Una nuova realtà, innovativa e giovane sta per entrare con delicata prepotenza nei vostri cuori, sto parlando di Geeko Editor, il salotto letterario del web 2.0. Tenetelo d’occhio!

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Ci sono alcuni sogni nel cassetto con i quali si convive per un po’, sperando che possano trasformarsi in qualcosa di vero e concreto, di reale. Li guardi svilupparsi per un po’ e crescere nella tua testa, immagini come possano diventare una volta sviluppate tutte le loro caratteristiche, e speri che un giorno si realizzino.

Poi succede, e capisci che il tempo speso a inseguirli non è stato vano.

È quello che è successo con Geeko Editor, un’idea di startup innovativa, una casa editrice digitale i cui processi editoriali seguono i principi social della condivisione e della relazione fra utenti.

Come?

Semplice: attraverso un sito ambizioso, ispirato ad alcune caratteristiche dei social network, all’interno del quale appassionati di lettura e scrittura creativa collaborano attivamente fra loro e con la redazione per costruire insieme l’offerta della casa editrice.

Immaginate un ambiente virtuale nel quale:

  • scrittori in erba e lettori possano gestire un profilo personale attraverso il quale discutere di scrittura e di libri, pubblicare racconti e recensioni delle opere dei loro colleghi;

  • ogni autore possa trovare sempre nuovi contest a tema ai quali partecipare, per divertirsi, saggiare la propria scrittura, mettersi costantemente in gioco in un ambiente stimolante e pensato per valorizzarli. Il risultato è una perfetta palestra in vista della pubblicazione;

  • ogni utente, scrittore o lettore, possa tenere un proprio blog;

  • ogni giorno vengano pubblicate decine di nuove cose da leggere, fra racconti, estratti di romanzi, riflessioni sulla scrittura creativa, notizie sul mondo della letteratura: tutte parti integranti dell’offerta culturale ed editoriale di Geeko Editor;

  • si possano trovare tutti gli ebook pubblicati dalla casa editrice, a un prezzo conveniente.

Soprattutto, però, Geeko Editor è una casa editrice con l’ambizione di riscrivere le regole dell’editoria:

il suo processo di selezione delle opere si basa infatti su due step, uno tradizionale, nel quale lo staff valuta attentamente la conformità dell’opera presentata dall’autore secondo standard minimi di qualità (leggibilità del testo, consistenza della trama) e di conformità morale (assenza di contenuti discriminatori verso gruppi etnici o religiosi, orientamenti sessuali, e così via), e un secondo, innovativo, durante il quale saranno i membri della community a leggere il testo, valutarlo, confrontarsi su di esso, decretandone la dignità di pubblicazione o dando all’autore consigli per migliorarlo.

Un processo di pubblicazione innovativo, che fa di una comunità di scopo composta da appassionati la sua forza e il suo tratto distintivo.

A capo del progetto, un team di professionisti in grado sia di supportare i lavori della community con le proprie competenze, sia di pensare alla delicata fase di preparazione, distribuzione e promozione del libro elettronico, a partire dalla correzione e dall’editing:

  • Alba Grazioli, CEO e responsabile della linea editoriale, è laureata in Filologia Moderna; appassionata lettrice e amante della letteratura, ha esperienze come editor e correttrice bozze, oltre che come tutor, assistente universitaria e organizzatrice di eventi culturali: un profilo in grado di coniugare creatività e competenza in campo editoriale editoriale con capacità da vera manager.

  • Lidia Verdone, grafica del team, ha nel corso degli anni conseguito diverse competenze nel campo dei software per la creatività digitale, capacità che le permette di poter trovare le migliori soluzioni per curare tanto la veste grafica degli e-book Geeko Editor quanto quella della comunicazione social e web della casa editrice.

  • Fabio Antinucci, social media manager e responsabile della comunicazione, è laureato in Filologia Moderna. Da sempre appassionato di nuove tecnologie, letteratura e linguaggi dei nuovi media, nonché autore di romanzi e racconti fantastici, si occupa di curare la promozione e l’immagine della casa editrice come copywriter, social media strategist e blogger ufficiale del team.

Tre profili diversi, tre competenze, tre diversi approcci con la creatività, la scrittura e la lettura, uniti dall’obiettivo di costruire una casa editrice innovativa, digital friendly, che possa incontrare i gusti delle nuove generazioni di lettori e scrittori italiani e faccia della loro esperienza e del loro talento una risorsa fondamentale per le sue iniziative.

Geeko Editor è operativo dal 10 ottobre 2017, dopo una lunga fase di progettazione e realizzazione iniziata a fine 2016 con il lancio della nostra idea sui social e proseguita con un crowdfunding di successo su Eppela (https://www.eppela.com/it/projects/10756-geeko-editor-un-salotto-letterario-2-0?t=updates) attraverso il quale l’azienda è riuscita a finanziare il progetto.

Era solo l’inizio di un sogno, che oggi è divenuto realtà.

Ecco i nostri profili social, per rimanere sempre aggiornati:

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“Il lato oscuro dei frutti di mare” di Giovanni Nikiforos. A cura di Andrea Venturo

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Le vongole sembrano pacifici mitili grandi amici degli spaghetti.

Ma

Provate a fare apprezzamenti su una Cosmovongola verde di Filomitile e i guai che vi capiteranno tra capo e collo non avranno nulla da invidiare a quelli del protagonista. E sì che lui non ha fatto apprezzamenti sulla Cosmovongola in questione, li ha fatti un suo amico… che ha rischiato di finire in pasto alle alghe carnivore ed essere da loro divorato nell’arco di alcuni anni.

Una prospettiva spiacevole.

La morale? Mai, mai fare apprezzamenti su una Cosmovongola: sono come le formiche terrestri: nel loro piccolo si arrabbiano e quando succede… meglio essere altrove.

La Trama

Si tratta di space-opera ovvero una di quelle storie dove la tecnologia è talmente evoluta che le astronavi sono come le navi da diporto, facili da guidare, ma spesso con una personalità inversamente proporzionale alla massa.

Insomma più son piccole e più l’intelligenza artificiale che le controlla è difficile da interfacciare.

Nonostante il finale prevedibile, quello che sorprende è l’enorme inventiva dell’autore che sforna, di pagina in pagina, decine di trovate, gag esilaranti, battute, situazioni che non mancheranno di strappare qualche sana risata anche al più serio dei lettori.

L’universo

In teoria dovrei parlare di ambientazione, ma qui si tratta dell’intero universo col suo carico di ammassi stellari, galassie, ammassi di galassie e compagnia bella. Effettivamente ci sarebbe un difettuccio: è quasi impossibile che forme differenti di vita possano coesistere nel medesimo habitat, ma è un “difetto” che il pubblico apprezza e comprende. Nessuno ha gridato allo scandalo davanti al bar di Mos Eisley o alle avventure del capitano J T Kirk. Insomma un 21% di ossigeno unito al 75% di azoto non ha mai ucciso nessuno, va bene così. A parte questo la coerenza tra gli elementi inventati, come il colorante dei graffiti spaziali (che a me ricorda tanto la marmellata che Stella Solitaria usa per nascondersi ai radar… anzi, al Mr. Radar dello Spaceball One) o i gusti sessuali di una Cosmovongola è a dir poco spettacolare. Ogni elemento dell’ambientazione si incastra perfettamente nella trama e contribuisce ad esaltare la narrazione coinvolgendo il lettore come se fosse davvero lì.

I Personaggi

Come ogni scrittore che si rispetti Giovanni Nikiforos riesce a gestirne molti con la sua penna. Non è facile descrivere una forma di vita aliena nel libro sono presenti decine di razze differenti, ognuna con le sue peculiarità e spesso necessarie per la trama. L’evoluzione dei personaggi è tuttavia meno curata e limitata al protagonista il cui arco narrativo lo vede alle prese con i propri demoni interiori, come se quelli esteriori non fossero sufficienti. Attorno a lui due comprimari dotati di pancia e muscoli e poi un esercito di altri che si schiereranno al suo fianco oppure lo combatteranno senza quartiere.

Lo stile

Irriverente, vivace, talvolta un poco sboccato, Giovanni sfrutta il ben gestito teatrino di astronavi e razze aliene per prendere in giro situazioni e personaggi che nulla hanno a che vedere con lo spazio e le astronavi, quanto con politica, mafia, calcio, spettacolo e in generale quei temi che affollano la cronaca e il gossip di radio, giornali e televisione. La scelta dei termini è cesellata ad arte e, salvo sviste da parte mia, sempre calzante alla situazione. Farebbe pensare ad un editing molto curato, ma a quanto sembra solo l’autore ha messo mano al testo. La narrazione, da un punto di vista tecnico, è portata avanti dal protagonista che riporta dei fatti di cui è o pensa di essere a conoscenza, un narratore onnisciente “alla Manzoni” che conosce tutto di tutti, anche i loro pensieri più reconditi, e ne fornisce una descrizione puntuale e precisa. Forse l’unica cosa che mi ha lasciato perplesso è proprio questa scelta. Tuttavia gli stacchi sono gestiti molto bene: quando c’è un cambio ci si accorge subito perché il modo di parlare dei personaggi e il ritmo della narrazione si adatta al nuovo punto di vista. Insomma: il narratore sa immedesimarsi bene. Nel mio personale mi sono abituato subito a questo modo di gestire gli stacchi e non l’ho trovato pesante, solo molto differente da quel che ho trovato tra i libri di altri autori. Inoltre la quasi totale assenza di refusi (ne ho contati un paio legati ad un accento mancante e un aggettivo non declinato correttamente) e un testo sintatticamente ineccepibile rendono la lettura fluida, scorrevole e in ultima analisi piacevole.

In sintesi
Una Space Opera scritta a maniera, divertente, a tratti esilarante e che nasconde in modo neanche troppo velato le storture della nostra società.

Pro:
una storia spassosa e ben strutturata

Testo curato e scorrevole.

un fuoco d’artificio di trovate comiche e geniali.

Contro:

nulla da segnalare

Torna un grande Antonio G. D’errico, stavolta vestendo i panni del cantor d’amore “Amori trovati per strada” Edizioni controluna. Lasciate che la poesia vi inondi l’anima.

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A volte l’amore finge richiami
Se penso al tempo che abbiamo perduto
Al tempo che perderemo
Posso dire con certezza
Che non ci siamo conosciuti
Non è una colpa il rimpianto
Neanche è un’ispirazione
Rimane l’affronto dei sorrisi malinconici
esibiti coi vestiti della festa
Il tempo passa inesorabilmente
Sopra ogni limite, ogni desiderio
La felicità di un istante
Non basta a cancellare l’amarezza e i dispiaceri
Hai pianto senza capire
Che il dolore è strazio e pentimento
Tu l’hai usato come tentativo di salvezza.
Guardarsi allo specchio è un’abitudine
Di chi cerca una bellezza che troppo spesso sfugge:
La bellezza è un miraggio di un animo
ossessionato dal tempo che passa.
Quell’anziana signora che incontri al mercato
ha il dono della trattativa:
Lo dici spegnendo sul viso
l’emozione di un ricordo che affiora.
Le madri hanno sempre ragioni
Che i figli non assecondano.
Rimane la distanza come sentimento definitivo.

Non bastano le preghiere a esaudire le speranze:
Si cerca Dio ogni giorno
Non l’attimo prima di morire

 

 

Dati libro

  • Editore:Controluna
  • Data di Pubblicazione:giugno 2018
  • EAN:9788885791268
  • ISBN:8885791263
  • Pagine:80

 

Link acquisto

https://www.amazon.it/Amori-trovati-strada-Antonio-DErrico/dp/8885791263

https://www.ibs.it/amori-trovati-per-strada-libro-antonio-g-d-errico/e/9788885791268

https://www.lafeltrinelli.it/libri/antonio-g-d-errico/amori-trovati-strada/9788885791268

 

Oggi il blog consiglia “Operazione Wolfbane” di Shannon West, Quixote editore. Imperdibile!

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Trama

Evan Grant, guardia di sicurezza nella prigione dei Cacciatori, è ansioso di dare buona prova di sé. All’arrivo di un nuovo prigioniero se ne sente immediatamente attratto. Il mutaforma è Brett, l’uomo più bello che Evan abbia mai visto, e le torture a cui i Cacciatori lo sottopongono gli toccano il cuore. Portandogli antidolorifici e cibo finisce con il creare un forte legame con lui; l’attrazione è travolgente, e il tutto diventa ancora più difficile quando gli scienziati dei Cacciatori gli chiedono di offrirsi volontario per accoppiarsi con il mutaforma, in modo da poter studiare il legame di sangue. Evan accetta di prendere parte all’esperimento solo dopo essersi fatto promettere che nulla possa andare storto, ma dopo l’accoppiamento Brett riesce a sopraffare le guardie e fugge portandolo con sé. Non ci vuole molto tempo perché Evan scopra di essere il più recente “pet” del branco della montagna… e Brett è il suo nuovo master.

L’autore

Shannon si divide tra la Georgia e il North Carolina, è felicemente sposata ed è madre di quattro figli. Ama scrivere e scoprire nuovi mondi grazie alla sua immaginazione.

 

Dati libro

TITOLO: Operazione Wolfbane

TITOLO ORIGINALE: Wolfbane

AUTORE: Shannon West

AMBIENTAZIONE: North Carolina

TRADUZIONE: Sara Benatti per Quixote Translations

GENERE: Paranormal

FORMATO: E-book

SERIE: Dark Hollow Wolf Wolves #5

PREZZO: € 3,40 su Amazon

DATA DI USCITA: 23 Luglio 2018

“Mentre il tempo brucia” di Mary Higgins Clark. A cura di Andrea Venturo

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Cosa lega una giornalista in cerca della madre biologica, un topo d’appartamento col vizio del gioco, tre amici ortopedici e un giro di droga?

Un omicidio.

Ecco, questo più o meno il sugo della storia. Per qualche dettaglio extra, vi invito a leggere quanto segue, dovrei aver rimosso quasi tutti gli spoiler per cui non rovinerò il finale dicendo che l’assassino non è il maggiordomo.

La storia è raccontata da un narratore onnisciente di stampo classico, segue un arco narrativo tipico delle storie alla Perry Mason (e chi non conosce questo personaggio letterario è pregato di aprire YouTube e provvedere). Seppur è vero che l’autrice avrebbe potuto giocare di più con la protagonista e instillare il dubbio (ma è stata lei o no?) non c’è

dubbio che la Higgins scelga un’altra strada e rende apparentemente impossibile per ognuno dei personaggi principali compiere il delitto.

Fin dalle prime pagine si evince la dinamica del testo e applicando la regola che: “una volta che tutti i personaggi son stati presentati, uno di loro deve essere l’assassino”, diventa facile capire chi è e perché.

Forse per i neofiti sembra non riuscirci del tutto, ma l’intreccio è godibile e gestito in modo da tenere alta la tensione, a parte forse nella parte iniziale del libro.

A scandire i tempi è il processo contro la protagonista: inizia con l’apertura della causa, si conclude con il verdetto. La tensione viene costruita con maestria, il finale non lascia insoddisfatti e l’esperienza è garantita.

L’ambientazione è quella contemporanea, molto americana e se è possibile notare alcuni elementi poco curati, questa è una scelta ragionata in base al tipo di narrazione e di pubblico. Mi riferisco alle varie fasi del processo, tutte molto curate tranne il finale. Il motivo mi è parso chiaro: ormai il climax è superato e serve solo giungere al “sugo” di tutta la storia. Chi va in prigione e chi festeggerà. Stare lì fermi a leggere una pagina e più di attesa della sentenza e sentenza medesima è considerato, nella narrativa contemporanea, inutile.

Per quanto riguarda i personaggi, essi si dividono in quattro categorie.

Donne giovani o giovanili buone e belle.

Donne anziane buone e sagge.

Uomini buoni, coraggiosi, prestanti e perdutamente innamorati di una delle signore di cui sopra.

Uomini non buoni, vigliacchi, violenti e incapaci e, manco a dirlo, incapaci di amare una donna (tra quelle indicate)

C’è un processo, una colpevole da processare, gli amici del “de cuius”, il figlio affranto e poi due attempati investigatori pronti a far riunire famiglie e scoprire assassini, la giornalista che cerca mamma e papà, il collega che indaga sul traffico di ricette mediche illegali, un fabbricante di mattonelle e un’informatrice farmaceutica in gamba… davvero tanta gente!

Ci sono delle eccezioni: l’ostetrica senza scrupoli che vende i neonati, procura spaventose depressioni post parto alle puerpere e per denaro metterebbe all’asta anche i propri figli.

Il topo d’appartamento che si “redime” e, non all’amore, non al denaro, né al cielo decide di dare LA svolta alle indagini.

L’avvocato senza coscienza che per denaro farebbe di tutto (e, guarda un po’… fa coppia con l’ostetrica).

Sono davvero tanti ed ognuno è riconoscibile e caratterizzato in modo da apparire unico e inconfondibile.

La presenza dei cliché è evidente e viene sfruttata per nascondere l’omicida e “quei che gli diede il fatale mandato”.

Questo giochino crea, nel corso della lettura, la possibilità che la protagonista venga condannata al posto del vero assassino. La tensione si gioca, dunque, non sull’azione che pure è presente, ma sulla parte più statica della narrazione ovvero quella relativa il processo.

Un thriller ben realizzato, suspance dosata con maestria, non scontato. Come già detto più sopra: esperienza assicurata.

Oggi il blog consiglia”Ricordati di me” di VD Prin, Quixote editore. Imperdibile!

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Sinossi

Quando si incontrano, per Jerry e Gary è un vero e proprio colpo di fulmine. Sono giovani e innamorati, e la loro relazione diventa fin da subito molto importante nonché sensuale. Hanno tantissime cose in comune: Gary possiede un ranch e Jerry è al secondo anno di veterinaria.
La vita sarebbe perfetta, se Gary non avesse un fratello omofobo.
Tim non sopporta la relazione fra i due giovani e, una sera, con la complicità di due amici, picchia a sangue Jerry. Il giovane finisce in coma e al suo risveglio non ricorda più nulla di quanto gli è successo né dei suoi aggressori. E, soprattutto, ha dimenticato i sei meravigliosi mesi che ha passato con Gary.
Si ritroveranno solo qualche anno dopo.
Ma l’amore che li ha uniti un tempo sarà abbastanza forte per permettere ai due uomini di ritrovarsi, di ricostruire ciò che li aveva fatti diventare una coppia? Ma, soprattutto, sapranno dimenticare i traumi del passato?

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TITOLO: Ricordati di me

TITOLO ORIGINALE: JERRY & GARY – Souviens toi de moi.

AUTORE: VD Prin

COVER ARTIST: PF Graphic Design

TRADUZIONE: Dalia Nobile per Quixote Translations

GENERE: Contemporaneo

FORMATO: E-book

DATA DI USCITA: 27 luglio 2018

Il blog Les Fleurs du mal assieme a Escrivere servizi editoriali, è lieto di presentare “Tiziano e le teste” di Cristiano Fighera

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Con “Tiziano e le teste”, di Cristiano Fighera, si conclude la pubblicazione della collana ESCrivere.

Dall’horror al fantasy, fino allo slipstream, racconti e romanzi brevi da scaricare gratuitamente sui maggiori store online.

ATTENZIONE: Teste non è su Amazon, per via della sua nuova politica riguardo ai libri gratuiti.

Sinossi

“La vita è come una fotografia che qualcuno ti fa mentre stai camminando per strada. Il fotografo è davanti a te, e tu hai tutto il tempo di metterti in posa. Eppure, quando alla fine scatta, spesso scopri che sei venuto malissimo, avevi un’espressione orribile e gli occhi chiusi, o stavi guardando da un’altra parte. […] “

Così pensava Tiziano mentre, alla luce della lampadina nuda del garage, segava la testa della vittima numero 76…

Quando aprì il coperchio del refrigeratore numero 3, la 76 – la ragazza cinese – si risvegliò quasi subito. Capitava, a volte. Intontita dal freddo, ci mise un po’ a riprendere del tutto coscienza, ma approfittando del tempo che Tiziano spese per ricavare uno spazio alla 77 riuscì a tornare lucida quel tanto che bastava per mettersi a parlare.

Ma ‘ndò sto?” biascicò, esibendo un marcatissimo quanto inatteso accento romano.

A casa mia” le rispose Tiziano, tappandosi la bocca con una mano per trattenere una risata.

La testa roteò gli occhi, cercando di guardarsi intorno. Aprì anche la bocca e si leccò le labbra. Aveva bei dentini bianchi, ma la lingua era nerastra e gonfia, come se la tipa se la fosse morsa quando era ancora in vita.

L’autore:

Cristiano Fighera,  nato a Roma nel 1975, ha scritto fumetti (tra i quali “Terra Inferno”, disegni di Francesco Biagini, pubblicato in Francia da Soleil), cortometraggi (tra cui “Ultimo Spettacolo”, regia di Alex Visani), romanzi (“Dove vanno a morire gli angeli”, TaacBooks), e un testo teatrale, vincitore del premio Nina Scapinello edizione 2017. Suoi racconti sono presenti in diverse antologie di genere, edite tra gli altri da Nero Premio, LetteraturaHorror, NASF, Dunwich Edizioni (“Morte a 666 giri”, “L’ultimo canto delle Sirene”, “Moon Witch”, “Ritorno a Dunwich” etc), Edizioni Hypnos, PenneMatte, e dal gruppo EseScifi (“Esecranda”, “EseScifi”, “L’universo di Lovecraft”, “200 e 1 di questi mostri”, “Sole Morente” etc). Collabora con la pagina web dedicata al cinema“Gli88folli”, e in veste di critico di fumetto per il magazine online “LoSpazioBianco”.

TUTTI I RACCONTI E I ROMANZI BREVI DELLA COLLANA ESCRIVERE: http://escrivere.com/collana-escrivere/

Informazioni:

Titolo: Tiziano e le teste

Autore: Cristiano Fighera

Editore: È scrivere – auto pubblicazione

Formato: ebook (epub e mobi)

Lunghezza: 29 pagine

Prezzo: gratuito

Link Streetlib: http://stores.streetlib.com/en/cristiano-fighera/tiziano-e-le-teste-serie-escrivere

Link Kobo: https://www.kobo.com/de/de/ebook/tiziano-e-le-teste-serie-escrivere

Link Google Play: https://play.google.com/store/books/details/Cristiano_Fighera_Tiziano_e_le_Teste_Serie_ESCrive?id=oD5lDwAAQBAJ

 

“Cuore di Tufo” di Giuseppe Chiodi, Dark zone editore. A cura di Alessandra Micheli

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Quando ho letto cuore di tufo di Giuseppe Chiodi mi sono detta non sono l’unica fissata con le tradizioni magiche”.

E mi sono rincuorata.

Non sono l’unica che crede nella presenza di spiriti ultraterreni, e che lascia una ciotola di acqua e del pane accanto ai fiori, perché i faeries possano portare fortuna e prosperità. Non sono forse l’unica che recita le preghiere quando passa davanti ai crocicchi, perché Ecate possa benedirmi. Non sono forse la sola che, quando va in montagna porta pane e latte alla terra, per ringraziarla di avermi ospitato. E dona tabacco al Padre montagna ogni qualvolta raccoglie un fiore, una pietra o una piuma. E che recita antiche cantilene di fronte a un tramonto, alla luna piena, a Sirio che brilla luminosa. O che la notte di San Giovanni il 24 agosto, fa il cambio delle erbe sacre, bruciando le vecchie e prendendo le nuove. E parliamo dei sacchetti magici? Retaggio di un’antica tradizione della stregheria che affonda le sue radici in antichi boschivi culti, in antiche leggende che raccontavano della meravigliosa e terribile Dea Bianca, portatrice di vita e protettrice delle fini.

Ecco le tradizioni magiche, sacre, quelle che furono l’originario culto delle nostre religioni attuali (vi stupirete di quante statuette della Dea numinosa venerate, convinti di omaggiare Maria) e che ancora sono alla base del nostro inconscio da cui sono scaturiti sogni, a volte incubi a volte superstizioni dure a morire. Cosi il buon Vecchio Dio Cornuto (no, non è un partecipante di Temptation Island ma è una divinità silvestre) diventa l’ambiguo dio del male. La nobile Ecate, diviene un’infernale matrona crudele e assetata di sangue, e la dolce Lilith un vampiro senza pietà. Ma intanto abitano delle regioni ctonie della nostra psiche, e volenti o nolenti, dobbiamo dare loro il ruolo che gli spetta: custodi del mondo immaginario, quello delle idee da cui ogni arte scaturisce. E Chiodi a suo modo li omaggia. Creando un libro caotico, onirico quasi un incubo dai mille tentacoli. E in ogni pagina omaggia una tradizione sovrastata dal frastuono dei vari Gomorra, dall’olezzo nauseabondo dei vari depositi abusivi. O velato del sangue dei suoi figli che, persa la loro fierezza antica, si lasciano morire, abbracciando il dio Mammona.

Napoli in questo testo che apparentemente disturba poiché veloce, e permeato di immagini, di schizzi pittorici, quasi fosse un Dalì folle a volerlo creare, in realtà brilla fiera, con il cipiglio ombroso ma dignitoso degli antichi Cimmeri.

E chi erano?

Un’antica popolazione Indoeuropea del Caucaso menzionati addirittura nella mitologia greca. Affine agli iranici erano portatori di una strana religiosità sotterranea che faceva di riti oscuri e misteriosi il loro marchio di fabbrica.

« … Là dei Cimmeri è il popolo e la città / di nebbia e nube avvolti »

(Omero)

Nel mito i cimmeri prendono varie forme ma a noi interessa una in particolare ossia quelli flegrei. Strabone parlando della nekya omerica (rito attraverso il quale spettri o anime dei defunti vengono richiamati sulla terra e interrogati sul futuro, ossia la moderna negromanzia.) cita Eforo (storico greco antico nato a Cuma eolica nel 400 A. C. ) che la metteva in relazione con la sede dei Cimmeri localizzata nella zona del lago di Averno. E questo lago era connesso profondamente con l’oracolo dei morti posto sotto la terra nelle vicinanze proprio dell’ingresso dell’Ade. I cimmeri, dunque, erano in rapporti stretti con l’altro mondo, quello in cui le energie liberate dalla carne dimoravano. Da qua nell’epoca moderna il loro appellativo di infernali, di foschi nel suo significato più negativo. E questo si lega alla leggenda secondo cui questo popolo viveva in case sotterranee collegate tra loro da gallerie dove essi accoglievano coloro che bisognavano della loro arte divinatoria. E questo li collega a altri miti riguardanti un misterioso popolo sotterraneo custode di arcani segreti, e temuto dai vili e dai normali. Posso citare Agharta, ma anche i miti riguardanti gli abitanti delle caverne nella zona dell’Aude.

E vogliamo parlare della famosa sibilla Cimmeria?

Situata nell’area di Cuma.

Ecco che in un lontano passato questa popolazione divine il simbolo della rinascita di un paese che ha dato i natali alla grande filosofia, che viveva tra fasti e tra elevata elucubrazioni culturali, un omaggio a una città che va conosciuta anche per il suo genio e non solo per omicidi, camorra e altre brutture. E Chiodi continua il suo viaggio citando del suo libro sia le gallerie di cui ho appena parlato, sia la riverenza che Napoli ha nutrito per i morti e altre fantastiche presenze troppo dimenticate.

Napoli e la morte ha un legame importante. Per loro i teschi e gli spiriti dei defunti contengono una fascinazione indiscussa, e sono i simboli della saggezza accumulata nel tempo. Non a caso nel testo di Pino imperatore il protagonista si fa guidare della voce di uno dei defunti presente nel favoloso e temuto cimitero delle Fontanelle, un ex ossario che si stende per più di 3000 mq e contiene i resti di un numero imprecisato di persone. Se per i più sensibili esso appare inquietante, per altri è un ventre materno, custode di mille storie, di mille esperienze, di mille voci come a conservare un legame energetico tra il vivo e i morti, cosi come accade in certi momenti come il 31 ottobre. Per gli esperti questa linea di continuità che unisce i due estremi dell’esistenza è importantissima per ristabilire una sorta di equilibrio: le energie di chi ha lasciato le spoglie mortali ed è capace di elevarsi al di sopra delle miserie umane, rigenera stranamente il nostro spirito perso e intrappolato in una materia che ci fa scordare, troppo spesso chi siamo.

Altro protagonista è il mitico Monacello spiritello tipico del folclore campano

O munaciello: a chi arricchisce e a chi appezzentisce 

Proverbio napoletano

E questo lo accomuna ai famosi Pixie irlandesi partecipandone sia la natura benefica ma dispettosa. E’ di solito rappresentato come un bambino deforme o una persona di bassa statura abbigliato con un saio e fibbia argentate sulle scarpe. La vox populi lo indica come un esperto delle vie sotterranee di Napoli che attraversa per giungere in vecchi palazzi causando non poche seccature. Esso tenderebbe a comunicare con il prescelto umano con tipiche manifestazioni che si dividono tra la simpatia lasciando per esempio monete e oggetti nascosti dentro l’abitazione ( in tal caso lo farebbe assomigliare la Lepricano irlandese) o di aperta ostilità nascondendo oggetti rompendo piatti e perseguitando i malcapitati. E nella più classica delle tradizioni guai a svelare la presenza del munacello: certi arcani prodigi vanno tutelati dal segreto.

Altra presenza del testo che sorride benevola è BellaMbriana uno spirito benevolo protettore delle casa e della tradizione familiare

Fanno diventar bello un brutto, arricchire un povero, ringiovanire un vecchio. Nel bel numero è la Bella ‘Mbriana, un vero augurio della casa. Qualche popolana, ritirandosi, la saluta: «Bona sera, bella ‘Mbriana!». E, così, se la propizia. »

Giuseppe Pitrè Curiosità popolari tradizionali, 1890

In questo caso essa si rivela più simile alle Salighe della tradizione montana dell’alto Adige creature dalla bellezza abbagliante che controlla, consiglia e protegge gli aitanti. E’ il simbolo del legame della solidarietà contadina, di quella sorte di etica apparentemente semplice e modesta che si risolveva nel rispetto per la tradizione, le pratiche culturali e i cicli naturali.

Antagonista della Mbriana è senza dubbio la Janara, la strega la portatrice di disordine che si oppone, dunque al sistema di giustizia alla fondamenta sociale, Alla Maat rappresentata dalla Fata mbriana. La Janara porta con se tutto ciò che è malevolo e incontrollabile: istinti eccessivi, passione, insomma caos, e una volontà di rivalsa e di vendetta che è il simbolo della perdita costante del legame uomo/dio uomo/natura. In un mondo in cui questo legame è stabile non servono incantesimi per sopperire alle frustrazioni: tutto scorre come deve scorrere e ogni accadimento è parte di un progetto più ampio

La Janara tenta di riparare i torti non con la giustizia ma con le fatture sovvertendo, dunque, il perfetto, sincronizzato ordine cosmico:

Nguento nguento, manname ’a lu noc’‘e Beniviento, sott’a ll’acqua e sott’‘o viento, sott’a ogne maletiempo !

E questo distacco dall’originaria armonia è rappresentato dal protagonista, Pietro. Convinto del suo fallimento, sperduto in questo caotico mondo, senza un ruolo preciso da rispettare Pietro è l’uomo moderno staccato dalle sue origini. Seppure profondamente incise nel proprio DNA (la famiglia e l’eredità) esse non riescono a far sentire la loro voce, riportandolo tra le braccia di un mondo meno egoista e meno sfrenato. Pietro perde tutto senza riuscire a capire il senso e il significato profondo che la perdita può rivestire nella sua evoluzione personale. La perdita non è un insegnamento ma la prova che è uno scarto della società poiché non in grado di reggere i suoi strani standard. Ecco che l’attaccamento alla tradizione magica e all’esoterismo non è più un’esigenza profonda, la volontà di interpretare il mondo in modo meno meccanicistico e privo di animo, ma diviene anch’esso una finalità cosciente: un mezzo per ottenere il suo posto nel mondo reale. E invece di accettare la propria alterità Pietro tenta di rinnegarla. Ed è da quel suo vano tentativo che inizia un percorso interiore strano, difficile dallo squisito sapore iniziatico: lui novello Rosenkratz trova, banale e dirsi ma difficile da farsi, semplicemente se stesso.

E lo trova nella battaglia finale per difendere strenuamente la sua eredità, riottenendo fiero e indomito la sua natura di cimmerio

Pietro, ti osservo da quando sei nato. Non ho mai conosciuto un uomo così devoto alla sua famiglia. Quel sangue antico che tu porti non ha mai brillato tanto nei tuoi antenati. Tu sei un Cimmero e sei Pietro, padre della splendida Ausonia. Sei la mia vita. E io lo so, Pietro, amore mio, lo so meglio di chiunque altro: tu puoi farcela. Tu sei speciale.

Io spero che questo testo, importante, scomodo forse, complicato e semplice, sicuramente originale e geniale possa non solo far rinascere nell’immaginario collettivo il rispetto per una città e per la sua cultura. Ma anche riportare l’uomo lungo la tortuosa ma favolosa strada dell’incanto, della magia e del rispetto per il mondo numinoso.

Bravo Giuseppe, i miei riveriti rispetti

Dint’ ‘o scuro e chi me vede

si sapisse che può dà matina e sera

t’aggio visto crescere e cantà

t’aggio visto ridere e pazzià

dint’ ‘o scuro e nun se crede

si sapisse votta a passà sta jacuera

t’aggio visto chiagnere e jastemmà

t’aggio visto fottere e scannà

bonasera bella ‘mbriana mia

ccà nisciuno te votta fora

bonasera bella ‘mbriana mia

rieste appiso a ‘nu filo d’oro

bonasera aspettanno ‘o tiemppo asciutto

bonasera a chi avanza ‘o pere c’ò core rutto

che paura a primmavera

nun saje cchiù che t’haje aspettà

e che succede

l’aggio visto ‘a guerra vuò vedè

sò ati tiempe e tu che può sapè

‘nfaccia ‘o muro ce sta’ ‘o core

‘e chi pava sempe e nun sente dulore

e aggio visto ‘e notte ‘o fuoco a mmare

chino ‘e rrobba e cu’ ‘nu fierro mmano

bonasera bella ‘mbriana mia

ccà nisciuno te votta fora

bonasera bella ‘mbriana mia

rieste appiso a ‘nu filo d’oro

bonasera aspettanno ‘o tiempo asciutto

bonasera a chi torna ‘a casa c’ò core rutto.

Pino Daniele

E a noi piace condividere gli articoli ben fatti. “Blog letterari: approcci, recensioni e polemiche” di Mariano Lodato ( fonte http://universi.altervista.org/blog-letterari-approcci-recensioni-e-polemiche/)

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Ultimamente non passa settimana senza che venga fuori una nuova polemica sui social: a sto giro è toccato ai blog letterari.
Putroppo, quando la notizia è giunta alla mia attenzione, il post incriminato era già stato cancellato, quindi non mi è stato possibile riuscire a risalire alla causa scatenante della diatriba del momento. Stando a quanto raccontatomi, il tutto è partito dalla recensione fatta a un libro da un blog letterario. L’autrice del libro, per un motivo a me ignoto, si è scagliata contro il blog e la recensione ricevuta. Da qui in avanti è stato un susseguirsi di attacchi, portati da più persone, all’intero mondo dei blogger letterari.

Tra le tante accuse lanciate, è comparsa anche quella secondo cui i blogger affosserebbero gli autori autopubblicati mentre porterebbero avanti i libri pubblicati dalle case editrici. Al di là della veridicità o meno di questa affermazione (è indubbio che di persone scorrette e interessate è pieno il mondo), quanto giusto è scagliarsi contro un’intera categoria per gli errori di una parte di essa?

Allora, torniamo alla polemica in questione. Come dicevo non mi è stato possibile reperire il post incriminato quindi, per farmi un’idea, non ho potuto far altro che risalire alla recensione. Letta la recensione mi son chiesto: “Come autore, che motivo potrei avere per incazzarmi?” La risposta è stata una e una soltanto: “nessuno”.

Solo i neofiti di questo mondo non sanno come funziona per le recensioni. Autore (o CE) contatta il blog “X” e chiede di ricevere una recensione su un dato libro. Il recensore, dopo averlo (si spera) letto, esprime la propria valutazione del testo secondo l’impronta comunicativa stabilita da chi gestisce il sito letterario.
Con quel poco che avevo a disposizione, la mia risposta di prima è dovuta esclusivamente al fatto che, quando un autore contatta un blog, dovrebbe quantomeno aver preso visione della suddetta impronta. Qualora il metodo utilizzato dal blog rispecchi ciò che l’autore si aspetta di ottenere dalla “valutazione” che si intende richiedere, e solo allora, si dovrebbe procedere con la richiesta di recensione. In caso contrario si dovrebbe cercare altrove.

La recensione incriminata è ben lontana dal potersi, secondo i miei canoni, definirsi tale. Priva di qualsivoglia utilità sia per l’autore che per il lettore, per come la vedo io. Tuttavia, come evidenziavo prima, “l’impronta editoriale” del blog è sotto gli occhi di tutti. Recensioni simili per struttura e contenuti erano già presenti, quindi sarebbe stato facile capire che genere di “analisi” sarebbe venuta fuori.

Per quelli come me che non hanno potuto seguire la discussione, appare evidente che la contestazione sia stata scatenata dall’esito non in linea con le aspettative, piuttosto che dal contenuto della recensione. Nel caso così non fosse, mi scuso, ma ci sarebbe comunque da fare una tiratina d’orecchie all’autrice poiché, come detto sopra, sarebbe buona norma (e sarebbe stato preferibile) scegliere con cura il blog a cui affidare il proprio scritto per la valutazione. Come? Leggendo altre recensioni dello stesso blog. Inviare il proprio libro indiscriminatamente a quanti più blogger possibili è una scelta quantomeno discutibile. Fare “+1” solo per arricchire il bagaglio di valutazioni legate a uno scritto non lo farà di sicuro apprezzare di più, anzi: i tempi son cambiati.

Facendo una valutazione generale, non si può non ribadire che, come è stato infatti più volte detto, molti autori si dimenticano di tenere i piedi ben piantati per terra. Forse perché fomentati da sostenitori a loro assai stretti, oppure da guru improvvisati, credono di essere arrivati già all’apice della letteratura dopo un’unica pubblicazione. Ciò porta a infervorarsi quando la valutazione scende al di sotto di un dato numero di stelline (Amazon hai combinato un macello con ste stelline), senza comprendere quello che “chi critica” ha voluto evidenziare con le parole usate per accompagnare dette stelline. Vi siete messi in gioco? Allora portate a casa tutto quello che arriva, nel bene e nel male (purché corrispondente alla realtà logicamente).

Passiamo all’altro corno del dilemma ora. Chi ha seguito i video de “L’Ignaro Lettore” su YouTube ben sa quanto io non approvi i blogger che propongono ai propri lettori delle “recensioni” composte dal 70-80% di riassunti di trama e, nel restante 20-30% pareri personali, spoiler selvaggi o altro. Queste non sono recensioni, e sugli store on line la trama appare già accanto alla foto e al titolo del libro: il lettore ha già dove poterla leggere! Dire che, in quanto a fastidio, questa tipologia di recensioni è appena un gradino sotto a quelle redatte dietro compenso chiesto all’autore è proprio voler essere buono.

Spacciare questi microtesti per recensioni, infarcirle di “io avrei fatto così, io avrei preferito che l’autore avesse fatto cosà, ecc.”, spoilerare la storia, e tutto il resto del peggio che si può trovare in giro per la rete, non potrà mai far bene né ai libri, né agli autori e tantomeno ai blogger. Aprire un vocabolario e leggere la voce “recensione” sarebbe stata la cosa più logica da fare all’atto dell’apertura del blog. Ognuno ci può mettere il suo; scegliere di usare un approccio giocoso piuttosto che uno serioso e distaccato; scegliere di seguire schemi prestabiliti oppure di lasciarsi andare completamente, proprio come ha fatto l’autore del libro appena letto. Ma ricordatevi sempre di fare una recensione, non un mero articoletto che vi porterà qualche visualizzazione in più a seguito delle condivisioni. Il blogger dovrebbe condividere con i lettori (suoi e potenziali dei libri proposti) le emozioni ricevute, i messaggi insiti nel testo, ciò che l’autore ha voluto rappresentare e, qualora lo riteniate opportuno, ciò che funziona e quello che funziona meno nel libro. Le altre info sono di contorno e, in tutta onestà, si potrebbe tranquillamente evitare.

Ho letto in giro che, a seguito degli attacchi generalizzati di ieri, molti blogger stanno pensando di non accettare più le richieste di recensione da parte degli autori autopubblicati. Che gran ca…. (scusate il velato francesismo). Se l’autore si mette in gioco, lasciando che il mondo intero, dal lettore occasionale al più titolato dei critici, possa esprimere il proprio parere sul proprio scritto, anche voi dovreste avere la fermezza e la costanza per mantenere vivo il proposito che vi ha spinti ad aprire un blog. Se sentite di dover dire una cosa, ditela (purché il più possibile priva da condizionamenti di qualsiasi tipo). Se non vi sentite di recensire un libro non abbiate timore a rifiutarlo, ma se l’accettate ricordatevi di assumervi le vostre responsabilità per ciò che affermerete. Soprattutto, e in questo caso mi rivolgo maggiormente ai blogger che sono anche autori, non fate recensioni se avete paura delle possibili ripercussioni negative sui vostri scritti.

“L’arcano degli angeli” di Brunella Giovannini, Leucotea editore. A cura di Raffaella Francesca Carretto

“…ciò che è destinato ad essere unito, rimarrà unito per sempre…”

É questa una delle frasi che esprime appieno il senso di ciò che si respira durante la lettura de L’arcano degli angeli, o forse è la più pregnante perché ci mette nella condizione di analizzare e contestualizzare la storia che l’autrice Brunella Giovannini ha pensato e a cui ha dato forma attraverso delle descrizioni di eventi e situazioni che potrebbero essere reali, e per certi versi più che attuali, in quanto l’autrice ha rappresentato nella stesura del suo romanzo la moderna sfera sociale e famigliare, mostrata in modo realistico e attuale e in tutte le sue sfaccettature. Ma non è esclusivamente uno spaccato sociale quello che ci si mostra durante la lettura del libro, ma anche la rappresentazione di sentimenti, i più contrastanti, i più forti, e anche i più duri e dolorosi.

Il libro si apre come un racconto che percorre i tempi e ci proietta nel passato; inizialmente questo lascia destabilizzati, in quanto non ci si aspetta di leggere di eventi così lontani, ma che nel prosieguo della storia sono legati al presente di alcuni dei personaggi. É una storia di legàmi, ma anche tanto altro. Certo si tratta di una storia di fantasia nata dalla mente dell’autrice, che però ha creato un racconto che ha anche delle basi storiche, e in cui si osserva anche una ricerca di eventi e fatti e luoghi.

La storia ci fa conoscere luoghi bellissimi del nostro Paese, dalla provincia emiliana a quella campana, con le storie dei nostri personaggi le cui vicende si dipanano tra queste due regioni.

Personaggi ed eventi, sono ben caratterizzati, e questa loro rappresentazione e presentazione, anche di quelli del passato descritti in un primo capitolo così caratterizzante e caratterizzato dal punto di vista storico, sarà un mezzo importante e utile che ci trasporterà nel racconto stesso, che prende forma proprio grazie al ritrovamento di un oggetto di valore artistico e storico.

Si tratta di un candelabro, che poi si scoprirà essere un pezzo importante del patrimonio artistico trafugato durante le razzie dei nazisti.

Ma nel libro questo fa da filo conduttore che lega le varie storie e personaggi. Inoltre le situazioni raccontate in questo romanzo sono anche specchio di un mondo reale e attuale, in quanto fanno emergere condizioni che nella loro delicatezza e complessità possono rappresentare un quadro vivo e reale della nostra società.

Quindi tutto l’insieme dà modo di comprendere che dietro alla stesura del libro c’è, da parte dell’autrice, un importante studio non solo a livello storico e artistico ma anche sociologico, perché durante l’intero vissuto della storia emergono, importanti, i rapporti umani e le difficoltà connesse a queste interazioni. Questo romanzo lascia dei fermo immagine di uno spaccato sociale importante e dà modo di approcciarvisi con conseguenti riflessioni importanti. É quasi scoperchiare il vaso di Pandora, a ogni passo, in ogni capitolo della storia, emergono verità forti e dolorose. Ma c’è di base una storia d’amore, anzi molte storie d’amore, dell’amore più diverso, o meglio che si presenta in tante forme, le più disparate, ma sempre forte e sofferto: quello di una donna per un uomo, o di una madre per la figlia, l’amore della famiglia, l’affetto per un’amica fidata e cara che ti accoglie come una di famiglia. La famiglia assume un ruolo importante. Ma soprattutto è parte della storia anche un dono, qualcosa di misterioso, che può far paura se non lo si sa accogliere o comprendere; un arcano, un mistero che è legato a quella che qualcuno può definire arte divinatoria, ma che è una capacità di approcciarsi all’essere umano e alla sua sfera interiore, un dono forse misterioso ma che è dono di rivelazione.

Ma L’arcano degli angeli è anche un mistero legato a un oggetto sacro, il candelabro degli angeli, che come detto sarà filo conduttore della storia stessa, e che verrà svelato senza ambiguità, con semplicità e leggerezza durante la lettura del racconto.

SI DICE CHE OGNI OGGETTO HA UN’ANIMA, CHE RACCONTA UNA STORIA E DICE QUALCOSA SU CHI L’HA CREATO E CHI L’HA POSSEDUTO E UNA VOLTA DESTINATO IN UN LUOGO, SE SPOSTATO FARÀ DI TUTTO PER RITORNARCI

E per questo ho voglia di raccontarvi il libro, ma senza spoilerare in quanto lascio al lettore, che vorrà avvicinarsi a questa storia, il piacere di dedicare qualche ora del suo tempo alla conoscenza dei vari personaggi e delle loro vicende, parteggiando per l’uno o l’altro personaggio, ammiccando a una vicenda piuttosto che un’altra, odiando un tipo di individuo e la sua vita e il suo modo di agire, sperando in un finale di storia per alcuni di loro diverso da quello che andiamo a leggere; eppure, le tante storie che vengono raccontate hanno tutte il loro perché, e forse non avrebbero quel appeal se si risolvessero in modo diverso.

CIÒ CHE E ACCADUTO IN PASSATO, NON PUÒ OSTACOLARE IL FUTURO

OGNI CAMBIAMENTO DELLA NOSTRA VITA AVVIENE QUANDO SIAMO PRONTI AD ACCOGLIERLO

Ogni storia ha un suo significato, rappresenta un tipo di atteggiamento o approccio alle situazioni, un vissuto che può piacere o meno. Parliamo di storie che possiamo anche ritrovare attorno a noi, di amori difficili, sbagliati, di figlie amate tanto e figlie ripudiate, di invidie, di amicizie vere e profonde, di gratitudine, di dono..

OGNI DONO É UN ATTO D’AMORE

Questo libro è un viaggio di conoscenza, di scoperta, di incontri, di contrasti, di vite e di vissuti dai quali emergeranno inaspettate verità.

L’arcano degli angeli è un romanzo che racconta la storia di due sorelle gemelle separate alla nascita e date in adozione a due diverse famiglie. Ma per uno strano gioco del destino, le due sorelle si ritroveranno, a riconferma che “ciò che è destinato ad essere unito, rimarrà unito per sempre”

È una storia che si mette l’accento su argomenti più che attuali come la prostituzione minorile, la violenza sulle donne, i vizi che accompagnano la vita di alcuni uomini di potere o comunque di quello che si potrebbe definire successo, ma che alla fine è specchio di un impoverimento dell’anima e di sentimenti. Ma è anche una storia che racconta tanto altro.

Non manca certo l’alone di mistero, ma l’autrice ci accompagna nella scoperta di storie e personaggi tenendoci quasi per mano, dandoci un quadro di quelle che sono le caratteristiche di ogni personaggio in ciascun vissuto raccontato. Ameremo e vorremo essere come ciascun personaggio “buono” della storia, odieremo o comunque non prenderemo ad esempio quegli attori che del disprezzo dell’onestà e dell’opportunismo hanno fatto la loro ragione di essere. Non c’è ambiguità nei personaggi, c’è l’esempio da seguire e quello da aborrire, ma soprattutto c’è da analizzare la complessità delle figure presenti nel romanzo e focalizzare l’attenzione sulla sensibilità dei personaggi e sui buoni sentimenti che emergono dai protagonisti principali della storia, o potremmo anche dire delle storie, perché come già accennato sono più storie insieme, legate tra loro.

E, come accade in queste storie, analogamente anche noi nella nostra vita possiamo incontrare per caso nel nostro cammino delle persone, le incrociamo, ci interagiamo e talvolta cadiamo nella loro rete, non per ingenuità ma perché è la nostra sensibilità che ci fa esporre per come siamo, ci fa rapportare con queste persone come se le conoscessimo da sempre, esponendo il nostro lato più debole, per poi scoprire che non sono come noi, che vivono di ambiguità e cattiveria, pensando esclusivamente al loro tornaconto.

SPESSO CI RAPPORTIAMO CON GLI ALTRI PER COME SIAMO NOI STESSI, NON PER INGENUITÀ MA PERCHÈ SIAMO ANIME SENSIBILI E PURE, AL MONDO PERÒ ESISTONO PERSONE CHE SONO L’ESATTO CONTRARIO E IL DRAMMA, ACCADE QUANDO LE INCONTRIAMO SUL NOSTRO CAMMINO…

Il problema forse è che molti di noi hanno una sensibilità tale da arrivare a credere che gli altri siano uguali a noi, ma al mondo però ci sono persone così diverse da noi, l’esatto contrario e la parte più difficile è affrontare ciò che accade dopo che le abbiamo incontrate sulla nostra strada. E forse questo è un libro che ci aiuta a comprendere o comunque a dare uno sguardo sulle diverse sfaccettature che caratterizzano l’essere umano…

É un libro bello, che incanta nella sua scorrevolezza e nello stile fluido, ma al contempo ricco, dell’autrice che tocca molti temi, e lo fa in modo attento ma estremamente delicato. É un libro emozionante che si legge con molta attenzione e che fa scoprire anche i buoni sentimenti che si annidano in ciascuno di noi, e la capacità di entrare in contatto con qualcosa che va oltre la realtà…potremmo definirlo ultraterreno o introspettivo, ma è un qualcosa che si allontana da ciò che è materiale per esser spiegato in una forma diversa, legata all’immateriale, a ciò che è coscienza, principio vitale dell’essere umano che non è solo materia ma è anche anima.

E nel libro ce ne sono di personaggi senza coscienza, ma vengono bilanciati da quelli che un’anima ce l’hanno, e che dei buoni sentimenti e delle possibilità hanno fatto tesoro e danno insegnamento.

La trama non è complessa, ma mostra un intreccio di storie del presente e del passato che creano un filo conduttore che accomuna alcuni dei personaggi che si trovano nel libro.. presente e passato, e forse anche il futuro, sono legati tra loro in un continuum, con esistenze che si rapportano le une con le altre e che trovano un qualcosa che le accomuna e le conduce verso la chiusura, la quadratura del cerchio.

… MENTRE IL PRESENTE SI INTRECCIA CON IL PASSATO, CAMMINIAMO SULLE ORME DI CHI CI HA PRECEDUTO, PERCORRENDO SENTIERI CHE CONDUCONO VERSO L’INFINITO

Come detto, non mi piace svelare molto delle storie che leggo, perché vorrei che anche gli altri provassero il mio stesso piacere nello scoprire i vari personaggi, le loro esistenze, le loro storie e ciò che li lega e accomuna, o li separa. E anche in questo caso posso solo dire che i legami sono forti e tangibili, e realistici. La vita li mette di fronte a scelte e a situazioni per le quali si deve prendere una decisione che certamente influenzerà tutti quelli che sono loro vicini.

E le scelte sono forse uno dei fulcri del romanzo, scelte d’amore o scelte di convenienza, ma anche scelte di vita, a volte dure e a volte difficili, ma a cui seguono inevitabilmente delle conseguenze

OGNI PENSIERO CHE SI GENERA, OGNI SCELTA E OGNI AZIONE CHE SI COMPIE, PORTERANNO SEMPRE A DELLE CONSEGUENZE…

É una storia bella, commovente, a tratti dolorosa e forte, ma la cosa più bella che emerge è la possibilità di toccare con mano il senso di responsabilità di alcuni dei personaggi. L’amore è comunque il sentimento che pervade l’intero libro, amore in tutte le sue sfaccettature e risvolti. É la storia di una figlia molto amata, ma c’è anche la storia di una figlia non amata, e la storia di una madre che ama le sue figlie e le aspetta con molta gioia, ma è anche la storia di amori sbagliati, disillusi e traditi, oppure di amori diversi, come l’amicizia e il rispetto.

Il finale è semplice e delicato e dà speranza, e un senso di pace e completezza…

NON SIAMO IN GRADO DI SAPERE COSA CI RISERVERÀ IL DOMANI, DEL RESTO NELL’ETERNA DANZA DEL TEMPO, DOVE TUTTO É COLLEGATO, LE GIOIE, I DOLORI E LE EMOZIONI SONO LE SFUMATURE DI COLORE CHE COMPONGONO L’ENIGMATICO DISEGNO DELLA NOSTRA VITA.

INTANTO, MENTRE IL PRESENTE SI INTRECCIA CON IL PASSATO, CAMMINIAMO SULLE ORME DI CHI CI HA PRECEDUTO, PERCORRENDO SENTIERI CHE CONDUCONO VERSO L’INFINITO

Ecco quindi che, con pochi accenni ma forse tante parole, spero di invogliare, chi avrà piacere, ad approcciarsi a questa bella lettura.

É un consiglio libroso che spero trovi molti consensi.

Buona lettura, Raffaella.