“Ti ho vista” di Daniela Romano, Albatros edizioni. A cura di Milena Mannini

io ti ho vista

 

 

Sii sempre come il mare che infrangendosi contro gli scogli, trova sempre la forza di riprovarci.
Jim Morrison

 

 

È possibile cambiare le persone che entrano nella nostra vita?

L’amore può davvero guarire anche le ferite più profonde?

 

Il cuore dell’uomo è come il vestito del povero; è dove è stato rammendato più volte che è più forte.
Paul Brulat

 

La scrittrice narra le vicende di due giovani, che subito dal primo sguardo sentono un legame forte, un vero e proprio colpo di fulmine, a cui, se da una parte Jules lo asseconda, andando contro anche al suo modo di essere, Dean cerca in tutti i modi di sottrarsi, preferendo avventure senza alcun futuro.

I due giovani s’incontrano, o sarebbe meglio dire si scontrano in una mattina come tante altre, uno scampato pericolo fisico, che però si rivela un vero e proprio disastro sentimentale.

 

“ATTENTA!” non feci in tempo a girarmi che mi ritrovai scaraventata sul marciapiede; chiusi gli occhi e quando li riaprii, vidi l’uomo più bello su cui il mio sguardo si fosse mai posato. Incontrai i suoi occhi. Non avevo mai visto un verde così intenso.

 

Quest’avvenimento cambia i ragazzi che mai avrebbero pensato di rincontrarsi di lì a poco perché legati da affetti comuni.

 

Non potevo crederci. Ero seduta al tavolo con l’uomo dei miei sogni e quello che stavo vedendo non mi piaceva per niente.

 

 

Dopo il primo incontro formale Jules è delusa perché caratterialmente Dean non rispetta le sue aspettative, dall’altra parte Dean deve dare fondo a tutte le sue forze per non cedere alla tentazione di essere felice

 

 “Lei è la via per la tua salvezza, Dean. Conoscila, frequentala… e lasciati andare

Ma mai come in quel momento in cui lo avevo avuto tra le mie braccia fino a poco prima… mai come allora… avrei tanto voluto perdermi!

 

 

Nonostante i buoni propositi del ragazzo però Jules giorno dopo giorno si fa conoscere sempre più e ogni giorno che passa cresce in Dean il desiderio di vivere quella storia d’amore, di concedersi quella felicità che rifugge da tempo e che crede di non meritarsi

 

Dovevo scegliere se dimenticarla per sempre o smarrirmi insieme a lei in una strada che ci avrebbe portato alla perdizione.

«Il punto è che… tu mi fai qualcosa Jules… qualcosa di così profondo… qualcosa che non riesco a controllare. Sei come una droga… e questo mi spaventa…» spiegò in maniera sincera.

 

Come contorno della storia, la scrittrice racconta di episodi di vita familiare che permettono al lettore di contestualizzare alla perfezione ogni evento.

I sentimenti e i tormenti dei protagonisti sono resi in modo veritiero e coinvolgente e la scrittura semplice non ostacola la comprensione della storia.

Non vi resta che leggere e scoprire la fine del romanzo

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“Troll Hub” di Davide del Vasto, Sereture edizioni. A cura di Andrea Venturo

Troll hube

 

 

Parlare di questo libro non è stato un compito semplice e scriverne la recensione senza farne un mero riassunto è stata una vera sfida.

Genere: Si tratta di Fantascienza, di quella “hard”, con solidissime basi scientifiche e speculazioni sul futuro a breve, medio e lungo termine che variano dal “Molto probabile” ad “Auspicabile”.

Forma: La narrazione è in III persona (a parte un piccolo errore all’inizio del primo capitolo). Tempo passato. In alcuni capitoli del libro tuttavia passa in prima persona perché la narrazione attraversa la lettura di un libro.

Stile: molto ricercato, il cambio di narratoria che passa (in modo assolutamente plausibile) dal lettore ad uno dei personaggi è una delle “chicche” narrative incontrate. Anche il cambio di protagonista è notevole, ma per quello bisogna arrivare fin quasi alla fine. Tuttavia l’autore ha cercato, nell’uso di termini semplici e un registro comune, di rendere la narrazione il più fluida e scorrevole possibile. Sembra una contraddizione, ma non lo è.

Trama: complessa è dire poco. L’ambientazione è nel XXIII (quasi XXIV) secolo, con viaggi interstellari e tante altre cose belle. La Terra è diventata off-limits per gli esseri umani che, dentro le loro belle colonie spaziali, osservano Gaia riprendersi dopo l’intenso sfruttamento cui è stata sottoposta fino a metà del XXI secolo. Solo a pochi è concesso tornare sulla superficie per vivere in modo sostenibile. In questo scenario viene aperto il libro che parla del soggetto che dà il titolo a tutta l’opera. Troll Hub è un videogioco che unisce realtà aumentata, interfaccia neurale e gioco di ruolo con elementi di Programmazione Neuro Linguistica (PNL) e che, dopo un esordio promettente, viene ritirato dal mercato. I motivi di questo flop commerciale verranno poco a poco resi noti durante la parte relativa il “libro” letto dalla protagonista.

Nel III capitolo circa la protagonista del XXIII secolo inizia a leggere un libro intitolato “Troll Hub” ambientato stavolta nel 2019 e che racconta di previsioni plausibili circa la tecnologia e l’impatto che essa avrà sulla società umana nel suo complesso. Qui avviene il cambio di prospettiva: il narratario (cioè il destinatario della narrazione) non è più il lettore, ma una storia in prima persona raccontata alla protagonista del libro e il motivo di questa scelta non è casuale. Essendo però legato al finale del libro non voglio rivelarlo: ci penserà l’autore attraverso un altro meccanismo narrativo legato stavolta ai giochi di ruolo.

Per farla breve qui abbiamo una narrazione, una “narrazione dentro la narrazione” e una meta-narrazione in questo caso una storia di storie che si intrecciano e formano un quadro unico.

L’autore usa questa serie di espedienti per raccontare in modo plausibile (tra le altre cose) l’impatto che una intelligenza artificiale può avere sulla società, dopo che personaggi del calibro di Elon Musk e Stephen Hawking ne hanno detto tutto e il suo contrario. Buono? Cattivo? Il giudizio per il lettore finale viene mediato dal metodo usato per raccontare l’operato di questa intelligenza così diversa da quella umana. Può sembrare contorto, ma solo perché narrare di una mente tanto aliena e diversa da quella umana non è affatto un compito semplice. Pochi scrittori che conosco (solo di fama, la maggior parte) ci sono riusciti: Asimov, Lem, Bradbury a far intuire con successo che una mente non-umana ragiona in termini totalmente differenti e avere scopi perfettamente coerenti con essi, ma pure a tirare fuori una storia plausibile e capace di mettere il lettore di fronte domande molto interessanti.

Ambientazione: ben strutturata. Lo scenario del XXIII secolo è realizzato con cura, fin nei nomi dei personaggi, delle loro professioni e nel modo in cui si relazionano. Quello del XXI è una proiezione coerente del nostro mondo tra un paio di anni… un esercizio semplice per uno scrittore di fantascienza, ma complice lo scenario visto in precedenza, si nota una cura maniacale per i dettagli che si sono rivelati coerenti con i cambiamenti previsti per il futuro remoto.

In conclusione: cos’è Troll Hub?

Un libro di fantascienza, un saggio sull’intelligenza artificiale trasformato in una storia avvincente (per me, almeno) e altro che non sono riuscito ad identificare (mea culpa, ma l’ho detto che è un titolo sfidante). Adattissimo a chi ama porsi domande e meditare sulle risposte.

Pro:

ben scritto (niente errori di rilievo… ne ho trovato uno all’inizio e non più ripetuto)

affronta un tema molto interessante: l’intelligenza artificiale

metodo di narrazione originale e curato

Contro:

in alcuni momenti può disorientare e non si capisce se il protagonista sta sognando o è desto.

il fatto che sia Fantascienza non vuol dire che sia narrativa d’evasione.

 

In arrivo un libro completamente gratuito di Stella Bright. Imperdibile!

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Trama:

I vampiri non esistono, facciamocene una ragione.

La realtà è molto meno seducente: esiste un’altra razza di Homo Sapiens.

A Ginevra andrebbe anche bene, se non fosse che quando scopre di far parte di questa specie le prende un colpo. Non sarà solo la sua vita a essere messa sottosopra: anche per Ruaridh Erik Laharrague è un bell’impatto, perché sarà colui che la dovrà assistere nel passaggio. Tutta una faccenda di zanne, incazzature, litigate, minacce per niente velate e sconvolgimenti ormonali.

Non è finita qui, perché tutto ciò permetterà ad altre due persone di incontrarsi e amarsi; come dire, due piccioni con una fava. Due piccioni, genere maschile. Ebbene sì, due uomini.

Volete saperne di più? Non vi resta che leggere!

 

 

 

Dati libro 

Titolo: Il riso fa buon sangue

Autore: Stella Bright

Genere: Fantasy

Lunghezza: 169 pagine

Gratuito