Blog Tour “live &love”. Les fleurs du Mal presenta: “Maga per caso” di Manuela Chiarottino, Le Mezzelane editore. a cura di Ilaria Grossi e Alessandra Micheli

 

Introduzione. Il genere rosa e la sua interpretazione in Manuela Chiarottino. Di Alessandra Micheli

 

Nella mia lontana adolescenza, quando ci avvicinavamo titubanti ai misteri dell’amore,  esso sembrava in grado di svelarci ogni suo mistero e ogni enigma. Era la chiave in grado di aprirci le porte di quel mondo che affascinava e spaventava al tempo stesso, fatto di magici fili sottili, di sospiri e di sogni, di sguardi rivolti alla luna e di grandi aspettative. Eh sì, cari miei, l’amore è tutto questo e anche di più. Certo magari di quella frase in fondo non capimmo mai, se non dopo anni di lacrime e ferite, la parte oscura, quella che seduce, ma che è irta di spine e di sofferenti cammini. L’amore resta e deve restare sempre il punto, a cui tendere, a cui arrivare seppur attraversando vie tortuose, il bene supremo a cui tendere, l’aspirazione maggiore a cui la nostra misera anima umana deve poter aspirare. Ecco perché la narrativa rosa riveste un’importanza fondamentale per il nostro bistrattato mondo, perché ci avvicina come agente di socializzazione a questo mistero, aiutandoci a distinguere tra le sue molteplici sfumatura. Date ai giovani idee distorte sui sentimenti e otterrete solo burattini: uomini e donne a metà. E ricordiamoci che saranno loro a formare la polis, con tutte le conseguenze che essa apporterà al mondo. Responsabilità e attenzione, delicatezza e passione, quel senso di vertigine allo stomaco che ti prende solo davanti alla magnificenza meravigliosa dell’incanto o dell’enigma, di cosa è nascosto e forse proibito, ma cosi luccicante e cosi gustoso da dover per forza tentare di morderlo nonostante le somme altezze, a cui esso ci porta. E questo non è altro che l’Amore.

Per questo ho accettato con gioia di partecipare al blog tour su questo semplice ma potente libro, divertente e dal sapore dolce amaro in grado con un delicato sorriso, di farci riflettere sui più comuni e più minacciosi ostacoli su questo cammino che porta al cuore dell’emozione suprema.

E quali sono gli ostacoli che con ironia ci racconta la Chiarottino?

Le ferite quelle che ci condannano a indossare sempre la maschera non più come mezzo per vivere nella società costretta, ma non ingabbiata in precisi ruoli sociali. Intendiamoci. Non è indubbio che nello svolgere della nostra vita relazionale ci toccherà di volta in volta indossare un vestito adatto all’ occasione (il ruolo appunto). Un professore avrà delle linee guida ben precise, serietà, professionalità e rigore. Ma non è detto che, sotto il vestito accuratamente stirato del docente, non possa occhieggiare, che so, una bretella colorata di lilla senza che turbi la sua serietà. Non è indubbio che alla donna viene richiesta una parvenza di civiltà e compostezza, ma non è detto che sotto il rigido e elegante tailleur non possa spuntare indisponente una lunga coda da lupa. Insomma, non è detto che il vivere in società accettandone i diritti e i doveri ci limiti nella nostra vita interiore. Come dire seri al lavoro e scatenati sulla pista ondeggiando al ritmo di Brothersi in arms. Ben diverso è invece il caso delle maschere. Esse nascondo il volto, ci rendono involontari protagonisti anzi oserei dire comparse di una vita che non è la nostra, che non  è svolta al pieno delle nostre potenzialità. E tutto questo per paura di sentirsi inadeguati, inadatti e banali. O semplicemente per non rivelare il nostro cuore ferito e troppo fragile per un mondo irto di aculei. Ecco che di fronte agli stereotipi classici, lei buffa, lui macho e playboy, la Charottino ci svela semplicemente la bellezza di un essere umano imperfetto, insicuro e in cerca di un sorso di eternità, quella che si ritrova quando occhi vendono occhi e non lenti a contatto, quando labbra pronunciano nomi ma quelli veri non quelli che usiamo come muri per definire noi stessi. La deliziosa protagonista è di una bellezza abbagliante. Bella nella sua fragilità e bella nel suo ironico modo di sentirsi sempre un po’ estranea al mondo. Un mondo che corre e che pretende da lei un rigore che cozza e non può non cozzare contro quella ricca e strana vita emotiva che spesso si riflette in un reale fuori dalle righe. È un vero controsenso, un non sense di una moderna Alice che è giudicata stramba, poco omologata nel suo inadatto e sconveniente cercare la tana del bianconiglio. Eppure il suo mondo è colorato nel grigiore, è magico senza che la magia diventi davvero un altro oggetto di marketing  di commercializzazione. Lei è una fresca rosa in un modo di gramigna. È un lampo di luce in un oscurità senza fine. Si ride nel libro. E ci si commuove. Si respira un’aria fresca come di montagna e ritrova il senso autentico dei piccoli gesti, e soprattutto ci si ritrova. Non servono maschere, tinte o vestiti particolari per farsi amare. Servono solo occhi che brillano e luccicano, servono momenti in cui lacrime sono acqua da cui abbeverarsi per cantare sulle ossa spolpate dei nostri sogni, dei nostri desideri interrotti, perché essi come per magia di possano rivestire di piume e di carne e tornare a ballare fieri e liberi davanti a noi.  E quando amando tra il terrore e l’estasi ci chiederemmo chi siamo?

Chi sono io?

Cosa posso davvero dare?

 Vorrei che ripensaste a queste semplici ma bellissime parole.

Tu sei Lisa e sei Vivienne, sei una ragazza dolce e intelligente che crede nell’amore, ma sei anche una ragazza intraprendente e seducente. Sei sempre tu e, se gli piaci, non cambierà idea per il colore dei tuoi occhi.»

 

Tu sei Maria, Sabrina, Aurora Francesca, Ilaria, Enrica, Samantha Eleonora Chiara, Alessia, donne il cui coraggio non è in grandi e epici gesti, ma nel vivere ogni giorno e cercare di non spezzarsi di fronte alle difficoltà quotidiane.

 

 

E adesso andiamo a emozionarci con la delicata sensibilità di una grande blogger, una donna che entrerà davvero in questo testo e lo racconterà con la sua delicata eleganza a te lettore.

 

 

 

Dentro l’anima del libro. Il racconto di maga per caso attraverso la delicata voce di Ilaria Grossi

 

Lisa, 26 anni e un lavoro precario, mutevole.

Lisa non ha ancora trovato il suo posto nel mondo perché da eterna romantica aspetta qualcosa che la renda orgogliosa e realizzata nel lavoro come nella vita privata, un amore vero, sincero e non troppo sdolcinato.

Durante il suo ultimo lavoro da promoter di profumi in un centro commerciale incontra lui, Brando. Il classico bello e affascinante che suggerisce “stammi lontano o ti farò soffrire” e pure tra i due nasce una sinergia che non lascia indifferenti entrambi. Concluso il lavoro in un vero disastro, Lisa “per caso” incontra una maga convinta di essere lì come sua sostituta, le spiega cosa deve fare.. una finta maga che oltre a dare consulenza deve dirottare i clienti al negozio adiacente che vende amuleti e oggetti esoterici.

Lisa si trasformerà in Madame Vivienne, cambiando colore dei capelli e indossando lentine a contatto colorate, si cala nel ruolo di finta maga, anche se infondo inizia a piacerle, misteriosa e più sicura di sé dispensa consigli per aiutare davvero chi confida e spera risposte nella lettura delle carte.

Questa doppia identità sarà dura da gestire, soprattutto quando Brando mostrerà un particolare interesse ed una forte attrazione per Madame Vivienne.

Lisa è innamorata chiaramente di Brando e su consiglio dell’amica Greta e della stravagante zia Enrichetta decide di non aspettare troppo per svelare la sua vera identità.

Dire la verità ha sempre il suo esito positivo?

Quanto pesano le bugie e le cose non dette per paura di non piacere e di essere rifiutati?

Spesso insicuri e troppo consapevoli dei nostri difetti e delle nostre debolezze, ci preoccupiamo più di come gli altri ci guardano e giudicano.

Essere se stessi è davvero così difficile in una società come la nostra?

 Si tende a stereotipi troppo perfetti, chi giudica ha sempre un metro di giudizio superficiale.

Troppi cuori spezzati, delusioni, tutti hanno paura dell’amore e alla fine tutti cercano il per sempre, come essenza di vita, come balsamo per le nostre piccole e grandi ferite della vita.

Ho letto il romanzo in poche ore, una lettura piacevole e divertente, suppurtata da protagonisti ironici e credibili.

La mia preferita è la zia Enrichetta, anticonformista confidente, libera e ottimista, un personaggio che vi piacerà sicuramente perché trasmette una gran gioia per la vita.

Anche su Brando cambierete idea e capirete leggendo perché.

Lo stile dell’autrice è fluido, scorrevole ed è un romanzo che lascia davvero un gran sorriso al lettore e oggi ne abbiamo bisogno più che mai.

Buona Lettura