“La prima stella della notte” di Susan Elizabeth Phillips, Leggereditore edizione. A cura di Ilaria Grossi

Chicago.

Cooper Graham, ultimo acquisto dei Chigago Stars ed ex quaterback, competitivo, sicuro di sé decide di gestire un night “Spiral” come un ulteriore sfida con il suo abnorme ego.

 

“ Vincere era tutto e ogni sconfitta che aveva subito era stata deleteria.Odiava perdere”

 

Piper Dove è una investigatrice privata, riacquista con grande sacrifici dalla matrigna, la Dove Investigazioni del padre Duke e da giorni pedina Cooper Graham in ogni suo spostamento. Piper non è il prototipo di donna da romanzo rosa, mi spiego, lei è un vero maschiaccio, capelli corti, poca  attenzione per la moda e un cuore chiuso in una gabbia a doppia mandata. Perchè?

 Lei è stata educata e cresciuta per diventare una donna d’acciaio, iper protetta da un padre che le ha insegnato a tenere sotto chiave sentimenti ed emozioni, a non darla vinta a nessuno, soprattutto a non piangere come una feminuccia. La trama del romanzo induce il lettore ad essere un po’ prevenuto, lui ex giocatore di football, tutto muscoli, fascino e soldi. E donne ai suoi piedi, differenti da Piper, modelle o attrici  perfette e super femminili.

Perchè Cooper dovrebbe scegliere una donna come Piper?

La Phillips è stata molto brava nel creare una storia matriosca, attorno a Cooper e Piper ruotano personaggi che sono fondamentali e rendono intrigante la trama narrativa, da Berni in cerca del suo Howard, Heith e sua moglie Annabelle, Faiza.

Ho amato particolarmente il gesto di grande bontà d’animo, da parte di Coop di aiutare Piper nel liberare  Faiza  serva della sua principessa e da una amara prigionia, per  raggiungere la zia in Canada e restituirle una libertà mai avuta prima. O come aiutasse Karah e sua figlia Jada, a ricominciare vita a Chicago, dopo una relazione malata e pericolosa con il suo ex compagno. Storie che denotano una personalità in Coop forte e di gran cuore, che richiama un infanzia semplice e uno spirito contadino alla base della sua passione per la terra e l’agricoltura. Coop non è solo una stella che ha brillato nel firmamento del football americano, non è solo l’egoncentrico e arrogante proprietario dello Spiral, è soprattutto un uomo che ha lottato per ciò in cui credeva e vuole far “fruttare” i sacrifici del suo successo. Piper scettica e cinica, lo capirà con il tempo, tra alti e bassi e tra sfide continue e incontri “molto” ravvicinati che denotano una forte sinergia e passione tra i due.

 Quanto è difficile aprire quella gabbia che imprigiona il cuore di Piper?

Quanto è disposta Piper a fare un lungo passo indietro per ammettere e riconoscere ciò che prova realmente?

Se siete curiosi, vi invito a scoprirlo.

La Phillips non delude, il suo stile è coivolgente e incalzante, i suoi romanzi si leggono con piacere ed è capace di portarti dentro la storia e farti toccare l’anima dei suoi protagonisti.

 

“ Per la prima volta da quando era bambina, Piper pianse.

Lacrime per una madre che non ricordava, per un padre che l’aveva amata e odiata e per un quaterback che le aveva rubato il cuore quando era distratta”

 

Un finale testardo come Piper, presuntuoso e strepitoso come Cooper.

Il loro punto di forza ..il gioco di squadra.

Buona lettura

 Ilaria Grossi per les Fleurs du mal blog letterario

L’amore come magia. Intervista a Manuela Chiarottino. A cura di Alessandra Micheli

 

Continua il blog tour per la nuova collana Live & Love. Dppo aver conosciuto più da vicino il suo splendido libro, andiamo ora a scoprire qualche segreto della nostra autrice.

Siete pronti’

Andiamo a sbirciare un pò nella sua vita…

***

 

A.In un mondo che va cosi di fretta, quanto è difficile trovarsi?

M. Da brava scrittrice romantica, direi che se è destino nulla potrà fermare un amore che deve nascere. Romanticismo a parte, ormai molti si conoscono in rete. Personalmente su fb ho fatto delle belle amicizie, qualcuno dice di essersi anche innamorato e chissà, non è detto che sia un modo sbagliato o peggiore del passato, l’importante è non vivere questi incontri con superficialità. Il rischio è solo di fuggire dalla vita reale e da opportunità vere di incontro, appunto per la fretta o per una diffidenza verso gli altri che si ha più nel reale che nel virtuale.

A. Cos’è per Manuela l’amore?

M. La prima immagine che mi viene in mente è il sorriso di mio figlio. Detto questo, dato che parliamo di amore romantico, l’amore è incontrare qualcuno che ti è vicino nei momenti di difficoltà ma anche che ti appoggia nelle tue pazzie e nella realizzazione dei tuoi sogni. Qualcuno che è presente, anche se non glielo chiedi. E credo di averlo trovato, anche se ci ho messo un po’.

A. Cosa davvero ostacola un incontro?

M. La paura di dover apparire perfetti.

A. Quanto è difficile parlarsi davvero?

M. Se penso ai miei protagonisti, credo che entrambi cerchino di difendersi da una possibile delusione nascondendo le proprie debolezze e mostrandosi più forti, più sicuri, senza capire che non ci si può amare davvero se non si mostra tutto di sé.

A. I tuoi due protagonisti si incontrano ma si nascondono dietro a delle maschere. come mai hai scelto di raccontare proprio questa difficoltà

M. Perché credo che spesso ci sentiamo prigionieri dell’immagine che gli altri ci hanno cucito addosso o di quella che noi stessi abbiamo preferito indossare per insicurezza

A. Il vero messaggio del libro ce lo puoi svelare?

M. Ognuno di noi avrà pensato almeno una volta a come sarebbe bello poter essere qualcun altro, anche per poco. Essere diversi da come tutti ci vedono, forse anche da come noi stessi ci vediamo. Che so, più avventurosi, allegri, sexy o soltanto più liberi. Il fatto è che si tende sempre a classificare tutto, comprese le persone, e spesso ci si sente bloccati dal giudizio altrui. Noi donne ad esempio abbiamo mille sfaccettature, perché nasconderle?

A. C’è una frase molto particolare: “Vorrei liberarmi da condizionamenti, paure, illusioni e buttarmi in un’avventura, senza preoccuparmi del domani.” Pensi che sia questo il vero dramma che viviamo oggi?

M. Credo che sia una condizione che è sempre esistita, almeno per la donna. Il dubbio se lasciarsi andare e vivere un sentimento o una passione, senza condizionamenti, o se preoccuparsi di mantenere una certa razionalità per evitare poi di soffrire. Una risposta perfetta non c’è. Certo oggi sembrerebbe che i rapporti siano più veloci e superficiali, ma non per questo non bisogna credere all’amore e nell’amore, ahimè, c’è sempre un margine di rischio. Quello che posso dire, come donna, è che prima di tutto bisogna amare se stesse e questo porterà a capire quando bisogna allontanarsi da una situazione e se costa di più avere rimpianti che speranze.

A. Cosa manca secondo te ai romanzi d’amore di oggi?

M. Forse manca una certa magia. Lo so, lo so, son fissata. A parte gli scherzi, ci sono storie molto belle, forse rispetto al passato ci sono davvero tante storie e questo finisce per farne trovare spesso di simili o poco originali, come se si preferisse la cosa sicura, in un certo senso “alla moda”.

A. La letteratura ha una funzione educativa secondo te?

M. Per quanto mi riguarda nelle mie storie ho trattato anche argomenti come l’anoressia, la violenza domestica, il bullismo o l’omofobia, dando sempre un messaggio positivo e di speranza. Potrei anche scrivere una storia dove il protagonista è un assassino, ma non potrei mai far passare il messaggio che sia un eroe. Voglio dire che si può scrivere di tutto, ma senza dimenticare i propri principi e avendo ben chiaro a chi è rivolta la storia. Se si tratta di letteratura per ragazzi, ad esempio, bisognerebbe stare attenti.

A. Quanto il genere rosa ha ancora da donare ai giovani oggi?

M. L’amore è universale ed eterno. Non per niente i romanzi, così come i film d’amore, sono quelli che vanno sempre per la maggiore. Innamoramento, gelosia, passione, dolore, sono emozioni che tutti hanno vissuto e che creano empatia con i personaggi.

A. Parli in modo leggero della magia, ma cos’è davvero per te? E quanto può contare oggi in una società cosi materialista?

M. La mia storia è una commedia romantica e non potevo che trattarla con leggerezza, in modo giocoso, ma per me più che di magia si tratta di fantasia, di sogno e anche oggi è importante sognare

A. Casa editrice o self?

M. Per il momento seguo ancora le due strade, perché scrivo storie di diversi generi e amo anche una certa libertà di azione, ma trovare una CE che ti apprezza e ti segue è qualcosa cui ogni autore ambisce. E per ora la mia esperienza con Le Mezzelane, la CE che ha pubblicato Maga per caso, è assolutamente positiva.

A. Cosa deve avere uno scrittore per produrre un buon libro?

M. Ah, che domandona! Grammatica a parte, direi che bisogna saper sognare e riuscire a trasmettere emozioni. E poi, almeno per quanto mi riguarda, dato che amo scrivere chick-lit, saper prendere la vita con un sorriso e ironizzare anche su se stessi. Non per niente nelle mie commedie ci sono spesso episodi che ho vissuto davvero

A  Lasciaci con un estratto

M.

Sul suo viso brillano due occhi profondi come la notte e freddi come il ghiaccio, e un sorrisetto accattivante è l’ultimo tassello del puzzle “maschio pericoloso, stare alla larga”. Conosco il tipo: bello, certo, molto bello, ma con un’aria arrogante da primo della classe.

«L’olfatto conta molto nella seduzione. Non dico che lei non abbia successo con le donne, ma forse questo» proseguo con tono gentile ma distaccato e, spero, abbastanza sensuale, alzando la boccetta di profumo, «potrebbe aiutarla o almeno incuriosire qualcuna, chissà!»

Si gratta il mento. La barba appena accennata gli conferisce un aspetto terribilmente sexy. Non è solo un tipo da cui stare alla larga: è proprio da evitare del tutto.

«Per il momento l’unica cosa che mi incuriosisce sei tu. A proposito, che profumo porti? È molto buono.»  

È passato subito al tu e adesso si protende verso di me per annusarmi dietro l’orecchio, come se niente fosse. Io inizio a retrocedere, veloce come un gambero, andando a sbattere contro il mio banchetto e facendo ondeggiare tutte le boccette di profumo, che si scontrano tra di loro, tintinnando allegre in un’acuta melodia.

Beh, non proprio così veloce. Nei pochi secondi in cui il suo alito caldo mi ha sfiorato la pelle, i miei ormoni hanno intrapreso una marcetta a passo di danza e ora stanno ballando la rumba.

Mi sistemo gli occhiali che mi sono scivolati sulla punta del naso e riacquisto subito la mia aria professionale.

«Uso il nostro meraviglioso profumo per donna.» Mi riprendo da quel rapimento dei sensi e afferro una boccetta dell’essenza pour femmes dal banco. Poi torno alla carica. «Se volesse fare un regalo alla sua ragazza, questo sarebbe senz’altro apprezzato.» Sottolineo il mio consiglio con un sorriso a trentadue denti.

Da evitare, sì, ma dopo che avrà comprato almeno qualcosa.

«Non ho una ragazza.» Appoggia una mano sul bancone e mi ritrovo messa all’angolo. Ora siamo così vicini che, se solo respirassi più forte, i nostri petti si sfiorerebbero e, se mi spostassi appena di lato, gli toccherei il braccio.

Quindi non ha una ragazza? C’era da immaginarselo: uno così non è tipo da relazione stabile. Deglutisco a stento. Mi sto rincretinendo, forse? Scivolo dal lato opposto, sgusciando come un’anguilla e sul suo viso appare un’espressione delusa che si trasforma in un sorriso malandrino nel giro di pochi secondi.

«Lisa, quando stacchi?» chiede ruotando il dito verso il mio banchetto.

Possibile che ci stia già provando? E come…

«Come sa il mio nome?»

Inclina la testa indicando con lo sguardo la targhetta appuntata sul mio petto.

Mi sistemo la giacca e, con una mano, controllo lo stato del mio chignon. Ci ho messo due ore per assumere l’aspetto di una seria e professionale promoter di profumi, inguainandomi in questo austero e soprattutto ultrastretto tailleur, che su di me non ha alcun effetto sexy, ma sembra più una divisa da perfetta istitutrice e ora i miei ormoni surriscaldati stanno sfrigolando. Avrei solo voglia di slacciare la giacca, sciogliere i capelli e stringermi a questo esemplare di maschio. Lisa, fatti una doccia fredda!

 

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Ringraziamo a e le Mezzelane editrice per quest’indimenticabile avventura.

E personalmente ringrazio Manuela per aver ridato onoere e dignità a uno dei generi più importanti che abbiamo, perché l’amore è e resta la nostra unica strada per essere pienamente noi stessi

 

All’unione di due anime costanti io mai porrò impedimenti.

Amore non è amore se muta quando scopre

un mutamento o tende a svanire quando l’altro si allontana.

Oh no! Amore è un faro, sempre fisso che sovrasta

la tempesta e non vacilla mai.

Amore non muta in poche ore o settimane,

ma, impavido, resiste al giorno estremo del giudizio;

se questo è errore e mi sarà provato,

io non avrò mai scritto e nessuno ha mai amato.”

William Shakespeare