Oggi il blog presenta un libro della Hope edizioni “Nate” di Celia Aaron. non lasciatevelo scappare!

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Sinossi:

Avevo salvato Sabrina da una carneficina di stampo mafioso quando aveva 13 anni. Una volta diventato il nuovo boss del clan di Philadelphia, l’avevo mandata nelle migliori scuole per tenerla il più lontano possibile da questa vita – e da me. Aveva funzionato alla perfezione.

Finché non aveva compiuto 18 anni. Finché non era tornata a casa. Finché non avevo realizzato che la timida ragazzina non esisteva più, e che al suo posto adesso c’era una donna dalla lingua affilata e con un corpo che esigeva la mia attenzione.

Avevo promesso a me stesso che le avrei resistito, per il suo bene.

 

Mentivo.

 

 

L’autrice:

Spaziando dal dark romance alla commedia, dall’erotico al fantasy, Celia Aaron riesce sempre a conquistare il pubblico.

Grazie a uno stile riconoscibilissimo, ogni romanzo di Celia presenta un universo unico e irripetibile.

 

 

Dati libro

 

Titolo: Nate

Autore: Celia Aaron

Editore: Hope Edizioni

Pagine: 302

Data d’uscita: 5 maggio 2018

Prezzo: 4,99 (ebook), 15,99 (cartaceo)

 

ISBN: EBOOK 9788831980036 – CARTACEO 9788831980029

 

 

 

 

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info@hopeedizioni.it

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https://www.facebook.com/HopeEdizioni/

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Oggi il blog consiglia il libro il nuovo romanzo di Mirko Zilahy, “Così crudele è la fine” Longanesi editore. Imperdibile!

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Dal fondo dello scavo abbandonato, una forma scivola fuori. S’arrampica, circondata dai marmi puntati di muffe, fiutando l’aria fresca della notte. Supera un gruppo di mezze colonne e lancia uno sguardo giù nella fossa. Non è la prima volta che esce di lì. E non sarà l’ultima. Illuminato da faretti terrestri, il Portico di Ottavia nasconde un dedalo di strade striminzite su cui stanotte balbettano due tacchi prepotenti. Un’altra forma attraversa il cuore del ghetto ebraico: le botteghe, l’odore del cibo, il lastrico umido di luce albicocca. »

 

Dopo aver descritto la Roma delle periferie e dei mostri urbani in È così che si uccide e dopo aver tratteggiato la città dei grandi parchi e degli immensi spazi verdi in La forma del buio, Mirko Zilahy mostra la Roma più classica ma meno turistica e conosciuta, raccontandone i luoghi legati a episodi e atti criminosi della storia antica. Insieme alla capitale torna protagonista Enrico Mancini, il commissario creato dalla penna di Mirko Zilahy. Il commissario Mancini è chiamato a seguire una scia di delitti enigmatici e silenziosi che uno sfuggente serial killer compie sullo sfondo dei monumenti romani. È tornato in forze, non è più l’uomo fragile e abbattuto dagli eventi che era diventato: la morte della moglie e le macabre vicende che lo avevano messo di fronte a una delle sfide più angoscianti e letali della sua carriera, lo avevano reso l’ombra di se stesso. Grazie all’aiuto fornitogli dalla psichiatra della polizia e alla fedele squadra che lo segue nelle indagini, si lancia alla ricerca di indizi che possano delineare il profilo del killer. Si tratta di un assassino dall’identità sfuggente, e in una corsa irrefrenabile tra passato e presente, il commissario si ritroverà ad esplorare la multiforme idea dell’identità, non solo dell’assassino ma anche la propria.

«Zilahy fa brillare Roma di una luce nera, bellissima.»

Donato Carrisi

 

 

L’autore

Mirko Zilahy laureato in Lingue e Letterature Straniere con una tesi su Dracula di Bram Stoker, ha conseguito un Phd presso il Trinity College di Dublino dove ha insegnato Lingua e Letteratura Italiana. È giornalista pubblicista e collabora con il Corriere della Sera; è stato editor per minimum fax nonché traduttore letterario dall’inglese (ha tradotto, tra gli altri, il premio Pulitzer 2014 Il cardellino di Donna Tart). È così che si uccide e La forma del buio, i suoi primi romanzi, sono stati accolti con grande entusiasmo dai critici e dai lettori.

 

“La rubrica dei cuori infranti” di Paoletta Maizza, collana Floreale editore. A cura di Ilaria Grossi

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Torna la delicata penna di un’autrice dal tocco soave e divertente. Capace di coniugare leggerezza e spessore in pagine indimenticabili. I libri della Maizza sono capaci di intrigare lettori diversi, capaci di veicolare significati adatti per ciascuno e in cui ciascuno può trovare la personale risposta ai tanti quesiti che ci accompagnano lungo la nostra realizzazione personale.

Ci fa scoprire la bellezza eterna e indissolubile dei piccoli intensi gesti quotidiani, la meraviglia dell’incontro con l’altro che diviene qualcosa di più di una passione sfrenata: è semplicemente la miglior strada per trovare se stessi.

La penna acuta e sensibile della nostra Ilaria Grossi, capace di aprire le porte segrete di un libro e del cuore stesso dell’autrice, ci accompagneranno lungo i sentirsi impervi ma magici, dorati dai caldi raggi del sole, che la bravura di Paoletta sa trasportare su carta.

Buona lettura.

Alessandra Micheli

“Soltanto noi possiamo prendere in mano la penna per riscrivere il nostro destino e cancellare quello che non ci piace”

Candy Andrew, giornalista e fotoreporter, ha girato quasi tutto il mondo e ha deciso che è tempo di scegliere un posto da chiamare casa. New York è la sua nuova casa, cosmopolita e dal fascino intramontabile.

Il suo nuovo incarico è dirigere una rubrica per cuori infranti #DearCandy, dispensando consigli alle lettrici deluse, ferite e senza fiducia. Lei che arriva in ufficio, perfetta, con i suoi vestiti firmati e tacco12 e con un nome che ricorda un noto cartone animato “CandyCandy” e nelle quale non vuole assolutamente rispecchiarsi. Candy si è creata da tempo una corazza, per non soffrire, per non rischiare di perdere se stessa, storie banali e passeggere, perdendo così il vero senso dell’amore. Uno strano gioco del destino, la metterà in contatto con una lettrice dal pseudonimo ”Susanna” che le confida la sua storia in crisi con “Terence”.

L’email si susseguono con una certa frequenza e confidenza, tanto da coinvolgere troppo Candy al punto di diventare antagonista della storia, pur consapevole di sbagliare, pur consapevole che l’affascinante vicino di casa Jon ha troppe cose in comune con “Terence” e alla fine le spezzerà le poche sicurezze su cui cerca di aggrapparsi.

E poi c’è lui Arthur, giovane erede con la sorella Molly del giornale di famiglia, premuroso, attento e sempre più presente nella vita di Candy, non solo dal punto di vista lavorativo. Candy è scettica, troppo presa da una situazione che sa bene non la porterà da nessuna parte, direi con i paraocchi in molte occasioni…e mi fermo qui, ho già detto troppo.

E’ necessario perdersi, cara Candy, per ritrovarsi, toccare il fondo per riappropriarsi della propria anima, svegliarsi ogni giorno con la consapevolezza di ciò che realmente vogliamo essere e ricordarsi di perdonare gli errori e guardare avanti, sempre nonostante tutto.

Soprattutto di non regalare il cuore con leggerezza ma affidandolo nelle mani di chi saprà curarlo con presenza ed esclusività.

“Lui mi abbraccia e con le labbra cattura la mia anima attraverso le mie”

Lo stile di Paoletta Maizza è semplicemente sincero, diretto, coinvolgente e non nego che ero incuriosita pagina dopo pagina per scoprire l’evolversi degli eventi. Vivi nel romanzo, vivi con i protagonisti, emozioni così vere proprio come se fossi lì con loro ed è una bella sensazione. Candy è una protagonista che in molte occasioni mi ha fatto rabbia così testarda al punto di sbattere la testa al muro per capire quanto fa male.

Chissà, a volte è giusto così, se vuoi andare avanti e non voltarti più, per essere pronta a guardare chi, è lì solo per te ed è capace di farti vivere l’amore sulla pelle e nell’anima. Arthur è un protagonista degno di attenzione e leggendo capirete perché.

Una lettura piacevole e sinceramente vera.

Buona Lettura

Ilaria per Les Fleurs du mal blog letterario