“Pericolose ossessioni” di Bob Van Laerhoven, (traduzione a cura di Paolo Santini) Babelcube editore. A cura di Vito Ditaranto.

 

Ero immersa nei miei sogni in una apparenza brillante e corretta

e il mio sonno è stato interrotto, ma il mio sogno rimaneva chiaro

sotto forma di vallate luminose dove si sente l’aria limpida

ed i miei sensi si sono riaperti.

Mi svegliai (sentendo) l’urlo della gente che ha il potere di redimere l’opera dei pazzi fino alla mitezza, alla pioggia della grazia…

La gente ha il potere.

Gli atteggiamenti vendicativi diventano sospetti e rannicchiarsi come per

ascoltare con le braccia protese in avanti perché la gente ha le orecchie

e i custodi e i soldati giacciono sotto le stelle scambiando ideali

e abbassando le braccia per disperdere nella polvere… i miei sensi di nuovo aperti (al mondo).

Mi sono svegliata piangendo

La gente ha il potere…

“People Have The Power”, Patti Smith

 

Noi siamo il potere.

Noi siamo ciò che costruiamo, ma abbiamo davvero il potere di provocare ciò che immaginiamo oppure, più semplicemente, le cose accadono e dobbiamo gestirne le conseguenze?

Un soggetto perseguitato dal dubbio di poter fare del male agli altri si troverebbe in grave difficoltà se le sue fantasie si traducessero in eventi reali a causa di trame accidentali, come avviene in “Pericolose ossessioni”. Avrebbe la conferma di ciò che temeva.

L’amore e la sua malattia divengono fonte di violenza, in un romanzo in cui varie storie  e racconti di violenza e amore, continuano ad intrecciarsi inevitabilmente con provocazione ed emozione in vari luoghi apparentemente lontani tra loro, in un Algeria degli anni cinquanta, in un campo di concentramento per zingari durante la seconda guerra mondiale, in una città di confine peruviana dove il furto è un’arte mortale, in Liberia durante la guerra civile degli anni novanta. Ma l’amore trionfa su tutto, tranne che nelle nostre ossessioni.

Tuttavia la nostra esperienza concreta è molto diversa; da un lato le probabilità che una situazione catastrofica si verifichi sono estremamente basse, dall’altro il tentativo della nostra mente di prevedere gli eventi per potersi meglio adattare ad essi si scontra con l’impossibilità di eliminare l’incertezza, l’imprevedibilità.

Qui i pensieri ossessivi si trovano davanti alla scelta più importante: posso rinunciare al controllo e ai rituali accettando che esista una remota possibilità che l’evento temuto si verifichi, e dicendo che quella possibilità non è comunque legata alle nostre azioni?

Il contenuto delle paure più grandi può tradursi in realtà ma non perché lo abbiamo immaginato, può prendere forma. Il sentimento di responsabilità, così presente nelle personalità ossessive, può ridursi attraverso il contatto con le proprie fantasie e allenandosi a immaginare qualunque genere di scenario, per poi verificare e percepire che quell’attività mentale non ha alcun potere deterministico.

In “Pericolose ossessioni”,  la fantasia più catastrofica rimane nulla più di una fantasia, al pari di ogni altro esercizio di immaginazione che venga invece vissuto come più accettabile.

Siamo tutti capaci di fare del male quando lasciamo scorrere liberamente i nostri pensieri angosciati, ma solo passando all’azione diventiamo colpevoli.

Tra il pensiero e l’azione esiste la volontà, confine solido e strutturato che ci permette di orientare la nostra esperienza.

“…Un uomo e una donna possono essere malvagi per natura, eppure credere in un ideale di amore soffuso di fiducia e galanteria.

Succede più spesso di quanto si pensi.

È una legge di natura che la malvagità agogni la purezza…”

 

 

“…Generalmente gli ubriaconi sono persone passive, ma a volte possono essere stimolati ad agire, di solito con la paura.

Come me in questo momento…”

 

 

“…I cadaveri in strada si rosolano nel sole cocente di mezzogiorno. Le zanzare sono in attesa, i miliziani sono in attesa, le truppe governative sono in attesa. Sono le tredici e quarantacinque in punto. Dall’attacco della notte precedente, disperso dalle truppe governative, la città è calma…”

 

“Pericolose ossessioni” è un libro che va oltre l’immaginario e costruisce una bella storia partendo da una moltitudine di storie intrecciando la vita dei vari protagonisti fino a rivelarci qualcosa che non ci saremmo aspettati.

I personaggi sono ben costruiti e si incastrano alla perfezione.

Accattivante e sconvolgente il romanzo non stupisce ma lascia il lettore letteralmente incollato alle sue pagine.

La tensione emotiva è tenuta sempre ad alto livello, non ci sono momenti di pausa e ad ogni capitolo non mancano colpi di scena e nuovi orizzonti inesplorati. La vicenda narrata, infatti è  molto complessa.

La conclusione è che il bene non può esistere senza il male.

Un romanzo ben scritto, con un finale a sorpresa. Un libro che scorre velocemente.

Un libro, essenziale e folgorante, radicato nella vita dell’autore.

Libro consigliato e da leggere.

 

Ora “Sorridi”. E quando avrai un momento di smarrimento o indecisione, fermati, aspetta e senti il tuo cuore.

…a mia figlia Miriam con infinito amore…vito ditaranto.

 

 

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