“true love. The moonlight series” di Daniela Bellisano. A cura di Sara Canini

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Quando ci si approccia a un libro romance, spesso si parte con in mente determinati stereotipi che si ritroveranno tra le pagine che teniamo in mano. Ripeto: spesso è così. È innegabile. Parliamo di protagonisti descritti ripetutamente, in maniera più o meno velata, più o meno sfacciata, più o meno (siamo onesti) interessante. Uomini statuari e dal fisico scolpito, playboy incalliti che a fine avventura hanno cambiato in toto la loro natura, piegati dall’amore per una donna bellissima ma umilissima, intelligentissima ma che si cura poco, timida. Altrettanto spesso ci si imbatte in personaggi femminili la cui unica caratteristica è quella di avere “gli attributi”. Come se, per essere donne sane, intelligenti e oneste, bastino un paio di palline che scimmiottano quelle maschili: l’atteggiamento spartano e volutamente camionista diventa l’unico mezzo per essere viste come “donne con le palle” e la cosa, nel 2018 e dopo centinaia di libri scritti allo stesso modo, ha un po’ stancato.

Fatta la doverosa premessa, sempre utile nel momento in cui ci si approccia a un libro di genere romance, andiamo a parlare di “True Love” di Daniela Bellisano.

Il vero amore è quando una persona accetta il tuo passato,

rende speciale il tuo presente,

e il tuo futuro un sogno meraviglioso”

Il romanzo (abbastanza corposo, se consideriamo le 300 pagine circa e i 40 capitoli più epilogo) fa parte di una saga a due chiamata “The Moonlight Series”, della quale “True Love” è il primo volume. Il secondo, invece, prende il nome di “Eyes in the Flame” ed è disponibile su Amazon dallo scorso anno.

True Love” è sicuramente una di quelle storie che prendono al cuore e che ha come punto di forza la capacità di far affezionare il lettore ai protagonisti. Chi acquista un libro come questo è un divoratore di romanzi di genere romance, quindi parliamo di lettori (e soprattutto, lettrici) predisposti a sentire a cuore le difficoltà dei personaggi che animano la storia. Molti di questi sono spesso segnati da fatti spiacevoli e abbandonati ormai in soffitta, quella stanza dell’anima che nasconde le cicatrici più profonde e nonostante tutto se ne prende cura, come fosse un cimelio a cui si tiene parecchio.

In “True Love” c’è questo particolare, infatti: entrambi i protagonisti sono segnati da qualcosa che condiziona il loro presente e i loro rapporti con gli altri. Drake Flenning è uno scrittore e viene dalla prima esperienza editoriale, rivelatasi un successo inaspettato. È giovane, è un bell’uomo e questo alimenta i soliti stereotipi del caso, che lo vogliono sciupafemmine incallito, superficiale, ubriaco di successo e ovviamente, circondato da belle donne.

Le apparenze confondono l’uomo”

L’autrice tiene molto a questa citazione e anche io la riporto, perché come lei la ritengo importante. Le apparenze, il preconcetto, il pregiudizio ci portano spesso a esprimere un parere che è appunto questo: un parere e non la verità assoluta. Ci serviamo delle nostre esperienze personali o di ciò che ci circonda (parlando in termini di società) per inquadrare una situazione o una persona che non vogliamo o non possiamo conoscere fino in fondo.

Agli occhi dello spettatore, ma non del lettore guidato dalla Bellisano, il personaggio di Drake appare come un superficiale viziato. In realtà si tratta di un uomo buono, quasi ossessionato dall’idea del vero amore. Infatti, Drake desidera il vero amore, lo cerca, lo brama, ma non lo trova e alterna questa ricerca ad attività di beneficienza solitaria e riflessioni. Tante riflessioni, perché Drake ha un grosso problema: il blocco dello scrittore. Tutti aspettano il suo ritorno sugli scaffali, dall’editore all’editor, fino ai suoi lettori. Ma la verità è che il nostro Drake non ha idee e se le ha, non riesce a concretizzarle.

Brutta bestia, quella.

Il blocco.

Il dottor Lecter, la gallina dalle uova d’oro di Thomas Harris, dice che il desiderio nasce da quello che osserviamo ogni giorno e, di certo, non si vede un bel niente se si resta chiusi in casa. Ecco il motivo che spinge Drake Flenning a entrare al “Moonlight”, uno dei locali più in voga del momento e della zona. Il nostro scrittore è spronato dalla sua spalla, il fidato Joshua, ma non sa cosa troverà al Moonlight: in verità, noi che leggiamo ce lo aspettiamo eccome e lo stile di scrittura rende il tutto così chiaro e limpido che a volte, io personalmente, mi sono trovata a predire quel che sarebbe successo. Comunque, andiamo avanti.

Felix è una donna forte, caratterizzata da una folta chioma rossa che cattura l’attenzione di Drake, ma che nasconde dietro questa immagine un passato non proprio invidiabile. Parliamo di brutte storie: perdite dolorose che segnano chiunque e che spesso cambiano, a volte un po’ troppo. Dopo aver perso la famiglia, Felix perde anche la voglia di vivere e come accade in questi casi, si resta marchiati da un trauma che diventa una menomazione che ci condiziona. Alcuni sopravvivono agli incidenti e subiscono amputazioni, altri vengono segati al cuore e così restano, incapaci di affrontare il futuro… e di vederlo, un futuro. Fenix è reduce di tante battaglie e la sua guerra interiore è ben lungi dall’essere finita: non le importa niente di cosa gli altri pensano di lei, cerca il divertimento spicciolo, l’emozione che poi rigetta nell’immediato dopo averla provata e il tutto non scalfisce la speranza di ricongiungersi presto con i suoi cari. Insomma, se non hai paura di morire (o desideri “non essere”) l’ultima cosa che vuoi è innamorarti. Felix di uomini ne conosce tanti e tanti la conoscono bene, forse più dello specchio che la riflette ogni mattina, ma possiamo definirla conoscenza quella cosa che scatta tra due persone consenzienti e disinteressati alle conseguenze?

No, lo sappiamo tutti.

Le apparenze ingannano la mente, ma non il cuore”

Questo è il centro del romanzo di Daniela Bellisano: le idee che ci facciamo prima non corrispondono quasi mai alla realtà dei fatti o almeno, non possiamo saperlo prima di averci capito qualcosa. Ecco perché Drake e Felix si incontrano, o meglio “si scontrano”: andare oltre le apparenze, oltre le credenze, oltre quei preconcetti che noi stessi ci imponiamo di seguire come un credo. A volte per non vedere oltre, a volte per non impegnarci, a volte per salvarci dalla sofferenza.

Il dolore è qualcosa da cui tutti fuggiamo. A nessuno piace soffrire. L’autrice sviscera questa fuga (di Fenix, nel libro descritta in prima persona come in una sorta di diario) e ci fa sentire tutta la necessità della protagonista di “restare nel suo”, non darsi, non spendersi davvero. Innamorarsi è cedere una parte di sé all’altro e se l’altro ci lascia, noi perderemo una parte di noi per sempre: alcuni di noi non possono permetterselo. Felix è tra questi.

Dal punto di vista stilistico, lo scritto appare leggero e scorrevole e la prima persona aiuta molto in tal senso.

True Love” risulta una lettura impegnativa per tutti quelli a cui il romance piace poco o niente e lo dico con sincera onestà. Di certo, se i gusti ci portano altrove, è difficile riuscire ad apprezzare quelle particolarità, le attenzioni, la cura per i dettagli di un’autrice che ama profondamente il genere, come è per Daniela Bellisano. Ama il genere e si vede: lo cura, lo sviscera, ci si appassiona lei per prima ed è questo che passa al lettore che gradisce o a cui non dispiace affatto il romance. “True Love” lo prende e lo accompagna in una storia piacevole e questo credo basti per renderlo consigliabile (sempre ai fans del romance più tormentato).

 

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