“Una felicità leggere leggera” di Loriana Lucciarini, Mezzelane editore. A cura di Vito Ditaranto

 

Ci sono libri di cui è difficile parlare. Vanno letti, bisogna restare incantati dalle pagine. E sfogliarle come se fossero scrigni segreti. E lasciare che la meraviglia ti invada.

Certe felicità sono così piccole e così potenti, da cambiarti la vita. E Loriana lo capisce e ce lo racconta.

Andiamo a scoprirla attraverso la magistrale arte di un grande uomo che parla di una grande donna.

E sono certa che stavolta, una bella lacrima, preziosa scenderà sulle rosse gote. E vi farà sentire come rinati.

Buona lettura.

Alessandra Micheli

 

 

 

Io, vito, vivo ogni giorno, poi di notte muoio per rinascere nuovamente all’alba.

Quella stanza allungata oltre ogni possibile sguardo era simile a tante altre.

Moquette, pareti bianche.

Mobili ciliegio chiari.

Un lampadario in stile classico, ornato da lamine argentee, lavorate più volte, e cristallo, sovrastava la camera da letto. All’interno di tende rosse chiuse, i due amanti ansimavano e prendevano le loro ultime boccate d’ossigeno, pronti ad essere castigati e saldare il debito che avevano con il mondo divino.

-L’unica cosa che non rimpiango è averti incontrato e mi chiedo perché…- continuò ad osservare l’avanzare delle tenebre, -…il perché ci siamo incontrati?-

 -Perché Dio ha voluto questo, lui sapeva come sarebbe andata a finire.-

 

Le ombre presero vita, tutti gli oggetti sfuocati che circondavano i due amanti presero vita e si mossero a tempo con le ombre. Apparve un ombra,  dal colore cupo come la più profonda oscurità, ma dagli occhi bianchi come la luce del sole.

La vita è solo un’ombra che cammina, un povero attore che si pavoneggia e si dimena durante la sua ora sul palcoscenico, dopodiché  non si sente più nulla. Una favola narrata da un idiota, piena di rumore e furia, che non significa nulla.

Io, vito, sono l’ombra che ha preso vita leggendo le pagine di questo romanzo.

 

 

Vorrei partire dal principio: questo non è il genere di romanzo che leggo abitualmente e chi mi conosce lo sa benissimo.

Bene! direte, chissà cosa avrai scritto.

Ho acquistato questo libro per varie ragioni: mi è stato consigliato da più persone, una in particolare mi disse che questo sarebbe stato il mio libro,  la protagonista principale ha lo stesso nome di mia figlia (il mio gioiello), ero a Roma alla presentazione dell’autrice e ne ho approfittato per farmelo anche dedicare.

Io spesso mi sento come un uomo chiuso nel suo mondo grigio e spento, come il protagonista maschile del libro.

La felicità può essere leggera leggera?

Ho passato metà della mia vita a chiedermi se fosse meglio essere felici o salvi. Perché l’amore, per come lo concepivo io, era molto drammatico ma felice, di quella felicità che ti annebbia l’anima, che non fa respirare, che annienta i pensieri, che non fa dormire, mangiare. Oppure poteva essere prudente, sereno, costante, a tratti noioso, ma stabile, di quella stabilità di chi sceglie casa e mette in cantiere un bambino.

Va da sé che io ho sempre scelto il primo e forse è per questo che sono l’eterno uomo giusto in una vita sbagliata; ma torniamo a Loriana Lucciarini, l’autrice che ha rimarcato con le sue parole il fondo della mia anima, restituendomi emozioni luminose in una vita spesso buia.

Nel romanzo i due attori seppur diversi nel cuore si incontrano trasformando la loro solitudine. Due persone sole che divengono una. Una storia d’amore clandestina e travagliata da mille pensieri, sensi di colpa, piena di passione, piena di amore.

La storia è nel diario di Miriam, il suo cuore, la sua anima sono riversate nelle sue parole. In ogni sua parola vi è poesia in ogni suo gesto vi è amore.

 

“… Dal diario di Miriam- 7 novembre- ore 22,00

La curiosità ha avuto la meglio. Non sapevo bene cosa aspettarmi, ma alla fine l’ho letta (…) Le luci della sera hanno sfumato i contorni delle parole…”

 

Yair, il protagonista maschile, vive intrappolato nel suo mondo, costretto a reprimere la voglia di vivere, oppresso dal senso di colpa verso una moglie disabile e accecato da sua figlia.

Un amore che ricorda una storia di altri tempi, quella di “Paolo e Francesca”.  Nel corso dei secoli poeti, musicisti, letterati, pittori e scultori si sono ispirati alla tragedia di Paolo e Francesca e ancor oggi la loro storia d’amore, avvolta in un alone di mistero, affascina migliaia di persone.

 

“…Amor, ch’al cor gentil ratto s’apprende,

prese costui de la bella persona

che mi fu tolta; e ‘l modo ancor m’offende.

Amor, ch’a nullo amato amar perdona,

mi prese del costui piacer sì forte,

che, come vedi, ancor non m’abbandona.

Amor condusse noi ad una morte.

Caina attende chi a vita ci spense…”

(Divina Commedia, Inferno – Canto V, 100-107)

 

L’autrice anche se sembra usare un linguaggio apparentemente semplice riesce a penetrare nell’animo e nel cuore del lettore il quale con assoluta eleganza, riesce ad immedesimarsi nei pensieri della scrittrice.

 

“…I tuoi occhi, grandi, scuri e belli, per un istante si sono aggrappati ai miei e insieme ci siamo raddrizzati e rialzati, grazie quasi alla sola forza dello sguardo…”.

 

Il testo è caratterizzato da una lettura non troppo impegnativa ma accuratamente ragionata in un ottica di riflessione.

Conserva atmosfere e luoghi vissuti da ogni uomo nella sua vita.

Non vi è dubbio che la genialità semplice dell’autrice, nel descrivere le sensazioni dell’animo, durerà più a lungo della bellezza delle parole che a volte sembra non siano state scritte.

Un opera piacevole e non facile da dimenticare, consigliata a tutti.

È stato un faticoso corpo a corpo quello tra me e Loriana Lucciarini. Un estenuante confronto in cui le emozioni si susseguivano parola dopo parola. In un mare di sfide e di rischi tuffandomi con entusiasmo, disperazione, forza. Ho nuotato tra le correnti impetuose del poema descritto, rischiando di perdermi. Sono sceso nelle profondità dei suoi fondali, come farebbe un pescatore di perle. Per poi riemergere senza fiato. Ora che tutto è finito la vita sembra un mare tranquillo e navigabile, una strana trepidazione avvolge i miei giorni futuri.

Il mondo è nelle mani di tutti coloro che hanno il coraggio di sognare e di correre il rischio di vivere i propri sogni, avvolti, avvinghiati e nascosti nelle parole del cuore.

Un libro che affascina.

 

 

 

Ora “Sorridi”. E quando avrai un momento di smarrimento o indecisione, fermati, aspetta e senti il tuo cuore.

…a mia figlia Miriam con infinito amore…vito ditaranto.

 

Les Fleurs Du Mal è lieto di partecipare al blog tour di Paola Garbarino “My bitter sweet symphony”. A cura di Milena Maninni. Introduzione a cura di Alessandra Micheli

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La prima cosa che ho voluto fare, prima di scrivere questa presentazione, è stato ascoltare i Verve con la loro Bitter Sweet Symphony. Perché ero convinta che, senza lasciarsi trasportare dalle note, sarebbe stato impossibile raccontare o solo entrare in punta di piedi nel testo e nell’intricato ma meraviglioso mondo interiore di Paola. Bitter Sweet symphony è una canzone bizzarra e strana quasi quanto il libro. Ha due anime una rock pop e il suono dei violini in sottofondo come se in quella melodia passato e presente si intrecciassero, si confondessero fino a creare un presente quasi ovattato e numinoso. È un altro mondo quello in cui si piomba leggendo il testo ed è lo stesso universo parallelo creato dalla musica che lo ispira. In termini letterari è un salto nel buio attraverso una tana spaventosa e oscura che porta direttamente in un paese strano, altero e quasi distorto, laddove le leggi fisiche vengono subordinate a quelle emotive. non c’è altra realtà che quella psichica creata da ricordi e da un presente che salta direttamente da quelle rimembranze. Lestat e Stella non sono altro che immagini rese corporee da quel passato, fatto di dolore, di un certo degrado, solitudine atroce ma anche una lieve magia. E la magia è la musica che accarezza in modo lieve le ferite, che li guida attraverso un mondo parallelo fatto di piccoli, magici istanti. Di mondi segreti e unici, uniche certezze in un mondo che sfugge, che lacera, che uccide. E cosi la favola nata da menti infantili che restano splendenti anche nelle esistenze resa adulte ci fanno capire l’importanza dei sogni. Noi maturi e smaliziati spesso dimentichiamo quanto quei secret world siano essenziali per non impazzire di fronte agli ostacoli, all’amaro di una vita che si riveste di ombra e di violenza. Perché a a quei bimbi a Lestat e anche a Stella una violenza bruta è stata fatta: quella di renderli non solo orfani ma tasselli sbagliati un un perfetto mosaico della civiltà che richiede a ognuno un proprio ruolo, un proprio posto e impedisce che da quello si esce o si crei il nuovo. Ma per una serie di motivazioni, forse per rendere la beneficenza più moralmente accettabile, alcuni bimbi sono relegati nel ruolo di piccoli Oliver Twist, come monito per chi tenta di evadere dalle linee troppo asfissianti della nostra deprecabile società o per rendere migliore chi finge di combatterla. In quella sorte di contenitore di degrado la musica, il suono atavico e quasi magico del violino intesse la sua magia, rendendoli parte di una stessa sinfonia e dando loro la mappa per raggiungere quelle parti mancanti, quei mondi segreti che saranno la loro salvezza. La favola qua è raccontata con tocchi di poesia unici e commoventi, ma è resa quasi reale non edulcorata o banalizzata: la favola è e resta, una musica ultraterrena che è la voce delle anime forti, quelle che seppur ferite dalle spine, non smettono di sbocciare come rose.

Paola in questo testo, delicato e potente, quasi magico e etereo, affronta temi importanti e profondi con una maestria che diventa dote rara. L’abbandono la solitudine, il dolore di non essere socialmente accettabili, diventa la storia di tutti noi, la storia di chi, in fondo, non smette di cercare sé stesso. Ma c’è un altro tema a me molto caro: i sogni. Vedete a volte anche un sogno non vissuto, diviene uno scoglio a cui aggrapparsi quando il mare della vita diviene burrascoso. Certe fantasie non sono un mero esercizio intellettuale, ma una profonda necessità etica e psichica. sono la fonte a cui si abbevera l’anima assetata, la spinta a andare verso la fine della strada, la volontà a cambiare un mondo che diventa sempre più cacofonico e soffocante. I sogni non sono esercizi mentali, sono carburante e energia per agire. Perché in fondo, se Armostrong non avesse sognato, la luna non sarebbe mai stata sfiorata da piedi umani. Se Einstein non avesse sognato, la fisica sarebbe stata soltanto un insieme meccanico di formule trite e ritrite.

Difendete i vostri sogni, donateli al mondo e rendete i bimbi sperduti, grandi artisti capaci di incantare il mondo con il suono, con la meraviglia e con la fantasia.

 

E andiamo a scoprire cosa ci racconta la nostra brava Milena Mannini con tutta la sua straordinaria carica emozionale e quella sensibilità particolare che la contraddistingue.

 

 

 

 

Ognuno sta solo sul cuor della terra trafitto da un raggio di sole:
ed è subito sera

   Salvatore Quasimodo

 

Ognuno di noi è destinato al grande amore.

Ma quanti di noi sono così fortunati da riconoscerlo e soprattutto ad incontrarlo nel momento giusto?

Alcuni s’incontrano da bambini e magari si perdono per lungo tempo, e quando il destino li mette di nuovo uno di fronte all’altro, è troppo tardi, perché molto spesso ci accontentiamo, ingannando noi stessi pur di essere felici.

Lestat e Stella sono due persone molto diverse.

Lui, dopo la morte della madre, è cresciuto in un istituto senza la possibilità di essere adottato, visto che il padre è vivo ma non riesce a prendersi cura di lui come meriterebbe. La sua infanzia non è delle migliori, vede molti amici andarsene perché adottabili, mentre lui resta sempre li con poco di cui essere felice.

Una cosa sola sconvolge la sua infanzia, una piccola ospite che lo colpisce subito e per la quale farebbe tutto quello che la sua giovane età gli consente per farla felice.

E’ grazie a lei che scopre il suo talento che trasformerà la sua vita portandolo a calcare i maggiori palcoscenici del mondo.

Stella è invece una ragazza cresciuta nell’agio di una famiglia cui non manca nulla, ma di carattere è ribelle e questo la porta spesso a scontrarsi con i genitori, il padre, diplomatico, le fa girare il mondo e non le fa mancare nulla di quello che desidera, ma nonostante tutto lei non si sente completa.

I due ragazzi s’incontrano dopo un concerto di Lestat al quale stella assiste. I ragazzi sentono subito una sintonia e un’attrazione particolare ma evidente i tempi non sono maturi per questo, che potrebbe essere un nuovo amore, e i due si perdono di vista.

 

Mi rendo conto che siamo quasi coetanei, ho appena diciannove anni però mi pare che tra noi ci sia un abisso. La mia vita è stata un casino, sono cresciuto in fretta, ho praticamente saltato l’infanzia e una parte di me ne è stata anche contenta visti gli anni in orfanotrofio

 

Le loro vite scorrono su binari differenti, ma ognuno ha l’altro nel cuore.

 

Certe cose non se ne vanno. Gli amori impossibili restano dentro, ti restano dentro per sempre, ti accompagnano ogni giorno. I sogni non se ne vanno, Stella. Forse li metti via, li nascondi perché guardarli ti ferisce ma non se ne vanno.” Il mio sogno era un ragazzo con un violino, che non avevo mai avuto il coraggio e poi l’occasione di rivedere.

 

Lestat è sempre più realizzato come artista, a tal punto che riesce a risollevare anche le sorti del padre. Perché solo sul palco si sente pienamente libero.

 

Ero consapevole che sul palco io non mi esibivo: ero me stesso; spesso recitavo nel resto della mia vita. Avevo imparato in orfanotrofio a essere forte, a non lasciar vedere agli altri i punti deboli, a controllare la rabbia, la tristezza; a non cedere alla gioia per scaramanzia, per paura che ogni più piccola felicità venga strappata via. Lestat era ancora quel bambino.

 

Al suo fianco una donna che lo rende felice, che fa parte del suo mondo e che può capire i tempi del suo lavoro.

 

 Era una musicista, come me, suonava l’arpa, certo non era ai miei livelli ma era brava e faceva parte di un’orchestra. E per me aveva rinunciato alla propria carriera, a un contratto importante a Parigi, per seguirmi, per starmi vicino: questa era stata la prova d’amore più grande che qualcuno avesse mai fatto per me e anche la scintilla che mi aveva indotto a chiederle di sposarmi.

 

Nonostante la vita patinata e tutti gli agi che può permettersi però il nostro musicista non è pienamente felice e realizzato. Si sente sempre come quando da bambino, desiderava un giocattolo, ma non poteva permetterselo. Adesso che è adulto, non è un giocattolo che gli manca ma una cosa che lo completerebbe come uomo.

 

Potevo comprarle il mondo ma non potevo comprare un figlio nostro. Quello doveva regalarmelo lei.

 

Questo desiderio si trasforma quasi in ossessione, e quando scopre che proprio, la donna che ha scelto come compagna e la causa della sua sofferenza il suo mondo crolla

 

Era assurdo come gli esseri umani fossero fragili. Eravamo davvero come castelli di sabbia. Non importava quanto si fosse forti, quanto si amasse la vita, quanto si conducesse un’esistenza sana. Bastava un niente. Se non era un agente esterno che ci colpiva, all’improvviso qualcosa smetteva di funzionare a dovere nel nostro corpo.

 

Lestat è diviso tra il perdono e l’odio, le scelte che dovrà affrontare non sono facili perché cambieranno il suo futuro

 

Nonostante tutto, mi sentivo spezzato in due, c’era una parte di me che avrebbe voluto tornare con lei, un’altra, più grande, ne aveva orrore.

 

Stella invece ha continuato la sua vita con il ricordo di quell’incontro ormai lontano, e quando si accorge di essere incinta dopo la fine della sua relazione prende una decisione coraggiosa, tenere la creatura concepita non per amore ma per passione.

E’ in questo momento della loro vita incasinata che il destino li mette di nuovo uno di fronte all’altro, nonostante vivessero in due continenti diversi, e ciò che li aveva uniti per poche ore, esplode di nuovo con un vigore maggiore che nessuno dei due si aspetta.

 

Era una coincidenza? Perché Lestat Lynch avrebbe dovuto suonare proprio questa canzone, metallara, non sua, davanti a una sconosciuta? Abbassò il braccio e mi guardò in un modo che io persi totalmente l’uso del raziocinio “Piccola Stella…” sussurrò.

 

I due non si possono fare altro che soccombere a questo sentimento, anche se entrambi hanno vite incasinate da sistemare

 

Avevamo percorso altre strade, io avevo una figlia fra le mani, lui un matrimonio sbagliato alle spalle, ma adesso eravamo insieme.

 

Ma sarà questa la volta giusta? Le loro vite sono cambiate molto, le loro decisioni del passato si ripercuotono sul loro futuro, molti scheletri sono ancora da svelare e quando due persone si amano tra di loro, deve restare nascosto.

 

Era tutto assurdo, perché sapevo che mi amava. Io lo amavo. Eravamo destinati. Il Fato ci aveva dato varie occasioni. E io adesso stavo gettando via tutto. Non volevo farlo ma non potevo legarlo a me così, togliendogli qualcosa. E non potevo sopportare la paura di sentire di non essere abbastanza per lui, di deluderlo.

 

Perché se si ama qualcuno, bisogna lasciarlo libero di decidere da solo se vale la pena di investire sentimenti importanti o no e soprattutto accettare le decisioni che si prenderanno.

La scrittrice racconta questa splendida storia usando le voci dirette dei due protagonisti, intrecciando il loro passato e il loro presente in un’armoniosa sequenza di cause ed effetti che rendono la storia magica e intensa, creando curiosità nel lettore e portandolo a scoprire cosa e perché li ha portati a vivere gli avvenimenti che hanno segnato la loro vita.

Ogni personaggio è ben centrato e anche i personaggi secondari hanno un loro preciso scopo nella storia globale. Immergetevi in questa storia e lasciatevi trasportare parola dopo parola nella vita di Lestat e Stella

Buona lettura

Milena