“La luce dell’universo” di Sara Fusco. A cura di Micheli Alessandra

 

Sarà colpa dell’arrivo dell’odiata (dagli altri) festa di Halloween o come amo chiamarla io All Allow’ Eve, ma la mia riflessione si è concentrata sul tema della morte, del dolore e soprattutto del male. Un male evocato, secondo i più, nelle tetre notti di fine estate, un male agguerrito, che minaccia le tenere anime dei devoti e dei fedeli, prede succulente di un’entità che di esse si nutre.

Una percezione tenebrosa e catastrofica, degna dei più splatter film di B-movie più che del substrato filosofico di una religione, che dovrebbe raccontare e rendere intellegibili i legami tra noi e l’universo. Ecco che il male diviene terreno di scontro delle diverse visioni del mondo che io, personalmente, schematizzo in visioni di origine caldea e visioni più propriamente sciamaniche di derivazione indoeuropea. tutte e due hanno la visione di un mondo primordiale come massa informe senza struttura considerata caotica e disordinata. La differenza appare non tanto riferita alle successive manipolazioni divine, ma più che altro all’idea stessa di Caos primordiale. Per alcuni orrenda minaccia, per altri punto di partenza necessario dell’azione creativa dell’intelligenza divina o mente ecologica.

Da questa considerazione parte il mio amore per la scienza, fonte primaria di ogni substrato mitico e filosofico. Sono, infatti, una convinta sostenitrice dell’idea che, ogni mito, ogni concetto sacro, ogni tradizione contenga in sé un principio scientifico nascosto o abbellito da una sintassi ridondante, piana di simboli e di abbellimenti stilistici. cosi i dardi degli elfi possono apparire come semplici inversioni di germi, o cosa dire dei bellissimi miti egizi e sumeri o addirittura latino americani?

Per due studiosi De Santillana e von Dechend, tutti i racconti mitologici hanno in realtà una struttura astronomica e raccontano di uno dei fattori indispensabili per il passaggio delle ere ossia la precessione degli equinozi. Dal loro capolavoro Il mulino di Amleto, sono poi partiti una serie di studi tra cui il mistero di Orione e gli studi di un giornalista Graham Hancock, nonché quelli più azzardati che rielaborano il mito cristiano in chiave astronomica e solare.

Fantastico.

Ora vi direte cosa centra questa disquisizione con il libro in questione?

Vi rispondo subito miei cari lettori. Con una parola che ho incontrato durante i miei studi scientifici (ebbene sì vi stupirò, ma sono reduce da una formazione prettamente scientifica) ossia entropia.

Questa arcana parola non è altro che un derivato della filosofia greca e direi di tutti i miti che presupponevano che da un caos primordiale, fu possibile, merito di un’intelligenza sovrumana, di creare ordine, dunque vita.

Non a caso l’etimologia greca (sottolineo greca) della parola significa nient’altro che trasformazione interna (ἓV en dentro e τροπή tropé, trasformazione). Riferito alla filosofia della fisica (una particolare e affascinante branca della suddetta materia che molto si avvicina alla metafisica) significa che l’intera energia del sistema isolato (universo) è costante e l’entropia totale è in continuo aumento fino a raggiungere un equilibrio. Ciò significa che non si può né creare né distruggere l’energia né la si può trasformare in una forma senza che una parte venga dissipata sotto forma di calore.

Cosa accade quando raggiungono uno stato stazionario e di equilibrio?

Che il passaggio di calore, da uno stato all’altro, da una configurazione all’altra smette. Non vi interessa?

Aspettate a dirlo. Perché quando tutto il nostro universo si troverà alla stessa temperatura (assenza di passaggio di calore) nessuna trasformazione sarà più possibile, ciò significherà la morte (fredda) del sistema universo.

Ed è lo scenario, disastroso e terrificante ipotizzato dalla nostra Sara Fusco.

L’Universo si stava incrinando su se stesso, e il suo Spirito non riusciva più a tenere sotto controllo l’immensità che lui stesso aveva creato. Il suo potere gli stava sfuggendo di mano.

Perché gli esseri viventi stavano inspiegabilmente sparendo e l’Universo era pronto a implodere.

Cosa causa questa terrificante possibilità?

Ebbene è il sogno coltivato da ogni religioso (ortodosso) o come direbbe un famoso biblista, un ultras (cattolico, islamico, ebraico non importa la dicitura) ossia:

 

Ma tutto ciò aveva avuto fine nel momento in cui il Male era stato sconfitto definitivamente dal Bene.

Il nostro sogno di perdurante armonia, di mancanza di dialogo anche duro tra i due principi apparentemente in lotta tra loro comporta la distruzione e la sparizione della mente universale. E tutto questo perché:

non esisteva l’opposto fondamentale per poter continuare a vivere: il Male.

La Fusco, nonostante la sua giovane età, nonostante non sia come me totalmente immersa nella lettura di pesanti tomi scientifici, riesce a intuire il grande segreto svelante l’enigma della vita ossia la vera composizione del nostro universo. E questa riflessione si collega alla domanda fondamentale, oggetto del testo in questione su cos’è la vita.

E qua mi permetto di citare un’artista, Claudio Nigris che afferma:

L’entropia è tutto ciò che ti circonda compreso l’intero universo; se non ci fossero il caos e il disordine, non ci sarebbe vita, perché l’entalpia, cioè  l’ordine e l’equilibrio, equivale alla morte. Tutti gli organismi viventi, quindi per poter funzionare, devono trovarsi sempre fuori dall’equilibrio: solo così possono fare cose, muoversi, agire, vivere

Questa frase richiama le teorie di un famoso fisico e biologo Schrödinger, che asseriva come l’atomo, fonte di vita, fosse non un centro di ordine, ma di disordine che combatte attraverso i legami molecolari che tendono a combattere l’instabilità. E’ questa interazione ordine/ disordine stabile/ instabile che genere quel movimento entropico che permette all’organismo umano e all’universo di reagire alla morte totale del sistema. La volontà di reagire all’attentato alla propria stabilità è la basa su cui si forma e si rigenera la vita stessa.

 

l’organismo «può tenersi lontano da tale stato [l’entropia massima cioè la “morte”] solo traendo dal suo ambiente continuamente entropia negativa […] meno paradossalmente si può dire che l’essenziale del metabolismo è che l’organismo riesca a liberarsi di tutta l’entropia che non può non produrre nel corso della vita»

 

Ogni sistema è costituito in modo tale che si possa opporre, sempre e comunque, alla legge universale che conduce ogni cosa a uno stato inerte. E questo avviene con uno scambio continuo di energia e calore. Pertanto è viva ogni cosa che si opporrà alla disgregazione, alla stasi all’immobilità a cui tutti i sistemi e i corpi vanno incontro, prima o poi.

E leggete gli stralci del testo della Fusco

Lo Spirito dell’Universo aveva creato due opposti necessari per la sopravvivenza di tutte le specie. Non poteva esistere il Bene senza il Male, non poteva assolutamente esistere l’Uomo senza la Donna, non poteva esistere il fuoco senza l’acqua. La sopravvivenza richiedeva l’esistenza del proprio contrario: solo così si garantiva l’equilibrio e la vita.

straordinario a dir poco. Questo presuppone che è lo scontro tra bene e male (altro modo per definire ordine e disordine) che regge e dà forma alla vita. L’incapacità di inglobare il dettaglio orrifico, maligno, caotico alla nostra esistenza rischia di far disgregare l’intero sistema facendolo crollare su se stesso:

 

La loro lotta, i loro continui scontri, permettevano all’intero Universo di esistere. Solo così si assicurava che ogni essere vivente potesse ancora respirare, vivere e realizzare il proprio Destino.

 

Il non desiderare più l’opposto, il bearsi dell’eccesso di armonia, significa adagiarsi, significa privarsi degli stimoli per evolversi, per trasformarsi sempre e costantemente, tutto questo grazie al rapporto con l’esterno che fornisce l’energia necessaria a un adattamento continuo. Una volta che si è raggiunto il punto massimo di espressione dei diversi modelli strutturali è la morte. Detto in parole povere e nette il giorno in cui non si hanno più stimoli a adattarsi e a cambiare, significa che si è ormai colmi di ogni esperienza e vicini allo zero. E la stabilità punto zero equivale alla morte. Non solo fisica ma addirittura sociale e dell’anima.

 

tutti i problemi che stavano vivendo, erano dovuti alla sparizione del Male dai cuori degli esseri viventi. Doveva essere riportato indietro, perché senza esso non poteva esserci nessuna vita.

E perché il male sarebbe importante per la vita?

In questo caso ce lo racconta Igor Sibaldi. Il male è il limite che costantemente un sistema vivente deve oltrepassare per raggiungere un maggiore livello di consapevolezza, fino alla completa conoscenza e forse fusione con l’universo.  Il negare l’altra parte del mondo, indica il separare l’inseparabile con la conseguenza che la vita cosi disequilibrata, cosi traballante, accumula energia che sfoga costruendo agglomerati di energia negativa, quelli che secondo gli gnostici dominano la nostra vita materiale: l’egregore.

Ecco che il mondo si divide in mondo materiale dominato dall’avversario e mondo spirituale dominato dalla luce, entrambi diversi, distanti e distaccati e non più alleati ma nemici.

Per poter sfogare la sua forza, il Male aveva creato un mondo tutto suo, dove la legge della malvagità regnava sovrana.

È così deleterio questo mondo?

Ricordate la favola di Menenio Agrippa?

Agrippa era un console romano, intelligentissimo e saggio che riuscì a mediare la guerra civile tra patrizi (nobili) e plebei (poveri) grazie all’apologo del ventre e delle membra:

 Una volta, le membra dell’uomo, constatando che lo stomaco se ne stava ozioso [ad attendere cibo], ruppero con lui gli accordi e cospirarono tra loro, decidendo che le mani non portassero cibo alla bocca, né che, portatolo, la bocca lo accettasse, né che i denti lo confezionassero a dovere. Ma mentre intendevano domare lo stomaco, a indebolirsi furono anche loro stesse, e il corpo intero giunse a deperimento estremo. Di qui apparve che l’ufficio dello stomaco non è quello di un pigro, ma che, una volta accolti, distribuisce i cibi per tutte le membra. E quindi tornarono in amicizia con lui. Così senato e popolo, come fossero un unico corpo, con la discordia periscono, con la concordia rimangono in salute. »

E lo stesso apologo, alta filosofia che vede la nascita della teoria batesoniana della struttura onnicomprensiva (siamo tutti parte di un sistema interdipendente e interconnesso)

Siamo il Bene e il Male. La Luce e l’Oscurità. Due facce della stessa medaglia che lottano l’uno contro l’altro dall’inizio dei tempi. Coesistiamo e non possiamo fare altro.

Nessuno di noi due prevarrà mai davvero, perché siamo stati creati per vivere insieme.

Ogni volta che il Male verrà sconfitto, tante altre volte ritornerà.

A ogni sconfitta del Bene, tante altre volte risorgerà.

Ecco che il male torna a darci la spinta a essere migliori, a compiere il nostro destino semplicemente scegliendo da che parte stare. Per i protagonisti del testo, Sybil e Light tutto si concentra in una costante formazione della loro psiche attraverso lotte terribili, dolori, perdite, incontri diretti con queste due entità (bene/Male) per essere temprati, consapevoli di una sola, unica grande verità:

 

È la sacra legge dell’Universo, ma solo voi potete scegliere da che parte stare.

 

Ecco che la responsabilità della scelta, più che la guerra tra elementi, diviene preponderante nel testo della Fusco e che dona un insegnamento a ogni uomo, a ogni ragazzo, a ogni lettore: sono le nostre scelte che trasformando il mondo in cui viviamo, che plasmano la nostra realtà, che guidano la percezione degli altri. È la scelta di come non soltanto agire ma osservare l’universo, creare miti, gestire le parole che deciderà se vivremo in un mondo desertico o rigoglioso. Siamo noi i protagonisti di questa bellissima commedia dell’arte chiamata vita. Non siamo guidati o dominati da satana o da Jahvè. Non siamo marionette o comparse, siamo i protagonisti della nostra storia, responsabili al 100% di ogni nostra scelta. Spesso troviamo consono o più facile, delegare i nostri passi a qualche entità al di fuori di noi, ma è il nostro più grande errore. Siamo noi la storia. Siamo noi il satana o il dio benevolo che dominano la nostra realtà. Per ogni demonio deve nascere un redentore. Per ogni azione malvagia deve scaturirne una ancor più luminosa. Per ogni omicidio ci deve essere un grido di diniego.

Siamo noi a fare la storia, noi con i nostri no e i nostri sì.

Noi che scegliamo di amare o odiare, di comprendere o di essere inconsapevoli. Noi e soltanto noi. E leggerlo tra le pieghe di un libro potente, commovente ma piano di vitalità, di passione e di coraggio è qualcosa che scuote profondamente la coscienza e mi fa dire è possibile.

È possibile educare attraverso un testo. Raccontare addirittura la scienza attraverso un fantasy. Dare voce alle filosofie ataviche attraverso dei personaggi. È possibile che, tra libri senza senso si oda una voce che vuole raccontare a vita e instaurare con il lettore quel patto interpretativo che è e sarà sempre evoluzione e cambiamento. Non mi soffermerò sullo stile (pregiato e maturo) di Sara, ma voglio soffermarmi sulla sua splendida frase che voglio sia tatuata a fuoco nell’anima di ognuno di noi:

 

Voi farete la storia, e coloro che verranno non dimenticheranno.

Non scordatevelo mai.

Grazie Sara per la tua profonda maturità e per il tuo coraggio. Non smettere mai di usare un libro come fonte di riflessione e di insegnamento.

 

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Blogtour Diana Mistera. Incontro con il mistero. A cura di Milena Mannini

 

Già dal nome si intuisce la sua passione per il mondo segreto. Il mistero, quell’elemento sfuggente che intriga tutti e che, in fondo ci dona quel senso della meraviglia necessario a vivere pienamente l’esistenza. Perché un mondo tutto conoscibile e conosciuto, ci allontana dalla parte più nascosta della nostra psiche, quella duplice, divisa tra follia e la sanità. Ed è questa dicotomia omogenea tra diversi aspetti che instaura un perfetto equilibrio, necessario per non cadere nell’abisso. Ecco che chi scrive di demoni, di mostri in realtà non scrive necessariamente del male senza redenzione ma descrive la parte lunare di noi stessi, quella davanti alla quale non c’è altro che senso di riverenza e rispetto.

Ecco che allora diana è una perfetta maga, riproduca il ritmo musicale del sacro, in parole e frasi. Indispensabili per la fame di anima che, mai come oggi, ci assale.

Buon Viaggio

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La scrittrice con cui ho il piacere di fare due chiacchiere oggi è un’esponente molto produttiva del genere Fantasy, ma non si limita solo alla scrittura di romanzi, è anche una poetessa

L’autrice

Diana Mistera nasce a Roma nel 1972. È un autrice/poeta gotica italo inglese.

Ha trascorso molta parte della sua adolescenza a cavallo fra Italia e Inghilterra e nel 2003 si trasferisce ad Hämeenlinna, una cittadina al sud della Finlandia non lontana dalla capitale Helsinki.

Ha studiato in Italia all’Universitá degli studi di Siena, Lingue e Letterature straniere specializzandosi in Anglo -Americano.

Il suo amore per la scrittura nasce fin dai primi anni della sua adolescenza quando inizia a scrivere racconti brevi e poesie per la Fanzine Moonpaper, del suo gruppo preferito Alphavile. Una fanzine internazionale  con uscite quadrimestrali dove scrive in inglese.

Nel 1994 scopre Lestat con Intervista con il vampiro, e si appassiona immediatamente a questo vampiro e alla sua creatrice Anne Rice ed inizia a leggere tutti i libri disponibili avvicinandosi sempre di più al mondo goth. Anne Rice diventa anche il suo mentor.

Oltre alla scrittura ama la musica che é  anche un elemento fondamentale del suo processo creativo.

Scrive in italiano, inglese e sta muovendo i suoi primi passi anche con il finlandese.

Inizia come self publish.

Nel Maggio del 2016 firma il contratto con Lettere Animate per l’uscita dei primi due volumi della trilogia Orpheus.

Nel 2007  Diana Mistera inizia la sua carriera di autrice professionista, auto pubblicandosi la prima silloge idi poesie, in lingua inglese, dal titolo Wingless.

Nel 2011, esce il suo primo racconto, in lingua italiana, Il Signore delle Ombre. È anche questo una auto pubblicazione, al momento in re-editing quindi non disponibile.

 

Nal 2012  Diana Mistera partecipa con le sue poesie in lingua italiana ad un concorso organizzato da “Il Comitato del Giveight”  e tre delle sue poesie sono pubblicate un un antologia no profit, chiamata “Libera espressione”

Nel 2013 si unisce ad un progetto Culturale nella città di Turku, chiamato Runokohtaus, in cui poeti immigrati sono tradotti in lingua finlandese da poeti finlandesi.

Nella primavera del 2015 il progetto si concluderà con la pubblicazione nazionale di un’  antologia da parte di Robustos. In questa antologia sono presenti 10 poesie dell’autrice stessa, che sono state tradotte dal poeta finlandese Tommi Parkko.

Nel 2014 si unisce ad un altro progetto culturale, supportato dalla città di Helsinki e organizzato dalla poetessa  peruviana e Attivista Culturale Roxana Crisologo. Il nome del progetto è “Sivuvalo: onko tämä suomalaista kirjallisuutta? ” ancora attivo con il quale pubblica 5 poesie in  collaborazione con la rivista Radiador Magazine, un antologia sotto lo stesso nome del progetto, il libro è un Cartonera, in occasione di un importante festival leterario chiamato “ Maailman Kylässä”

Con il progetto Runokohtaus la sua poesia Tuska (Dolore), é stata pubblicata in una importante rivista letteraria  mensile finlandese: Kaltio Pohjoinen Kulttuurilehti 2/2013.

Nel Novembre 2014, autopubblica il suo romanzo dal titolo ORPHEUS in lingua italiana.

Orpheus é il primo libro di una trilogia.

Il secondo libro della trilogia esce in Novembre 2015 dal titolo “IL DEMONE NELLO SPECCHIO”

Il terzo e ultimo volume della trilogia “LA MALEDIZIONE DI CAINO E ABELE” è ancora in lavorazione

Maggio 2015, la casa editrice finlandese Robustos pubblica l’antologia Runokohtauksia. Risultato del progetto Omonimo Runokohtaus Hanke, progetto che ha avuto inizio nel 2011.

All’interno dell’antologia ci sono 10 poesie di Diana Mistera, in lingua finlandese, tradotte dal poeta finlandese Tommi Parkko.

Maggio 2016 Diana Mistera firma il contratto con la CE Lettere Animate per la pubblicazione dei primi due volumi della saga Orpheus.

 

 

EVENTI E READINGS:

Con Runokohtaus e Sivuvalo, Diana Mistera ha partecipato a diversi festival della poesia, festival culturali, Fiere del Libro, tour in biblioteche finlandesi, workshop per la promozione/esposizione degli stessi progetti; e pannelli di discussione sulla posizione di autori immigrati che scrivono in una lingua diversa dal finlandese o svedese,

Con Sivuvalo ha partecipato anche a dei workshop, per la produzione e la promozione dei libro Cartonera omonimo.

02.11.12: Runo & Alku, Runoviikko Varsinais-Suomessa . Festival della poesia a Turku

http://www.vsrunoviikko.net/2012/#HYPERLINK “http://www.vsrunoviikko.net/2012/#&panel1-1″&HYPERLINK “http://www.vsrunoviikko.net/2012/#&panel1-1″panel1-1

25.5.2012 Maailma kylässä-festivaali. In collaborazione con Sivuvalo Festival letterario

30.8.2013 Biblioteca Comunale di Hämeenlinna. Hämeenlinnan Taiteiden Yö ( la notte dell’arte)

06.10.2013 Turun kansainväliset Kirjamessut Varsinais-Suomen Runokimara( Fiera internazionale del libro di Turku)

08.02.2014 Biblioteca Comunale di Hämeenlinna, promozione e presentazione del progetto Runokohtaus.

21.3.2014 Hämeenlinna Palvelupiste Kastelli, Kansainvälinen rasismivastainen Päivä (Centro informazioni e servizi Kastelli, ad Hämeenlinna la giornata internazionale contro il razzismo)

12.04.2014  In collaborazione con Sivuvalo Runokonsertti Helsingin Stoa, 10 Runoilija yhteinen maailma. ( concerto di poesia, 10 poeti un solo mondo, presso Stoa ad Helsinki)

21.8.2014 festival della poesia RUNOKUU, con il progetto Runokohtaus, presso la Biblioteca di Helsnki in Rikhardinkatu.

18.10.2014 Benvenuti in un altro mondo, presso il Salotto Culturale di Turku, reading di poesie e promozione Orpheus.

07.03.2015  La giornata internazionale delle donne, presso Settlementti, Hämeenlinna, reading.

21.03.2015 Visi Kilelia -Visi kirjailija  satakieli festivaali, Caisa, Helsinki ( 5 lingue per 5 autori. Festival delle 100 lingue, presso il Centro Culturale Caisa, di Helsinki, in collaborazione con Sivuvalo), reading.

11.06.2015 Runokohtaus. Premiere dell’Antologia  Runokohtauksia  presso la biblioteca comunale di Turku

18.3.2016 FR33MHZ: MUTANTTIKIELTÄ ELECTRO POETRY NIGHT – Presso il Centro Culturale Caisa ad Helsinki

 

Bibligrafia:

Settembre 2017. Un racconto appare nell’antologia Io Me lo Leggo, curata da Monica M. disponibile in Amazon

ASIN: B073CD994K

 

Novembre 2016, Orpheus,-primo volume- pubblicato da Lettere Animate

ISBN-10: 8868828529

 

Novembre 2015: IL DEMONE DELLO SPECCHIO- Orpheus saga vol. 2

Autopubblicato, al momento non disponibile

 

Maggio 2015: Runokohtauksia, Antologia del progetto omonimo, 10 poesie, solo in lingua finlandese, pubblicato dalla casa editrice finlandese Robustos.

http://www.robustos.fi/

 

Nel 2012 antologia no profit:

Libera Espressione

Editor: lulu.com (9th december 2012)

  • Language: Italiano
  • ISBN-10: 1291229221
  • ISBN-13: 978-1291229226

 

Nel 2011 primo racconto, autopubblicato con Lulu, al momento non disponibile.

Il Signore delle Ombre

Editor: lulu.com

ISBN: 978-1-4476-7677-5

 

2007: Wingless, silloge poetica, solo lingua inglese, auto pubblicata, ed esaurita.

ISBN: 978-952-92-1499-0

 

 

ORPHEUS. THE AWAKENING

Geena, appartiene ad una famiglia di potenti streghe di antiche origini. Fin da piccola è perseguitata da un incubo, che torna prepotentemente ad alloggiare le sue notti dopo l’inaspettato incontro con il carismatico Orpheus, leader di una band rock molto famosa in tutto il mondo. Orpheus ha un oscuro passato e capovolgerà la vita della giovane donna. Grazie a lui Geena si riunirà alla madre che non vede da dieci anni. Scoprirà di essere l’unica sopravvissuta di un parto gemellare e che sulla sua testa pende un’antica profezia legata al bracciale, al libro di poesie, ricevuto in eredità dalla nonna, e ad Orpheus.

 

IL DEMONE DELLO SPECCHIO

Il demone dello specchio è  il secondo capitolo della saga Orpheus, in cui il mondo gotico e fantasy, la mitologia ed il mistero si uniscono in un connubio che trasporterà l’anima ed il cuore del lettore in luoghi lontani ed oscuri. La storia si svolge a cavallo fra Italia Finlandia e Romania. I protagonisti sono: Geena,una studentessa di antropologia che sta preparando la tesi su Vlad Tsepesh ed Orpheus, una rockstar famosa a livello internazionale. I due giovani sono profondamente innamorati ma la loro relazione è minata dall’oscuro passato del rocker e dalle misteriose origini di Geena, delle quali neppure lei è consapevole fin quando non incontrerà Samyaza, lo storico esperto sulla vita di Vlad, che dovrà intervistare per la sua tesi. Samyaza e anche lo zio di Stephan un giovane che ha in comune con Orpheus il giuramento di fedeltà al demone dello specchio Nemoch, che vuole tornare ed esige il suo pegno. Mistero, passione,amore sono i fili conduttori della storia. Ma anche insicurezza,tentazioni e rinunce.

 

RUNOKOHTAUSKIA

antologia poetica uscita qui in Finlandia dove sono 10 miei poesie tradotte dal poeta finlandese Tommi Parkko Runokohtauksi

***

M. Quando la scrittura è diventata parte della tua vita?

 D. La scrittura è diventata parte della mia vita abbastanza presto. Vivevo nelle campagne Toscane, e quindi lontana dal centro ed ho passato molto tempo da sola a giocare con i miei amici immaginari ed a sognare;  e  quando ho imparato a scrivere i famosi ”temini ” raccontavo le loro storie, i miei sogni.  Mi ricordo che la mia maestra in terza elementare mi regalò, per la Prima Comunione, un diario segreto, una penna d’argento ed un rosario d’argento, lei era molto religiosa o forse aveva capito che i miei amici immaginari non erano tutti frutto della mia fantasia, chissà…sta di di fatto che iniziai quasi subito a riempire le pagine del diario, dapprima solo scrivendo cosa avevo fatto e poi a scrivere piccole storielle, sono passati 37 anni ed ancora scrivo nei diari. Crescendo le storie diventavano sempre piú lunghe ed a 12 anni,  mi iscrissi al fan Club internazionale della mia band preferita, i tedeschi Alphaville. Mi ero innamorata perdutamente del cantante, Marian. Con l’iscrizione al fan club ricevevo anche una fanzine ogni 4 mesi, a quei tempi le fanzine erano formate da fotocopie a colori, era scritta in inglese e notai che Marian era molto attivo nella fanzine, in ogni numero era una sua storia o una sua poesia oltre alle normali interviste, quindi iniziai a scrivere storie brevi per la fanzine degli Alphaville, immagina la gioia quando vedevo le mie storie pubblicate e soprattutto sapere che Marian le aveva lette e gli erano piaciute. Le mie prime storie brevi e le mie poesie sono infatti state scritte in inglese, la mia seconda lingua, dato che mia mamma è inglese. Io sono bilingue.

Quando mi trasferii qui in Finlandia nel 2003, la mia produzione si arricchì di poesie italiane. Parlando solo inglese e dovendo imparare il finlandese, stavo dimenticandomi dell’italiano e  questo    mi spaventava, non volevo dimenticare la mia prima madre lingua.

Ho dovuto affrontare una disoccupazione lunga 10 anni fra maternità e difficoltà ad          inserirmi nel mondo    del lavoro a causa della difficoltà della lingua. Nonostante          conoscessi 4 lingue, ho studiato Lingue e Letterature straniere all’Università, poco importava senza il        finlandese, ecco, in quel periodo la scrittura mi ha davvero salvato da una vera e propria   depressione, nel vero senso della parola. Gli inverni sono lunghi e bui, non ci ero abituata.          Nel 2004 la scrittura divenne per me fondamentale dovevo scrivere , creare i mondi che     ho     creato perché ne sentivo il bisogno.

 

M. Questo genere ti rappresenta perchè?

 

D. Il genere fantasy mi rappresenta perché ho sempre avuto uno spiccato interesse per i mondi paralleli, e non perdo occasione per approfondire questo argomento. Amo Anne Rice che ritengo anche la mia mentor, lei mi introdusse in questo mondo con il suo Lestat. Amo il paranormale, l’esoterismo; e so che accanto a noi abbiamo   energie che se riusciamo ad aprirci senza auto frenarci ci parlano pure, e a me queste energie narrano storie, alcune lo fanno attraverso i sogni, altre proprio parlandomi mentre scrivo; vogliono che li racconti, che li faccia vivere di nuovo ed io divento un loro strumento.  Ho sempre amato la storia di Re Artù e dei suoi cavalieri della tavola rotonda, amo Merlino ed amo anche Morgana. Adoro leggere di Atlantide e di Mu, degli antichi egizi degli Aztechi, dei Maya e degli Incas, guarderei all’infinito sia Labirinth ( con David Bowie) che la Storia Infinita, di entrambi ho letto anche i libri;  amo gli angeli soprattutto quelli caduti, gli elfi, le fate e qui in Finlandia è parte della cultura credere in queste cose. I bambini aspettano i Tonttu a Natale, che altro non sono che i folletti di Babbo Natale, nella sauna abbiamo lo Spirito della sauna, lo spirito del fuoco,  al nord hanno lo spirito che governa il tempo, al quale si rivolgono se, ad esempio, hanno una cosa importante da fare  che necessita  il bel tempo, e gli lasciano poi i doni per ringraziarlo, di solito nelle foreste sulle rocce.  A San Giovanni abbiamo i falò e anche per questa festa ci sono rituali particolari che alcuni fanno; insomma, mi sono ritrovata nella mia terra ideale; e tutto questo non fa altro che alimentare la mia già fervida immaginazione.

 

M. Per le tue storie parti dalla realtà che ti circonda oppure è pura fantasia?

D. Per le mie storie parto dalla realtà. Scrivo situazioni che possono davvero succedere, ad esempio: Orpheusè una famosa rockstar e Geena una sua fan, e si conoscono dopo un concerto e scatta fra loro subito un’intesa particolare che poi li porta ad innamorarsi davvero l’una dell’altro. Stephan diventa un adepto di una setta che potrebbe ritenersi satanica; ecco, questo nella realtà può succedere davvero.

Geena, Orpheus, Samyaza, Stephan, Kate, Sami e Dorian, esistono davvero, certo , quello che narro è frutto della mia fantasia, ma i caratteri dei miei personaggi sono presi da persone che sono vere e che ho conosciuto e conosco. L’unica eccezione fra questi nomi è Samyaza, che è uno degli angeli caduti con Lucifero, era, è, un Grigori, e appunto lui è  una di quelle energie che mi parlano e che ho vicino e al quale sono molto legata, quindi sì, in un certo senso conosco anche lui. Orpheus ad esempio è stato ispirato da Ville Valo che ho avuto la fortuna di conoscere nel 2001,  Geena è molto me, così come Kate, Sami me lo sono proprio inventato così come Dorian, anche se hanno caratteristiche di persone che conosco davvero, e Stephan, che è un’altra di quelle energie che mi parlano.

 

M. Immagino che Halloween sia la tua festa preferita sbaglio?

D. Si, amo Halloween che preferisco chiamare Samhain. Ogni anno per tradizione preparo per questo giorno speciale ogni tipo di leccornia stagionale, creo un mio altare in cui lascio i doni agli spiriti che mi verranno a trovare, accendo candele e saluto e ringrazio le entità; di sicuro saprai che in questo periodo il velo fra questo mondo e l’altro mondo diventa molto sottile ed il clue infatti si raggiunge proprio il 31 di Ottobre. Una tradizione che ho trasmesso anche a mio figlio. Facciamo più preparativi per Halloween che per Natale, è molto importante per noi questa festa. E la sera di Halloween, se non devo svegliarmi alle 5 il giorno dopo, la inauguriamo sempre con The Crow.

 

M. Perchè la Finlandia?

D. Perché la Finlandia? Tutta colpa di Ville Valo! Scherzi a parte, anche se è una mezza verità. Iniziai a venire quassù proprio per i concerti degli HIM e ad un loro concerto conobbi quello che da 14 anni è mio marito. Fu un colpo di fulmine e ben presto venivo in Finlandia per stare con lui e non per andare ai concerti degli HIM e nel 2003 vedendo che tutti i miei risparmi finivano in bollette e biglietti aerei, decisi di trasferirmi da lui, che essendo un single parent, aveva l’affidamento del figlio di 10 anni, non poteva spostarsi lui e non sarebbe stato neppure giusto nei confronti di suo figlio, cosí essendo io libera da responsabilità venni io a vivere quassù.

 

M. Il tuo ambiente ideale per scrivere?

D. Il mio ambiente ideale per scrivere è la mia scrivania in camera davanti alla finestra che dà su un prato dove c’è un bellissimo e vecchissimo albero di betulla; spesso quando soffia il vento mi perdo a guardare le foglie che si muovono, ascoltare il fruscio ed il vento, e tutti i miei sensi si aprono, in quei momenti sento le energie parlarmi, di solito tengo sul portatile anche un cristallo piccolo di acquamarina che aiuta ad aprire la mente e accoglie l’ispirazione.

 

 

M. Se fossi una strega che potere avresti?

D. Oltre a quelli che ho già? Vediamo cosa mi manca…lol Scherzi a parte, mi piacerebbe volare, non con la comune scopa ma come fa Lestat, un balzo verso il cielo e via, vicina alle stelle e alla Luna.

 

M. Sei più strega buona o strega malvagia?

D. Mi reputo una strega buona fin quando non mi fanno arrabbiare. Sono comunque davvero una strega bianca, uso i cristalli e sto imparando anche a cercare le erbe giuste per le tisane e per creare olii. Ho un sogno nel cassetto che spero di riuscire a realizzare: una piccola baita in mezzo al bosco dove oltre a ritirarmi là per scrivere, userò per imparare per bene l’uso del pentolone e ad imparare a suonare il tamburo sciamanico. Me lo ha fatto provare uno sciamano vero questa estate alla festa medioevale che fanno qui ad Hämeenlinna, fu una situazione che, dire era scritta, la sminuirebbe; questo sciamano lappone, mi chiamò mentre stavo passeggiando con una mia amica e mi disse se volevo provare a suonare il tamburo, non esitai, il tamburo mi stava chiamando e mi venne automatico battere i punti cruciali per creare le giuste vibrazioni, è stata una esperienza stupenda.  Lo sciamano non aveva chiamato altre a provare il tamburo, e gli avevo detto che non potevo acquistarlo, perché costava più di 200e, fatto a mano con la vera pelle di renna, mi disse che dovevo solo provarlo…e lo provai…mi si aprì un mondo…

 

M. Cosa bolle in pentola o meglio nel pentolone?

D. Al momento nel pentolone sta bollendo la riscrittura del mio primo racconto che pubblicai da Self: Il Signore delle Ombre, che molto probabilmente avrà un altro titolo. Da quando lo scrissi io ad oggi ne sono usciti troppi di libri con questo titolo e sta diventando anche una storia un po’ diversa, potrebbe diventare un romanzo se continua così. Non so se lo pubblicherò di nuovo self o lo manderò ad una CE.
È invece pronto il secondo libro della trilogia Orpheus, IL DEMONE DELLO SPECCHIO, questo blogtour é infatti dedicato a questo libro che è uscito con la CE Lettere Animate, e dopo Il Signore delle Ombre metterò le mani nel terzo e ultimo libro della trilogia dedicata ad Orpheus, poi chissà forse potrei anche decidere di pubblicare 2 silloge poetiche una in inglese e una in italiano, dipende dal tempo che mi prenderà il terzo volume della trilogia.

 

M. Posso chiederti di scrivere un breve incipit per chiudere questa chiacchierata?

D. Ti lascio una parte de IL DEMONE DELLO SPECCHIO:

 

(…) Comparve, dal punto dove le ombre si erano ritirate, un nuovo officiante. A differenza degli altri aveva la tunica rossa e lunghi capelli biondi uscivano dal cappuccio. Gli occhi erano blu come dei cristalli. Sulla fronte si intravedevano dei simboli tatuati. Gli occhi da blu cristallini quali erano, appena giunse di fronte all’altare, divennero neri, proprio come quelli di un demone. Fu in quel momento che Orpheus capì che erano nuovamente in pericolo e si sentì gelare. Il tatuaggio che aveva all’inguine iniziò a bruciare.

(…) “La donna che vedi in rosso è Babalon, la sposa di Nemoch, e come tale immortale.” continuò Orpheus, il viso ancora segnato dal dolore.

La donna aveva in una mano un secondo calice: era dorato, intarsiato di pietre preziose, molto ma molto più antico del calice d’argento da cui Stephan aveva bevuto il sangue di Nemoch, ed un enorme spada nell’altra mano, che puntò al cuore di Stephan. Dopo aver immerso la punta nel sangue contenuto nel calice, la poggiò sulla testa di Stephan ed iniziò a tracciare sulla sua fronte

gli stessi simboli che aveva lei, e con una voce ultraterrena disse:

“Ti purifico con il sangue e ti battezzo con il fuoco.”

 

 

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