“La saga dei Pirin, libro secondo. Hairam Regina” di Sebastiano B. Brocchi. A cura di Francesca Giovannetti

 

Eccoci al secondo capitolo della Saga dei Pirin, con la nostra Francesca sempre più ammaliata dallo stile di Sebastiano. Uno stile che è difficile da raccontare, così come spesso è difficile decifrare la bellezza. Perché la bellezza ti cattura, ti rapisce e ti modella rendendoti parte di quell’eterno splendore che un giorno decise di discendere sulla terra. Lasciatemelo dire. Da responsabile di un blog amatoriale quando accolgo questi capolavori, mi sento privilegiata. Il sogno che ho reso possibile diventa simile alla rivelazione, come se la fonte di ogni esistenza avesse scelto e designato questo piccolo esperimento, il centro cosmico da cui far diramare il suo benigno influsso.
E allora non più blogger ma partecipe della magia dell’evoluzione, partecipe del Sacro Mistero della creazione, complice e misera esecutrice del divin progetto.
Per qest’emozione, che mi fa dimenticare per un attimo il mio misero status umano per avvicinarmi a quello di messaggero, ringrazio Sebastiano Brocchi.

E la bravissima Francesca che assieme a me, ha scelto di aiutare le Norne, intessendo l’arazzo complicato ma incredibile del nostro destino.
Alessandra Micheli

 

 

I frammenti della corona di Sibereth e il Martello dell’ Alleanza sono stati recuperati e al sicuro nei sotterranei della reggia di Lothriel, ma per forgiare la corona, manca un ultimo elemento : Elpur, l’incudine. Hairam ed Helewen, protagonisti del secondo capitolo della saga, hanno il compito di portare a termine l’impresa. Compiendo lunghi viaggi attraverso terre sconosciute, scopriranno se stessi e la portata della missione che gli è stata affidata.

L’autore non delude e non allenta la presa sul lettore. Se amate i fantasy di facile consumo state lontani da questa opera. Si ripercorrono le Ere della storia e la creazione del mondo. Dei, semidei e creature mortali alternano le loro battaglie, fino al momento in cui la corona di Sibereth farà di nuovo la sua apparizione. Questo oggetto, da cui i protagonisti sono attratti e spaventati, chiamati dalla forza superiore del fato e allontanati dai terribili vaticini che ne annunciano la sua rinascita, suscitano nel lettore un pathos che cresce inesorabilmente; il buio e la luce, le tenebre e il sole, Belhagard e Ghaladar, gli dei della guerra e del sole. Ogni cosa, per esistere, ha bisogno del suo contrario. La corona di Sibereth unisce gli opposti, ambasciatrice dei tempi più oscuri attraverso il quali si forgia la rinascita. Il libro scende nelle viscere emotive, togliendo la patina per scavare nelle anime dei protagonisti. Non sono perfetti, non sono unici, non sono eroi. Amano, odiano, dubitano con uguale intensità. Il sangue mortale dei Pirin fa sentire la sua voce.

Helewen e Hairam plasmano la loro vita insieme, lottando contro nemici ben temibili. La ricerca dell’incudine passa attraverso una crescita caratteriale che li obbliga ad affrontare tre ostacoli principali.

Dubbio, Gelosia e Orgoglio sono i nomi di questi oscuri tiranni […] cercateli fino a quando li avrete trovati, quando li avrete trovati affrontateli, e quando sarete pronti decapitateli. Quando li avrete decapitati, seppelliteli, ma conservate il loro ricordo: presto o tardi essi risorgeranno, pronti a colpirvi di nuovo. Riconosceteli, e sarete più forti di loro.

È un percorso di formazione completamente in salita e che non ha mai fine. Ma conoscere il nemico rende vittoriosi.

Helewen è re, rispettato e riconosciuto nella sua abilità di giudizio e nella sua arguzia politica e militare; ma il regno di Lothriel aspetta la sua regina. È Hairam, attesa e desiderata dagli dei, che impediscono che qualcun’altra sia scelta. Da amica d’infanzia e di avventura, a regina pacata, ferma, indispensabile per governare. Il personaggio suscita ammirazione per la sua saggezza e per l’intelligenza nell’affrontare devastanti situazioni emotive. Il lato umano di Hairam ce la fa amare, ci fa immedesimare in lei, non più regina ma donna, e nello stesso tempo la invidiamo, per la sua capacità di essere sempre all’altezza, anche dopo grandi smarrimenti.

La trama si dipana attraverso descrizioni di lotte per il potere, intrighi al palazzo, oscure presenze, pericoli percepiti ma ancora non visibili.

Un fantasy epico che va ancora oltre il Bene, il Male e la lotta. L’autore scava, approfondisce, ci fa conoscere, spiega, giustifica, insegna, prepara infine all’ultimo imperdibile capitolo.

 

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