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La tradizione giudeo cristiana, distingue due sacerdozi: uno secondo l’ordine di Aronne l’altro secondo l’ordine di Melkitsedeq.

Quest’ultimo, in quanto ordine di Elohim, (il celeste) risulta superiore perché sussiste in eterno ed è di origine non umana, poiché egli è fatto simile al figlio di Dio, poiché è attraverso la legge che formula  che, per questo mondo, egli è espressione e immagine del Verbo Divino.[1]

Gli attributi propri di questo Re di Giustizia, sono gli stessi simboli propri dell’arcangelo Mikael (l’angelo del Giudizio): la bilancia e la spada. I due simboli rappresentano le funzioni amministrativa e militare, i due elementi costitutivi del potere regale.

Graficamente, essi sono i due caratteri che formano la radice ebraica ed araba del termine “Haq” che significa, al contempo, giustizia e verità[2]

Haq è la potenza che fa regnare la giustizia cioè l’equilibrio simboleggiato dalla spada ed è questo il carattere preciso ed il ruolo essenziale del potere regale.

La presenza reale della divinità, è rappresentata nel mondo inferiore dall’ultima delle 10 Sephirot, chiamata Malkut. Tra i sinonimi dati a Malkuth compare anche Tsedeq il giusto.

L’accostamento della regalità (Malkuth) alla giustizia (Tsedeq), si ritrova nel nome del Re del Mondo Melkitsedeq.

Melkitsedeq è, dunque, il realizzatore della pace e della giustizia, nonchè Maestro di tutti i maestri che hanno collaborato nell’opera di evoluzione e di creazione delle civiltà, nei tempi e presso vari popoli.

Chi collabora a quest’opera di cambiamento evolutivo, appartiene all’ordine sacro di Melkitsedeq, come sopravvivenza di una religione più antica, depositata e criptata, nella storia più segreta dell’ebraismo.

Consacrare un luogo a Michele/Melkitsedeq, significa farne un avamposto mistico in cui, la luce della Divina Emanazione, possa fare da tramite tra l’uomo e Dio e realizzare, così, benevolmente la vera opera di creazione, mediante una continua e costante rinascita interiore.

Si tratta di ottenere una forma di gnosi direttamente da quella gerarchia spirituale che si rivela custode di antiche conoscenze, derivate certamente dall’incontro dell’uomo con i figli di Dio i Ben Ha Elohim e trasmessi di generazione in generazione.

Questa trasmissione, è prettamente regale (ossia formata da Verità e Giustizia) ed estremamente selettiva dato la delicatezza del compito.

Ed è questa che è confluita in alcuni ordini segreti come la massoneria, i rosacroce e il fantomatico per molti, Ordine di Sion.

 

Note

[1]     Melkitsedeq viene appellato nella Pistis Sophia il Grande ricevitore della luce Eterna.

[2]     Caratteristiche che, da millenni è stata utilizzata per designare la regalità.

 

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