“Il mondo non è stato creato una volta, ma tutte le volte che è sopravvenuto un artista originale. Marcel Proust”. Incontro con David Tieners. L’uomo e l’artista. A cura di Micheli Alessandra

 

Nato nel 1610 David Tieners era, come si dice, un figlio d’arte.[1] Se il padre preferiva scene desunte da opere letterarie, lui privilegiava le scene rustiche, di taverne, le nozze e le feste paesane. Questo aspetto semplicistico, però, veniva compensato da un lato del suo carattere che lo portava ad accostarsi al mistero e alla stregoneria. Molti furono i suoi quadri aventi come soggetto streghe, e laboratori di alchimia. I dipinti che, però, sono i più interessanti, hanno come protagonista San Antonio abate.

Uno è appunto la Tentazione di Sant’Antonio

Il quadro vede il santo circondato da molte tentazioni incarnate da donne voluttuose e da streghe volanti. Lo sfondo è un palazzo oppure un tempio in rovina.

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Il secondo dipinto ha come titolo Sant’Antonio e San Paolo.

I due sono ritratti davanti a una spelonca che rappresenta la loro casa davanti a un crocifisso e a un teschio. Antonio ha sul mantello il simbolo del Tau e in mano un libro, mentre Paolo indica il corvo che come ogni giorno giunge con del pane nel becco per il loro sostentamento. Sullo sfondo un paese posto in cima a una montagna, e in basso un pastore con il suo gregge.

In questo dipinto si notano molti particolari interessanti e molti simboli enigmatici ma illuminanti.

Innanzitutto è interessante osservare e analizzare i due personaggi rappresentativa Tieners: si tratta di due importanti santi forse molto diversi tra loro,che nel contesto religioso del cristianesimo assumono connotazioni diverse.

San Paolo è universalmente riconosciuto come l’inventore del moderno cristianesimo, colui che diede una nuova forma all’insegnamento di Cristo. Questo suo (peraltro discusso) ruolo, dà origine a differenti giudizi:: da uomo di menzogna (come la figura descritta nei testi quomranici) a innovatore. Secondo la tradizione, il ruolo storico di Paolo (Saulo di Tarso) fu quello di allargare l’orizzonte del nascente cristianesimo ( al tempo non era latro che una setta giudaica) diffondendolo tra i gentili e superando pertanto non solo il rigido ritualismo ebraico, ma anche il concetto di esclusivismo derivante dalla certezza del popolo ebraico di essere l’unico ed esclusivo depositario del patto tra uomo e Dio.

Questa ventata di innovazione sarebbe stata possibile poiché in realtà Paolo era cresciuto in un ambiente influenzato dalle religioni popolari misteriche ellenistiche (centrate sul concetto di morte e resurrezione di divinità salvatrici).[2] San Paolo, pur non essendo un diretto discepolo di Gesù e pur non avendolo conosciuto di persona, ne elaborò il messaggio sulla base di sue personali riflessioni, “inventando” molti dei concetti chiave del cristianesimo.[3] Un’altra teoria vuole Paolo come gnostico e i suoi insegnamenti conterrebbero temi tipici dello gnosticismo. In entrambi i casi, San Paolo è sicuramente un personaggio molto discusso.

San Antonio Abate, fu un eremita egiziano, considerato l’iniziatore del monachesimo cristiano. E’ inoltre considerato il protettore degli animali tanto che è solitamente raffigurato con accanto un maiale. Accostamento particolare, in quanto il maiale è un simbolo ambivalente. Infatti esso rappresenta sia la fertilità e la ricchezza, sia la voracità, l’ingordigia e la lussuria. Queste due concezioni sono caratteristiche di due differenti religioni, il significato malefico è tipico della concezione di religioni patriarcali (ebraismo, islamismo e cristianesimo), dato che esso è associato alla Grande Madre. In questa ottica è quindi possibile associare San Antonio al signore degli animali: Cerunnos. Dunque due antipodi: il volto ufficiale del cristianesimo,[4] e un santo che forse è la cristianizzazione di una divinità ancora più antica.

Una volta identificato i due Santi, osserviamo nel dettaglio il quadro.

Siamo al cospetto di una scena che è pervasa dall’atmosfera di mistero e di sacralità: il paesaggio è austero ma non cupo e lo scuro delle montagne è in contrasto con un cielo luminoso. Luci e ombre, i due venerabili sono davanti a una misera casa che è dipinta in una tonalità più scura, è in ombra. I due volgono le spalle e sono di fronte a un crocifisso e a un teschio. Il crocifisso è l’emblema del cristianesimo, lo strumento di supplizio di Gesù, ma anche simbolo di redenzione poiché è dopo la morte in croce che avviene la resurrezione. Inoltre l’asse verticale, indica, la terra connessa con il cielo; esso è conficcato nella terra e quindi simboleggia le radici della vita nella terra, l’asse orizzontale simboleggia la scala che consente di salire al cielo. Non solo. La croce a quattro braccia è associata al numero quattro. Il che ci riporta all’ordine, al superamento del dualismo alla capacità dell’uomo (la croce rappresenta anche la figura umana) di portare ordine nel cosmo. Unione dei contrari e simbolo del percorso iniziatico nascita, morte e ascesi. La figura umana inchiodata alla croce, pertanto rappresenta sia la morte del corpo e l’ascesi spirituale, sia il superamento della quadrinomia. Questo, poiché nella croce è contenuto anche il centro, è possibile raggiungere l’origine dei quattro elementi attraverso il passaggio alla quintessenza, lo spirito del mondo dal quale siamo stati generati e poi separati, appunto nei quattro elementi. In questo contesto il teschio assume il significato di caput mortum, il simbolo della trasformazione spirituale del metallo grezzo, l’uomo materiale, in oro , l’uomo immateriale, attraverso la morte o il dissolvimento.

Tieners affascinato dall’alchimia ripropone qui le fasi più importanti dell’opera alchemica, della fase in nero (il solve) che porta inevitabilmente alla fase in bianco (il coagula). Sant’Antonio tiene in mano un libro aperto offerto agli occhi di tutti. Ma attenzione, nelle opere alchemiche più il testo sembra chiaro più è mascherato. Se apparentemente sembra che le verità siano rivelate, esse sono in realtà più oscure. La sacra arte è sapienza, dono che Dio concede a chi vuole, a chi sa leggere, rileggere, pregare perché il libro apre il libro. In questi testi è certo che il vero significato è ancora più coperto del solito. Non si riveleranno mai le cose divine a chi è spiritualmente impreparato a riceverle.

L’opera alchemica è lì rappresentata ma inaccessibile.

San Antonio ha dipinto sul mantello il simbolo del Tau dove è racchiuso il segreto del Graal. Ed è proprio quel simbolo la chiave d’accesso all’universo mistico e spirituale. Questo punto esoterico di congiunzione di tutte le religioni monoteistiche dell’occidente, nonché di tutte le organizzazioni segrete, è definita il Sigillo del Dio vivente, dall’antico testamento o l’albero della conoscenza. Ed è qui che è nascosto il segreto della Resurrezione, quel segreto inavvicinabile ai molti, agognato a tutti, ma raggiunto da pochi. Mentre San Antonio, il custode del Segreto ci invita a cercare, San Paolo gli indica il corvo. ? il corvo la strada che porta al disvelamento del segreto la strada che ci porterà a raggiungere quel paese che intravediamo sulla montagna, l’origine di tutte le cose, patria della Gerusalemme Celeste. E proprio perché Tieners ci svela il percorso ma ci spinge a tenerlo velato, che il segreto deve essere sussurrato solo a chi desidera ardentemente arrivare in cima alla montagna, per vedere come è grande l’orizzonte si impegnerà a cercare la via del corvo.

Un significato alchemico dunque?

Non solo.

Nel dipinto è possibile anche individuare una sorta di geometria occulta in base alla quale è possibile tracciare una mappa che si incastra in modo perfetto con le linee e gli angoli che si possono ricavare dal quadro di Poussin.[5]

Uno studio interessante,[6]evidenzia ulteriori interessanti elementi. Pare che nel dipinto, proprio sulla parete rocciosa alle spalle dei due santi, la roccia assuma una figura particolare: una testa di orso.

E questa figura richiama il mistero intricato Rennes le Chateau. Da uno degli scritti di Berenger Saunniere, infatti, oramai purtroppo introvabile ma la cui esistenza appare certa, c’è scritto:

in tutto quel paesaggio la cosa più importante è un orso bruno.

A cosa si riferisce?

Molti autori e studiosi propendono per una spiegazione di tipo astrologico; si ritiene cioè che si tratti di una costellazione, più precisamente l’orsa maggiore, citata più volte negli scritti che riguardano il segreto di Rennes.

Perché proprio l’orsa?

Alle due costellazioni s’ispirano miti e credenze apocalittici legati al concetto di fine di una era. Inoltre il moto dell’orsa intorno al polo descrive un cerchio che potrebbe aver ispirato la leggenda della tavola rotonda. L’orso poi nella simbologia è un animale sacro alla divinità femminili-ctonie. La sua valenza tellurica e sotterranea simboleggiava in realtà il respiro della terra che emanava e si manifestava nelle caverne. ? altresì il materiale da cui inizia l’opera alchemica dato che è simbolo degli istinti brutali dell’uomo e delle fasi iniziali dell’evoluzione dello spirito della singola persona.

Nelle tentazioni di San Antonio, invece, compare un volto ammantato. La donna che pare una strega sembra indicare al Santo proprio quel volto inciso sulla roccia della caverna. Di chi è quel volto? A prima vista sembrerebbe il volto di una donna ammantato del velo tipico delle donne mediorientali. Se fosse riferito alla Maddalena potrebbe essere un riferimento geografico, visto i numerosi luoghi dedicati alla particolare santa.

 

La via del corvo in David Tieners

Il nostro viaggio inizia dalla casa diroccata, ossia da una condizione dell’animo umano degradata e impoverita. Siamo nel buio dell’ignoranza eppure riusciamo a intravedere la luce del cielo e da lontano la Gerusalemme celeste.

Diamo le spalle al vecchio io pronti a intraprendere il cammino.

Di fronte al crocifisso contempliamo il mistero della morte e della resurrezione, strumento di supplizio e di elevazione.

Siamo pronti ad affrontarlo? Ad essere inchiodati alla materia morire e poi rinascere?

La croce è molte cose:

  • l’unione dei contrari (sopra-sotto, destra-sinistra)
  • la vita (il percorso terreno dalla nascita alla morte del corpo, crescita basso-alto o ascesi dell’anima al cielo)
  • l’asse verticale indica la terra connessa con il cielo essa è conficcata nella terra, e quindi simboleggia le radici della vita nella terra.
  • l’asse orizzontale simboleggia la scala che consente di salire al cielo. Non solo. la croce a quattro braccia è associata la numero quattro che riporta l’ordine, che spinge al superamento del dualismo alla capacità dell’uomo (la croce rappresenta anche la figura umana) di portare ordine nel cosmo.

La figura umana inchiodata sulla croce rappresenta il nostro sacrificio, la morte dell’ego, del se, della materialità per favorire l’ascesi spirituale. Ma anche il superamento della quadrinomia poiché contenendo anche il centro è possibile raggiungere l’origine dei quattro elementi attraverso il passaggio alla quintessenza, lo spirito del mondo dal quale siamo stati generati e poi separati appunto nei quattro elementi.

Nel nostro percorso ci troviamo davanti al teschio, il caput mortum, il simbolo della trasformazione spirituale del metallo grezzo, l’uomo materiale in oro (l’uomo spirituale) attraverso il dissolvimento.

Questa rappresenta la fase alchemica della nigredo che ci porterà la promessa dell’albedo della fase in bianco, tappa necessaria per ottenere la pietra filosofale.

Ma attenzione. Più il testo sembra chiaro più invece è mascherato; se sembra che la verità sia rivelata più essa è in realtà oscura. La sacra arte è sapienza, dono che Dio concede a chi vuole, a chi sa leggere rileggere, e pregare affinché la sapienza ci illumini, perché il libro apre il libro. Il vero significato è ancor più coperto ora che ci avviciniamo al segreto perché non si riveleranno le cose divine a chi è spiritualmente impreparato a riceverle, l’opera è lì rappresentata ma inaccessibile.

Ecco allora balenare la chiave il Tau sul mantello del Santo, del Signore degli animali, lì è racchiuso il segreto del Graal, i segreto della rinascita, della guarigione, del principio femminile, dell’imperatrice ed è lì che è custodita la chiave id accesso all’universo mistico e spirituale. Questo punto esoterico di congiunzione di tutte le religioni, di tutte le organizzazioni, di tutti gli ordini monastici è definita il Sigillo di Dio vivente o l’albero della conoscenza.

Qui è nascosto il segreto della resurrezione segreto inavvicinabile ai molti, agognato da tutti ma raggiunto da pochi. Ci invita a cercare  e lungo la cerca finalmente l’indicazione: il corvo chi disgelerà il segreto,la strada verso la Gerusalemme celeste posta sulla cima della montagna sacra, il centro del mondo, l’origine di tutto.

Il nero del Corvo è il nero delle tenebre è il colore della morte.

In Alchimia è l’inizio della Grande Opera, la prima fase attraverso la quale il cammino verso la trasmutazione iniziava. La materia prima veniva scaldata vigorosamente nell’uovo alchemico posto sull’athanor, finché la materia, mediante il processo di putrefatio, si calcinava carbonizzandosi: nigredo. Quando la nigredo avveniva seguendo un processo di riscaldamento forte e veloce, l’operazione si diceva eseguita secondo la via secca e il simbolo impiegato negli scritti era il Corvo.

In alternativa alla via secca esisteva quella definita umida in cui la materia, comunque, giungeva allo stato di putrefazione, ma in un tempo estremamente più lungo con un riscaldamento lento e una continua circolazione. In questo caso l’animale utilizzato per la metafora era il rospo. Un’altra allegoria per la rappresentazione di questa fase fu il Dragone Ouroboros, un consueto abitante dell’ampolla degli alchimisti. Il significato del dragone fu quello dello spirito che esala dalla terra quando la sostanza primigenia inizia a rilasciare le parti essenziali che poi si sublimeranno nell’alto dell’ampolla. La putrefazione culminava nella calcinazione, la cui corrispondenza era il Bianco Cigno.

Il corvo è anche  il primo grado iniziatico, simboleggiava la morte del neofita.  Nella Persia antica era abitudine esporre cadaveri sulle torri funerarie perché fossero mangiati di corvi. Il Corvo, come simbolo della morte, può anche essere visto su alcune carte dei tarocchi come la carta numero 13, invece della Morte. A questo punto il neofita muore e rinasce in un corso spirituale. Al neofita veniva assegnato un mantra da ripetere e i suoi peccati venivano lavati nell’acqua, con il battesimo.

Il neofita si desta dal lungo sonno in cui ha dormito per molti anni e si apre a una nuova esperienza che è quella della luce; apre le porte del suo io per spogliarsi ed entrare nudo nella luce.

Tramite il corvo si arriverà all’intera manifestazione, Oltrepassare questa condizione ordinaria significa intraprendere la scalata della Montagna il cui compimento rappresenta per l’uomo la completa realizzazione di tutte le sue possibilità.

Si tratta di raggiungere non tanto un luogo ma uno stato in cui si riveste la funzione di Re del Mondo o Sovrano-Pontefice, cioè di colui che è capace di essere mediatore tra questo mondo e i mondi superiori.

Scopo del viaggio (e anche dell’iniziazione) non è solo quello di raggiungere la vetta del Monte, ma di proseguire il viaggio oltre, elevandosi a stati ancora superiori.

L’uomo, per intraprendere l’ascensione, deve pure dimorare al centro della propria individualità e, attraverso un adeguato cammino, deve poter “scendere” nella propria Natura Essenziale, punto di partenza per elevarsi verso la Cima.

Anche Dante inizia il suo viaggio da una posizione di centralità sia temporale (“nel mezzo del cammin di nostra vita”) che spaziale, scendendo prima al centro della Terra e da questo risalendo verso il Cielo.

Il Centro rappresenta quindi l’Origine di tutte le cose da dove, per la sua stessa potenza (Shakti), si diparte l’intera manifestazione che gli ruota attorno, dispiegandosi in tutte le sue possibilità con un’azione centrifuga che trova ulteriori espressioni sempre più lontano dal centro stesso.

Ritornare all’Origine delle cose significa riavvicinarsi al centro (6) ritrovando la saldezza dell’immobilità e dell’eternità.

La Cima rappresenta anche il luogo in cui la Tradizione viene conservata: ma come il Paradiso Terrestre è divenuto inaccessibile, così lo può divenire la Tradizione, lontana e nascosta, come fosse perduta, ma conservata in alcuni centri occulti, ovvero sulle Cime inaccessibili.

L’estinzione dell’io è il superamento del molteplice per il raggiungimento della Vetta, unico punto nel quale vi è comunicazione, via di passaggio, verso il Cielo.

Nel simbolismo evangelico, questa via di passaggio è anche una porta stretta, la “cruna dell’ago” attraverso la quale i “ricchi” non possono passare in quanto sono stati incapaci di impoverirsi delle loro “molteplicità” e pertanto non hanno saputo ascendere dal sapere distintivo alla Conoscenza unitaria rimanendo prigionieri indefinitamente dei cicli di manifestazione.

Il mito della montagna sacra rispecchia la natura umana e la sua necessità potenziale di elevarsi verso stati psichici più ampi, verso una coscienza cosmica.

Per concludere…..

Bisogna ricordarsi dipinto non è mai soltanto un dipinto.

Un quadro spesso rappresenta una mappa cifrata che ci indica un percorso iniziatico.

Attraverso immagini colori, linee e  simboli riesce a attivare in noi una sorta di memoria genetica, profondamente impressa nel nostro DNA; il ricordo della nostra origine divina e il ricordo della via attraverso cui tornare a casa……

 

 Perchè come esiste laddove esiste la possibilità di cadere…esiste anche la possibilità di risalire….

 

Note

[1]     Il padre ricalcava lo stile fiammingo ed era specializzato  in scene di carattere mitologico e religioso con una predilezione per i quadri ricavati da opere letterarie.

[2]     Hyam Maccoby, Paolo e l’ellenismo.

[3]     Secondo questa teoria anche i Vangeli e gli altri scritti successivi cristiani sarebbero stati complicati per riflettere il pensiero di Paolo.

[4]     Seppur bisognerebbe accordarsi su cosa sia il cristianesimo ufficiale.

[5]     R. Andrews, P. Schellenberger, alla ricerca del sepolcro, Sperling e Kupfer, Milano 1997.

[6]    Altre rivelazioni sul terribile segreto di Rennes le Chateau, pubblicato sul sito http://www.ordinedeltempio.it

 

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