“Il sole d’agosto sopra la Rambla” di Damiano Dario Ghiglino, altri orizzonti editore. A cura di Sabrina Giorgiani

 

“Non siamo che maschere di gesso

Il cui aspetto estremo è il risultato di tante piccole e grandi tragedie

Le cui conseguenze non siamo in grado di prevedere.

Un crepitio e la maschera si rompe”

 

Voglio partire da questa citazione tratta dal romanzo, perché  secondo me, dà l’immediata percezione di ciò che l’autore ha intenzione di trasmettere .

Una lettura introspettiva, quella che scrive Ghiglino che, attraverso la vita di cinque personaggi poco più che adolescenti, mette il lettore di fronte al più grande dilemma che ognuno di noi, chi prima chi poi, ha vissuto o vivrà:

Trovare una collocazione , un posto tutto nostro in questo mondo.

Tutti abbiamo la necessità di sentirci arrivati a destinazione, in amore, sul lavoro, nel nostro ambiente sociale, e la strada per arrivarci, spesso, è tortuosa.

Questo lungo viaggio parte dal nostro passato.

Gli anni vissuti sono salite di crescita personale.

I margini di questa salita sono i sogni e le speranze che ognuno di noi auspica di poter realizzare che permettono il cammino lungo la carreggiata, danno la spinta a continuare il percorso a testa bassa verso un ignoto che , per forza, deve essere luminoso, perché il buio delle delusioni , l’amarezza dei sogni infranti, sono ormai un ricordo passato.

Questi cinque amici, dal vissuto diverso, hanno intrapreso il cammino insieme.

La vita dividerà le loro strade ma la condivisione del malessere interiore, dei momenti di dolore , delle difficoltà che hanno costellato il loro cammino, sarà un collante indissolubile.

Un altro elemento caratterizza il romanzo e lo rende, ahimè,  attuale.

La staticità nell’attesa dell’evento che dia una svolta al loro cammino.

Questa, purtroppo, è  ciò che caratterizza in particolare questa generazione.

Ho apprezzato lo stile descrittivo sia dell’ambiente che dei personaggi che risultano essere ben caratterizzati.

I “salti” descrittivi tra passato e presente, l’intreccio di esperienze di vita tra i personaggi, raggiungono lo scopo di delineare il vissuto per capire il presente, anche se a volte risultano essere un po’ troppo repentini .

Un buon libro, ne consiglio la lettura in particolare a chi non si ferma all’apparenza ma ama far cadere le maschere.

 

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