“La mia vita non proprio perfetta” di Sophia Kinsella, Mondadori editore. A cura di Milena Mannini

 

Non sai mai cosa c’è dietro l’angolo. Potrebbe essere tutto. Oppure potrebbe essere nulla. Continua a mettere un piede davanti all’altro, e poi un giorno ti guarderai indietro e scoprirai di aver scalato una montagna.
Tom Hiddleston

 

Tutti siamo circondati da persone con cui instauriamo rapporti che possono essere di varia natura. In questo romanzo l’autrice analizza, in modo divertente e accattivante quello che sono i rapporti tra colleghi di lavoro, dove molto spesso l’invidia e la voglia di arrivare, porta le persone a rapportarsi falsamente con chi è a stretto contatto con loro, fermandosi spesso alla prima impressione che diamo di noi stessi. Nessuno si ferma a pensare quali sacrifici si possano esser fatti per essere in quella posizione, perché è molto più semplice giudicare che capire.

Katie è una ragazza cresciuta in campagna e ha da sempre lo stesso sogno, vivere e lavorare a Londra.

Mio padre dice sempre: se non riesci a correre con i cani più grossi, resta a casa. E io voglio correre con i cani grossi. Sono qui per questo.

 

La ragazza però si vergogna delle sue origini e fa di tutto perché le persone credano che la sua vita sia perfetta, parenti compresi, mentre è costretta a fare molti sacrifici pur di inseguire il suo sogno.

Nella mia vita non c’è molto che possa entrare nella top ten di una qualunque classifica mondiale. Non ho un lavoro, un guardaroba o una casa da top ten. Ma vivo in una città da top ten. Vivere a Londra piacerebbe a tutti, in tutto il mondo, e io lo faccio. Ecco perché non mi importa di essere una pendolare che fa viaggi infernali e non mi importa neanche se la mia camera da letto è grande circa un metro quadrato. Sono qui.

Pur di poter diventare come lei, Demeter, il suo capo, una donna forte, con una vita lavorativa e privata perfetta agli occhi di tutti

Non sto esagerando. Quando dico che la vita di Demeter è perfetta, credetemi, è vero. Lei ha tutto quello che si può desiderare. Lavoro, famiglia, figaggine complessiva.

Cat si priva di tutto, pur di continuare a lavorare anche solo vicino a Demeter per imparare e magari cogliere un’occasiona per farsi notare e dimostrare che anche lei ha del talento. Purtroppo però la nostra protagonista dovrà superare uno scoglio difficile.

Disoccupata. Il pensiero è così spaventoso, così travolgente, che lo sento come un’autentica minaccia fisica, come uno tsunami alto trenta metri comparso all’improvviso dal nulla, che mi paralizza con la sua enormità. Non posso correre, non posso scappare, né supplicare. È troppo tardi. Incombe su di me.

Dopo un attimo di sconforto puro Cat/katie riparte da dove tutto è cominciato, dalla sua campagna, aiutando, dopo le molte insistenze, la famiglia ad aprire un glamping, è lei a prendere in mano le redini del progetto e a trasformare un sogno in realtà, sfruttando quelle che sono le sue doti in campo lavorativo, ma senza mai abbandonare il suo sogno.

Ma nello stesso tempo la mia decisione si rafforza, diventa dura come lacca. Me ne vado per un po’, ma non rinuncio. Cioè, ho ventisei anni: permetterò a un’unica sconfitta di distruggere le mie ambizioni? No. Un giorno lavorerò nel branding. Un giorno camminerò sul Waterloo Bridge e penserò: “Questa è la mia città”. Succederà.

Qui però comincia anche quello che sarà un viaggio interiore che la porterà a vedere il mondo e le persone con occhi diversi.

L’unica cosa che al momento non riesco a capire è: perché? Demeter ha una vita perfetta. Perché diavolo piange nella criniera di Carlo?

Quelli che credeva amici, si rivelano persone indegne e quella che per lei era un mito inarrivabile, Demeter, solo una donna con molte fragilità, ma come lei con la voglia di realizzarsi e dimostrare che può farcela

Ho la sensazione di non aver affatto conosciuto Demeter alla Cooper Clemmow. La vera Demeter, cioè. Voglio parlare ancora con lei. Toglierle un altro po’ di patina. Scoprire chi è sotto tutto quel successo e abiti firmati e citazioni di gente famosa.

Ritrovandosi persino ad aiutarla per smascherare un complotto contro di lei atto a sabotare la sua posizione lavorativa. E in tutto questo la nostra eroina si destreggerà anche in rapporto di Amicizia/amore con Alex che la colpisce fin dal primo incontro.

La sensazione che mi comunica lui è divertimento. E intelligenza e irriverenza e spirito e fascino, il tutto contenuto in una lunga cornice snella. Mi dà la sensazione di essere l’uomo che ho aspettato di incontrare da quando mi sono trasferita a Londra, da quando ho voluto trasferirmi a Londra.

Il romanzo scorre velocemente, in modo divertente, la scrittura è scorrevole e accattivante. La scrittrice lo divide in due parti, in cui è ben distinta il cambiamento della protagonista nell’affrontare la vita pur non perdendo di vista il suo obbiettivo finale.

Assistiamo, infatti, a una maturazione caratteriale, che porta Katie a vedere con occhi diversi le persone che la circondano, affrontando situazioni diverse e prendendo decisioni che non sempre la renderanno felice, ma che di sicuro la fortificano.

Da una parte c’è quello che brilla e sfavilla, dall’altra c’è una realtà da schifo.

Riuscirà la nostra Katie a realizzare i propri sogni?

Buona lettura Milena