“Il Figlio di Ramses. La città sacra” di Christian Jacq, Tre60. A cura di Natascia Luchetti

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L’Egitto è l’ambientazione perfetta per fondere magia e Storia. Questo romanzo è difatti un fantasy che si svolge sulle incantate rive del Nilo, durante il periodo del regno di Ramses, minacciato dalla presenza oscura di uno stregone molto potente e privo di scrupoli : Keku.

Tutto inizia dal tentativo di quest’ultimo di uccidere sua figlia Sekhet e di utilizzare il potere della sua anima per attivare l’influsso malvagio di un’antica reliquia, nel tentativo di sottomettere l’Egitto tutto al suo volere. Setna, secondo figlio di Ramses con particolari abilità magiche e innamorato profondamente della ragazza, la trarrà in salvo, allontanandola dalle grinfie del pericoloso stregone, con l’aiuto di un piccolo gruppo di eroi ben assortito.

Il salvataggio della sacerdotessa Sekhet non sarà che l’inizio della vicenda. Keku, infatti, sfrutterà il disagio sociale e politico che si è andato a formare tra siriani ed egizi. Questo popolo descritto come barbaro, ha intenzione di prevalere sul regno d’ordine e armonia di Ramses, di sovvertire ogni regola sul quale esso è basato. Quindi la cultura e la modernità del regno del Faraone che considera l’uomo e la donna allo stesso livello, che fa della cura del popolo e della sua salute una questione centrale, che è organizzato sul concetto di pace ed armonia, concordia, viene minacciato dall’arretratezza del regime guerresco siriano, che vuole farsi strada attraverso gli spargimenti di sangue, che vuole la supremazia del maschio sulla femmina e non riconosce il concetto di pace.
Questi individui rivoltosi sono preda facile per Keku, che con la sua magia, fa loro credere di supportarli nel loro piano di devastazione.

 

«Il Male è affascinante, hai ragione, perché risiede nel cuore degli uomini e dirige il mondo; è lui che si trova all’origine della creazione e che conferisce il potere più autentico. Distruggendo Ramses, garante di Maat, verità illusoria fondata su verità e giustizia, instaureremo il regno delle tenebre, e tu ne diventerai la regina.»

Keku è un bel cattivo, senza scrupoli, permeato dalla vera essenza del male. Non si fa problemi a seppellire completamente la sua umanità per il potere e non prova mai alcuna esitazione nel compiere gesti abietti. E’ un marionettista abile, ma la sua malvagità non riesce a superare il potere dell’amore tra Sekhet e Setna. E’ quello ad essere molto più forte di qualsiasi arma. Difatti, i due ragazzi saranno sempre uniti ed è questo il bello di questo romanzo.

 

«Non fu una donna, Ahotep, a cacciare dall’Egitto gli invasori hyksos? Nessuno credeva minimamente che potesse farcela, invece la sua volontà e il suo genio le permisero di sconfiggere un nemico temibile. Non riuscì forse a scatenare contro di lui il furore del dio Seth? Ispiriamoci al suo esempio e utilizziamo il nostro sapere.»

Noi siamo abituati a vedere la figura maschile prevalere su quella femminile in questo genere di racconti. L’eroe salva sempre la principessa in pericolo, la quale, per quanto importante, non riesce mai ad equivalere le doti del condottiero senza macchia e senza paura.

In questo libro, invece, le donne non hanno nulla da invidiare agli uomini. C’è un’assoluta parità tra loro, anzi, a volte il personaggio di Sekhet è persino più forte rispetto a quello di Setna, un po’ come Nefertari, la bellissima regina al fianco di Ramses.
Sekhet è una sacerdotessa forte e molto determinata che si fa addirittura carico di una lotta interna alla sua famiglia. Non è la classica protagonista femminile che trema in un angolo nell’attesa che l’uomo che l’ama la salvi ad ogni occasione. E’ lei ad avere le idee più spericolate e a portarle avanti, ovviamente non da sola.

Altra cosa che mi è piaciuta moltissimo è la descrizione dell’ambientazione, delle creature magiche e delle leggende dell’Antico Egitto. La trama è lineare e procede veloce su tutti gli eventi mai ripetitivi. E’ un libro che si legge tutto ad un fiato. Lo stile è semplice ed efficace, stupendo nelle descrizioni che non si perdono mai in dettagli irrilevanti. I personaggi sono tutti molto carini e sono perfetti per il loro ruolo. Ho trovato geniale il fatto che anche gli animali avessero una parte importante all’interno della narrazione. Non sono contorno, sono eroi anche loro, nel loro piccolo. E’ tutto così perfettamente coerente nel lavoro di Jacq. Non c’è niente di fuori posto.
Molto molto bello.

Non posso fare altro che consigliare questo romanzo a chiunque voglia dedicarsi ad un’avventura ben fatta nel fascinoso antico Egitto, sospeso tra magia e Storia.

 

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