che visitavano Gerusalemme dopo la sua conquista. L’ordine venne ufficializzato il 29 Marzo 1139 dalla bolla Omne Datum Optimum di Innocenzo II e definitivamente dissolto tra il 1312 e il 1314 dopo un drammatico processo. Le ragioni per questa drammatica persecuzioni sono molteplici. Anche se il fascino dei templari risiede nelle misteriose attività e nelle dottrine che spesso sono state definite iniziatiche, l’ordine fu anche una grande potenza economica e politica. Note sono le loro attività bancarie iniziate quasi per caso.

Essi si trovarono ben presto a gestire un immenso patrimonio dato che quando un nuovo membro si univa all’ordine donava ad esso ingenti somme di denaro o proprietà, poiché tutti dovevano prender il voto di povertà. Grazie anche ai vari privilegi papali, la potenza finanziaria dei cavalieri fu assicurata dall’inizio. Poiché i templari mantenevano denaro contante in tutte le loro case, fu nel 1135 che l’ordine cominciò a prestare soldi ai pellegrini spagnoli che desideravano viaggiare fino alla Terra Santa. Il coinvolgimento dei cavalieri nelle attività bancarie crebbe nel tempo tanto che essi si trovarono a fornire servizi di intermediazione bancaria. Il loro ruolo crebbe così tanto da arrivare persino a prestare agli stati occidentali ingenti somme di danaro, in particolare la Francia si indebitò fortemente nei confronti dell’ordine. In pratica essi si trovarono a occupare una posizione di significativa potenza sia in Europa sia in Terra Santa. Questo successo attrasse la preoccupazione di molti ordini, della nobiltà e delle nascenti monarchie europee che iniziarono a desiderare il completo monopolio delle immense ricchezze dell’ordine.

Fu per questo motivo che, secondo molti storici, il re di Francia, Filippo IV il bello, mise in atto la persecuzione dei Templari con la complicità della chiesa. L’intenzione del re francese era quella di azzerare i propri debiti e impossessarsi del immenso patrimonio templare, riducendo al contempo il potere della chiesa. Il 14 Settembre del 1307 il re ordinò l’arresto dei templari e la confisca dei loro beni che vennero eseguite il 13 ottobre del 1307. Le accuse che investirono l’ordine erano infamanti: sodomia, idolatria e eresia. Vennero accusati di adorare una misteriosa divinità pagana il Baphometto, a quanto apre una testa barbuta che assicurava loro ricchezza e conoscenza. Questa accusa riecheggia i miti relativi alla saga celtica del Graal e avvalorava di più la tesi di eresia.

Ma essi erano davvero eretici?

La maggior parte delle loro confessioni furono estorte sotto tortura dunque poco affidabili per ricostruire in modo organico e certo le loro dottrine. E’ tuttora aperto il dibattito sulla fondatezza delle accuse di eresia formulate agli appartenenti all’ordine.

Studi recenti accreditano sempre più a teoria secondo la quale la vera causa della fine dei templari fu una cospirazione indotta dal re di Francia che si trovava quasi in bancarotta e il popolo esasperato per la grave crisi economica accentuata dalla svalutazione della moneta ad opera del re medesimo. L’ordine invece risultava proprietario di un tesoro immenso.

Agli inizi degli anni duemila, la studiosa Barbara Frale rinvenne negli archivi Vaticani un documento noto come pergamena di Chinon che dimostra come papa Clemente V, intendesse perdonare i templari nel 1314 limitandosi a sospendere l’ordine piuttosto che sopprimerlo. Il pontefice sperava di poter salvare l’ordine magari sottoponendolo a una profonda riforma. L’inchiesta di Chinon, in ogni caso, ribadisce le pratiche di iniziazione effettuate dagli aspiranti templari come ad esempio lo sputo sulla croce.

Risulta dunque una certa uniformità non solo dalle confessioni estorte lo ricordo con la tortura ma anche da dichiarazioni spontanee. Questo porta a ipotizzare che davvero esistesse tra l’ordine un rito segreto e un sapere iniziatico di cui, forse, è possibile tracciare un profilo sommario.

Esistono delle interessanti connessioni tra i templari e i catari, l’altro movimento eretico in opposizione alla chiesa cattolica profondamente presente nell’Aude. Ad esempio il rito di entrata, ricorda molto la posizione catara e gnostica in generale che rifiutava e abiurava la cristolatria. Al novizio, infatti, veniva ordinato di non credere nel crocifisso, bensì nel signore che è in paradiso. Pare che venisse loro insegnato che Gesù era stato un falso profeta, non una figura divina sacrificatasi per riscattare i peccati degli uomini. Questa posizione riecheggia il rifiuto dei catari ad abbracciare la visione della chiesa cattolica, in quanto essi ritenevano il Cristo una presenza puramente spirituale, e la crocifissione non uno strumento di salvezza e redenzione ma soltanto di brutale barbarie.

La vera salvezza era rappresentata dalla gnosi.

Anche per i templari era lo stesso?

Interessante è la presunta venerazione per l’idolo denominato Baphometto. Alcuni vedono nell’etimologia di questa parola codifica del termine Maometto. Questo perché pare che contrariamente alle abitudini dell’epoca l’ordine era in contatto con ambienti arabi musulmani e di essere più vicini alla fede islamica che non a quella cristiana. Secondo Julios Evola, quest’ultimo accenno è forse da intendersi sulla base del fatto, che a caratterizzare l’islamismo sta parimenti nella loro anticristolatria.[1]

In effetti, seppur la fede musulmana si identificava con il nemico corrente, le crociate nella quale i Templari ebbero una parte importante, crearono malgrado tutto un ponte supertradizionale tra occidente e oriente. Questo permise la trasmissione di conoscenze connesse con la tradizione sacra primordiale. Fu così che la cavalleria crociata finì per trovarsi di fronte a ordini che avevano la stessa etica, gli stessi costumi, gli stessi ideali di guerra santa e in più similari dottrine iniziatiche. Ad esempio i Templari strinsero legami forti con l’ordine degli Ismaeliti, con la setta degli Hassasin e con membri della mistica sufi. In questa ottica la venerazione del Baphometto poteva essere interpretata come la venerazione di una precisa dottrina che poteva abilmente essere simboleggiata nella custodia del Graal. Questa immagine è stata abilmente fotografata dal Parzival di Eschenbach. In questo meraviglioso racconto che si parla di una conoscenza sacra, misteriosa e inavvicinabile ai profani, custodita da ordini guardiani, appartenenti a una sorta di cavalleria terrestre.

Ma nel simbolo del Graal ha anche un posto importantissimo la figura femminile, poiché spesso questa coppa è portata da radiose fanciulle. Ecco che allora la derivazione del termine Baphometto può riferirsi anche a un altro segreto iniziatico: la venerazione per la Sophia, la sapienza di Dio.

Questo è un concetto universale che però fu alla base della filosofia catara. Pare che la venerazione di questa divinità, fosse conseguenza della loro vicinanza ad ambienti di tipo cabalistico, alchemico e ermetico. Nel vecchio testamento la Sophia è presentata come compagna di Dio. Questa divinità, fu più tardi eliminata dal pantheon ebraico, ma rimase il concetto di saggezza e sapienza, un concetto che fu immesso nelle storie del ritrovamento del famoso calice, dono di vita e saggezza. In questo simbolo

vi si ritrova anche il termine alchemico dell’androgino; chi si si ricongiunge con la donna, chi li riassorbe in sé nell’opera di reintegrazione ottiene la piena realizzazione intesa come la riunione delle due nature per tornare allo stato originario. Proprio lo scopo che si prefiggevano i catari.

 Ma le similitudini tra i due movimenti non si fermano qui. Anche i templari, ad esempio, disprezzavano i sacramenti sopratutto la confessione e la penitenza cioè proprio quelli che reiterano il concetto cattolico di peccato originario e della conseguente espiazione.

Perché?

Forse anche perché i templari consideravano che l’unico e solo peccato è quello della mancata coscienza della vera origine dell’uomo?

C’è anche un interessante ipotesi su questo disprezzo: questo sarebbe stato conseguente a un mancato riconoscimento della suprema autorità del papa e della chiesa. Sarebbe dunque una sorta di ribellione contro la pretesa prevaricatrice di un’organizzazione che si poneva al di sopra e spesso fuori del vero insegnamento cristiano.   Un ulteriore importantissimo elemento comune era anche l’intensa venerazione per la figura di Maria Maddalena considerata la depositaria di potenti segreti sulla vera origine del cristianesimo.

Questi legami furono troppi per essere rilegate nell’universo delle coincidenze possibili[2]. Entrambi presenti in una zona precisa come si è visto dotata di un curioso potere mistico, tutti e due destinati a una brutale repressione per motivi di ordine politico, religioso e forse economico. Infatti entrambi godevano dell’appoggio di importanti famiglie nobili della zona a partire dai Voisin, dai Blanchefort e dagli Aniort. Gli Aniort ad esempio concessero all’ordine di stabilirsi nella località di Coume Sourde, (proprio la località in cui Ernest Cross, un vecchio amico di uno di Berenger Saunniere, ritrovò un’altra famosissima lastra: la Dalle di Coume Sourde. )

Questa non è l’unica lastra tombale ad essere in connessione con i Templari. anche la famosa Dalle della marchesa d’Hautpuol rivela tracce inequivocabili dell’ordine. In particolare lo si individua nel termine Praecum che corrisponderebbe a un abbreviamento del genitivo Praeconum ossia degli Araldi. Questo era il termine con cui venivano spesso designati i Templari del XIII e XIV secolo quali araldi della cristianità. Di quale cristianità di parla è un altro discorso.

I Templari erano custodi di qualche segreto? E se così fosse di quale segreto si sarebbe trattato?

Per rispondere a queste domande occorre tornare indietro nel tempo lasciando però il protetto nido dei fatti per immergersi nelle nebulose acque delle ipotesi

 

I Templari: custodi di un segreto.

Seppure la storia ufficiale pone la costituzione dell’ordine nel 1118, in realtà pare che i Templari (formati all’inizio da 10 cavalieri) fossero attivi a Gerusalemme già nel 1103. Il loro compito ufficiale era quello di proteggere i pellegrini che entravano e uscivano da Gerusalemme ma, fonti documentarie, informano che nel 1118 vennero accolti da Baldovino II e ottennero il permesso di prendere possesso di un’ala dello stesso palazzo, che cosa interessante, sembra fosse stato costruito nel luogo dove un tempo si pensava fosse sorto il tempio di Salomone.  Invece di onorare il loro compito primario ossia la difesa dei pellegrini, pare che per otto lunghi anni, non si mossero da quella postazione. Che cercassero qualcosa di ben definito? Ma cosa?

Tra le le suggestive ipotesi possiamo segnalare quella del ritrovamento del tesoro del Tempio, di documenti segreti contenenti conoscenze esoteriche  e addirittura l’arca dell’alleanza.[3]

Per poter formulare ipotesi più concrete è importante a mio avviso è anche il luogo dove scelsero di risiedere a Gerusalemme e dove condussero le loro ricerche: il tempio di Salomone. Un tempio simbolo non solo dell’ebraismo ma di tutta la tradizione esoterica occidentale. Il tempio di Salomone infatti fu costruito secondo precise indicazioni, proprio quelle che formeranno la cosiddetta geometria sacra. E il possesso di simili conoscenze potrebbe spiegare molte particolarità dei templari. ad esempio il forte accento mistico e spirituale della loro organizzazione. Infatti essi si trasformarono in una sorta di ordine guerriero dove importante era l’accento sui classici voti monastici di povertà obbedienza e castità, come se fossero impegnati assiduamente a portare avanti una sorta di purificazione interiore.

Le ipotesi a questo punto si fanno intricate: antichi documenti che spiegherebbero la loro profonda conoscenze delle dottrine neopitagoriche, essene e gnostiche. La stessa scelta della croce pattè come loro simbolo distintivo che deriva appunto dalla conoscenza dell’ottagono e di riflesso dalla geometria sacra.

Ma anche la leggenda che li vorrebbe possessori dell’arca dell’alleanza può far optare per una loro vicinanza a queste dottrine, in quanto anche l’arca era un simbolo della presenza di Dio sulla Terra, al pari delle cattedrali. Interessante notare come anche l’arca dell’alleanza segua precise disposizioni per la sua creazione, quasi fosse anch’essa prodotto di quelle sacre conoscenze che si riassumono nel motto ermetico:

 

come in alto così in basso[4]

 

Fu grazie a queste conoscenze acquisite non si sa come, che essi sono considerati dai molti coloro che favorirono il fiorire dell’arte gotica[5]. In tale arte era indispensabile l’applicazione di principi della geometria sacra, la teoria secondo la quale la proporzione geometrica, ha in sé una risonanza con l’armonia divina. Ciò sottolinea l’affermazione di Pitagora secondo cui il numero è tutto e rafforza il concetto ermetico che la matematica è un codice con il quale Dio parla all’uomo. [6] Per questo la cattedrale risultava funzionare come uno strumento alchemico in cui realizzare la grande opera, ossia la trasmutazione dell’uomo e dove il concetto di saggezza e sapienza che fu immesso come elemento vitale nella pianificazione delle stesse. Le cattedrali erano, dunque, inni alla Dea ne rappresentavano il corpo e simboleggiavano perciò l’universo che, nel suo grembo, conteneva l’essenza della divinità maschile.[7]

 

I Templari e Rennes le Chateau.

Rennes Le Chateau è uno dei misteri che ancor oggi intrigano e affascinano non solo semplici curiosi ma anche molti storici e esoteristi.

L’ordine fu presente come si è già sottolineato, nel Razes sin dai primi anni della loro costituzione tanto che fecero sentire la loro influenza anche su elementi che più tardi entrarono a costruire l’universo magico del mistero di Berenger Saunniere. Essi costruirono tutt’attorno a Rennes una serie di masserie spesso con l’appoggio delle famiglie che da sempre sembravano custodire quel qualcosa di magico presente nella zona. E l’ordine sembrava altrettanto desideroso di esercitare sulla valle una discreta ma continua sorveglianza probabilmente da mettere in relazione con gli aspetti prettamente magici che abbiamo già accennato di questa terra ricca di misteri. Le masserie templari che circondano Rennes sono, infatti, in numero dodici, quasi come se, al pari dei cavalieri della tavola rotonda, il loro compito fosse quello di proteggere e circondare un luogo sacro, paragonabile a qual centro mistico citato spesso da Evola[8] come patria della tradizione primordiale.

Esisteva davvero un segreto custodito da questa organizzazione occulta riguardante il suolo del Razes? E, questo segreto, aveva epicentro proprio a Rennes?

Interessante è un episodio citato da Mariano Bizzari:

 

Nel Razes, a partire dal 1156, sotto la diretta responsabilità del gran maestro Bertand de Blanchefort, i Templari avevano condotto alcune operazioni non poco enigmatiche…durante la sua maestranza i templari del Bezù fecero giungere nella zona una colonia di operai tedeschi. Questi lavoratori vennero assoggettati a una disciplina inusualmente severa che impediva loro di avere qualsivoglia contatto con la popolazione locale da cui vennero tenuti rigorosamente segregati…

Per quale motivo?

Cosa cercavano di tanto importante i templari?

Anche le spiegazioni ufficiali della loro permanenza al Bezù sono enigmatiche e richiamano le spiegazioni peraltro poco convincenti della loro costituzione. Infatti, ufficialmente i monaci guerrieri erano stati chiamati da Pierre de Voisins per proteggere la strada seguita dai pellegrini che si dirigevano a Santiago de Compostela. Ancora una volta si cercò di mascherare il vero motivo, la vera natura dell’ordine templare. Perché? Forse perché esisteva un patto tra le nobili famiglie e gli appartenenti all’ordine? Questo patto prevedeva la conservazione e la protezione di un segreto? Di una conoscenza occulta riguardante la regione?

Se così fosse ci troviamo davvero di fronte a una corrente sotterranea di tipo esoterico che, per secoli, si occupò di una regione che era terra di misteri, di energie arcane. Energie che se opportunamente sviluppate e usate potevano donare potere, conoscenza e ricchezza. I templari del Bezù, furono in stretto contatto con quella famiglie che da sempre covavano una certa simpatia per i movimenti eretici!

Abbiamo già citato le importanti casate con cui questo misterioso ordine ebbe profondi legami di amicizia e di parentela, tra questi gli Aniort. George Kiss ha individuato negli archivi del tempio di Douzens il nome di alcuni fratelli, signori di Rennes, nell’anno 1140.

Sappiamo inoltre che a Douzens si trovava una delle commende templari più importanti, se non la più importante del Razes.

Anche la famiglia dei Voisin[9] intratteneva buoni rapporti con l’ordine del Tempio; per questo motivo quando decise di ampliare la cappella comitale di Santa Maddalena e aprirla all’uso pubblico, affidò i lavori di costruzione ai templari. All’epoca Rennes appare sui documenti del tempio con il nome di Beate Marie de Reddae o Sancta Maria de Reddis.[10]

Anche se non fu mai esistita una commenda dell’ordine dei templari, eppure scrive Sabina Marineo:

 

L’ombra del tempio aleggia sul castello, sulla chiesa e sul cimitero. Impossibile ignorarla.[11]

 

Nel 1958, l’ingegner Cholet trovò dei documenti della famiglia Amaury-Monfort che contenevano una particolareggiata descrizione della chiesa di Santa Maddalena a Rennes.

Durante la crociata contro gli albigesi, Simon de Montfort aveva conquistato e saccheggiato Rennes, prima di cederla a un Voisin?

Possibile che, essendo stato il feudo di sua proprietà per un certo periodo la famiglia Amaury-Montfort fosse venuto in possesso di alcuni documenti dell’epoca. Cholet iniziò le sue ricerche nel 1959 e trovò effettivamente i nascondigli così come erano contrassegnati sulle pergamene di Montfort ma completamente vuoti. Inoltre segnalò sul suo rapporto la presenza di due scale sotterranee, l’una in vicinanza al pulpito l’altra della sacrestia.[12]

Dopo essere passato nelle mani dei Voisin e più tardi dei Marquefave, il feudo di Rennes diviene nel 1422 proprietà degli Hautpoul. Diversi discendenti di tale casata si susseguono quali signori di Rennes le Chateau fino a che, nel 1626, Phillippe de Niort sposa Paule de Negre.  Questa unione che ristabilisce dopo alcuni secoli gli antichissimi signori di Aniort nel dominio del Razes. Nel 1732 una discendente delle due famiglie Nègre e Niort, Marie de Nègre diviene moglie di Francoise d’Hautpoul de Blanchefort trovandosi in possesso di tutti i documenti che riguardano Rennes le Chateau.

Ed è forse questo segreto che darà vita alla leggenda di Rennes e sarà alla base della fortuna inaspettata di Berenger Saunniere.

Un segreto che forse non andrà dispero dopo la scomparsa dei due movimenti e che forse entrerà di diritto nei miti e nei simboli degli eredi diretti delle tradizioni catare e templari.

 

 

Note. 

[1]Julius Evola, il mistero del Graal, Mediterranee, 2002, pag 167

[2]   Secondo Nicole Dawe e Charles Bywater ci sono prove di catari che si rifugiarono dai templari dopo essere stati ridotti in povertà e non solo vennero accolti e protetti ma furono addirittura sepolti presso di loro. In seguito i templari fecero il possibile perché le famiglie dei catari e dei loro discendenti riavessero le loro terre. Addirittura ci sono prove documentali che dimostrano come, al culmine della crociata contro gli albigesi, il tempio diede soccorso a tutti quei cavalieri che combatterono a fianco dei catari contro i crociati (riportato in, La rivelazione dei templari, di Lynn Pickntt Clive Prince Sperling e Kupfer  2002, trad. Cristina Speciali. Pag 74)

[3]   Lawrence Gardner, I segreti dell’arca perduta, Newton e Compton Roma 2005, trad. Franco Ossola.

[4]   Logicamente tutte le ipotesi poi non necessariamente si escludono a vicenda; il ritrovamento di manoscritti segreti, magari contenenti conoscenze di tipo esoterico, non respingono il ritrovamento di altre importanti reliquie. Anzi spesso queste ipotesi possono addirittura essere interconnesse.

[5]     Il termine goetik infatti significa appunto magico.

[6]     Il tempio di Salomone è l’anima di Dio inscritta nella pietra.

[7]   Questa concezione del femminile è presente anche nel progetto delle chiese formate a pianta ottagonale, inscrivibili in un cerchio (come credevano fosse la forma del tempio di Gerusalemme). Il cerchio stesso simbolizza il femminile ossia i circoli e i cicli da sempre associati alla Dea sia in senso esoterico che biologico. Anche i tumuli sepolcrali primitivi erano rotondi in quanto rappresentavano il ventre della madre terra.

[8]    Julius Evola il mistero del Graal, Ed. Mediterraneee

[9]   Pierre fu signore di Rennes le Chateau nel XIII secolo.

[10]  Ciò ricorda l’iscrizione della lastra della marchesa.

[11]  Sabina Marineo, la tomba d’Arcadia all’ombra del tempio, http://www.sabina-marineo.net pag.3

[12] Cholet interruppe poi bruscamente le ricerche a causa di un incidente: una pesante trave di legno gli cadde ai piedi mentre entrava in chiesa. Inoltre ebbe la certezza di aver scorto un ombra furtiva che si allontanava. Questo episodio lo spaventò a morte facendogli credere di essere stato vittima di un tentato omicidio. Abbandonò Rennes e non vi tornò mai più.

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