Dietro le quinte della letteratura. Incontro con il misterioso Ignaro lettore. Mariano Lodato si racconta. A cura di Alessandra Micheli

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Introduzione.

Oggi intervisteremo il geniale ideatore di Libri Riflessi il misterioso “Ignaro lettore” alias Mariano Lodato.

Immagino che conosciate tutti questo programma.

No?

Beh rimediate.

Provvedete subito a informarvi e a visionare i divertenti ma anche interessanti video, in cui tre o più blogger si confrontano su un libro (ci sono anche io con i miei capelli aggrovigliati e le mie cuffie cinesi).

Oltre a essere un modo divertente di interagire tra blogger diversi e spesso con linee di azione opposte queste “video recensioni” hanno un significato ancor più profondo, sono in grado di fornire al lettore quella visione onnicomprensiva, capace di sviscerare i multisignificati di un libro e portare all’attenzione, spesso pigra di ogni lettore, le diverse sfaccettature di un testo. In una recensione normale, obiettiva o soggettiva che sia, un blogger non riesce a raccontare nella sua interezza un libro, ma ne predilige un aspetto. Questo è necessario visto che si tratta di analisi e non di un saggio sulla letteratura, che è sicuramente utile al lettore ma che, ovviamente penalizza il libro nella sua interezza. E’ una scelta necessaria, ma che a volte rischia di rinchiudere l’autore e il libro stesso in una sola categoria. Per questo il confronto di più recensori riesce invece a raccontare un testo in modo più approfondito, rendendolo al tempo stesso parola viva, che si manifesta nei racconti, nelle impressioni, nelle critiche e nei commenti a volte dissacranti. Ecco che in libri riflessi il patto interpretativo diviene più concreto e il libro finalmente riesce a parlare e a raccontarsi usando le voci di persone diverse, con un background diverso e con una sensibilità opposta.

Questa capacità di libri riflessi ha un valore letterario alto e si rende indispensabile per comprendere come spesso, sia il libro a impossessarsi dell’autore e mai viceversa. Il libro è un qualcosa di vivo, ha una sua voce e si svela soltanto al lettore davvero curioso.

 

 

Biografia:

Mariano Lodato è nato nel 1976 a Siano, paese in provincia di Salerno, dove ha sempre vissuto. Irrecuperabile sognatore, conseguita la maturità tecnica commerciale, ha cercato un proprio spazio nel mondo del lavoro, mettendo così in secondo piano le idee suggeritegli dalla fantasia. Districatosi negli anni tra le diverse esperienze lavorative, a seguito della crisi economica, rimasto senza impiego, ha deciso di rispolverare il suo vecchio progetto, pubblicando, a metà del 2014, il suo romanzo d’esordio: Equilibri – Luce e Tenebre (vol. I). Nel dicembre 2015 dà alle stampe il secondo volume della saga: Portali.

Amante della lettura, tra i vari generi predilige in assoluto i romanzi storici, in special modo se ambientati ai tempi dell’antica Roma o nel periodo templare

 

Link

https://www.facebook.com/Universi-Paralleli-1273063646064898/?hc_ref=ARQpTgqN3iqYsVD59WmcxBWTE9UR8SlZ3YQbIqGAVVQh_5szdJNeHpkEHVJjRrn-P8Q&fref=nf

 

https://www.youtube.com/results?search_query=libri+riflessi

 

 

 

 

 

 

A. Cosa significa essere un book blogger

M. A mio avviso, un serio book blogger è colui che cerca di trasmettere agli altri la passione verso la lettura, di genere o meno, attraverso le sensazioni che il libri gli/le hanno dato pagina dopo pagina.

 

 

A. Che cultura letteraria deve avere secondo te

M. Non credo sia necessaria una cultura letteraria così ampia. Ritengo assai più importanti l’onestà, la franchezza e la capacità di comunicare agli altri quanto si vuole esprimere mentre si “giudica” un libro.

 

A. Recensioni o opinioni personali?

M. La soluzione ottimale sarebbe, come sempre, nel mezzo.  Riuscire a mettere un po’ di professionalità nell’esprimere le proprie opinioni personali potrebbe essere opportuno.

 

A. Cosa serve per scrivere recensioni

M. Principalmente onestà intellettuale. In seconda battuta, una discreta capacità comunicativa, come dicevo prima.

 

 

A. Obiettività o soggettività, cosa caratterizza un blogger

M. La capacità di far comprendere al fruitore dei suoi articoli dove è predominante la prima e dove la seconda. Almeno così dovrebbe essere.

 

 

A. Cosa pensi del mondo letterario contemporaneo

Una giungla. Una giungla in cui tutti fanno tutto o, peggio ancora, credono di poterlo fare. Troppi hanno dimenticato l’importanza del  loro “ruolo principale” e, spinti dalla foga di “far numeri”, s’improvvisano, col risultato di rendere ancora più fitto l’intricato dedalo di vegetazione da cui dovrebbero (e potrebbero) venir fuori i veri talenti.

 

 

A. Quanto conta il talento oggi nella stesura dei libri

M. Purtroppo meno di quanto dovrebbe. Viste le dinamiche odierne, a sfondare sono, sempre più spesso, quelli che hanno i “numeri” per farlo.

 

 

A. Cosa pensi del self pubblishing?

M. Un’opportunità, con i suoi pregi e i suoi tanti difetti.

 

 

A. Secondo te il livello del lettore medio è davvero basso?

M. La statistica così dice. Io non posso che dispiacermene.

 

 

A. C’è una certa responsabilità dei blog nel creare la sensazione che esista oramai solo un certo tipo di romanzi? (romance o erotici)

M. Ogni influencer ha una piccola responsabilità in questo. Che si tratti un dato genere, o ci si astenga dal farlo nel modo giusto, il pubblico riceverà un certo tipo di indirizzo.

 

 

A. Un blogger può essere anche uno scrittore secondo te?

M. Certo. A patto che i suoi giudizi non vengano influenzati dai giudizi (passati o futuri) ricevuti dalle sue opere

 

 

A. In una recensione ci sono limiti da non superare?

M. Sì. Bisognerebbe limitare al minimo lo spoiler, redigendo quindi una recensione incentrata sulle impressioni piuttosto che su una mera sintesi della storia

 

 

A. Quali sono i generi che si leggono e quali sono penalizzati

M. Tutti quelli che vengono “spinti” dai numeri di cui sopra. Quelli maggiormente penalizzati, soprattutto dal pregiudizio (ma anche dall’immane offerta presente sul mercato, e non sempre all’altezza), sono i fantasy di autori italiani.

 

 

A. Cosa può dare ancora leggere un libro,  in un mondo cosi immediato come quello di oggi

M. La capacità di sognare col proprio cervello. L’immediatezza di questo mondo ti indirizza verso sogni prefabbricati e standardizzati. Leggere un buon libro ti può portare ben oltre le pareti innalzate dall’autore stesso.

 

 

A. Un libro può essere una valida alternativa alla tendenza di oggi a non pensare?

M. Certo, in special modo se vi sono tematiche importanti trattate nel modo più semplice e diretto possibile.

 

 

A. Case editrici e Self richiedono trattamenti diversi

M. Per me sì. Contrariamente all’uso comune, bisognerebbe bacchettare maggiormente le CE per i tanti refusi presenti nei libri, e lasciar correre i due o tre presenti in un libro di un autore SELF.

 

 

A. Leggere interessa ancora le giovani generazioni?

M. Bisognerebbe far capire ai giovanissimi l’importanza di far volare liberamente la fantasia.

 

 

A. Hai mai rifiutato di scrivere una recensione?

M. Non ancora.

 

 

A. Ci sono autori che consiglieresti?

M. Per sentito dire, non avendoli ancora letti, ce ne sarebbero tanti. Dovendone consigliare qualcuno a me noto, indicherei Mara Fontana e Veronika Santiago.

 

 

A. Lasciaci con una frase che ti identifichi

M. Chi è causa del suo mal pianga se stesso.

 

 

 

 

Grazie a Mariano per la disponibilità dimostrataci e per quel suo impegno che, tra un goliardata e un’ altra, è davvero fondamentale per restituire al libro la sua vera essenza.

 

“Leggere non significa fissare le pagine con gli occhi. Bisogna anche ascoltare quello che le parole ci stanno dicendo. Bisogna lasciare che la loro voce ci entri dentro. Se un libro non ti parla, forse vuol dire che non lo stai leggendo davvero. Vuol dire che lo stai solo guardando”

Paolo Lanzotti “Il libro dei libri”

 

 

 

 

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