Dietro le quinte della letteratura. Questo strano personaggio: il bookblogger. Incontro con Elisa Santucci. A cura di Milena Mannini e Micheli Alessandra

 

Il bookblogger sta diventando una figura di riferimento nel mondo editoriale self e non solo. Anche molte case editrici si rivolgono a questo strano essere, metà persona e metà libro, che ha l’arduo e delicato compito di fungere da ponte tra l’autore e il suo libro e il pubblico vasto e variegato dei lettori. Tutto questo tramite recensioni, presentazioni e segnalazioni dei libri e opinioni letterarie. Pertanto, il book blogger rischia di diventare influente e decisivo della sorte non certo dei grandi, che grandi restano, ma dei piccoli autori emergenti, esordienti e self. Sono i blogger che definiscono e elaborano le idee e le percezioni verso il prodotto finito, coinvolgendo quindi più di una categoria professionale: dagli editor, ai grafici, agli editor.

Che competenze deve avere?

Che tipo di cultura?

Che eticità guida i suoi interventi?

Queste sono le domande che molti si pongono e che spesso cozzano contro una realtà nebulosa fatta di piccoli che ambiscono a divenire grandi a spese, spesso, dell’obiettività, della capacità di comprensione preferendo l’aspetto scenico alla Sgarbi e perdendo di vista il loro ruolo asservito al pubblico. Il blogger deve far conosce il testo più che la sua personale visione del testo. Deve distribuire conoscenze e, perché no, insegnamenti, più che schemi rigidi di personali interpretazioni. E non può o non dovrebbe elargire opinioni personalistiche ma analisi.

C’è però un altro aspetto da considerare: è comunque una passione totalmente gratuita e per questo non ci si aspetta una specifica formazione ma solo disponibilità e amore per i libri. Se poi questo amore coincida con il narcisismo sono piccolo futili dettagli.

Ma può la totale spontaneità della professione, nata per caso, quasi spesso in conseguenza della manifestazione di un lavoro nato da un sostanziale passatempo, esentarsi dalla professionalità?

Può la totale gratuiticità del servizio fornito, estraniarsi dall’obiettività e dall’onestà intellettuale?

Sono le domande che abbiamo rivolto a Elisa Santucci blogger del mondo incantato dei libri.

Sentiamo cosa ci risponde.

Milena Mannini e Micheli Alessandra

 

Chi è Elisa Sanntucci

 Elisa Santucci è moglie e mamma con la passione per la lettura, la poesia, l’arte e la musica.

E’ una lettrice famelica, leggo di tutto e amo scrivere le mie impressioni, non recensioni questo è lavoro per i critici, ma solo ciò che il libro letto suscita .

Gestisce il blog il mondo incantato dei libri con recensioni di poesie e di arte e collabora con il giornale http://www.expartibus.it/

Sito Web

https://ilmondoincantatodeilibri.altervista.org/

 

M. Cosa significa diventare il book blogger.

E. Io sono diventata book blogger per caso, amo leggere da sempre, ricordo me stessa sempre con un libro tra le mani, ad un certo punto ho scoperto che mi piaceva scrivere le mie impressioni e smanettando in giro sul web ho scoperto queste piattaforme blog e così ho deciso di aprirne uno, quasi in punta di piedi, infatti all’inizio lo sapevo solo io non lo pubblicizzavo per nulla, poi col tempo ho scoperto che chi leggeva apprezzava le mie recensioni ed eccomi qua.

A. Che cultura letteraria deve avere secondo te

E. Un book blogger deve necessariamente avere una cultura letteraria eterogena nel senso deve aver letto  generi diversi partendo sicuramente da qualche classico, deve conoscere il panorama letterario, non solo gli esordienti che tendono a contattare direttamente i blog per chiedere pubblicità.

M. Cosa significa scrivere recensioni.

E. Bella domanda. Scrivere recensioni fatte bene è un lavoro da critici letterari con conoscenze specifiche, le recensioni dei blogger sono più di pancia se si può dire, di cuore , di sensazioni, ma certamente non deve mancare una menzione allo stile letterario, alla struttura del romanzo, alla padronanza linguistica dell’autore, ed infine secondo me deve scovare il messaggio intrinseco che l’autore vuole dare.

A. Obiettività o soggettività, cosa caratterizza un blogger?

E. Un blogger dovrebbe essere obiettivo e spesso lo è, ma obiettività e soggettività in una recensione vanno a braccetto, in quanto non si può scrivere di un libro senza comunicare cosa ti ha lasciato dentro. L’obiettività certo è fondamentale per un blog serio , se è un grande romanzo lo è anche se non è nelle nostre corde, perché magari amiamo altri generi letterari.

A. Cosa pensi del mondo letterario contemporaneo

E. Domanda di riserva? Scherzo  ci sono le grandi case editrici con i loro autori di successo spesso solo famosi, le piccole realtà editoriali che faticano ma spesso hanno ottimi autori  ed infine il selfpublishing  che è un discorso a parte, le case editrici a pagamento manco le menziono. Dal punto di vista qualitativo ci sono ottimi autori  italiani soprattutto giovani ma la parte del leone la fanno sempre i grandi autori stranieri.

M. Quanto conta il talento oggi nella stesura dei libri

E. Il talento è fondamentale ma ahimè oggi scrivono tutti anche chi dovrebbe scrivere solo per se stesso.

M. Quali sono i generi che si leggono e quali sono penalizzati

E. Si legge poco in generale, ma quel poco che si legge è roba commerciale fantasy, erotici, libri a puntate, ma per fortuna ancora si legge la bella narrativa italiana ho visto  per esempio le otto montagne di Cognetti e L’arminuta della Di Petrantonio, bei libri che sono da settimane nelle classifiche di vendita. I generi penalizzati dici ? I classici si continuano a leggere solo a scuola e questo è un vero delitto.

A. Cosa pensi del self pubblishing?

E. Il selfpublishing è un discorso controverso, tutti possono pubblicare a costo zero, c’è di tutto, romanzi pessimi mancanti di editing e di un minimo di autocritica, e buoni prodotti che nella massa di robetta saranno penalizzati, in quanto molti non leggono self per principio. Urgerebbe un minimo di autocritica, recensioni veritiere e non fatte per amicizia , si leggono paroloni come capolavoro e pietra miliare riferiti a libretti da diario personale.

A. Secondo te il livello del lettore medio è davvero basso?

E. Non è il livello del lettore medio ad essere basso, ma le proposte editoriali ad andare verso il basso, si legge ciò che è di moda e spesso di moda è robaccia che sicuramente non ha né scritto né pubblicato il lettore. Il problema reale è che l’editoria è business e se una trilogia erotica vende, poco importa il suo valore, si continua il filone, se un personaggio della tv scrive un libro e vende, si continua su questa falsariga, con il risultato che uno scrittore di talento in questa giungla ha difficoltà non a farsi notare ma proprio a farsi pubblicare.

M. C’è una certa responsabilità dei blog nel creare la sensazione che esista oramai solo un certo tipo di romanzi? (romance o erotici)

E. Assolutamente sì, molti blog non recensiscono altro, non recensiscono libri famosi  di autori stranieri ed italiani , ma solo di autori emergenti per la maggior parte provenienti dal self e che chiedono espressamente recensione. Io con il mio blog cerco di diversificare le recensioni, è una mia politica.

M. Un blogger può essere anche uno scrittore secondo te?

E. Un blogger e uno scrittore sono due cose diverse. Se ha talento perché no, ma non perché è un blogger.

A. L’onestà intellettuale è possibile nella recensione?

E. Non solo è possibile ma fondamentale, se non hai onestà intellettuale la recensione non ha alcun valore.

A. Cosa pensi del mondo dei blog di oggi.

E. Sono innumerevoli, c’è di tutto, ce ne sono ottimi, professionali con recensioni oneste intellettualmente, che trattano generi letterari diversi, ma ce ne sono anche alcuni che sembrano fan più che recensori. Come in tutte le cose c’è il meglio ed il peggio

M. In una recensione ci sono limiti da non superare?

E. Sì, i limiti dell’educazione e del rispetto del lavoro altrui, un giudizio negativo si può e si deve dare, ma non si deve mai andare verso l’offesa personale e ledere la dignità lavorativa dell’autore.

 

A. Stroncare o consigliare l’autore?

E. Ogni recensione è un giudizio personale del libro letto, con un secondo me si può anche consigliare o sconsigliare la lettura ovviamente argomentando.

M. Come ti comporti davanti alle critiche?

E. Le critiche aiutano a crescere, se sono costruttive, se non dettate da antipatia.

A. Cosa pensi della corsa alle stelline di amazon

E. Uno specchietto per le allodole.

M. Per essere una blogger, ci sono compromessi a cui si deve scendere a patti?

E. Assolutamente no, la libertà e l’onestà intellettuale prima di tutto, per quanto mi riguarda quando mi diranno cosa scrivere rifiuterò di fare le recensioni, io gestisco il mio blog per passione non per corsa al successo.

M. Case editrici e Self richiedono trattamenti diversi

E. Per me no, io se leggo un libro faccio la mia onesta recensione indipendentemente da chi la chiede.

M. Come si effettua la scelta dei collaboratori

E. Ti parlo della mi esperienza, io li scelgo in base all’onestà intellettuale ed ovviamente alle loro recensioni,  una minima conoscenza letteraria, ma soprattutto serietà e voglia di crescere insieme.

M. Hai mai rifiutato di fare una recensione?

E. Sì, quando il libro era talmente illeggibile da doverlo irrimediabilmente stroncare.

M. Passerai dall’altra parte della barricata?

E. Non credo, per ora sono da questo lato , ho appena cominciato…

 

Un grosso grazie a Elisa e vi lasciamo con un’aforisma:

 

L’onestà è il primo capitolo del libro della saggezza.
(Thomas Jefferson)

 

 

 

 

 

 

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