“Elli” di Marialuisa Moro. A cura di Vito Ditaranto

 

“…Raggiunse la sua meta a piedi. Non aveva camminato molto. Si trovava ancora in città, benché all’apparenza sembrasse di essere in campagna. In quel luogo le case smettevano all’improvviso di moltiplicarsi, generando vie dopo vie, parallele e trasversali, dedali cittadini in cui uomini e cose si muovevano senza sosta, prigionieri senza sapere di esserlo…”

 

 

Malsano quanto basta, ma senza particolari guizzi di originalità, questo thriller di Marialuisa Moro, a tratti mi ricorda “Il lato oscuro dell’amore” di Rafik Schami, una storia d’amore proibita e struggente, ma le ambientazioni mi restituiscono  alla mente le atmosfere cupe e macabre dei racconti del sito web http://www.Rotten.com; per i più giovani, questo sito era famoso per i suoi contenuti scioccanti, creato dalla Soylent Communications. Il suo motto era “An archive of disturbing illustration” (Un archivio di illustrazioni inquietanti). Lanciato nel 1996 dopo oltre 20 anni, da settembre 2017 il sito risulta non attivo. E poiché il racconto della Moro è un thriller che si svolge principalmente in rete il paragone con Rotten calza a pennello. È difficile comunque che un romanzo riesca a mettere insieme tutte le cose sopra descritte. Ed è un vero miracolo quando riesce a farlo ammaliando il lettore dalla prima all’ultima pagina, in un viaggio che ci fa scoprire un intero mondo e mille personaggi indimenticabili, con la loro violenza e la loro follia, ma anche i loro ideali, la follia dell’amore e la loro generosità.

Hana in partenza da Praga per il progetto Erasmo (Erasmus) deve raggiungere Milano e incontrare un sensuale contatto web del quale non conosce nemmeno il nome. Il romanzo intreccia la misteriosa Praga a la nebbiosa Milano. Il romanzo collega molte storie a quella principale che solo apparentemente sembrano non avere a che fare con la trama principale, il cui scopo principale è comunque quello di aumentare la tensione del lettore. Hana sarà la vittima di un gioco iniziato in rete e sarà compito di Iveta, sua amica, trovare l’assassino.

Un romanzo scritto con molti punti di vista che lo rendono più completo, mostrandoci tante sfaccettature e facendoci entrare ancora di più nella mente dei protagonisti. I vari caratteri, sono descritti abbastanza bene, non tutti positivi o simpatici al primo impatto, ma rendono il tutto reale e che permette di immedesimarsi. Qui,  ritroviamo una trama che ha tutte le carte in regola per destare la massima curiosità nel lettore, accompagnandolo, mano per mano, in un giallo più che avvincente. E’ evidente che quel pizzico di brivido e di curiosità necessario per far decollare un romanzo giallo ci sia tutto.

E posso anche affermare che per oltre la metà del libro la curiosità non fa che crescere, nutrita da una giusta dose di indizi ed eventi ben congegnati. Tuttavia, nella seconda parte il filo logico del racconto sembra spezzarsi, la trama diviene meno lineare e molto introspettiva, alcune scene appaiono del tutto superflue, addirittura noiose, e a risentirne e il gusto nella lettura. Non c’è più nulla che trasmetta un qualche brivido, una qualche emozione forte. Le parole scorrono, rimane l’interesse per sciogliere i nodi della vicenda, ma nulla più. Il confine tra curiosità, paura a follia sembra essere labile.

Ho preferito la prima parte del libro, più avvincente e meno scontata della seconda parte, anche se nel complesso è un libro piacevole e ben scritto.

Il finale comunque è il fiore all’occhiello di questo racconto.

Il romanzo merita di essere letto solo per il suo finale mozzafiato, inaspettato, astuto. Le ultime pagine, solo le ultime pagine danno un senso al libro, una svolta inaspettata, l’unica mai possibile.

Tutto sommato un buon libro.

Ora “Sorridi”. E quando avrai un momento di smarrimento o indecisione, fermati, aspetta e senti il tuo cuore.

…a mia figlia Miriam con infinito amore…vito ditaranto.

 

Alla scoperta dei nuovi volti letterari. Incontro con Danilo Cristian Runfolo, la libertà della scrittura. A cura di Milena Mannini

 

Il Blog oggi ha il piace di ospitare un autore che affronta temi forti ed importanti celati da quello che è un genere, l’erotico, che spesso è bistrattato, perché una fetta di lettori vede solo il lato sessuale della scrittura trascurando quello che sono i viaggi interiori dei personaggi, i temi e gli avvenimenti che segnano la loro vita. Di lui e della sua scrittura dice:

La mia scrittura è sempre accompagnata da una nostalgica vena sentimentale figlia di quel crudo guardarsi dentro che ritiene vitale. Dice di sé: scrivere è l’unico modo che ho per parlare a me stesso senza il bisogno, né il peso, di guardarmi allo specchio; ed è anche il modo migliore per dar voce ai personaggi peggiori, persino di me.”

 

Chi è Cristian

Danilo Cristian Runfolo, nasce a Messina il 24 Marzo 1972. Il suo primo romanzo, dal titolo “REWIND” viene pubblicato dalla Montag Edizioni nel 2002, collana Orizzonti.

In seguito scriverà diversi racconti brevi e un romanzo erotico autoprodotto. Nel 2017 pubblica con la Eros Cultura il suo secondo erotico dal titolo “IO SONO VALERIA – UNA PUTTANA”, mentre “LUI È INFINITO”, narrativa/storie vere, viene pubblicato dalla GDS Editrice nel Febbraio 2018.

Il 13 Febbraio 2018 esce il romanzo erotico M/M, dal titolo “CENTO PASSI” edito da Delos Digital, collana Senza Sfumature, nella quale verrà pubblicata anche la serie erotica in tre volumi “TRAME”. Il terzo “TREGUA CONIUGALE” uscirà il 29 Maggio 2018.

Accanito lettore di Freud, Hesse, Baudelaire, Nietzsche, Kant, Socrate e degli ermetici Ungaretti, Montale e Quasimodo. Ama Chopin e lo straordinario astrattismo visionario di Vladimir Kush.

Dice di sé:

scrivere è solo un bisogno. È l’unico modo che ho per parlare a me stesso senza il bisogno, né il peso, di guardarmi allo specchio; ed è anche il modo migliore per dar voce ai personaggi peggiori, persino di me.

 

 

Le opere. 

Intesa Coniugale.

Romanzo breve (63 pagine) – In una coppia con una forte intesa sessuale e un disagio economico incalzante, il marito trova il modo di sprigionare l’erotismo della moglie e farne fonte di scoperta e guadagno, sfidando i tabù delle relazioni tradizionali e quelli, ben più radicati, dei confini morali. Fabio e Laura sono sposati da dieci anni: hanno l’amore, l’intesa, la stabilità di un rapporto sincero che li lega saldamente e che permette loro di far fronte a ogni difficoltà, specie economica. Qualche volta il bisogno è una fonte di energia grezza dal quale attingere a piene mani per alimentare sogni, a patto che si abbia il coraggio di avvicinarsi a esso con determinazione. E a Fabio il coraggio non manca, specie quello di sfruttare la dirompente sensualità della moglie per costruirci attorno il loro gioco più osceno, scoperto per caso in una piazzola di sosta ch’era stata una sfera di cristallo con dentro il futuro: un’intimità condivisa con altre persone. Ma le soluzioni facili non sono mai medaglie a due sole facce. Fabio e Laura potrebbero vincere il loro futuro sognato da sempre, o perdersi tra le pieghe inattese di quelle banconote sporche.

Il primo libro di una nuova serie che fonde passione e sentimento intorno al rapporto di coppia.

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M. Danilo, la prima domanda è quella classica che pongo a molti autori: chi è Danilo e chi è Criss?

D. Danilo è un padre, un marito, un insegnante privato di matematica e fisica, appassionato di storia, filosofia, politica e informatica. Criss è la sua proiezione virtuale, la parte creativa e visionaria, il sognatore.

 

M. Quanto di te troviamo nei tuoi personaggi

D. Premetto che amo molto i personaggi femminili, perché in essi riesco a riversare tutto ciò che mi affascina del loro universo. In linea di massima parto sempre da una base di verità, una conoscenza diretta o indiretta con un fatto, o un aspetto interiore e, da lì, scateno la fantasia.

 

M. Hai sempre scelto temi molto forti. Come mai?

D. Sì, è vero! Nei miei romanzi c’è un po’ di tutto: prostituzione, criminalità, tossicodipendenza, alcolismo e tutto ciò che risulta facilmente condannabile dall’ottuso bigottismo comune. D’inverno faccio la doccia con l’acqua bollente, d’estate con quella gelata; l’acqua tiepida è utile solo a fare il brodino. Applico questo semplice principio ai miei scritti, in base al quale cerco di scrivere storie vere e al tempo stesso feroci, che portino il lettore a riflettere e, perché no, riescano ad avvicinarlo a realtà distanti che, in un modo o nell’altro, ho avuto la fortuna, o talvolta la sventura, di conoscere in prima persona.

M.  Cosa si prova quando si mette la parola fine ad un romanzo?

D. Beh… sul momento, un senso di liberazione, dettato dalla consapevolezza di essere riuscito a stendere la trama e aver raggiunto il punto esatto in cui la si voleva portare. Subito dopo arriva l’ansia, in attesa della fase di editing, quel processo meraviglioso in cui un professionista indaga l’intreccio, la caratterizzazione, l’ambientazione, la forma e la struttura del testo. In realtà, la parole fine segna l’inizio della realizzazione vera e propria, a patto che si abbia la fortuna di imbattersi in una casa editrice seria e un editor valido.

 

M. Nel cassetto dei sogni di Danilo e in quello di Criss cosa troviamo?

D. Nel cassetto dei sogni di Danilo c’è una mega villa in uno stato asiatico, Thailandia o Filippine; in quello di Criss, lo stesso, con una stanza insonorizzata piena zeppa di libri e un PC per scrivere.

M. Se potessi realizzare un film da un tuo romanzo quale sceglieresti e perché?

D. Sinceramente credo che pochi libri siano adatti a essere trasformati in pellicole, e anche se il marketing ne sforna di continuo con pessimi risultati, direi che “Io sono Valeria, una puttana” potrebbe essere azzeccato, semplicemente perché il romanzo, seppur erotico, si sforza di analizzare l’aspetto umano della sua straordinaria e commovente protagonista.

M. Come si scrive un romanzo di successo?

D. Temo di dover aspettare ancora, prima di provare a rispondere a questa domanda

M.  Tra le tue ultime fatiche troviamo una trilogia. C’è differenza tra scrivere un autoconclusivo?

D. Sì, c’è una differenza enorme, anche se i tre volumi della trilogia TRAME, editi da Delos Digital, sono tutti autoconclusivi. Quando scrivi una serie, devi pensare a ciò che stai scrivendo, ma anche a ciò che vorrai scrivere dopo, creando quei sottili fili, apparentemente invisibili, che legano una vicenda all’altra. Devo dire che l’esperienza mi ha molto divertito: al momento sto finendo di scrivere il terzo volume dal titolo Tregua e, fortunatamente, posso contare sull’aiuto prezioso di una editor straordinaria come Aina Sensi. I suoi suggerimenti sono davvero impagabili.

M. C’è un tema di cui vorresti scrivere , ma che non hai il coraggio di affrontare?

D. No, non credo di temere alcun tema, semmai direi qualche genere: non potrei mai scrivere un giallo, o un fantasy, perché non mi affascinano e non fanno parte delle mie letture.

M. Cos’altro stai preparando per i tuoi lettori?

D. Dopo nove mesi di lavoro ho, finalmente, ultimato il mio primo romanzo noir, per il quale attendo risposte da diversi editori. Spero di poterlo vedere presto online e in libreria, mi piacerebbe davvero tanto perché quello è, in assoluto, il genere che più amo: noir secco, in vecchio stile americano, senza la presenza di un investigatore ma con una serie di crimini da svelare.

M. Se dovessi scegliere un altro genere quale proveresti e perché?

D. Non proverei neppure a scrivere qualcosa che non sia erotico o noir, perché non lo sentirei mio. Tempo fa avevo scritto un rosa, rimasto lì, in una cartella del mio computer a ricordarmi che nessuno può scrivere di tutto

M. Cosa caratterizza la tua scrittura?

D. La libertà: la mia ferma determinazione a essere ed esprimere me stesso, senza condizionamenti, senza chiedermi se la storia che sto scrivendo urterà qualcuno, se è scomoda, impopolare, se non si sposa alle regole di quel sottomercato che, spesso, accomuna i titoli in top 100 Amazon.

M. Come vuoi concludere questa nostra chiacchierata?

D. Ringraziando Milena Mannini per lo spazio che mi ha concesso, ringraziando i tuoi e i miei lettori e invitandoli a commentare e recensire le opere che leggono. Io lo faccio sempre, su Amazon e su Goodreads, perché dire cosa un romanzo ha trasmesso serve agli altri per orientarsi, e serve all’autore emergente per farsi conoscere e migliorare.

Grazie di cuore, Milena.

 

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