E a noi piace condividere gli articoli ben fatti. “Blog letterari: approcci, recensioni e polemiche” di Mariano Lodato ( fonte http://universi.altervista.org/blog-letterari-approcci-recensioni-e-polemiche/)

 

Ultimamente non passa settimana senza che venga fuori una nuova polemica sui social: a sto giro è toccato ai blog letterari.
Putroppo, quando la notizia è giunta alla mia attenzione, il post incriminato era già stato cancellato, quindi non mi è stato possibile riuscire a risalire alla causa scatenante della diatriba del momento. Stando a quanto raccontatomi, il tutto è partito dalla recensione fatta a un libro da un blog letterario. L’autrice del libro, per un motivo a me ignoto, si è scagliata contro il blog e la recensione ricevuta. Da qui in avanti è stato un susseguirsi di attacchi, portati da più persone, all’intero mondo dei blogger letterari.

Tra le tante accuse lanciate, è comparsa anche quella secondo cui i blogger affosserebbero gli autori autopubblicati mentre porterebbero avanti i libri pubblicati dalle case editrici. Al di là della veridicità o meno di questa affermazione (è indubbio che di persone scorrette e interessate è pieno il mondo), quanto giusto è scagliarsi contro un’intera categoria per gli errori di una parte di essa?

Allora, torniamo alla polemica in questione. Come dicevo non mi è stato possibile reperire il post incriminato quindi, per farmi un’idea, non ho potuto far altro che risalire alla recensione. Letta la recensione mi son chiesto: “Come autore, che motivo potrei avere per incazzarmi?” La risposta è stata una e una soltanto: “nessuno”.

Solo i neofiti di questo mondo non sanno come funziona per le recensioni. Autore (o CE) contatta il blog “X” e chiede di ricevere una recensione su un dato libro. Il recensore, dopo averlo (si spera) letto, esprime la propria valutazione del testo secondo l’impronta comunicativa stabilita da chi gestisce il sito letterario.
Con quel poco che avevo a disposizione, la mia risposta di prima è dovuta esclusivamente al fatto che, quando un autore contatta un blog, dovrebbe quantomeno aver preso visione della suddetta impronta. Qualora il metodo utilizzato dal blog rispecchi ciò che l’autore si aspetta di ottenere dalla “valutazione” che si intende richiedere, e solo allora, si dovrebbe procedere con la richiesta di recensione. In caso contrario si dovrebbe cercare altrove.

La recensione incriminata è ben lontana dal potersi, secondo i miei canoni, definirsi tale. Priva di qualsivoglia utilità sia per l’autore che per il lettore, per come la vedo io. Tuttavia, come evidenziavo prima, “l’impronta editoriale” del blog è sotto gli occhi di tutti. Recensioni simili per struttura e contenuti erano già presenti, quindi sarebbe stato facile capire che genere di “analisi” sarebbe venuta fuori.

Per quelli come me che non hanno potuto seguire la discussione, appare evidente che la contestazione sia stata scatenata dall’esito non in linea con le aspettative, piuttosto che dal contenuto della recensione. Nel caso così non fosse, mi scuso, ma ci sarebbe comunque da fare una tiratina d’orecchie all’autrice poiché, come detto sopra, sarebbe buona norma (e sarebbe stato preferibile) scegliere con cura il blog a cui affidare il proprio scritto per la valutazione. Come? Leggendo altre recensioni dello stesso blog. Inviare il proprio libro indiscriminatamente a quanti più blogger possibili è una scelta quantomeno discutibile. Fare “+1” solo per arricchire il bagaglio di valutazioni legate a uno scritto non lo farà di sicuro apprezzare di più, anzi: i tempi son cambiati.

Facendo una valutazione generale, non si può non ribadire che, come è stato infatti più volte detto, molti autori si dimenticano di tenere i piedi ben piantati per terra. Forse perché fomentati da sostenitori a loro assai stretti, oppure da guru improvvisati, credono di essere arrivati già all’apice della letteratura dopo un’unica pubblicazione. Ciò porta a infervorarsi quando la valutazione scende al di sotto di un dato numero di stelline (Amazon hai combinato un macello con ste stelline), senza comprendere quello che “chi critica” ha voluto evidenziare con le parole usate per accompagnare dette stelline. Vi siete messi in gioco? Allora portate a casa tutto quello che arriva, nel bene e nel male (purché corrispondente alla realtà logicamente).

Passiamo all’altro corno del dilemma ora. Chi ha seguito i video de “L’Ignaro Lettore” su YouTube ben sa quanto io non approvi i blogger che propongono ai propri lettori delle “recensioni” composte dal 70-80% di riassunti di trama e, nel restante 20-30% pareri personali, spoiler selvaggi o altro. Queste non sono recensioni, e sugli store on line la trama appare già accanto alla foto e al titolo del libro: il lettore ha già dove poterla leggere! Dire che, in quanto a fastidio, questa tipologia di recensioni è appena un gradino sotto a quelle redatte dietro compenso chiesto all’autore è proprio voler essere buono.

Spacciare questi microtesti per recensioni, infarcirle di “io avrei fatto così, io avrei preferito che l’autore avesse fatto cosà, ecc.”, spoilerare la storia, e tutto il resto del peggio che si può trovare in giro per la rete, non potrà mai far bene né ai libri, né agli autori e tantomeno ai blogger. Aprire un vocabolario e leggere la voce “recensione” sarebbe stata la cosa più logica da fare all’atto dell’apertura del blog. Ognuno ci può mettere il suo; scegliere di usare un approccio giocoso piuttosto che uno serioso e distaccato; scegliere di seguire schemi prestabiliti oppure di lasciarsi andare completamente, proprio come ha fatto l’autore del libro appena letto. Ma ricordatevi sempre di fare una recensione, non un mero articoletto che vi porterà qualche visualizzazione in più a seguito delle condivisioni. Il blogger dovrebbe condividere con i lettori (suoi e potenziali dei libri proposti) le emozioni ricevute, i messaggi insiti nel testo, ciò che l’autore ha voluto rappresentare e, qualora lo riteniate opportuno, ciò che funziona e quello che funziona meno nel libro. Le altre info sono di contorno e, in tutta onestà, si potrebbe tranquillamente evitare.

Ho letto in giro che, a seguito degli attacchi generalizzati di ieri, molti blogger stanno pensando di non accettare più le richieste di recensione da parte degli autori autopubblicati. Che gran ca…. (scusate il velato francesismo). Se l’autore si mette in gioco, lasciando che il mondo intero, dal lettore occasionale al più titolato dei critici, possa esprimere il proprio parere sul proprio scritto, anche voi dovreste avere la fermezza e la costanza per mantenere vivo il proposito che vi ha spinti ad aprire un blog. Se sentite di dover dire una cosa, ditela (purché il più possibile priva da condizionamenti di qualsiasi tipo). Se non vi sentite di recensire un libro non abbiate timore a rifiutarlo, ma se l’accettate ricordatevi di assumervi le vostre responsabilità per ciò che affermerete. Soprattutto, e in questo caso mi rivolgo maggiormente ai blogger che sono anche autori, non fate recensioni se avete paura delle possibili ripercussioni negative sui vostri scritti.

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