“Wihte lies” di Isabel Del Greco, Eroscultura editore. A cura di Raffaella Francesca Caretto

 

L’uomo si differenzia dal resto della natura soprattutto per una viscida gelatina di menzogne che lo avvolge e lo protegge. (Hermann Hesse)

Vivere la propria sessualità alla luce del sole e senza inibizioni, le proprie pulsioni e le passioni in modo equilibrato, appagante e soprattutto libero, sciolti da quelli che sono i vincoli che ci siamo imposti per preservare l’immagine “limpida” che gli altri hanno di noi.

Ma qual è la chiave adatta, quella che consente di avere una buona consapevolezza, una visione positiva della propria sfera erotica, che consente di sentirsi a proprio agio, con se stessi in primis e poi con gli altri?

Abbiamo tutti questa capacità? Ne siamo tutti dotati?…o è qualcosa che va fatta solo emergere? E come farlo?…

Tanti perché, e forse qualche risposta o qualche riflessione, possono emergere, in modo forse anche prepotente, leggendo questo romanzo erotico “targato” ErosCultura e scritto dalla penna interessante e intrigante di Isabel Del Greco.

Ma iniziamo con qualche domanda, che sin da subito può sorgere al lettore:

White lies… “Bugie bianche”…quante ne abbiamo pronunciate, e quante volte abbiamo omesso di dire qualcosa riferendo, o comunque confidando solo parte di ciò che in realtà avevamo da dire…e per cosa?

“per non far soffrire gli altri”, ci siamo detti, “tanto è solo una piccola bugia innocente, che serve a procurare la minor sofferenza possibile”…

Piccole innocenti bugie che non fanno male a nessuno… se non ai nostri sensi di colpa

Ma crediamo realmente a ciò che stiamo propinando?

E poi, una bugia non è mai a fin di bene perché, prima o poi, tutto viene a galla.

Quante piccole falsità che ci costringiamo a dire a fin di bene; ma poi, il bene di chi?

Quanti cliché in queste mie parole vero?

Eppure …

Quanti interrogativi emergono, anche a seguito di una semplice lettura, come quella di un romanzo erotico ad esempio, la quale non solo prevede un “vivere” la storia narrata, ma produce degli spunti di riflessione attraverso cui il lettore riesce a osservare la realtà da un diverso punto di vista, nuovo, forte…in grado di farci mettere in dubbio tutto, anche le nostre sicurezze, soprattutto quelle che ci siamo cuciti addosso attraverso il velo di “morale”, o falsa morale, che ci ricopre.

Ciò che proteggete è l’immagine che gli altri hanno di voi, cosicché possano continuare ad amare chi fingete di essere

White Lies” è una lettura da affrontare senza preconcetti e con la mente aperta per poter entrare appieno nella testa dei personaggi, vivendo i loro stessi dubbi, le loro stesse sensazioni, le paure che emergono quando si inizia ad affrontare un viaggio verso la conoscenza di sé, del proprio io, liberandosi da quei veli di perbenismo e ipocrisia usati per vestirci agli occhi inquisitori di chi abbiamo vicino o di chi non potrebbe comprendere quella “spregiudicatezza”, perché mentalmente chiuso, bigotto, o che comunque non riesce a vivere la propria sessualità alla luce del sole e senza costrizioni morali…conducendo tutto nei limiti del rispetto delle libertà altrui…

Le chiamano White Lies, bugie bianche, perché sono piccole, innocenti deviazioni dalla realtà, create al solo scopo di non ferire le persone che ami, e in teoria non dovrebbero lasciare il segno. Ora vi svelerò un segreto: le bugie bianche non esistono, la menzogna non è mai innocente.

Si può avere un talento innato per la menzogna(come la protagonista del libro, Annalisa)…che quasi diviene una droga,

…prima che me ne rendessi conto la menzogna mi scorreva nelle vene, velenosa e irrinunciabile come eroina non tagliata.

un qualcosa di cui non riesci a fare a meno, che ti porta a creare nuove bugie a sostegno delle precedenti, in un circolo vizioso quasi asfissiante e soffocante… ma poi, alla fine , scatta sempre qualcosa che fa crollare il castello di bugie che si è costruito, vuoi per i sentimenti, per un senso di oppressione, ma anche la semplice presa di coscienza di sé che conduce a fare delle scelte vincolanti, o meno, il proprio futuro, la propria esistenza, la propria coscienza.

Eppure ciò che dovremmo chiederci sin da subito è : “Perché sentirsi oppressi da qualcosa che non ci appartiene, come l’immagine che gli altri hanno di noi, creata a dovere per non deludere le aspettative o le illusioni degli altri?”

White lies ci conduce nella vita di Annalisa, che può essere la vita di una qualsiasi giovane donna (o anche non più giovane, ma che attraverso l’autocoscienza si riappropria di sé e della propria vita, percependo nuovi punti di vista, libera da costrizioni, catene e vincoli morali ed emotivi…) che è alla ricerca di sé stessa, e lo fa attraverso tappe di un’evoluzione che la conduce a liberarsi da tutte quelle maschere che avevano coperto la sua anima, a scavare sotto la coltre che le convenzioni sociali hanno costretto a vestire, liberando la sua vera essenza, fino a condurla all’accettazione di sé.

…ogni mia bugia non aveva fatto altro che scavare solchi nella mia anima, liberandola a poco a poco dalle sue maschere fino a rivelare una me stessa più autentica.

L’eros prende forma e aiuta Annalisa ad aprire la propria mente alla presa di coscienza di sé…impara ad assecondare le sue pulsioni i suoi desideri la sua sessualità, cresce e conosce il proprio intimo e il desiderio di piacersi, piacere e compiacere, ma non come mera sudditanza o sottomissione, ma scelta di appagare il proprio io sessuale, le proprie pulsioni, sceglie di amare me stessa anche attraverso il sesso e la voglia di un uomo e l’eccitazione nel vederlo soddisfatto e nel sentirsi soddisfatta.

Per la prima volta nella mia vita, mi ero scoperta affamata e, alla luce di quella fame, tutto il mio mondo era cambiato.

Annalisa inizia a porsi domande, e a darsi risposte; ad ascoltare ciò che emerge dal profondo, che non è la coscienza ma è istinto, pulsione, voglia, è ciò che lacera nell’intimo se non ha soddisfazione, che non può esser messo da parte, acquietato, perché è più forte il desiderio di soddisfarlo…sino a giungere a una verità che, sino a quel momento, era latente …

Avevo conosciuto un universo parallelo che esisteva e pulsava fianco a fianco con la cristallina mediocrità del mondo in cui ero sempre vissuta. [..] Io ero andata a fondo, trascinata dalle mille bugie che avevo intessuto, e ne ero riemersa con un’unica verità. Ora sapevo chi ero e che cosa volevo.

Il linguaggio è forte, diretto e senza veli, e comunque ricercato; lo stile dell’autrice è fluido ma mai banale, certo non lesina a scene forti ed eroticamente accese, liberando le fantasie anche più spinte e intriganti che stuzzicano la mente della protagonista, Annalisa; l’autrice ci pone dinanzi a una concezione dell’erotismo molto provocatoria, che può creare un diverso senso di apprezzamento a secondo della percezione del lettore, ma non può essere diverso visto che noi fruitori abbiamo concezioni e modalità differenti di approccio alla lettura…ma lo fa con uno stile accurato e ricco di dialoghi tra i vari personaggi.

Annalisa si auto-presenta sin da subito, e lo fa descrivendosi in modi schietto, quasi disarmante,

Mi chiamo Annalisa, e sono una puttanella bugiarda…

…ora che mi trovavo a risiedere in pianta stabile nell’emisfero delle canaglie, dei bugiardi e delle
puttanelle, mi sentivo attratta dai buoni più che mai

così pure vengono presentati i vari personaggi, non secondari ma tutti ben caratterizzati e mai banali, alcuni delineati in modo più strutturato, sempre rispettando le figure che rappresentano e il loro peso nella narrazione.

Tutti rientrano, se pure ognuno in modo differente, a rappresentare, attraverso l’intreccio della loro storia con quella di Annalisa, quelle tessere del puzzle che compone l’evoluzione, la crescita interiore della ragazza.

Le scene narrate sono molto coinvolgenti, ma non poteva esser diversamente, perché è tangibile e vivida la passione e la carica erotica nell’intera opera, ma al detta dei tempi di riflessione importanti, sia per la stessa protagonista che per il lettore che imprescindibilmente si lega al personaggio e lo sente suo.

L’amore nella sua visone romantica viene messo da parte e si mette in luce un nuovo aspetto della sessualità, che sino a quel momento Annalisa aveva usato in modo fine a se stesso.

Un nuovo modo di essere, una nuova essenza… forse la sua vera essenza… qualcosa da cui non si può tornare indietro

Per quanto mi fossi sforzata, nei giorni seguenti, di tornare alla mia vita di prima, sentivo che un sigillo
dentro di me si era rotto una volta per tutte, lasciando scaturire qualcosa di recondito e sconosciuto. Ero
una giovane vampira che si risvegliava alla notte.

Tutto il mondo, la sfera emotiva ed emozionale, di Annalisa viene sovvertito quasi, sino a far emergere la sua vera personalità. Annalisa da giovane studentessa modello e giovane donna della Milano bene, vive la sua vita fatta di aspettative e agi, è una ragazza forte, intuitiva, agli occhi di tutti un modello; ha una famiglia che la ama, un fidanzato, pochi amici scelti nella sua cerchia, è prossima alla laurea…ma il mondo perfetto dell’elegante e fredda Annalisa, inizia a esser piccolo, ad andarle stretto, perché si rende conto che qualcosa manca…

Tutto inizia quando la sua amica Federica la invita a trascorrere con lei e due amici una serata in un locale, e qui Annalisa assiste casualmente a una scena dal forte tasso erotico tra estranei; questa esperienza le provoca piacere e la coinvolge, seminando in lei il germe di nuove emozioni e mettendo in luce il suo istinto voyeuristico e “perverso”.. Da questo momento in lei scatta una nuova esigenza, che la spinge a guardare oltre il suo piccolo mondo, e la porta alla ricerca di qualcosa di più, che la faccia sentire viva e che le faccia sentire il sangue ardere nelle vene…

Annalisa si fa quasi inghiottire da questo profondo e quasi oscuro desiderio che la allontana sempre più dalla sua vecchia immagine di ragazza perfetta, e le fa conoscere una nuova Annalisa, carica di desiderio e pulsioni. E lei accetta questo nuovo status; attraverso questa nuova consapevolezza, questa nuova Annalisa non si nasconde, o meglio non si maschera, ma consente a sé stessa di scegliere il proprio destino, seguire la propria indole, i propri impulsi, facendosi anche trascinare dagli eventi. É finalmente sincera con se stessa e decide di riscoprirsi attraverso la conoscenza di quello che si potrebbe definire il suo lato oscuro.

Accetta di vivere il “proibito”, rappresentato anche da un uomo che conosce da sempre e che inizia con lei un gioco di seduzione e perversione, e che lei accetta di buon grado, con tutte quelle che sono le possibili conseguenze, ma al contempo in Annalisa ha vita un dialogo interiore forte e sofferente, che mette in luce tutte le difficoltà che emergono a seguito di questa lotta interiore nel contrasto tra realtà e bugie.

Le bugie bianche di Annalisa toccano tutti i personaggi del racconto, e le loro vite. E colpiscono in modo irreversibile anche il suo fidanzato, Andrea…è lui un altro personaggio che “fiorisce”, e mostra una nuova immagine di sé e una sua evoluzione; anche Andrea apre gli occhi alla realtà, e lo fa in seguito all’allontanamento da Annalisa

È così che mi sono accorto di amarti, perché le tue bugie hanno smesso di farmi stare bene e hanno iniziato a farmi stare male.

Forse inizialmente i due ragazzi si perdono, ma questo li aiuta a crescere e a ritrovare sé stessi.

E così continua la narrazione, con un crescendo di eventi e incontri e giochi sessuali che Annalisa vive insieme al maturo Luciano, quasi incuranti anche di ciò che li circonda e di ciò che può accadere…e di chi sa.

È molto giovane Annalisa, e questa sua ricerca richiede tempo e forse qualche vittima…ma la sua personalità si fa strada prepotentemente in un crescendo di situazioni forti e dal pesante carico emotivo, sino a un epilogo che, se devo essere sincera, mi ha stupita ma si è rivelato coerente con la personalità della protagonista e con la sua voglia di crescere e aprirsi a nuovi orizzonti.

Il racconto mi ha presa a tal punto che ho continuato la lettura senza interruzioni sino alla conclusione della storia, che se pure intensa e ad alto tasso erotico, in un crescendo coinvolgente, ha presentato siparietti esilaranti che mi hanno fatto sorridere e dato anche un’idea di leggerezza…

Ma a onor del vero ciò che colpisce è la capacità di instillare nel lettore degli interrogativi che consentono riflessioni profonde…

Questa storia porta il lettore ad affrontare, forse senza che ci si renda conto da subito della cosa, un viaggio interiore alla scoperta di sé stessi, anche col rischio di perdere quella che può essere la via maestra, quella che si crede essere quella giusta…ma qual è realmente la strada corretta da intraprendere?

Ecco, la storia di Annalisa ha molto da comunicare e da dare…a chi sa leggere senza pregiudizio ed ascoltare la voce interiore.

Ultimo pensiero: vogliamo di più? proviamo ad abbandonarci all’istinto, infrangiamo le regole che ci hanno incatenato, apriamoci a nuove esperienze, relegando la ragione in un angolo ma lasciandole sempre la possibilità di intervenire…proviamo a togliere la maschera che ci opprime e ad afferrare ciò che vogliamo, e poi ascoltiamoci.

Proviamo a vivere anche noi questo viaggio introspettivo, e…

Buona lettura!

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