Oggi il blog consiglia “Rosso Sangue. Gold and iron vol I” di L. Carpenetti & K. Elise, Quixote edizioni

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Trama

Dopo aver perso sul campo il suo partner lavorativo, Edward Davis guarda la vita con occhio cinico e la affronta a muso duro, passando le sue giornate tra lavoro e incontri occasionali con ragazzi più giovani, che non lo mettano in condizione di impegnarsi.
Nel bel mezzo di un caso complicato, viene piantato dall’ennesimo collega, che viene sostituito dal figlio di un politico, appena approdato alla sezione omicidi. Dopo l’iniziale diffidenza, il detective dovrà ammettere che David Briggs è molto di più del raccomandato che credeva e che i meriti sul campo non sono l’unica attrattiva dell’uomo.
Lo svolgimento delle indagini prosegue a pari passo con la crescente attrazione tra i due, fra incomprensioni e momenti di estrema vicinanza. Come l’acciaio e l’oro del distintivo che portano, i due si scopriranno opposti e complementari.
Ma il detective Davis capirà la forza di questa nuova unione quando sarà sul punto di perdere Dave e si getterà al salvataggio del collega. La circostanza estrema riuscirà a scuotere le sue convinzioni e predisporlo più positivamente verso un’eventuale frequentazione. Non una vera e propria relazione, ma qualcosa che gli si avvicini molto.

 

 

Le autrici

Lucia Carpenetti, quarantatre anni, vive a Trieste con i suoi due bambini e un gatto. Dal 2011, affianca al proprio lavoro nell’ambito del sociale una proficua attività in campo letterario, partecipando a concorsi e pubblicando racconti e romanzi, per lo più in ebook, sotto lo pseudonimo di Lily Carpenetti.
Pagina Autore su Facebook: https://www.facebook.com/pages/Bloodlust/137351842970995?fref=ts

K. Elise, sigla per Kullen Elise, è lo pseudonimo di un’autrice romance italiana, che desidera rimanere anonima. Con il vero nome, ha auto pubblicato quasi una decina di romanzi, negli ultimi due anni, ma Rosso Sangue è il suo primo M/M. La Kullen è un’appassionata lettrice di libri gialli, e il suo bagaglio culturale è stato molto d’aiuto per l’intreccio poliziesco della storia.

 

Dati blog

TITOLO: Rosso Sangue
AMBIENTAZIONE: San Francisco
AUTORE: L. Carpenetti & K. Elise
SERIE: Iron & Gold #1
COVER ARTIST: PF Graphic Design
GENERE: Qlgbt Poliziesco
COLLANA: All Colors
FORMATO: E-book (Mobi, Epub, Pdf) e cartaceo
PAGINE: 260
PREZZO: 3,99 € (e-book) su Amazon, Kobo, Itunes, Google
Play, Store QE (in preorder)
DATA DI USCITA: 21 Febbraio 2018

 

 

 

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1945 Anno zero sul lago, romanzo di Franco Rizzi: un pilota inglese di origini italiane ritorna sul luogo di un misfatto. (fonte http://oubliettemagazine.com/2018/02/15/1945-anno-zero-sul-lago-di-franco-rizzi-un-pilota-inglese-di-origini-italiane-ritorna-sul-luogo-del-misfatto/)

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Durante la navigazione le onde, colorate dalla tinteggiatura mimetica a forti toni di verde e di marrone aggiunta da pochi mesi, si rincorrono lungo le fiancate del battello, ma nessuno pensa che in questo modo il battello sia diventato invisibile, semplicemente tutti sperano che mai nessuno si sognerebbe di attaccarlo.

 

Domenica, 5 novembre 1944, sul lago Iseo un battello fa la spola tra i vari paesini. Sono più o meno le dieci del mattino quando il battello lascia il pontile di Iseo.  A bordo si trovano adesso quarantaquattro persone tra passeggeri ed equipaggio. Sono tutti silenziosi perché, in quei giorni la spensieratezza non trova spazio, malgrado lo scorrere del panorama particolarmente piacevole in quella giornata di sole brillante che sembra ancora estate.

Tre cacciabombardieri inglesi sorvolano all’altezza di Brescia, il campo d’aviazione militare di Ghedi ormai deserto e abbandonato dopo l’ultima incursione, poi virano verso il lago d’Iseo. Keeler Martini è il capo squadriglia della spedizione e con la coda dell’occhio vede una bianca scia sull’acqua. Aggancia il bersaglio. Per tre volte gli aerei scendono in picchiata sul battello e sparano. I proiettili progettati per forare robuste corazze scaricano una potenza inaudita sulle povere lamiere del piccolo battello. Un massacro di quattro minuti ed i tre caccia rientrano all’aeroporto di Pescara per fare rapporto.

L’acqua si tinge di rosso. Il battello affonda a pochi metri dall’approdo di Montisola. Due uomini, un duro pescatore dell’isola cui si affianca un giovanissimo e inesperto sottotenente della X Mas, si muovono con difficoltà per organizzare il trasporto dei feriti in ospedale. Una donna corre in casa, strappa le lenzuola da un letto e si prova a usarle per tentare di tamponare il sangue dei feriti.

Fermì el sang Cristi” urla ai due, ma non si capisce se sia una bestemmia o una preghiera.

Diversi feriti moriranno prima di arrivarvi.

1945 Anno zero sul lago” è stato pubblicato nel 2012 dalla casa editrice La Riflessione e vedrà una seconda ristampa, tra qualche mese, per La Paume Editrice. L’autore, Franco Rizzi, ci trasporta negli anni della Seconda Guerra Mondiale attraverso personaggi legati fra loro dal lago Iseo.

 

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Alcuni personaggi ed episodi sono stati presi dalla realtà di quei giorni un po’ burrascosi, altri sono stati aggiunti per dare corpo al racconto. […] L’inizio della stesura risale al 1988, quale deviazione, mentre scrivevo un’altra storia. […] Dedico questo romanzo ai miei nipoti con l’augurio che non abbiano mai a vivere tempi così bui. Ed anche a quella giovane donna che ha visto il padre spirare a pochi metri dall’ospedale, mentre un pescatore spingeva la barca allo spasimo.” ‒ Nota introduttiva

 

“1945 Anno zero sul lago” inizia il suo narrare in una domenica pomeriggio del 30 agosto 1945. Una casa a due piani pitturata di rosa che presenta a lettere cubitali blu il suo nome: Bredina sul lago. Si trova davanti a Montisola, l’alta montagna che emerge dal lago. I proprietari sono in giardino quando il capitano d’aviazione Keeler Martini, che indossa una divisa azzurra ben stirata, percorre un vialetto di ghiaia che porta al giardino sul lago dove incontra il capofamiglia Mario Consolo.

La guerra è terminata ad aprile ed il popolo italiano raccoglie faticosamente i cocci dei tragici eventi ancora troppi vicini per esser pienamente compresi e che forse ancora oggi non hanno una spiegazione univoca. Mario Consolo si dimostra amichevole nei confronti del suo inaspettato ospite sia perché non è mai stato fascista, sia perché piuttosto incuriosito dal motivo della visita.

 

Ma che strana coincidenza, anche il cognome di mia madre era Martini. Allora lei deve essere di origine italiana! Chissà magari alla lontana i suoi antenati erano parenti dei miei! Magari erano emigrati dall’Italia molti anni prima. Lei sa di quale parte fossero?

 

Una domanda alla quale il capitano Martini non seppe rispondere forse per la limitata conoscenza della lingua italiana o forse perché il capofamiglia parlò velocemente compitando una frase troppo lunga.

Seguono capitoli che alternano passato e presente nei quali Franco Rizzi ci presenta la giovinezza dei due protagonisti, due realtà di vita completamente diverse, una in quell’isola del nord così ricca di prospettive grazie alle sue Colonie sparse per il Mondo e l’altra in una penisola che rincorreva, ormai fuori tempo, il desiderio di appropriarsi di un’ultima colonia africana.

Un turbinio di ricordi che ci mostra due uomini ‒ e due popoli ‒ che non erano abbastanza informati sui fatti che avevano portato al terribile conflitto. Forse anche i due avevano partecipato passivamente agli eventi malgrado ognuno di loro fosse attivo nel suo operato.

Mario cercò addirittura di intraprendere una impossibile avventura militare per cercare di fare fortuna come geometra in Etiopia ma ben presto il suo sogno si rivelò un fallimento.

 Keeler prima della guerra aveva lavorato alla Manchester Machinery Works, più di due anni ma non era stato un periodo molto facile, era stato preso di mira da un malefico capo squadra, Dave il cane, e lo scontro era durato a lungo.

 

Dave fece un brutto sorriso… preparandosi a sferrare un pugno in faccia all’avversario, ma Keeler con decisione gli calò la riga sul volto: il colpo fece un rumore sordo e la riga d’acciaio causò un profondo taglio al volto…”

 

Poi da meccanico motorista iniziò casualmente la carriera militare da pilota per la “fortuita” penuria di piloti.

 

Al distretto militare avevano subito apprezzato il fatto che lui fosse esperto di motori e lo avevano arruolato in aeronautica, trasferendolo il giorno successivo in un piccolo aeroporto a sud di Londra. […] La merce che si consumava più rapidamente però erano i piloti. Quando un caccia non ritornava mancava anche un pilota. I nuovi piloti che arrivavano ai campi d’aviazione attorno a Londra erano sempre più giovani e sembravano arrivare con il contagocce.

 

Altri tre personaggi si intrecciano all’incontro nel giardino della Bredina sul lago espandendo il discorso sul quale verte il romanzo: chi è la vittima e chi è il carnefice.

Luigi Stabilini, il sottotenente diciannovenne dell’X Mas che, lasciato solo a custodire lo stabilimento ormai non più produttivo della Caproni di Montecolino, con una manciata di altri ragazzi inesperti, aspettava invano ordini dalla Repubblica di Salò.

Mario Bonardi, detto Spinù, l’anziano pescatore che si accascia sul pagliolo della barca dopo l’approdo in ospedale, spossato da quella veloce attraversata del lago che ha salvato la vita a sedici anime.

Giovanni Ferrari, un macchinista della Nazionale che con grande abilità guidava le vecchie locomotive a vapore e che divenne celebre per l’esser scampato all’avvistamento del temibile aereo “Pippo”.

Infine il ventisei di aprile la guerra in Italia era giunta al suo epilogo.

 

Così aveva assistito alla tosatura delle ragazze e delle donne che erano state legate affettivamente ai fascisti o ai tedeschi. Fortunatamente, dopo quella violenza, in fondo abbastanza piccola visti i tempi che correvano, tutte furono lasciate libere di allontanarsi, sconciate e con il volto arrossato di pianto. Altre donne più pietose, invece di brandire delle forbici, le aiutarono a nascondere quello sfregio avvolgendo il loro capo con i fazzoletti che avevano portato.

 

Le donne di “1945 Anno zero sul lago” fanno da corollario ad un mondo di uomini in tempo di guerra e di decisioni prese in modo frettoloso. Le pagine dedicate alle figure femminili sono perlopiù ricordi di fiamme amorose che si disperdono tra bombe ed omicidi. Piccoli attimi felici che proiettati nel presente espandono la desolazione della mente sino ai limiti della depressione.

Così Keeler Martini non è il tipico vincitore inglese che si aggira nel territorio italiano fiero ed arrogante ma, infestato dai fantasmi, si interroga contemporaneamente sul passato e presente mettendo in dubbio le azioni svolte da ogni fazione in gioco.

 

Il capitano Martini invece cercava solo di spostare la sua mente e la propria attenzione su cose che lo tenessero lontano dai cupi ricordi del passato, ma faticava poi a rimanere concentrato sui vari argomenti. […] Si chinò in avanti e depose di nuovo sul tavolo il bicchiere di limonata che aveva ripreso in mano. Nelle narici gli pareva di avere un orribile sentore di disinfettante.

Written by Alessia Mocci

Addetta Stampa

 

 

 

Info

Sito Franco Rizzi

http://www.francorizzi.it/

Facebook La Paume Editrice

https://www.facebook.com/LaPaumecasaeditrice/

 

 

 

Fonte

http://oubliettemagazine.com/2018/02/15/1945-anno-zero-sul-lago-di-franco-rizzi-un-pilota-inglese-di-origini-italiane-ritorna-sul-luogo-del-misfatto/

 

“A girl for two” di Evelyn Storm, self publishing. A cura di Sabrina Giorgiani

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Un licenziamento ingiusto e inaspettato, e rapporti d’amore precari e inconcludenti, spingono Nicole Smith verso un periodo buio della sua giovane vita. Un periodo caratterizzato da insicurezza, ansia, paura di affrontare il futuro.

Come spesso accade, quando giungono momenti simili, la vita non ci dà tregua ponendo davanti a noi, dei percorsi ricchi di ostacoli.

Due incontri fortuiti le faranno conoscere Jake e Kayle  e altrettanto contemporaneamente i due giovani  si scopriranno innamorati di Nicole tanto che , la protagonista, si troverà a doversi destreggiare con due differenti sentimenti, in una strana alternanza, rendendo la sua situazione emotiva ancor più ingarbugliata.

Evely Storm si cimenta con un romanzo contemporaneo dove inserisce i classici canoni distintivi del romance:

-Personaggi ben caratterizzati.

-Buona descrizione degli intricati problemi che rendono confusa la situazione emotiva.

-Buona la trattazione degli eventi che aggiungono complicanze alla situazione.

-Chiara e ben delineata la risoluzione

Quindi, la struttura del romanzo è ineccepibile e possente, in grado di rendere la lettura scorrevole e piacevole.  Il testo, inoltre, rispecchia benissimo i nostri giorni, la modernità, riuscendo a collocare sapientemente personaggi, eventi, situazioni in questo contesto attuale, incastrandoli in un armonico mosaico. La scelta stilistica e linguistica è in grado di dare al libro un’impronta di leggerezza, prediligendo la lettura immediata e la facile interpretazione dei contenuti.

Arricchito con scene di sesso mai al limite del volgare, rischio che potrebbe correre, visto la scelta di descrivere una situazione le cui complicazioni avrebbero potuto sfociare un scene scabrose, che avrebbero trasformato l’eros in pornografia. Un ulteriore merito quindi va dato all’autrice.

Detto questo, come lettrice avrei preferito trovare, oltre il piacere della lettura, un insegnamento, un monito, un voler provocare una riflessione.

L’indecisione di Nicole è un effetto scatenato da una causa precisa che però, viene solo accennata.  E sono certa che l’autrice sia molto abile e in grado di poter focalizzare. Le doti letterarie possono essere messe al servizio di un maggiore approfondimento non solo degli effetti ma soprattutto delle cause, al fine di suscitare una riflessione personale al lettore.

Anche rendere meno immediata l’interazione personale dei protagonisti avrebbe dato maggior pathos alla vicenda, dando più spazio alla conoscenza reciproca e ai meravigliosi segreti dell’incontro amoroso. Questa lentezza, riesce a sottolineare ancor di più la passione e la complicità che si instaura tra gli amanti.

Viviamo in una società che purtroppo non dà più peso al significato delle parole, quindi, almeno nell’arte, forse sarebbe opportuno che uscisse questo messaggio, questa volontà di “ingabbiare” parole di sentimento profondo laddove di questo si possa davvero parlare.

Forse, se l’insegnamento, la riflessione arrivassero anche attraverso gli scritti e le parole delle autrici e degli autori, così amati e seguiti durante il loro percorso artistico, potrebbero aiutare i giovani a avvicinarsi con profondità maggiore ai sentimenti e soprattutto fare attenzione all’uso delle parole, spesso eccessivamente sottovalutate.

Ne è un drammatico esempio il caso di Jesi dove una ragazza tappezza l’intera città di manifesti inneggianti al profondo e incondizionato amore nei confronti di un ragazzo conosciuto una sera in discoteca di cui, ahimè, non conosceva neppure il nome.

 

Le parole erano originariamente incantesimi, e la parola ha conservato ancora oggi molto del suo antico potere magico. Con le parole un uomo può rendere felice un altro o spingerlo alla disperazione, con le parole l’insegnante trasmette il suo sapere agli studenti, con le parole l’oratore trascina l’uditorio con sé e ne determina i giudizi e le decisioni. Le parole suscitano affetti e sono il mezzo generale con cui gli uomini si influenzano reciprocamente.

Sigmund Freud