“Parlando di Dio e altre storie” di F.G. Paci (traduzione a cura di Maria Grazia Beltrami), Mezzelane casa editrice. A cura di Vito Ditaranto.

 

«Avete mai avuto premonizioni?»

«Ho la premonizione che stai per raccontarmi una lunga storia».

«Avete tempo?»

«Tempo, e birra.»

«Tutto ha inizio come in una poesia musicale.»

«Dio del cielo. vuoi dire che potrei ritrovarmi lassù a suonare Bach?»

«La notte precedente la nostra prima conversazione. Lui era qui e suonava il piano. Per ore. Non l’avevo mai visto in uno stato simile. Non si fermava mai, non parlava… Più tardi disse che, mentre suonava, vedeva… Una cosa molto bizzarra.»

Si alzarono contemporaneamente. Sul palco, in piedi ai lati del palcoscenico vi era Bach che suonava.

Ebbene, come in un sogno premonitore ho iniziato a leggere i racconti di Frank Paci, e la musica di Bach, in sottofondo ha accompagnato la mia lettura.

La raccolta di racconti di Paci è una sorta di collezione eclettica, con personaggi tra cui un famoso chef, un miliardario che insegna pace interiore e vari perdenti nella vita che si riuniscono per un’ultima baldoria cinematografica. La maggior parte delle storie raccontate sono ambientate a Toronto. I racconti rappresentano dei piccoli trattati filosofici sul senso della vita.

Il libro ritrae, come in un quadro d’altri tempi, l’antidoto alle cose serie della vita. Racconti che sembrano fuggire fuori dalla realtà, superando i confini del buon senso.

“…Verrete rimandati alla vostra vecchia vita decadente, con il suo permissivismo, la sua cattiva grammatica, la sua cultura insensata, la sua mancanza di rispetto per la parola. Il dolore è la strada per una nuova vita. Il dolore vi renderà liberi…”

Un testo che rivendica l’anima del lettore e lo esalta, rendendolo partecipe.

“…Ma c’è una grande differenza tra ascoltare e leggere, lasciatemelo dire. Quando ascoltiamo, noi diamo il potere al nemico. Con gli amplificatori e il microfono e il pubblico. Leggendo, noi rivendichiamo il potere…”

Un testo spesso poetico e nostalgico, volto alla scoperta dell’anima.

“…La poesia è morta. È chiusa in un bianco sudario sulla pagina…La poesia è al centro dell’universo. Per resuscitarla dobbiamo circumnavigarla, stare attenti alle nostre coordinate…”

In questi racconti l’autore usa l’umorismo e la fantasia per raccontare temi molto seri. “Parlando di Dio”, racconta ad esempio, la storia di come un insegnante, che è un ateo, rivaluta la sua vita dopo aver avuto un’esperienza di pre-morte, questo racconto mi ha colpito molto. La narrazione è perfetta che oserei definire “un esattezza della vita”.

Il realismo di Paci si manifesta strutturalmente nella precisa dimensione spaziale e temporale della narrativa. La dimensione temporale della narrazione è diretta, lineare e quindi più realistica. La dimensione realistica temporale è creata spesso anche da diversi riferimenti a eventi e personaggi storici. La narrazione è vera: una definizione esatta, anche se generica, con l’enfasi più sull’oggetto della narrazione che sul soggetto. I racconti narrati altro non sono che la costruzione di un mondo diverso, un mondo mimetico, in cui sono coinvolti tutti i livelli della coscienza.

Un singolare fattore del realismo narrato da Paci è la percezione diretta e sensoriale della realtà, particolarmente attraverso il senso dell’olfatto, l’autore è infatti capace di farci sentire i profumi delle situazioni narrate. Questo senso è per Paci una costante osservazione quasi ossessiva.

“…Il cielo maestoso, profondo e consolante. L’aria fresca che veniva risucchiata nei suoi polmoni. Gli alberi, l’erba, la fauna selvatica. Le acque vorticose del fiume Saint Marys, che scende dal lago Superior attraverso le rapide per farsi strada fino lago Huron. Eravamo nel mezzo di una delle più grandi meraviglie della terra in questo luogo che una volta i nativi chiamavano Bawating, il luogo di riunione, disse, cosa che ci fece aprire le orecchie ancora di più. Ma anche le cose più piccole trovavadiverse, disse. Come fare un respiro profondo senza alcun dolore nel petto. O preparare il suo toast al mattino e odorare la freschezza del pane. O il profumo dei coni di pino. «Un ripensamento dal più profondo del cuore, decisamente», commentai. Lui annuì senza lasciarsi sviare. «Il mio olfatto è diventato molto acuto», continuò. «Ora potrei ubriacarmi anche solo con l’odore del Grand Marnier. E quelle particelle di polvere provenienti dal tappeto, il mio naso è come un aspirapolvere.» Guardammo le minuscole particelle che danzavano nella luce che arrivava dalla finestra, nuotando nell’aria…”

Il realismo di Paci ha molti aspetti di modernità. Possiamo chiamarlo “realismo moderno.” Non c’è, per esempio, il narratore onnisciente e distaccato del vecchio realismo, ma lo scrittore si mescola fra i personaggi e discute della sua stessa scrittura.

Parlando di Dio e altre storie” è un libro che va oltre l’immaginario e costruisce una bella raccolta partendo da una moltitudine di storie intrecciando la vita dei vari protagonisti fino a rivelarci qualcosa che non ci saremmo aspettati.

I personaggi sono ben costruiti e si incastrano alla perfezione.

Accattivante e sconvolgente il romanzo non stupisce ma lascia il lettore letteralmente incollato alle sue pagine.

La tensione emotiva è tenuta sempre ad alto livello, non ci sono momenti di pausa e a ogni capitolo non mancano colpi di scena e nuovi orizzonti inesplorati. La vicenda narrata, infatti è molto complessa.

Una raccolta ben scritta. Un libro che scorre velocemente.

Un libro, essenziale e folgorante, radicato nella vita dell’autore.

Libro consigliato e da leggere.

Ora “Sorridi”. E quando avrai un momento di smarrimento o indecisione, fermati, aspetta e senti il tuo cuore.

a mia figlia Miriam con infinito amore…vito ditaranto.

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