“IL TOCCO DELL’ANIMA” di Emanuele Ascone, Le Mezzelane editore. A cura di Sophie Sarti

8575070_2978291.jpg

 

 

Quello che mi spaventa di più, oggi, in questo disordinato mondo contemporaneo è la sensazione di vederlo avvolto dalla tenebra. Una tenebra considerata quasi soffocante, che impedisce ai più di immaginare che, dietro quel colore nero, si celi un sole brillante. Eppure anche i celti sapevano l’arcana verità ossia che quell’aborrito colore nero era, in fondo la somma di tutti i colori, attirati a sé, forse “imprigionati” ma in attesa di un’anima che ne recepisca la sfida: togliere il velo dell’illusorio oscuro per bearsi finalmente della luce. È una parabola umana molto ovvia e al tempo stesso avvolta dalla segretezza, quel percorso umano di insidie e di prove che però, contribuiscono a formare l’eroe, il prometeo in grado di maneggiare senza scottarsi il fuoco della conoscenza e donarlo a un’umanità affranta. Solo vagando tra le tenebre si potrà, dunque riconoscere che, in fondo esso è semplicemente uno scrigno che custodisce la luce. Ecco che il mondo, percepito come abisso, come luogo di perdizione è in realtà una vera e propria scuola in cui re impariamo a socializzare ri-apprendiamo le norme alla base della relazione più importante che dobbiamo difendere, quella con boi stessi. È a quell’anima, quella psiche profonda a cui dobbiamo reverenza, rispetto e a cui dobbiamo tendere. senza la ricongiunzione con quell’io profondo nessuna realtà sarà mai completa, nessuna percezione potrà dirsi scevra da patologia e nessuna relazione sarà mai sana.
E’ dal pensiero che dobbiamo ripartire, edulcorandolo e purificandolo da ogni scoria, da ogni limite, da ogni ossessione. E possiamo farlo soltanto se ci rendiamo conto di essere qualcosa di più di una macchina meccanica, di una costruzione creata da storia e società, di un animale sociale. Siamo e in fondo saremo sempre, frammenti di luce staccatosi da un’energia primigenia che possiamo anche chiamare Dio, siamo in fondo fatti poco meno di angeli e di gloria e onore coronati.
Solo la sensibilità speciale della nostra Sophie saprà cogliere il bellissimo messaggio di speranza e redenzione, comunicato da un vero guerriero della luce. Che ci ricorderà sempre l’importanza della sostanza per dare vera forma alla materia.
Alessandra Micheli

 

 

La prima creatura di Dio fu la luce. (Francesco Bacone). A cura di Sophie Sarti

 

Siate Luce a Voi Stessi.
Buddha

 

Raccontare una filosofia di vita solamente attraverso singoli pensieri non è così semplice come ci si possa aspettare. L’autore non deve spiegare tutti i passaggi psicologici, emotivi e materiali che l’hanno portato a ragionare in quel modo. Lui, semplicemente, dipinge con le parole la tela bianca e sta al lettore coglierne l’opera completa.
Ascone prende la luce in ogni sua forma e la fa prima propria per poi donarla al prossimo carica anche delle emozioni che lo hanno portato a crescere, a divenire consapevole e a vivere la vita nella sua pienezza.
Non rinnega le tenebre, no.

 

Non esiste ombra che possa oscurare la luce.

 

Considera la luce più forte, mai superiore, ma decisamente più concreta del buio. Un sorriso può illuminare anche il giorno più nero e il sole creare arcobaleni anche con la pioggia. È una questione di prospettiva, di aspettative e di libertà di pensiero.

 

La luce è dono e non può essere tenebra. Chi vive di essa, vive dei suoi riflessi cangianti e non di utopiche forme luminose che prima o poi andranno scemando, mostrandosi nella loro effimera natura.

 

E nella luce vivono e si alimentano le nostre emozioni.

Sempre positive?

No.

Sempre costruttive e concrete, perché filtrate dalla consapevolezza interiore.
Bisogna essere in grado di evolvere all’interno di noi stessi, rendersi parte integrante della nostra evoluzione emotiva alternando parole e silenzio, studio e sperimentazione.
Come fare allora?
Cercando di dare valore ai nostri punti di forza e non smettere di afferrare quella mano tesa che, troppo spesso, tendiamo a rifiutare.

 

Sii sempre protagonista della tua vita e non artefice dell’altrui destino.

 

Ma

Una mano può aiutare, due possono sorreggere.

 

Ecco, allora, che le emozioni diventano la risposta e non la domanda o la causa del nostro eterno − si fa per dire − cammino di ricerca.
Mentre questo flusso di pensieri, memoria e parole scorre, pagina dopo pagina, prendono forma dei cambiamenti importanti: la scelta e l’ineluttabilità della vita.
Tutti noi agiamo sulla base di scelte più o meno consapevoli soprattutto di fronte alla nostra mancanza di eternità. Abbiamo la percezione radicata che con la morte tutto finisce, non è così, forse. Di certo dobbiamo imparare a cogliere il meglio da ogni istante, senza pensare di avere a disposizione l’infinito e, allo stesso tempo, afferrare gli attimi come respiri, perché il domani non è garantito.

 

È proprio nel momento in cui ci si sente distanti che bisogna avere il coraggio di vivere d’istanti, rompendo le catene della monotonia.

 

Ed è proprio così che l’autore ci porta, tenendoci per mano, attraverso quella che può essere tranquillamente considerata una lettura di crescita da tenere a portata di mano quando il buio sembra volerci inghiottire.

La luce è in noi e noi siamo la luce di noi stessi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...