“Il battito del sangue” di Tess Gerritsen, Longanesi Editore. A cura di Natascia Luchetti

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Questo romanzo è un thriller basato su delle buonissime idee. Ci sono tutti i presupposti per una trama non scontata e ben articolata. Effettivamente inizia davvero bene
Partiamo con il punto di vista di Julia, una giovane mamma e moglie di Boston che come mestiere fa la violinista. Durante uno dei suoi viaggi in Italia, la donna raggiunge il negozio di un antiquario di Roma. Lì acquista uno spartito chiamato “Incendio”, attribuito ad un certo L.Todesco.

Immediatamente dopo il ritorno a casa, Julia inizia ad esercitarsi su quella melodia sconosciuta che la attrae sin da subito. Durante l’esecuzione di quella sinfonia accadono però cose strane che coinvolgono direttamente la piccola Lily, figlia di Julia: il vecchio gatto viene ucciso, Julia viene ferita ad una coscia, sempre lei cade dalle scale. Julia inizia a pensare che sia la bambina a farle del male e soffre, perché nessuno crede possibile che una piccola di tre anni possa spingersi a tanto.

Questo elemento mette curiosità, poiché se da una parte il lettore pensa che sia palese e scontato, dall’altra gli è molto difficile attribuire responsabilità simili ad un bambino, deve esserci qualcosa sotto.

Con questo dubbio, la parte ambientata al presente di questo libro viene sospesa e si va a scavare sulle origini del famoso “Incendio”, introducendo la storia di Lorenzo Todesco: giovane ebreo che ha vissuto tutta la follia della Seconda Guerra Mondiale e delle leggi raziali. Musicista geniale, Lorenzo è il punto di riferimento di una ragazza alto borghese di Venezia: Laura Balboni, la quale deve partecipare ad un concorso musicale e ha bisogno di un maestro più che degno che affini la sua abilità. Tra loro nasce un amore forte proprio dalla sintonia che sentono mente suonano lo stesso brano. Ed è bello, bellissimo questo concetto. La musica fa da tramite alle emozioni più intime che non hanno bisogno di parole, lega le anime attraverso una serie di note. Il legame che va oltre il conoscersi da sempre, quello dell’anima, viene stretto da un filo invisibile fatto di melodia.

 

Un duo non è fatto soltanto di due strumenti che suonano insieme, ma di perfetta armonia tra due musicisti, una comunione assoluta di menti e cuori, un affiatamento che permette di sapere senza bisogno di dirselo quando l’altro solleverà l’arco e lascerà che si spenga l’ultima nota del brano.



Devo dire che la parte dedicata a Lorenzo è davvero, davvero bella. Non parliamo di un thriller, ma di un drammatico, visto che sia come pagine dedicate, che come impatto, la parte relativa alla storia di Lorenzo è centrale, il vero corpo del libro. Ed è ben fatta, anche nella descrizione del periodo storico, dettagliata, cruda, reale. Ci sono dei momenti molto forti che riescono a trasmettere al lettore sofferenza e dolore con un impatto travolgente. Sì, perché la Gerritsen scrive con una forma coinvolgente e pulita, senza troppe perifrasi o descrizioni fuori luogo. Semplicemente lei restituisce vicende vivide e forti, ricostruendo un periodo storico alla perfezione sia nell’ambiente politico/sociale, sia nel cuore dei suoi personaggi.

Questa magnifica caratteristica fa da contrappeso, però, alla povertà della sezione relativa a Julia. A parte l’inizio che mette una curiosità assurda, la parte finale è molto tralasciata. Quasi l’autrice avesse voglia di concludere con un colpo di scena davvero poco efficace e per nulla credibile. L’elemento thriller è completamente da rivedere. Lascia basito il lettore tanto sembra campato per aria.

Dare un giudizio a questo libro non è affatto semplice perché ha due anime. Una veramente bella, omaggio all’arte, all’amore, alla Storia. L’altra decisamente insufficiente, poiché comincia bene, con un buon carico di suspense e finisce in maniera, non inaspettata, ma forzatamente repentina e poco delineata.
Questo libro è bello da leggere, pieno di immagini e di inni all’arte. Possiede un forte carico emotivo e con esso la capacità di far riflettere il lettore su una delle più brutte pagine della Storia mondiale.

Non avvicinatevi a questa produzione se cercate un thriller, poiché di elementi di quel genere ne ha pochi, niente. Se invece cercate un bel drammatico, scritto bene e con perfetta delineazione storico-ambientale, è il libro che fa per voi.
Purtroppo il difetto del finale mi impedisce di dare cinque stelline a questa produzione che se ne attesta comunque quattro.

Bello, ma da affinare.

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