“Evadne. E la valle delle Gorgoni” di Diana Al Azam, Dunwich edizioni. A cura di Francesca Giovannetti

 

Di nuovo la realtà si mescola con la fantasia nel secondo capitolo della trilogia di Evadne, nata dalla talentuosa penna della scrittrice spagnola.

Ambientato quasi esclusivamente sull’Isola Inaccessibile, dove Nettuno ha confinato Pegaso e le Gorgoni, questa seconda parte dell’avventura mostra, in maniera più marcata rispetto alla prima, la lotta fra Bene e Male, pilastro del genere fantasy. Il mondo di Nettuno e delle sirene su un fronte, i discendenti di Medusa sull’altro. Ritroviamo personaggi già noti e li osserviamo nella loro evoluzione.

La trama, nella sua semplicità, cioè la missione per salvare la madre di Evadne, è ricca di colpi di scena originali e abili espedienti di narrazione e di sviluppo. È questo che invita alla lettura e incuriosisce pagina dopo pagina. Non sai mai cosa aspettarti, non sai mai come l’autrice porterà i personaggi fuori dal turbine di eventi. Originalità è la parola chiave del romanzo, ancora più apprezzabile se teniamo conto che si tratta di un mito millenario sul quale molto è stato scritto.

Ma la Al Azem lo fa tutto suo e ce lo regala confezionato a puntino: fresco, innovativo  e godibile.  Lo stile è fluido e scorrevole, le descrizioni ben dosate, il ritmo costante. Mentre cresce la suspence che porterà allo scontro finale i personaggi combattono anche con sentimenti ed emozioni. L’amore, l’amicizia, lo struggimento di un ricordo perduto, la paura del futuro, la testardaggine di volersi esporre ai pericoli. È un mosaico di situazioni e stati emotivi ben descritto e sciolto, nonostante le indiscusse complicazioni adolescenziali e non.

 Evadne domina la scena come protagonista indiscussa e la sua personalità cresce inesorabilmente. Da adolescente divisa fra scuola, amicizie e passione per la musica attraverserà un confine del magico mondo sottomarino e si troverà catapultata in una nuova vita, dove sarà costretta a prendere consapevolezza della sua natura e, con fatica, ad accettarla. Ormai a conoscenza dell’identità del padre Evadne, deve fare i conti con questa metà che è sempre rimasta nascosta. Qui sta il fulcro della sua crescita. Evadne è a tutti gli effetti una semidea, che nella mitologia greca è spesso la caratteristica degli eroi, pensiamo a Teseo, Ercole e Achille.

Nel rispetto della tradizione dunque anche la protagonista si trasformerà in un’eroina; passo dopo passo, affrontando ostacoli e prendendo decisioni. Ma la sua parte umana non viene considerata come punto di debolezza, bensì come arma in più da sfoderare nella lotta contro il Male. Accettare se stessi nella nostra totalità è la lezione che ci dà Evadne, trovare forza in ciò che tutti vedono come un difetto, fare di quello che gli altri giudicano una mancanza ciò che ci rende unici.

Un libro da leggere tutto di un fiato, aspettando con ansia il terzo e ultimo capitolo.