“Destini incrociati” di Claudio Paganini, 0111edizioni. A cura di Vito Ditaranto.

 

 “…La notte in cui venni al mondo sembrava una notte come tante altre… Mi  chiamo Luca ma, per un perverso gioco cosmico, sono anche Agnese…”

 

Un bambino: Luca.

Un bimbo speciale, nato nella notte in cui il mondo dei morti si sovrappone al nostro, un figlio del crepuscolo.  Il suo destino si sovrapporrà a quello di una fanciulla vissuta secoli prima, morta nel tentativo di sigillare l’ultima porta degli inferi ancora aperta in un paesino dell’entroterra ligure: Triora.

Un piccolo paese di poco più di 300 anime del ponente ligure, abbarbicato sui monti nell’entroterra di Imperia nella valle Argentina, dove nel 1588 si è compiuto il tragico destino di una cinquantina di donne accusate di stregoneria, tanto da venir battezzata la Salem italiana in ricordo della caccia alle streghe che sul finire del 600 iniziò negli Stati Uniti nella zona del New England, proprio nel villaggio di Salem.

Abbiamo tutti dei destini segnati.

Facciamo tutti parte di qualche strana famiglia.

Sì, anch’io  faccio parte di una strana famiglia.

Dormiamo di giorno e voliamo di notte, come aquiloni neri portati dal vento. Si lo so, non ci credete, ma, solo perché non ci credete non vuol dire che non sia vero. Non è necessario essere una stanza o una casa per essere stregata. Il cervello ha corridoi che vanno oltre gli spazi materiali. Tutto ciò esiste ed è reale.

Toccherà a Luca  terminare l’opera della giovane strega e ristabilire finalmente l’equilibrio. toccherà a lui fermare l’avanzata delle Tenebre che cercano di spalancare l’ultima porta infernale. Toccherà a lui trasformare Agnese la strega in Agnese la fata.

Il dolore rovescia la vita, ma può determinare il  preludio di una rinascita.

Il libro di Paganini è stato una piacevole scoperta, un racconto dalle molteplici sfaccettature, commovente, con la narrazione delle disavventure del protagonista e l’empatia generata dalla descrizione degli stati d’animo.  Emozionante, con la romantica storia  tra i due protagonisti  e  avvincente, con la intricata trama avvolta da un alone di mistero che si srotola fino al finale.  A tratti ho notato delle affinità con a “La storia infinita” di Michael Ende, un modo che diviene l’incontro di due mondi che si mescolano mirabilmente.

Un modo fatto di uomini nati per rincorrere il vento.

La trama è complessa ma perfettamente concatenata, e ogni singolo personaggio si imprime nella memoria per un particolare seppur minimo e poi torna, a sorpresa, dopo tante pagine, perfettamente riconoscibile, come un attore uscito di scena che avesse atteso nel camerino, con il suo carattere e la sua insostituibile funzione. La trama è ben congeniata, lasciando nel dubbio il lettore sulla verità finale, che verrà svelata sol nel finale.

Lo stile della scrittura garantisce una lettura piacevole. Si tratta di un libro scritto molto bene.

Il ritmo della narrazione non risulta per niente noioso.

La lettura è stata per me un ostinata presenza, intollerabile realtà, interminabile provocazione, ineccepibile alternatività, scomoda, inquietante, demoniaca. Il protagonista  è stato un eterno violentatore di tutti i miei pensieri, ma…nei sogni… “Sublime”.

Così come sublimi sono i sobbalzi spazio-temporali, tra presente e passato, che Paganini crea in maniera ineccepibile e  che rendono la narrazione stessa più interessante.

Vita e morte, gioia e dolore, paura e coraggio…tutti dobbiamo saper affrontare ora l’uno, ora l’altro aspetto… Sono convinto che questo libro possa contribuire a creare le giuste basi per una crescita interiore.

Questo libro mi ha riportato indietro nel tempo, addirittura a quando frequentavo la scuola elementare e la maestra quando leggeva libri che creavano atmosfera ci faceva chiudere gli occhi e ascoltare la sua voce che impersonava i vari personaggi e leggeva il libro… e così non era difficile immaginarsi le streghe pelate, con unghie affilate e senza dita dei piedi…

Rileggendo questo libro ho rivissuto nuovamente quelle sensazioni, anche se non ci sono streghe pelate, con unghie affilate e senza dita dei piedi…

È incredibile come sia coinvolgente questa storia dolce/amara.

Lo stile dello scrittore non solo è impeccabile, ma è capace di trasportarti all’interno del libro, di sentire i protagonisti parlare, di vedere le loro facce e il loro sguardo!!

Insomma, un bellissimo libro che ha avuto il pregio aggiuntivo di farmi ritornare per un attimo un pò bambino.

“Destini Incrociati” bascula con un meccanismo preciso e bilanciato tra due “mondi”, la vera forza.

I continui flashback con una ricchezza emotiva, riescono, -cosa non da poco- a comunicare con la dovuta efficacia il difficile ruolo del destino e la scelta, forzata o meno, che questo inevitabilmente provoca nella nostra vita.

Spero di aver interpretato al meglio ciò che l’autore intende trasmettere con la sua trama.

Il filo della trama letteraria è senza dubbio la speranza di vivere una vita libera, di poter amare chi si desidera amare e di vivere senza preclusioni la propria vita.

Assolutamente da non perdere.

 

 

 

 

Ora “Sorridi”. E quando avrai un momento di smarrimento o indecisione, fermati, aspetta e senti il tuo cuore.

…a mia figlia Miriam con infinito amore…vito ditaranto.

 

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