“Il demone dello specchio” di Diana Mistera, Lettere animate edizione. A cura di Natascia Luchetti

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Avevo già letto Orpheus, perciò possedevo una certa  familiarità con i protagonisti, Geena e Orpheus.

Come nel primo capitolo della serie, ci troviamo davanti a un paranormal romance dove, ovviamente, l’elemento romantico è preponderante. Al centro di tutto, infatti, c’è la storia dei due ragazzi caratterizzata da un amore passionale, raccontato con toni delicati ma soprattutto, mai volgari ed è questo elemento che rappresenta una delle note positive di tutta la storia.

In questo episodio vediamo Geena intenta a portare a termine la tesi di laurea e, a questo scopo, assieme ad Orpheus, decide di andare in Transilvania alla ricerca di un famigerato erede del famoso Voivoda Vlad Dracula, qui Tzepes. L’autrice immagina che il castello di Bran sia la proprietà privata del misterioso Samyaza, che scopriamo essere un Guardiano, un angelo caduto, strettamente legato alla natura sovrumana di Geena.

La figura di Vlad viene reinterpretata in un modo originale, non più vampiro, ma schiavo di un demonio al quale aveva ceduto, per avere la forza di vincere i Turchi. Diana Mistera disegna un uomo debole, fallibile, sottomesso alla sua stessa paura, inadatto a svolgere il suo ruolo, una creatura diametralmente opposta a ciò che ci ha tramandato la Storia e la letteratura. Il lato oscuro dell’uomo che ha affascinato me e tanti altri studiosi e scrittori è per l’autrice da attribuire alla malattia mentale e dalle brutte esperienze vissute alla corte del sultano, nonché all’intervento demoniaco.

Ma torniamo alla storia centrale del romanzo, che riporta tutti gli elementi tipici del paranormal romance. Geena è una prescelta che accetta il suo ruolo, anche se, si rifiuta di vivere soltanto per lo scopo a cui i suoi poteri la designano. Lei punta alla felicità propria, all’amore indiscusso per Orpheus che come lei è parte di una lotta tra Bene e Male che va avanti dalla genesi.

L’idea che tiene insieme i due generi vale, anche se che tra loro deve essere inserito  un maggior equilibrio. Le atmosfere in cui ci muoviamo a fianco di Geena e Orpheus sono quelle del romance, descritte quanto basta a inquadrarle in una normalità quotidiana, celando la seconda realtà, quella fantastica che fa da sfondo alla storia. Anche se la parte relativa alla leggenda transilvana non esalterà molto gli appassionati delle atmosfere del fantasy tradizionale essa è congruente con l’intento dell’autrice che ha voluto trascinare l’incredibile nel normale.

Il linguaggio usato per raccontare la storia di Geena è molto semplice e rende appetibile il testo ai lettori più giovani che sicuramente preferiscono alla pomposità lessicale, uno stile in grado di farli identificare nei personaggi. Personaggi sui quali si poteva, forse, approfondire di più a livello introspettivo, ma che, comunque non risultano banali e hanno un loro preciso ruolo nella storia

In conclusione, consiglio questo libro a un vasto pubblico con una maggiore preferenza per quei giovani da avvicinare alla lettura.

Chi di noi, da ragazzine, non ha sognato di vivere una storia d’amore con un meraviglioso e tenebroso rocker pieno di misteri?

Consigliato.

 

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“Diphylleia.Il ricordo” di Valentina Bonci edito & MyBook. A cura di Ilaria Grossi

 

“Un fiore bianco che a contatto con l’acqua diventa trasparente.

Un fiore che, quando piove, si trasforma.

 Sotto la pioggia i petali di questo fiore sembrano trasformarsi in cristalli scintillanti.

Per via di questa particolarità viene chiamato skeleton flower, cioè fiore scheletro, ma il suo nome scientifico è diphylleia grayi.

A chi è morto dentro: Innamorati”

 

Minnesota.

 Aiyana da tre mesi è in un letto d’ospedale, dopo essere stata ritrovata in fin di vita. Nonna Karla, distrutta dal dolore e dal costante pensiero di non rivedere mai più, i bellissimi occhi nocciola della sua amata nipote, non si arrende e ogni giorno è lì in quella stanza con lei, vicina e attenta ad ogni segno.

Aiyana, si sveglia impaurita e avvolta dalla nebbia dell’amnesia, non ricorda nulla, solo vuoto e silenzio nella sua mente e nella sua anima. Con delicatezza nonna Karla aiuterà Aiyana a ricostruire giorno dopo giorno il puzzle della sua vita, pur richiamando dolorosi ricordi.

Ben, l’infermiere innamorato segretamente di Aiyana si dichiarerà a lei, inconsapevole che il cuore di Aiyana è legato ad un altro cuore..neppure la nebbia di una amnesia temporanea, riuscirà a cancellare il profondo e forte legame con Selene, un amore che fa sentire Aiyana una donna a metà, sbagliata, fuori posto, controcorrente in una società che etichetta con giudizi prevenuti e spesso dettati dalla paura.

Aiyana e Selene sono l’Amore, non sbagliato, chi siamo per giudicare?

L’amore è gioia di condividere un pezzo della propria esistenza, con una persona capace di stringere così forte la tua mano da non lasciarti andare via, nonostante gli ostacoli e le difficoltà.

Non c’è posto per la paura.

Solo che spesso sono gli altri a creare un clima di diffidenza e a rendere marcio, qualcosa di unico e speciale.

Un ritmo tra il surreale e il reale, accompagna un romanzo breve che si legge tutto d’un fiato, dove tra le pieghe del libro, trasuda una grande sensibilità e un certo dolore .

Buona lettura

 

Ilaria Grossi per Les fleurs du mal blog