“Nero eterno”, di David Falchi, Dunwich Edizioni. A cura di Vito Ditaranto.

 

“…La prospettiva dell’Aldilà è sempre un ottimo incentivo per cambiare modo di vedere la vita. Soprattutto se si riesce a evitare di impazzire…”

 

La paura è una fiamma che brucia in un vetro scuro.

Io ho paura, voi ne avrete.

È probabile che abbiate già qualche premonizione riguardo al vostro futuro. A volte un cancello sbarrato e arrugginito si alza davanti ai vostri occhi, rimanendo impresso nella memoria come un simbolo d’esilio.

Sotto l’occhio di fantasmi di vivida luce che ardevano in mezzo al­la nebbiolina azzurra del fumo delle sigarette ho iniziato la lettura di questo romanzo… e adesso …

Sin dalle prime pagine Nero eterno si dimostra un romanzo diverso dai soliti lavori di genere. In primo luogo per il ritmo ampio e po­sato, che si snoda attraverso luoghi ed episodi intrecciati con intelli­genza. Poi per il linguaggio ricercato, che dimostra un’attenta pro­grammazione del lavoro e un alto livello professionale. E infine per l’atmosfera, che scaturisce da una raffinata ricostruzione di culture e di affreschi d’ambiente, descritti con precisione.

L’aria che si respira è quella dei grandi best seller, dei capolavori capaci di grande presa sul pubblico, letterariamente godibili, frutto di un accurato lavoro preparatorio, di studi e ricerche non occasionali.

David Falchi è un Ken Follet al suo meglio, ma con in più l’ingrediente di una fantasia sfrenata, capace di attua­lizzare i temi dell’oltretomba con idee e spunti asso­lutamente originali anche se in alcuni punti ricorda Lovecraft.

A ben guardare, “Nero Eterno” rappresenta una ambiziosa costruzione letteraria che si basa sul rapporto tra «morte» e «nonmorte»: un tema indubbiamente affascinante, ma che mai prima d’ora era stato trattato nella sua assoluta compiutezza.

Marcello Kiesel  è un  cacciatore di fantasmi, rappresentante della «non-morte», mi ricorda la serie “Costantine” e a tratti anche la serie “Supernatural”, specializzato nello scovare e annientare le presenze demoniache. Il protagonista sarà accompagnato dal suo fedele assistente, Lerner, spirito intrappolato in uno specchio, tenterà di affrontare e demolire l’entità diabolica che infesta la casa dei coniugi Guidi.

“…Il dono, che a volte consideravo la mia maledizione, mi aveva portato a compiere diverse scoperte interessanti. Altre volte mi aveva proiettato in dimensioni da incubo. (…) Occorreva una grande forza di volontà per non lasciarsi trascinare da quei ricordi…”

 

Il racconto è molto interessante e l’autore mi ha intrappolato tra le parole della sua storia.

Sin dalle prime battute il testo si è presentato molto interessante e nel susseguirsi dei capitoli la storia ha cambiato spesso direzione, disorientandomi e allo stesso tempo catturando la mia attenzione.

Le note horror sono esaltanti, alcune volte sono sprofondato con i protagonisti in spazi bui e spaventosi ritrovandomi a sogghignare allegramente per quei brividi di paura e di piacere che ti fanno capire quanto qualcosa di impresso su una pagina possa darti emozioni più grandi di un film. Sono riuscito a ricreare posti sconosciuti grazie alle sole indicazioni dell’autotre: ero assolutamente rapito dalla trama sempre più scioccato dall’intensità della storia.

La curiosità vi incollerà alle pagine. Ciascun personaggio ha una propria storia da raccontare ed ognuno è un tassello di un grande puzzle.

Qual è il confine tra realtà e pazzia?

Quali sono gli elementi che possono portare a credere che alcune visioni siano frutto della mente e quali, al contrario, sono talmente reali da essere tangibili da poter persino provocare dolore fisico?

Le ricerche in questo campo sono innumerevoli e le strumentazioni per approfondire queste teorie sempre più precise e professionali. Arriverete a credere all’impossibile e cercherete risposte razionali a molti degli avvenimenti che vi si presenteranno.

Compulsivo, con una costante sensazione di pericolo per alimentare l’ansia ma al tempo stesso interrotta da intermezzi che placano la tensione, la scrittura è semplice mai pesante e tutto questo alimenta la voglia di giungere al termine nel più breve tempo possibile.

Da sempre l’aspetto ultraterreno affascina e spaventa l’uomo, forse per questo da che si ha memoria gli scrittori si sono confrontati con l’invisibile. Così anche David Falchi, attraverso il suo personaggio Marcello Kiesel  ha dato il suo contributo creando un personaggio estremamente affascinante che si muove agilmente sul confine tra questo mondo e un al di là misterioso.

Determinato e puntiglioso, profondo conoscitore e coraggioso, Marcello Kiesel  si mostra pienamente padrone di sé e curioso nello scoprire i misteri che di volta in volta viene chiamato a svelare.

Una scrittura che accompagna il lettore attraverso viaggi pieni di ombre, su terreni sconnessi e poco noti grazie anche ad uno stile elegante e coinvolgente, mai ridondante eppur elaboratorato e visivo come mi capita di rado di leggere in autori contemporaneai.

Poche righe e il lettore è irrimediabilmente coinvolto, catturato dall’ambientazione, dai personaggi e da un alone irresistibile fatto di intrighi e misteri da cui è davvero difficile staccarsi.

Il libro non è comunque un horror puro, io lo definirei un horror-fantasy.

Auguro una buona lettura agli appassionati del genere e spero che  la bravura dello scrittore venga esaltata al più presto in un’opera più grande da strutturare su questo racconto.

 

Ora “Sorridi”. E quando avrai un momento di smarrimento o indecisione, fermati, aspetta e senti il tuo cuore.

…a mia figlia Miriam con infinito amore…vito ditaranto.

 

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