La Recensione: culla di un opera d’arte. A cura di Frank Slade

 

Con una maestria da navigato giornalista, il nostro Frank affonda la sua irriverente penna in uno dei più scabrosi argomenti che sono predominanti nel mondo letterario di oggi. la recensione.

Semplice opinione, critica acuta o analisi del libro?

Ecco che la sua voce tonante, in contrasto con un amabile aspetto, si fa sentire, senza fronzoli e senza filtri. Che forse infastidirà i benestanti, ma sarà di guida per i novizi.

 

La polemica è temuta solo dai sostenitori dell’errore.
Benjamin Rush

 

Buona lettura.

Alessandra Micheli

 

 

Vi siete mai chiesti, quale duro lavoro c’è dietro una recensione?

Beh! Sì, domanda alquanto stupida, direte voi!

Basta una buona proprietà di linguaggio ed un titolo di studio che si equipara ad una laurea in letteratura.

SBAGLIATO!

Dobbiamo finirla con questi stereotipi che deformano la realtà, rendendola simile a tutto quello che letterario non è.

Per fare ciò dobbiamo fare una distinzione sottile ma fondamentale: siamo critici letterari o recensori?
Il critico, qualsiasi settore si occupi, possiede una serie di competenze strutturali che gli permettono un’analisi di fondo dei vari aspetti del soggetto che deve valutare, estrapolando i lati positivi ma anche quelli negativi, motivando, punto per punto, il perché delle sue affermazioni.

Il recensore non possiede, necessariamente, le medesime competenze ma attraverso l’innocente passione per il mondo letterario, descrive e mette in risalto la natura di un determinato racconto, qualunque esso sia, così da guidare i lettori verso scelte più adatte ai loro desideri.

Questo non significa che il recensore deve chiudere gli occhi su eventuali difetti di trama, ecc. anzi ha il dovere di evidenziarlo, dicendo: (esempio) “nonostante un salto temporale poco chiaro, la penna del nostro autore accarezza con estrema delicatezza tematiche ed/o ambientazioni particolari”, ecc.. Se invece scrivessimo: (ulteriore esempio) “bellissimo libro pieno di spunti interessanti ma anche ricco di pessime cose che abbassano notevolmente il livello del racconto”, capirete che chi leggerà la recensione non avrà bene chiaro l’essenza del libro ma solo qualche pregio e tanti difetti.

Chi vuole entrare in questo magnifico mondo, non deve pensare che il suo compito sarà quello del professore che giudica il compitino dell’allievo o del critico che deve solo stendere nero su bianco, in un articolo, i punti positivi e negativi.

Il recensore non è altro che un amante della letteratura, dolce e paziente, che va oltre la semplice lettura di un libro, desiderando che lo stesso raggiunga più lettori possibili.

Il nostro compito è proprio questo: dare un ancora di speranza ai tanti giovani autori che popolano il mercato editoriale.

Un duro lavoro che ha come fondamenta una coscienza moralmente ed eticamente corretta perché se un giovane scrittore, con gli occhi lucidi e l’entusiasmo di un bambino, mi affida la recensione della sua creatura, io ho il dovere di rispettarlo prendendomi tutto il tempo necessario per analizzare e valorizzare l’opera.

Non risparmierò nessun rigo al solo scopo di abbreviare e creare una quantità enorme di recensioni sterili, solo perché dire: “ho creato 25000 recensioni da solo così da far accapponare la pelle agli snob della classe letteraria. Altresì preferisco 50 recensioni fatte con animo nobile, che in definitiva hanno, in un sol colpo, reso felice dei giovani autori ed orgogliosamente aiutato il loro sviluppo letterario.

Nello specifico, un buon recensore che caratteristiche deve assolutamente possedere?

  • Amore per la lettura. In fin dei conti non abbiamo a che fare con libri scolastici che dobbiamo necessariamente studiare ma qua si tratta di sederci e fare quello che più ci piace.
  • Un bel libro, qualunque esso sia, per essere ampiamente capito e presentato, deve essere letto con tutta la calma di questo mondo.
  • Una capacità di scrittura che va oltre le capacità tecniche di redigere. Un recensore crea egli stesso un racconto, come una sorta di scatola cinese, cioè, da una storia intrigante fuoriesce un racconto ancora più avvincente, ovvero il libro in questione.

Che cosa deve, assolutamente, evitare un buon e coscienziose recensore?

Come già ho detto precedentemente, un buon recensore pesa ogni singola parola, come stesse componendo egli stesso ma non deve, mai e poi mai, scadere in un discorso soggettivo. Il libro deve essere descritto, fino ad evidenziare il suo lato più profondo ma non deve divenire un mezzo per veicolare l’opinione del recensore stesso.

Ricordate bene che, chi recensisce ha nelle mani l’intera vita di un’opera e coprirla con opinioni eccessivamente personali sarebbe forviante e deleterio.

Personalmente, sono circa due mesi che bazzico l’ambiente ed ho avuto la conferma di quello che già sospettavo: gli arrivisti che si innalzano a recensori dilaniando le speranze di tanti autori, spesso giovani ed inesperti, sono ancora troppi e sono come un cancro per la letteratura e per i blog, intellettualmente onesti, come il nostro. Questo perché, determinati soggetti, sia che recensiscano libri, musica, film e altro, lo fanno, esclusivamente, per ottenere consensi e sapete bene che il “like” più facile è quello gretto, negativo e polemico.

In definitiva, vi chiedo fermamente, se avete intenzione di diventare recensori al solo scopo della notorietà, mettetela al chiodo questa insulsa idea perché il nostro blog è dalla parte di tutti gli autori e combatterà chiunque andrà contro questa nobile arte.

Se invece, abbraccerete la filosofia dell’amore per i libri, allora sarete sempre i benvenuti in questo mondo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...