“Il viandante. The traveling series” di Jane Harvey Berri, Delrai edizioni. A cura di Emma Buonarroti

 

Sono contenta di iniziare la mia carriera di recensore proprio con questo titolo. “Il viandante” è un romanzo rosa classico. Sì, avete letto bene, “classico”. Si discosta dal filone che adesso tutti chiamano “romance”, perché l’inglese va di moda per queste cose, visto che vanta una trama articolata, intessuta da personaggi ben caratterizzati, raccontati fin nei minimi dettagli. Insomma, Jane-Harvey Berrick ci racconta una storia completa che oltre a far leva su un amore vero, parla anche di discriminazione, di problemi educativi, di coraggio e libertà, di ordinario e straordinario. Aimee e Kes, i nostri protagonisti, non potrebbero essere più diversi. La narrazione parte con il loro incontro quando hanno appena dieci anni. La storia si apre su Aimee Andersen, ragazzina nata e cresciuta a Fairmont, una cittadina del Minnesota, piccola e chiusa su se stessa.  Un luogo dove non succede mai niente e dove l’arrivo del circo itinerante porta un totale stravolgimento. Le comari, il parroco, tutti parlano di questo evento come l’anticipo dell’Apocalisse, dando sfogo ai vari pregiudizi sugli stranieri, nomadi, considerati zingari. Aimee invece è diversa, è una bambina e come tutti i bambini è curiosa e attratta dallo straordinario, dalla magia portata dall’arrivo del circo. Lei è abituata a sognare anche perché legge moltissimo, vive nei sogni che le trasmettono i libri. La lettura è un fattore importante, un elemento che ci fa capire quanto l’autrice ami il suo mestiere. È la chiave per capire tanto la realtà quanto la fantasia. Ebbene, ritorniamo al  fianco della piccola Aimee che va al circo durante il suo decimo compleanno e incontra Kes, nipote del capo dei circensi. Viene subito attratta dal suo essere straordinario, rimane senza fiato nel vederlo esibire, lui è la magia vera e propria, la libertà. Kestrel è il nome completo di Kes, significa “gheppio”, una specie di uccelli rapaci, abituati a volare ad altezze da capogiro. Ed è proprio rappresentativo del personaggio. Noi seguiamo la sua crescita assieme a quella di Aimee, vista dagli occhi di quest’ultima. Notiamo come l’amicizia matura con gli anni e diventa amore. Kes non è un ragazzo semplice. La vita nomade lo ha reso molto diverso da Aimee, e la dislessia lo ha allontanato completamente da qualsiasi possibilità di studio. Ed ecco che qui c’è un nuovo raffronto, tra teoria e pratica. Mentre Aimee conosce la realtà in potenza, in seguito allo studio, Kestrel è pratica, è esperienza. È bello il dialogo tra i due ancora bambini dove lei parla di Stonehenge, e lui afferma chiaramente di non conoscerlo, ma racconta di tutti i suoi viaggi in largo e in lungo in tutta America. L’autrice non privilegia né l’una nell’altra ricchezza, le reputa entrambe importanti ed è qualcosa che mi ha fatto molto riflettere.  Anche Kes non è completamente libero come sembrava.  Il suo problema con le lettere gli nega tante cose e più volte lo mette in difficoltà, lo rende preda di truffe e raggiri.

La storia d’amore che lega i due protagonisti è intensa e realistica. Ci presenta una donna forte pronta a rischiare pur di rimanere a fianco di un uomo tanto bello quanto difficile. La magia si alterna alla realtà nuda e cruda, perché sono facce della stessa medaglia. Esistono solo assieme come luce e ombra. Ed è veramente affascinante questo.

Oltre ai protagonisti, ci sono anche i personaggi secondari che qui non sono semplici nomi. Sono dettagliati, realistici e sempre coerenti. Gli amici di Kes, la famiglia di Aimee, raccontano tramite dialoghi e gesti la realtà in cui vivono così bene che Jane riesce a tirarci lì, in America, nel circo, nel viaggio di città in città. Le emozioni passano  dai personaggi al cuore di chi legge con una facilità sorprendente. Io sono una persona dura e difficilmente piango per un libro, ma davanti a questo, specialmente nell’ultima parte, ho dovuto cedere. Era davvero parecchio tempo che non leggevo un libro simile, un rosa classico ed emozionante con tutti i criteri del genere che negli ultimi tempi sono andati un po’ perduti.

L’amore per la Berrick è l’unione di magia e realtà, sentimento e passione, e questi due elementi sono amalgamati, equilibrati, al punto giusto. Il Viandante è profondo e scorrevole.

Lo consiglio a chi cerca una storia d’amore con la A maiuscola. Scalda il cuore e fa riflettere sulle nostre scelte,  sulla nostra scala di priorità. Ci mette di fronte a una scelta tra cuore e mente e ci fa ipotizzare che cosa faremmo noi al posto di Aimee, tanto ci dà la possibilità di entrare in empatia con lei.

Aspetto il seguito, che da quanto ho letto in giro uscirà prestissimo, a Dicembre 2017.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...