Er ritorno de Pasquino. Caro Salvini te scrivo.

 

Carissimo Salvini.

E sì è vero.

Se potrebbe risparmià rimandando i clandestini in carcere a scontà la pena ner paese loro.

Se potrebbè risparmià però pure in altri modi.

Te ne elenco quarcheduno.

Ve potreste dimezzà lo stipendio.

Nte piace st’idea vè?

Senti st’altra.

Ve tojete tutti i benefici.

Le auto blu, per esempio.

Tanto che ce fate?

Ce stanno i treni, l’autobus, i taxy.

Del resto nun state sempre a farfuglià che dovemo mette n’moto l’economia?

Che dovemò evità st’inquinamento che ce rende neri neri li polmoni?

E pure le doppie cariche.

Del resto io lo dico pe voi.

Già fa il professionale co una sola ve crea ansia, due o più ve rincojoniscono del tutto.

E poi i barbieri, i ristoranti, le cure mediche.

Insomma ste idee tanto populiste che ve piaceno, che ve appuntate co orgoglio sul bavero della giacchetta, tanto radical chic, rendetele vive.

Fatela davvero vostra sta propaganda del prima l’italiani.

Perché finora noi stamno a vede solo viva la realtà del “prima i paraculi“.

E poi ammazzamo un po’ sti sprechi.

Gli appalti fasulli, i magna magna sulle concessioni, il clientelismo, la bustarella, la raccomandazione e sti conflitti de interessi che tanto svalutano quelle du leggi che, co fatica, tirate fori dal cilindro.

Che il mal de testa pe ragionà tanto sull’ovvio che ne valga almeno la pena.

Perché poi il popolo cattivo, quando vede sta legge bella fresca partorita da voi geni, mentre nella vita vostra fate altro, se incazza e ve insurta.

E me dispiace tanto vede che ve sputano.

La vita vostra è sacra e se vuoi votate che so, la legge per rende sicura la famiglia tradizionale e poi avete sette moji, ottantacinque divorzi, oppure mettete la legge civile o penale del falso in bilancio e poi siete azionisti de na banca che del falso fa la sua ragione de vita, so cose vostre.

Ma pe la gente maligna fate la conta de chi vince in paraculage.

Se poi obbligate a gente in cassa integrazione a nun fa du lavori e voi invece siete imprenditori, politici, showman, ricercatori, giocolieri, surfisti, beh un po’ se sentimo presi per il culo.

Specie se poi dovete decide chi deve paga le tasse e voi avete le offshore i prestanome.

E specie se poi la legge aggredisce li interessi dell’altri.

Dell’altri eh mica dei vostri.

La poltrona è sacra e ce lo capisco pure Mattè.

E’ che la gente è malfidata e poi pensa che, siccome siete imprenditori, collusi, indagati, le leggi ve le fate un pò pe cazzi vostra.

Insomma come andà al gay pride con apertura mentale però indossando le mutande rinforzate.

Fa strano eh.

E poi dite no alla speculazione e poi fate fallì le banche de babbo vostro.

E sai come se combatte la speculazione finanziaria?

Co la Tobin Tax.

Se n’sai che è chiamame te lo spiego io

Però poi me sovviene un dubbio.

Se l’applichi i tuoi alleati, il pd e quasi mezzo Montecitorio, vanno a aumentà la disoccupazione

Me sa che nse po’ fa

Te capisco Mattè.

Na bella gatta da pelà

E poi ma dimoselo .

Voi mette una bella propaganda populista che identifica il nemico, facendoci scordare che il vero nemico siamo noi stessi?

Siamo noi italiani che dei diritti, della nostra storia, nce frega proprio un cazzo.

E lo vedo quando ancora ve vanno dietro, quando ancora so cosi masochisti da credere a chi promette l’immediato, a chi promette la fantasia de mille posti de lavoro sorti come lumache dopo er temporale, all’aumento de pensioni co na bacchetta magica che Harry Potter levete proprio.

Che fa sua il mantra nato al tempo della DC ” non mi interessa se rubano, basta che sto bene pure io“.

Certo.

Io pure se devo fa custodì i sordi miei vado a chiedè alla banda della Magliana.

Ecco cosa succede.

 Tutta la nostra storia, i nostri eroi, quelli che per l’esperimento della repubblica romana del 1848 so morti, sono belli che dimenticati, in favore di una finta democrazia che ce sta a ammazzare non solo il paese ma la nostra cultura, che ci sorride triste piena di sangue lacera e dimenticata.

Il senso civile, rivà conquistato.

E forse lo dovemo riperdere del tutto per ritrovarlo

Quindi fidate so solidale. E te capisco appieno.

Come dice la Ferilli’

Ce piace tanto chiacchierà.

Move er culo è n’altro paio de maniche però

 

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Franco Cardini in margine alla presentazione del suo libro “Francesco d’Assisi “- Oscar Mondadori. A cura di Corrado Leoni

Il Centro Francescano Internazionale di Studi per il Dialogo fra i Popoli tramite la Presidente Maria Luisa Drago ha organizzato nella Sala consiliare del Comune di Massa un incontro con lezione magistrale del prof. FRANCO CARDINI in margine alla presentazione del suo libro “Francesco d’Assisi “- Oscar Mondadori 2017 con la partecipazione di attenti studenti di alcune scuole; relazione affascinante alla scoperta di un Francesco a cui viene dedicata una massima che ne vuole riassumere la personalità: “Una sola cosa è vera, alla fine: siamo tutti dei mendicanti” (Martin Lutero).

Massa, 20 febbraio 2018.

La storia va letta con gli occhi di chi l’ha vissuta e per questo ci si deve spogliare di molti attuali modi di pensare o di agire che ripetiamo nella quotidianità come fossero sempre esistiti; non solo, ma va tenuto conto anche del contesto sociale in cui i fatti sono accaduti. Francesco d’Assisi vive in un mondo che è tutto permeato dal Cristianesimo con Istituzioni da tutti riconosciute e nelle quali nascono e si diffondono movimenti di popolo e sociali tesi a migliorare la propria vita cristiana, tanto che anche il confronto o scontro con le altre culture come quella mussulmana viene utilizzato per migliorare il proprio stato di cristiano in una società cristiana.

Ora viviamo in una società che pretende di non ispirarsi al cristianesimo e nel nostro occidente è dominata dall’ansia del potere e del denaro e quando si parla di Crociate come fenomeno degradante per il Cristianesimo, si dimentica che in ottocento anni di storia le cinquanta Crociate combattute avranno sì e no occupato uno spazio temporale di circa settanta anni, mentre in solo cento anni di storia moderna si possono calcolare più di cinquanta anni di guerre che hanno afflitto l’umanità e che sono ancora in atto in molte aree geografiche con un crescere di corsa verso gli armamenti di annientamento come quelli atomici.

Inoltre non c’è paragone tra le guerre del passato fino alla prima guerra mondiale, che ha evidenziato le brutture i rischi e le crudeltà di una guerra con i mezzi moderni; un tempo si poteva dire e si aveva la sensazione che “guerriero è bello”, un mestiere o un atto eroico; di fronte a un nemico più forte si cedevano le armi e si cercava, di regola, un accordo di pace.

Vi è sempre stato un confronto tra Occidente e Oriente improntato allo scambio commerciale e quando si è reso più difficile o impraticabile il passaggio da Costantinopoli per recarsi oltre, si è tentata l’avventura di raggiungere l’estremo oriente con l’impresa di Cristoforo Colombo, che ha avuto come conseguenza, non prevista ma accaduta, di un continuo rapimento e spogliazioni di beni ai popoli occupati … non interessavano le culture degli indios con i loro culti e filosofia di vita, o dell’induismo con l’ascesi o del buddismo con la tensione verso un equilibrio interiore o dell’Islam stesso teso a servire Allah, interessavano e nella cultura occidentale odierna interessa solo il potere volto all’occupazione e alla spogliazione e il denaro espresso in oro. Il Padre nostro fino a verso gli anni sessanta del secolo ventesimo sembrava terminasse con un invito: “Padre nostro che sei nei cieli … e restaci! qui sappiamo sbrigarcela da soli”.

Cos’è la modernità occidentale?

Mutuando un pensiero di Papa Giovanni Paolo II si può dire: c’era Dio, se togliamo la “D” rimane l’”Io”, che è la massima espressione dell’individualismo.

Parlare di Francesco è uscire da questo tempo e mentalità: non piacere a nessuno è una iella, ma  esser omologato è sparire e non avere personalità.

Un eccesso di libertà annulla l’uguaglianza e un eccesso di eguaglianza annulla la libertà. Di fatto a gestire questa libertà eguaglianza democrazia saranno circa trentamila persone su settemiliardi di esseri umani di cui, e noi ne facciamo parte, settecentomilioni ne godono il benessere.

Francesco è amato da tutti: uomini di fede atei o religiosi, dittatori o democratici: Mussolini, Carducci, Gandi … ed è straordinario che un Gesuita sia diventato Papa e che abbia preso espressamente il suo nome.

Perché?

Di fatto Francesco non era un uomo semplice né buono; era un guerriero che voleva diventare un cavaliere, un uomo di studio dedito al buon mangiare e al divertimento alla vita di società con predilezione per la compagnia delle donne fino a quando a venticinque anni, un’età all’epoca di piena maturità, percorre la strada della scelta e del cambiamento: ha una metanoia!

Distingue la sua vita in due: quando ero nel peccato cioè vivevo fuori dalla consapevolezza della mia esistenza e dello scopo di dare alla vita “mi era molto amara la vista della lebbra” (importata dall’oriente con il commercio), che produceva e produce la lenta decomposizione del corpo, che rappresentava contemporaneamente la lenta morte dell’anima. Il cambiamento di visione della vita lo porta alla “dolcezza nello stare con chi vive nel bisogno e insieme a lui mendicare”; nessun altro ordine religioso deve contaminare o sminuire il principio del mendicare!

Ammazzare in nome di Dio crea scandalo e si grida al fanatismo, ma ammazzare in nome del petrolio trova giustificazione!

Mai fidarsi di nessuno che pretenda di avere la verità in tasca!

La memoria è importante per costruirvi un ragionamento documentato(!) e le date sono un’intelaiatura su cui costruire un discorso storico!

Un libro che fa riscoprire Francesco d’Assisi e motiva a meravigliarsi con lui del creato e del mondo che ci circonda, perché visto come un mendicante che guarda in faccia e negli occhi le persone verso le quali egli si inchina!

 Corrado Leoni