“Noi non vediamo le cose nel modo in cui sono. Le vediamo nel modo in cui siamo. Talmud” Un libro divertente ma anche riflessivo, che indagherà a fondo in tanti nostri stereotipi dell’apparire “Volevo essere Mr Grey” di Barbara Anderson e A. S. Twinblack. Non lasciatevelo scappare!

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Trama

Giancarlo e Marinella sono una coppia sposata da molti anni. La routine e la monotonia della loro vita coniugale viene improvvisamente turbata dall’arrivo di mister Grey, il protagonista sexy e intrigante della trilogia, best seller mondiale della James. Tra le pagine di un libro Marinella riscoprirà il desiderio di un sogno proibito ma per Giancarlo sarà l’inizio di un incubo in cui la gelosia e la voglia di riconquistare la moglie amata si rincorreranno. Una commedia eroti-comica che vi regalerà qualche risata facendovi però anche riflettere su come ciò che intimamente tanto bramiamo lo abbiamo già. Ciò che nasce da una fantasia prende vita nella realtà basta solo volerlo.
Il libro contiene espressioni dialettali romanesche di facile comprensione.

Per la presenza di alcune scene di sesso esplicito se ne consiglia la lettura a un pubblico adulto.

 

 

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“Il volo del nibbio” di Marco Maria Capponi, 0111 Edizioni. A cura di Natascia Lucchetti

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Come potrei riassumere questo libro in poche parole?

È un efficace spunto di riflessione sulle conseguenze dei totalitarismi. Questo perché l’autore ha deciso di mettere a confronto due nazioni con sistemi completamente diversi a reggerle. La Capitale Ovest è la patria del Comunismo. Questo modello politico proibisce la proprietà privata, il libero pensiero e addirittura la formazione spontanea di famiglie. Anche l’amore, in tutte le sue forme, viene praticamente bandito, poiché indebolisce l’uomo e lo astrae dal suo ruolo di “compagno”, da ingranaggio di una macchina completa che è lo Stato.

Nilats, il nostro protagonista maschile, deriva proprio da questa realtà. Egli è completamente svuotato e l’autore lo disegna esattamente come pura esteriorità e abnegazione. Obbedisce e basta, anche senza sapere il perché, senza sapersi spiegare come mai la Capitale Ovest è sempre in guerra. Proprio come tutti gli altri non so fa domande, almeno fino a quando, nella zona smilitarizzata tra la sua nazione ed Edenia, non incontra Nike, una ragazza che gli regala l’emozione di contatto umano, nonostante lei sia un’ ” usurpatrice”, un’abitante di Edenia.

Grazie a lei conosciamo l’altra faccia della medaglia. Edenia e l’estremizzazione del capitalismo. I suoi abitanti sono convinti di avere l’estrema libertà, visto il benessere in cui vivono. Benessere manipolato dai vertici del sistema, che usano la propensione all’acquisto per tenerli schiavi, uniformarli. Infatti i tanti negozi e i prodotti industriali, scandiscono la vita delle persone. Non c’è più un oggetto che ha il suo nome, tutto si riconosce con marche, slogan, motivetti pubblicitari. L’identità delle persone scompare, divorata dalla moltitudine di insegne al neon, dalla pubblicità martellante. Tutto è come la moda del momento dice che sia. Emblematico è il passo in cui Nike riceve un vecchio libro in regalo. L’oggetto, custodito con cura da lei, viene buttato dalla mamma, poiché ciò che non è nuovo e sponsorizzato non ha più alcun valore.

E questa filosofia si riferisce anche alla Storia, al passato, che è come se non esistesse.

Ciò che è stato deve essere distrutto.

Nike è stanca dell’omologazione, è stanca di quel mondo basato sull’acquisto compulsivo, è stanca di essere solo un nome tra tanti e lo stesso Nilats, anche se per lui il cammino verso la libertà è più lento. Il sentimento che lega sempre più forte i due ragazzi, li porterà alla decisione di lasciarsi alle spalle il mondo omologato dei totalitarismi per raggiungere la terra degli Uomini Liberi, dove esiste un governo democratico unito alla possibilità di essere sé stessi.

E il romanzo parla proprio di questo, di un risveglio delle coscienze, condannando pesantemente entrambi i modelli politici. È una lotta contro l’omologazione del pensiero sia attraverso la forza che attraverso l’inganno. L’autore scava a fondo nell’animo umano, spiega i diversi tipi di reazioni alla privazione della libertà scolpendo personaggi interessanti e ben caratterizzati.

Dietro nomi, volti e gesti, c’è una profonda analisi del pensiero. Il mondo de “il Volo del Nibbio” fa paura proprio perché nelle due società estreme lì presenti, possiamo ritrovare degli allacci congruenti a quello che viviamo. Guardate come mutano i tempi e come la cultura, sebbene facilmente accessibile a tutti, venga relegata nel passato. Sono più importanti i tormentoni, le mode del momento.

Conta più apparire e mostrarsi agli altri che vivere il momento.

Basti pensare al boom dei social network, più facile veicolo per imporre mode e tendenze.

Questo libro va letto, perché ha un immenso valore e fa riflettere su un tema importante, su una dinamica dalla quale è facile finire travolti in tempi come questi.

Ve lo consiglio!

Oggi il blog consiglia “Mississippi’s Heart” di Agnes Moon, Triskell editore. Imperdibile!

 

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Trama:

Nathan Lombardi conosce molto bene il sapore dell’odio, lo conosce fin da quando – ancora bambino – la sua famiglia fu sterminata dal boss mafioso Giovanni Ragusano. Da allora non è trascorso un solo momento in cui non abbia pensato a come soddisfare la sua tremenda sete di vendetta.

Quando degli uomini armati irrompono nella villa dove risiede, Angelo Ragusano non può immaginare che la sua vita – così come l’ha sempre conosciuta – stia per cambiare per sempre. Il suo cognome e il sangue che gli scorre nelle vene lo rendono la preda perfetta per chi ha fatto della sofferenza di suo padre l’unico scopo nella vita.

Ma Nathan non è l’unico nemico che Ange deve temere. Anche Pedro Medina, capo di uno dei più feroci cartelli colombiani, ha messo gli occhi sul figlio di Ragusano ed è deciso a utilizzarlo come merce di scambio.

Durante una rocambolesca fuga attraverso le paludi del Bayou – che li vedrà nemici e complici allo stesso tempo – Nathan e Ange saranno costretti a collaborare e a confrontarsi con le loro paure e i loro desideri più reconditi.

E chissà se dalle radici di un odio tanto profondo, possa fiorire la speranza di un amore sincero.

 

Dati libro

Data di pubblicazione: 12 Febbraio

COLLANA: RAINBOW

 

Titolo: Mississippi’s Heart

Autrice: Agnes Moon

ISBN EBOOK: 978-88-9312-364-8

Genere: Contemporaneo

Lunghezza: 196 pagine

Prezzo: 4,49

“Il fantastico mondo di fruitore di nonsense” di Valerio Carbone, Efesto edizioni. A cura di Alessandra Micheli

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Quando ho concluso la lettura del libro di Valerio Carbone mi sono chiesta: e ora?
Cosa scrivo?

Che senso ha il testo?

Apparentemente è una raccolta quasi confusa, improntata sull’irrealtà, caratteristica sì dello stile di Carbone (“Il mercante d’acqua” è un testo molto onirico) ma senza, apparentemente, la struttura logica che supporta e organizza i testi precedenti. Per la mia mente votata alla razionalità e allo scientismo, è stato un vero shock, oserei dire, culturale, poiché l’autore ha messo la mia strutturata percezione in totale crisi. Allora ho ripreso di nuovo il testo tra le mani, armata dei miei adorati saggi, amici non certo immaginari, che con la loro tonante voce hanno cercato di darmi suggerimenti. Ecco che si sono presentati in fila, il simbolismo, l’esoterismo, la cabala, la cibernetica, le teorie della comunicazione, gli sperimenti di Adabelt James Junior e, persino, il buon vecchio Russell con la tua strabiliante teoria dei tipi logici. Ma, ahimè, la via mi era preclusa. Restava un testo ermeticamente chiuso, e i miei vani tentativi di scardinarne i sigilli apparivano patetici.

Cosi, infastidita, con un ego deriso e messo in scacco, ho spento il mio reader, con un gesto stizzito. Ho posato carta e calamaio (non è una metafora poetica, io scrivo cosi perché mi garantisce una totale concentrazione) e sono uscita, fuori nel mondo cacofonico della mia tanto odiata e amata modernità. In mezzo alla confusione, alla gente urlante, all’accozzaglia di diversità che ambiscono a una visione omologata ma impossibile del reale, mi sono improvvisamente sentita estraniata. E davanti a una vetrina ho avuto questo flash, come se osservassi un quadro distorto del mio adorato Salvador Dalì: io con la mia assurda felpa con le orecchie da gatto, le mani sporche di inchiostro, ero un dato stonante in questa eterna umanità alla ricerca del democratico livellamento dei talenti. E io stonavo, ero assurda in mezzo alla banalità un nonsense vivente.

Ecco allora l’illuminazione!

Altro che contorti messaggi ermetici, esoterismi deliranti! Il senso era semplice quanto strabiliante: un inno al nonsense. Un nuovo e ancor più assurdo capitolo delle avventure di Alice nel paese delle meraviglie, impersonato da un assurdo personaggio, Il Fruitore. E capita in un fantastico Universo non attraverso la tana del bianconiglio (stavolta è un suino celeste) ma passando per la via del mondo altrove, in un parcheggio, nella corsa folle al supermercato, in un lavoro, in un re-fuso. E come per Alice, sia nel film che nel libro, il “non senso” salva.

E perché salva?

Ecco che, ritrovata la mia dimensione, ho iniziato a riflettere sull’etimologia di nonsense. A voi la voce accademica della Treccani

Nella letteratura inglese breve composizione poetica, di carattere fantastico o umoristico, che presenta temi, azioni, personaggi strani, grotteschi, anomali, surreali, al fine di divertire con l’assurdo, senza intenzioni critiche.

E diamo anche la voce alla povera e bistrattata Wikipedia:

La letteratura del nonsenso, sia poesia sia prosa, si basa sull’equilibrio tra ordine e caos, tra senso compiuto e non. Spesso presenta un mondo capovolto o alterato, ma è distinto dal fantasy. Presenta frequentemente, ma non sempre, una matrice umoristica, che nasce però da uno spunto diverso rispetto ad uno scherzo: il nonsenso suscita l’ilarità perché non ha senso, mentre lo scherzo perché ha un senso particolare. Il nonsenso è un genere parassita, che appare all’interno degli altri generi o tipi letterari, come i versi, le poesie, i romanzi, i racconti brevi, le canzoni, il giornalismo e le ricette. La correttezza formale è spesso bilanciata da un caos semantico o dai doppi significati.

Uno degli esempi più perfetti di letteratura del nonsense è nella poesia di Lewis Carrol Jabberwocky, pubblicata nel 1871 in “Alice attraverso lo specchio“. Essa è costruita con l’uso di parole quasi del tutto prive di senso compiuto il cui significato è spiegato da Humpty Dumpty, che le interpreta usando il portmanteau (ossia la fusione di due parole diverse, che il più delle volte hanno un segmento, fonema o lettera, in comune. Può essere considerata una sottocategoria o estensione dell’acronimo.) E questo non è che esempio fulgido di metasemantica.

No, tranquilli non si tratta di una parolaccia.

E’ semplicemente una tecnica letteraria ideata e utilizzata da Fosco Maraini (etnologo, orientalista, alpinista, fotografo, scrittore e poeta italiano) utilizzata nella sua raccolta di poesie del 1978 “Gnòsi delle fànfole”. Andiamo a scoprire di cosa si tratta e il senso del testo di Carbone, sarà presto nostro.

Come ho già raccontato in una precedente recensione, la semantica è quella parte della linguistica che studia il significato delle parole, degli insiemi delle parole, delle frasi e quindi dei testi. La metasemantica va oltre il significato lessicale delle parole, il significato culturale dei testi (un testo è sempre un prodotto di una specifica cultura e di uno specifico periodo storico) utilizzando parole prive di referente, ma dal suono familiare alla lingua in uso, seguendo le stesse regole sintattiche e linguistiche a cui, però, si attribuiscono significati più o meno arbitrari. È il caso dell’intervento di Humupty Dumpthy che sposta il livello di percezione classica a un segmento di significato fino ad allora inesplorato, donando una sorta di duplice faccia alle parole e, quindi, ai testi.

Ecco che un linguaggio onirico rende il contesto del testo e il testo stesso un esperimento che, partendo dal letterario, sconvolge totalmente gli assunti culturali su cui si basa una società. Donando l’alone di assurdo. Né è un esempio la novella di James Joyce,Finnegans Wake”, dove è difficile capire quale sia il senso inteso o corretto: il lettore oltre a essere disorientato rimane con il dubbio che, forse, non ce ne sia alcuno. Ma il suo cervello, anzi la parte del cervello più irrazionale a contatto con il nonsense, cresce.

Ecco che mi è tornato il sorriso, e ho iniziato a dare nutrimento al dubbio, affinché mi svelasse i segreti di Valerio Carbone.

Per alcuni individui, per alcuni elementi insiti nel loro modo di pensare, persino nel cervello, in quella parte antica e misteriosa sede dell’anima e quindi dei significati che essa attribuisce agli oggetti reali e alle azioni, la fantasia è non un mero strumento di svago ma un “attributore” di significati valoriali precisi, appartenenti però, a un mondo altrove, dove risiedono archetipi, idee, concetti ed etica. Una sorta di iperuranio meno organizzato, sede di piccoli esseri che sono totalmente al contrario del mondo strutturato del nostro amabile Platone.

Lo racconta splendidamente il viaggio assurdo di Penny Lane, nel libro di Criscuolo, anch’essa, come Fruitore, un assurdo in un mondo fintamente logico. Questo mondo parallelo, il mondo dei Netherling (come li ha chiamati la Howard) è ricco di illogici giochi di parole, di eventi fuori dall’ordinario, di frasi libere non strutturate che stonano con il quotidiano e con la nostra abitudine a interpretare il quotidiano. Ad esempio un supermercato è un luogo di rifornimento, un maiale è cibo, un parcheggio è un luogo in cui si custodiscono i nostri necessari mezzi di locomozione, una macchinetta che distribuisce merendine è un mezzo per raggiungere la soddisfazione di un bisogno primario (cibo o bevande). Ma per menti acute è tutto un’incongruenza, è tutto una scoperta, è tutto un calcio alla normalità. È tutto permeato di un’attribuzione di senso diversa da quella a cui siamo socializzati e che fa lavorare soltanto una piccola parte del nostro cervello, mentre il resto resta nell’oblio. Esercitare il significato fuori dagli schemi ci avvicina a una realtà più complessa di quella a cui siamo abituati, noi che confondiamo la mappa con il territorio, l’aggettivo con la cosa che esso descrive, e che perdiamo la Magia dei stravolgimenti. E cosi iniziamo a pensare che non esistano solo le dimensioni fisiche, ma anche la quarta dimensione, quella che le racchiude. Che non abbiamo solo un universo ma infiniti universi.

Che il mondo non è fatto in modo organico ma magari a “stringhe” rendendo possibile i corsi e ricorsi storici, che è possibile saltellare tra queste stringhe e riapparire non solo in un luogo diverso ma in un’età diversa. Che i buchi neri sono passaggi verso dimensioni alternative, che il triangolo delle Bermuda è la tana verso cui approdare al mondo delle meraviglie. E ci permette di osare la critica di un sistema Vita, considerandola come una ragnatela che unisce i destini in una interdipendenza spaventosa e meravigliosa, fili vomitati da una figura che irrompe in tanti incubi, quell’Aracne depositaria dei mille segreti del cosmo.

E per questo essere fruitore è più normale essere stressati da un maiale celeste fastidioso e rompipalle, pretenzioso e invadente, invece di esaurirsi per accaparrarsi l’ultimo i-pod, l’ultimo sogno targato moda, l’ultimo gadget di cui non si capisce l’utilità. È più normale ricevere risposte sui misteri della vita da alieni in un parcheggio che pagare la Wanna Marchi di turno e passare ore a cercare di far sciogliere sale nell’acqua. È più normale ascoltare la voce della storia del re- Refuso che immedesimarsi nel reality di turno.

Alla fine essere un fruitore di nonsense è sano. È meraviglioso e fa ridere forte. Incurante degli sguardi carichi di disapprovazione dei normali. No. Preferisco restare con la mia felpa orecchiata, a parlare con gli elfi stanziati dentro il mio armadio, alla ricerca dei calzini rubati dalla lavatrice, con un gatto che, sono certa, sia un alieno in incognito, che lotta contro i Rettiliani.

E invito tutti voi a arricchire la loro noia di nonsense. E ridere in faccia a chi non usa il cervello come porta sui misteri.