“Le streghe di Atripalda” di Teodoro Lorenzo, Bradipolibri editore. A cura di Vito Ditaranto

 

Conosco la bellezza e la bontà della mandragola che, come tutti sanno, è maschio e femmina. E’ bianca e nera, è acqua e fuoco, è cielo e terra.

(vito ditaranto)

Ad Atripalda, nella terra  dello scrittore Sabatio, pronipote di Noè, nascono 14 Moire, le dee del destino figlie di Zeus e della notte; tra di esse vi è Cloto la filatrice, colei che fila l’intreccio delle 14 storie narrate da Teodoro Lorenzo. Ovviamente la lunghezza del filo determina la lunghezza della vita e stabilire questa lunghezza spetta a loro, nemmeno il potente Zeus può fare qualcosa per modificarla. Nemmeno Dio può cambiare il destino delle storie narrate. Nel libro, come lo stesso autore afferma, non vi sono tabelle, classifiche, primati; vi saranno passioni e sentimenti osservati attraverso gli occhi delle più svariate discipline sportive. Ogni racconto è come una favola: ognuno racchiude una morale.

“Le Streghe di Atripalda” è una raccolta di 14 racconti brevi dedicati allo sport. La scelta degli sport è il risultato di un amore per lo sport in generale. Tutti i racconti sono caratterizzati da una ricerca interiore. Una ricerca focalizzata sull’anima.

 

“..Anima invereconda, anima avara,

chi fia tra i figli degli Achei sì vile

che obbedisca al tuo cenno, o trar la spada

in agguati convegna o in ria battaglia?..” (Omero, Iliade)

 

 

Racconti in cui lo sport diviene la ricerca dell’anima dei personaggi, una ricerca che inizia sin da bambini:

 

 

“..A quell’età si è come dei cercatori d’oro, inginocchiati sulla riva della vita che scorre. Si immerge il setaccio e poi lo si agita con movimenti lenti e circolari. E ogni movimento è un pensiero nuovo che emerge. Se si è fortunati, perché l’impresa non riesce a tutti, al fondo del setaccio, eliminato ogni pensiero inutile rimane un po’ della tua anima…”

 

Lo sport diventa quindi la condizione necessaria per crescere ed abbandonare l’età del fanciullo. Lo sport come pretesto per raccontare la vita. Non a caso l’autore inizia la sua raccolta con il racconto “Amigdala”, la sentinella delle nostre emozioni; la parte profonda in cui prevalgono le emozioni basiche, come la rabbia, la paura e l’istinto di sopravvivenza, essenziale senza dubbio per la sopravvivenza di tutte le specie. L’amigdala, quella struttura a forma di mandorla, è propria di tutti i vertebrati situata nella regione rostromediale del lobo temporale, e che fa parte del sistema limbico e processa tutto ciò che ha a che vedere con le nostre reazioni emotive. Un racconto che svela in maniera profonda il carattere del protagonista, attraverso una storia passata ed una presente. L’autore poi prosegue la sua narrazione di vita con la sfida della presa della “Bastiglia” verso la legge di attrazione nel “Il bagno di Betsabea”. Ma la vita è vissuta a tratti, ma la gioia  è vissuta a tratti e Teodoro Lorenzo sembra dire : “soffermati ad ammirare un tramonto, stupisciti davanti al volo di un ‘Colibrì’”. Ma la luna e le stelle possono essere raggiunte solo da “La lanciatrice della luna”.  A volte però la vita può offrirci solo una freccia una sola possibilità per colpire  la “Mela d’argento”. Se ti fidi dei tuoi istinti però e accetti la vita così com’è, un giorno sarai in grado di trovare la pace, non solo nei momenti più felici, ma anche nelle occasioni in cui il gioco si fa duro. Perché il segreto è semplice: è tutto nella nostra testa, la realtà è una condizione mentale, null’altro, e tutto scorre, Panta rei, ne è “La saggezza del fiume”. La nostra età non è altro che uno scherzo del tempo, allo stesso modo il dolore non è altro che un aspetto della vita anche se sentiamo costantemente la presenza de’ “L’angelo nero”, che spesso ci riporta alla realtà come nelle “Streghe di Atripalda”.  A volte la sola battaglia che non vogliamo vincere è quella che non decidiamo di combattere come quella de’ “Lettera a Maria”.  La vita può anche essere una vittoria come in “Nike”. Puoi accorgerti che a volte null’altro puoi fare e “Rien ne va plus”. Le uniche cose che ci appartengono sono i sogni. Tutto il resto lo prendiamo soltanto in prestito. Viviamo costantemente tra Inferno e Paradiso, tra “Fuoco e ghiaccio”.  La vita è come un ring. Se non sarai pronto a combattere, se non saprai incassare i colpi, finirai sempre al tappeto, ma l’incontro finale si svolgerà su di “Un ring in Paradiso”. 

La narrazione porta il lettore ad andare fino in fondo al romanzo senza interruzione alcuna.

Così come sublimi sono i sobbalzi spazio-temporali che l’autore crea in maniera ineccepibile e  che rendono la narrazione stessa più interessante.

Leggendo questo libro vi ritroverete sicuramente dentro un sogno, il Sogno della Coscienza. Sarà come essere dentro una Proiezione Olografica, la proiezione della Coscienza.

Consiglio vivamente questa raccolta di racconti a tutti coloro che hanno voglia di risvegliare la propria coscienza, amanti o meno dello sport, anche perché qui l’attività agonistica rappresenta solo una metafora della vita.

 

Ora “Sorridi”. E quando avrai un momento di smarrimento o indecisione, fermati, aspetta e senti il tuo cuore.

…a mia figlia Miriam con infinito amore…vito ditaranto.

 

 

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