“La colonna di fuoco” di Ken Follett, Mondadori editore. A cura di Vito Ditaranto

 

In filamenti tremanti di verde e azzurro, simili ad aurore boreali, i colori delle parole di questo testo svaniranno nel silenzio visivo. Ancora una volta la leggenda prende il posto della realtà fondendosi tra la storia e la fantasia nella terra dei giganti della letteratura. La storia trasformata in colori espressivi del genio di Follett, interpretata dai più grandi cromorchestrali del mondo, la leggenda primitiva del mistero, e della decadenza degli istinti dell’uomo che muovono l’atavica discriminazione tra le diverse religioni e le diverse culture, affascinano ancora una volta i lettori.

Il libro di Follett, appare imponente; un tomo di oltre mille pagine.

Personalmente ho imparato che le pagine sono un ostacolo solo se il libro non è scritto bene; se invece, come in questo caso, la scrittura è semplice, fluida e coinvolgente, vi assicuro che arriverete a finire il romanzo senza nemmeno accorgervene. Credo che questa capacità di scrivere bene ma anche in maniera semplice, di coinvolgere e di creare una sorta di empatia tra il lettore e le storie dei protagonisti sia uno dei più grandi pregi di un grande romanziere.

“…Era sempre stata lì, ogni giorno della sua vita: solo il cielo sopra di essa cambiava con le stagioni. Gli diede una vaga ma potente sensazione di conforto. Le persone nascevano e morivano, le città prosperavano e tramontavano, le guerre cominciavano e finivano, ma la cattedrale di Kingsbridge sarebbe rimasta fino il giorno del giudizio…”

 

Con “La colonna di fuoco”, giunge a termine la trilogia ambientata tra il XII al XVI secolo e iniziata con “I Pilastri della Terra”(1989), proseguita con il “Mondo senza fine”(2007) .

Un romanzo storico scritto in maniera semplice (e per questo molto commerciale), con un buon intreccio di trame e sotto-trame, eventi reali e di fantasia, personaggi amati e odiati.

Gli avvenimenti si aprono nel 1558 a Kingsbridge, città immaginaria inglese teatro delle avventure sin dal primo romanzo, con il ritorno a casa del diciottenne Ned Willard, dopo un anno di assenza.

Il giovane Ned si rende conto che il suo mondo sta per cambiare radicalmente. Solo la vecchia cattedrale sopravvive immutata, testimone di una città lacerata dai conflitti religiosi. Tutti i principi di lealtà, amicizia e amore verranno sovvertiti.

Figlio di un ricco mercante protestante, Ned vorrebbe sposare Margery Fitzgerald, figlia del sindaco cattolico della città, ma il loro amore non basta a superare le barriere degli opposti schieramenti religiosi. Costretto a lasciare Kingsbridge, Ned viene ingaggiato da Sir William Cecil, il consigliere di Elisabetta Tudor, futura regina di Inghilterra. Dopo la sua incoronazione, la giovane e determinata Elisabetta I vede tutta l’Europa cattolica rivoltarsi contro di lei, prima tra tutti Maria Stuarda, regina di Scozia. Decide per questo di creare una rete di spionaggio per proteggersi dai numerosi attacchi dei nemici decisi a eliminarla e contrastare i tentativi di ribellione e invasione del suo regno. Il giovane Ned diventa così uno degli uomini chiave del primo servizio segreto britannico della storia. Per quasi mezzo secolo il suo amore per Margery sembra condannato, mentre gli estremisti religiosi seminano violenza ovunque. In gioco, allora come oggi, non sono certo le diverse convinzioni religiose, ma gli interessi dei tiranni che vogliono imporre a qualunque costo il loro potere su tutti coloro che credono invece nella tolleranza e nel compromesso. La storia si propagherà attraverso intrighi, amori e le vendette di decine di personaggi indimenticabili, passando dall’Inghilterra e la Scozia, alla Francia, Spagna e Paesi Bassi.

Attraverso un linguaggio fluente e semplice come già detto, avvalorato altresì da una serie di personaggi ben costruiti che sanno amalgamarsi perfettamente ai protagonisti che hanno fatto la storia, Ken Follett dà vita ad un romanzo storico di grande spessore, un elaborato completo sotto tutti i punti di vista, uno scritto che è capace di conquistare il cuore di lettori eterogenei.

E vi riesce grazie ad un’impostazione chiara ed esaustiva, un’impostazione che tramite il mutamento di prospettiva, caratterizzata da luoghi e ambientazioni differenti, nulla risparmia e nulla lascia al caso. L’opera è completata da minuziose descrizioni nonché da dialoghi ben calibrati e bilanciati tra loro, dialoghi che sono fondamentali per la delineazione degli eroi che colorano queste pagine. Il risultato finale è quello di trovarsi di fronte a una perla di semplice e rara bellezza.  Questo, grazie anche alle molteplici tematiche che vengono affrontate. Le guerre, le ostilità radicabili nell’estremizzazione del concetto di razza, di sangue puro e impuro, gli odi, le discriminazioni, le violenze del più forte, le lotte di potere e di avidità, ed anche quel desiderio sempre più pressante di libertà.

In conclusione, Ken Follett non delude e regala al grande pubblico la degna conclusione per una eccelsa trilogia. “La colonna di fuoco” si fa amare sin dalle prime battute e chiede a gran voce di essere letta perché sa che non scontenterà. Non disillude, bensì, regala emozioni e riflessioni di non poco conto.

Sfibrante, estenuante e sorprendente in ogni avvicendamento. Questo è sicuramente un grande libro, una miscela di classico mistero e suspense, un viaggio che non si vuole terminare.

Un libro ricco di emozioni.

Lettura obbligata.

Ora “Sorridi”. E quando avrai un momento di smarrimento o indecisione, fermati, aspetta e senti il tuo cuore.

…a mia figlia Miriam con infinito amore…vito ditaranto.