“Il sostituto” di Brenna Yovanoff Asengard editrice. A cura di Natascia Luchetti

il-sostituto-yovanoff-asengard-280x395.jpg

 

 

 

Bello, ben scritto e geniale. Sono tre caratteristiche con cui si può definire questo romanzo. Iniziamo dal primo aggettivo. Innanzi tutto l’autrice crea un’ambientazione dettagliata e funzionale alla narrazione attraverso descrizioni semplici ma terribilmente efficaci, basate su suoni e odori. Riesce in questo modo ad avvolgere il lettore, ad accompagnarlo per le strade di una grigia cittadina che si chiama Gentry. Sembra che il sole abbia voltato le spalle a quel luogo dove la gente prosegue esistenze sempre uguali a se stesse. Tranquilli fino alla staticità. Una staticità difesa in tutti i modi, anche attraverso il sangue. Nessuno vuole ammettere che Gentry ha prosperato grazie ad un patto con creature immortali, che mantengono la stabilità economica della città in cambio della vita di un bambino ogni sette anni. Pur di stare tranquilli, gli abitanti di Gentry accettano il sacrificio. Il bambino viene scambiato nella bara con un figlio delle ombre. La storia di Mackie, il protagonista, è simile, ma diversa. Lui ha sostituito con un bambino umano nella culla. È sopravvissuto all’interno della famiglia del pastore di Gentry. I suoi genitori adottivi non sembrano nutrire un grande amore per lui, dopotutto non è umano. La sorella Emma, invece, lo adora con tutto il cuore. E questo elemento apre ad uno dei temi più importanti del libro.
Mackie è diverso, una creatura nata in un contesto ignoto, che fa paura, eppure Emma, una ragazza umana, lo considera un fratello e lo ama come tale. Non ci sono molti propensi ad accettare la diversità del ragazzo che infine costringe se stesso a vivere la vita da fuori, ad osservare lo scorrere del tempo da un punto lontano e da un profondo silenzio.
Il fatto di non avere un nome suo, di essere diverso, di far parte di una realtà nascosta ed odiata, lo porta ad estraniarsi sempre di più, anche da coloro che nutrono affetto per lui. Per Mackie è importante comprendere il suo posto al mondo, sapere se effettivamente né ha uno. Si avvicina quindi alle creature che vivono mescolate alle persone di Gentry e celano la loro natura magica. I primi a cui si avvicina sono i membri di un complesso rock che suonano nel cadente locale della città. La loro musica è incantata e riesce a trasmettere con forza le loro emozioni, a contagiare il pubblico con esse. Mi è piaciuto moltissimo il ruolo dato alla musica, l’esaltazione del suo potere sull’animo umano e la possibilità di veicolare i sentimenti e le sensazioni di chi le dà vita.
Sono i musicisti a condurre Mackie da Morrigan all’interno della Casa del Caos, posta sotto un ampio cumulo di rifiuti. Sono certa che a molti di voi questo nome non è nuovo. Morrigan, la grande regina, la strega nordica che rubava i bambini dei grandi guerrieri per costruire il suo esercito, quella che richiedeva il tributo di sangue di re ed eroi. Stiamo proprio parlando di lei, soltanto che la Yovanoff che la presenta come una bambina graziosa nella sua disumanità.

Si sedeva in un guado con in mano un ramo incenerito e l’ala di un corvo legata ai capelli. Guardava gli eserciti che attraversavano il fiume e sceglieva gli uomini che sarebbero morti e in quale ordine. Poi si è lasciata andare, e come lei tutti gli altri, rimpicciolendosi per adattarsi alla visione degli ignoranti.

La scelta di rappresentare la grande regina come una bambina che vive nei rifiuti non è affatto un caso. La gente ha smesso di onorare le creature magiche che sono passate dal rango di divinità a leggende narrate come favole oscure ai bambini. Morrigan, i musicisti e gli altri abitanti della Casa del Caos cercano di assorbire consensi, di essere amati almeno un po’ ,soltanto per non continuare a marcire tra le pagine di polverosi libri di miti. E’ una ricerca disperata di far parte di memoria. Questo è un tema espresso molte volte in letteratura e il più celebre esempio che mi balena in mente è il celebre romanzo di Ende: La storia Infinita. Ok, le atmosfere non sono le stesse, il genere è diverso, però il concetto è simile. Il nulla che frammenta il regno di Fantasia, perché gli esseri umani smettono di immaginare e diventano troppo legate al concreto è simile al decadimento che affligge le creature magiche di Gentry che spesso sono rappresentate come in decomposizione, marcescenti, malate. La Yovanoff punta il dito verso l’eccessivo attaccamento alla materialità mettendo al centro del suo romanzo il sacrificio dei bambini che è la cosa più oscena di cui una civiltà possa macchiarsi. Il sangue di un bambino vale meno della certezza di continuare a vivere lontani dalle crisi economiche. E’ una grande protesta verso la società di oggi, che asfalta ogni cosa pur di mantenere quell’illusione che tutto vada bene, per arricchirsi, come se il materiale potesse davvero rendere felici le persone. La gente si impoverisce d’anima nonostante tenti di arricchirsi con il denaro, attraverso il sangue di molti innocenti.

Nessuno è immune allo scetticismo.
La fede che si indebolisce può distruggerci tutti.


La seconda caratteristica che ho enunciato all’inizio della mia recensione è : ben scritto. Sì, il libro della Yovanoff è scritto divinamente. Non perde mai di ritmo, ha descrizioni favolose che si intonano a dialoghi efficaci e sempre al posto giusto. I personaggi hanno carattere e lei sa differenziarli in maniera ottima. Persino i più secondari sono descritti in maniera dettagliata e perfettamente inseriti nel contesto avvolgente in grado di rapire il lettore e trasportarlo tra le vie grigie di Gentry.

La terza caratteristica è: geniale. Esatto. “Il Sostituto” è geniale, perché unisce ad una storia avvincente una critica sociale nitida e condivisibile.
I personaggi sono lontani dagli stereotipi e ricchi di sorprese. Ognuno di loro è credibile e profondo e porta con sé un messaggio e un tema differente.
Non posso che fare i complimenti all’autrice di questa meraviglia cupa e profonda che mi ha rapita dalla prima e ultima pagina, trattando concetti che a me stanno molto a cuore. Lo consiglio veramente a tutti coloro che vogliano una storia bella e approfondita basata su un’ambientazione avvolgente.

Stupendo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...