“Scorpio Baby Rose” di Sergio L. Duma, edizioni Teomedia. A cura di Vito Ditaranto.

 

… Vieni, spirito

Tu che custodisci i pensieri mortali, rendimi libero,

e riempimi dalla testa ai piedi, pieno raso

della più orrenda crudeltà!…

W.SHAKESPEARE

 

 

 

La storia interiore di ogni uomo è un labirinto, un interrogativo, al quale una persona che appartiene all’umanità cerca una risposta, forse…

Voci dimenticate di belve antiche… Immagini e sensazioni antiche, svanite… L’anima come sabbia sparsa alle spalle… Un turbine sfavillante… Una ragazza che scompare… Una freccia dell’intelletto… Una fuga dell’immaginazione… Luce innanzi… Un sentiero in salita… Un nuovo portento ai margini dell’inconscio… Oltre… Più oltre. .. Ancora più oltre… Una vita che viene trasportata, una vita che trasporta… trasporta segreti. Amici che si esortano vicendevolmente a proseguire…

Ancora una volta concentrato su un mondo solo all’apparenza “puro”, che è in realtà contaminato da ogni tipo di sozzura – metafisica o tangibile che sia –, Sergio Duma oltrepassa il confine del naturale per la prima volta in maniera compiuta. Sarà un passaggio totale, facendo riaffiorare ricordi, immagini ed emozioni ormai perdute nel tempo.

 

 

“…Fuoco cammina con me…”

Twin Peaks

 

 

Sempre accerchiato da un’aura d’inquietudine, il visionario Sergio Duma ricorda e si accosta alle visioni di David Lynch costella la sua serie di immagini crude, angosciose e oniriche per raccontare ciò che si cela dietro all’apparenza più limpida. E il ritratto di una piccola cittadina isolata, Lacrima come Twin Peaks, diventa una vera a propria analisi del subconscio umano. In ogni caso solo la prima parte ricalca la trama del romanzo ricalca la trama di Twin Peaks, poi, però il testo prende una vita sua in un immagine-specchio di una realtà infame che non può essere regolata solo attraverso la lente del reale, ma deve trovare una sua controparte che la elevi a elemento eterno, immutabile per quanto sia possibile combatterlo.

L’incubo per Duma non è qualcosa di notturno (come quello del celebre dipinto di Fussli), ma vive eternamente a fianco dell’uomo.

Lo rafforza.

Lo indebolisce.

Lo rende ciò che è: umano.

Un mondo negativo dove marciapiedi traslucidi si lanciano in un’infinita prospettiva fra le stelle, anche se non c’è né terra né gravità.

Un baluginio dove l’orizzonte sembra nascere, fra specchi d’acqua color magenta.

Non è nella speranza o nella tensione verso qualcosa di ideale e di nobile che Duma ritrova gli istinti primari dell’umanità. Anzi, proprio l’idealismo è il dettaglio su cui nel corso delle sue parole è più facile intravvedere il ghigno deforme del sarcasmo: l’infantile lettura della società; Duma, non si accontenta di questo. Perché l’inconscio anche se vive nell’ombra, agisce sempre, è dietro lo specchio, dove nessuno può toccarlo, e ride. Si cela nella casa, mette a soqquadro il focolare domestico, minaccia omicidi che non ha alcun timore a portare a termine. L’umano può davvero arrivare a una conoscenza solo quando comprende che questa forza, che vibra di pura violenza e paura arrecata, non può essere sconfitta.

“…È già passato un anno. Incredibile. Eppure è come se fosse successo ieri. È la voce di Scorpio Baby Rose che me lo fa notare. Proprio mentre sono qui, in questo luogo isolato e silenzioso, aspettando la fine che sta per arrivare. Ma effettivamente è passato davvero un anno. Ricordo ancora quella fredda mattina invernale. Avevo fatto colazione in silenzio…”

 

Tutti i personaggi sembrano persone perbene, ma hanno segreti inconfessabili.

Tutti conoscevano Manuela, la ragazza assassinata e lasciata in un fossato, così come tutti conoscevano Laura Palmer, tutti potrebbero esser i killer.

La vittima apparirà in un primo momento proprio come una colomba dalle ali bianche, tutta morbida e tubante.

I personaggi di “Scorpio Baby Rose” sono stereotipi, piccole caricature grottesche di caratteri tipici del giallo, dotati però di un lato oscuro più o meno evidente.

La polizia non indaga, il colpevole non viene trovato. E’ così che i suoi amici, impersonando le caratteristiche dell’agente Cooper, decidono di cercare la verità. Tra questi c’è la voce narrante della vicenda, un ragazzo che ha una fissazione per una cantante inglese: Scorpio Baby Rose;  sarà lui a cercare la verità a tutti i costi entrando in un circolo infernale che scaverà a fondo in tutti i segreti di Lacrima portandoli allo scoperto

Lacrima rappresenta il classico fosso di provincia dove le persone vegetano, apatiche e vuote. Una cittadina anonima costellata di case anonime, abitate da anonimi aborti raccapriccianti. Il tipico luogo alimentato da alienazioni, incesti e violenze familiari.

Un romanzo dove si mescolano sfumature thriller e poliziesche, dove il mistero terrà il lettore in suspance fino all’ultima pagina.

La natura ha un surrogato nella manifattura umana, forse persino una sua sublimazione.

Per quanto in un primo momento Scorpio Baby Rose possa sembrare direzionato verso il disvelamento della vita nascosta di Manuela, continuando con la lettura ci si rende conto di come si stia compiendo in realtà il percorso inverso.

“…Siamo i peggiori nemici di noi stessi. Ecco quello che volevo dire. Facciamo finta di essere rispettabili e nascondiamo il nostro marciume personale. Seguiamo ciecamente le nostre pulsioni, non mettiamo mai un freno al buio che ci opprime. E’ come una voglia insidiosa, un desiderio che brucia. E a volte qualcuno si scotta troppo e quando se ne accorge ormai è tardi. Ma gli altri fanno finta di nulla. Rinchiusi nelle loro linde case eleganti, rispettabili, ordinati e meschini. Questa è la tragedia…”

 

Tutti, a Lacrima, hanno una verità nascosta o celata, se non ancor più articolata: tutti nascondono segreti del passato e del presente, tutti cercano una redenzione che non è possibile pretendere.

 

“…Questo è solo l’inizio, mi dicevo, mente ascoltavo “Corpse And Fog” nella tranquillità della mia stanza. Un cadavere su sfondo nebbioso, pensavo. Era un’immagine che mi ossessionava. E mi ossessiona anche in questo istante, mentre sono qui, con il dolore che mi insidia, aspettando la fine, perché non c’è più un cazzo da fare…”

 

 

La storia esposta è molto intrigante ed esce direttamente dalla voce dei protagonisti immedesimando il lettore nelle stesse parole narrate.

Come spesso accade nei racconti di Duma, il soprannaturale è appena accennato, ma esposto in maniera chiara e il lettore non risulta mai spaesato.

Un romanzo che spinge il lettore a indagare e a voler scoprire i segreti nascosti di questa cittadina accompagnandoci nei meandri più oscuri della psiche del protagonista e della sua amica Melissa.

Profondamente interconnesso al misticismo, l’autore, basa il suo metodo investigativo su una realtà onirica. La percezione del “sovra-reale” è davanti agli occhi di tutti, basta essere pronti ad accettarlo, e soprattutto ad accettarne il potere soverchiante e le conseguenze. Questa caratteristica lo ha senz’altro fatto diventare uno dei personaggi più intriganti di tutta la narrativa contemporanea.

I suoi personaggi sono fatti di piccoli gesti, quasi infantili ma che nulla tolgono a una retorica narrativa senza confronti o eguali.

Un continuo andirivieni tra presente e passato: l’avanzamento della ricerca della verità ma i frequenti flashback ci lasciano piccoli dubbi che rendono questa verità via via traballante, c’è qualcuno che ha visto qualcosa di importante, qualcosa è accaduto, ma nessuno è intenzionato a confessarlo…

E poi ci sono i segreti “inconsapevoli”, quelli che nascono quasi come un gioco tra  bambini che hanno commesso delle birichinate e non devono assolutamente essere raccontati.

Come ogni opera che si rispetti, Scorpio Baby Rose vive al di là della sua conclusione, e la fine non è mai tale davvero. Come i gufi che, si sa, non sono quello che sembrano.

Un libro, essenziale e folgorante, radicato nella vita dei protagonisti.

Talmente folgorante che oserei definire magistrale.

Un libro da leggere assolutamente.

 

 

 

Ora “Sorridi”. E quando avrai un momento di smarrimento o indecisione, fermati, aspetta e senti il tuo cuore.

…a mia figlia Miriam con infinito amore…vito ditaranto.

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...