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Uno degli errori madornali che fanno spesso gli autori di saghe è rallentare il ritmo dei loro racconti man mano che la storia va avanti, durante l’arco della pubblicazione dei libri.

Nel racconto strepitoso del nostro autore, invece, accade letteralmente il contrario: ovvero si passa da una normalissima vita, a tratti monotona, a nuove situazioni che, incrociate insieme, creano una combinazione di eventi schietti e veloci che non danno adito al lettore di annoiarsi.

Anzi voi che leggerete questo ed i precedenti libri, rinnoverete le vostre coscienze con punti di vista che vanno oltre l’ottica piatta ed in serie che gli anni 2000 ci hanno consegnato.

Leggendo questo terzo capitolo, è apparsa nella mia mente una citazione di uno dei miei cantautori preferiti, che, a mio modesto avviso, rappresenta a pieno titoto ciò che il nostro “Claudio” vuole esporci:

 

“C’è un cartello appeso in mezzo al cielo -Se vuoi vivere alla grande devi stare con l’Impero-.
Ma una ragazza un giorno m’ha spiegato che il mare ha tante onde e non finisce all’orizzonte”.

 

Ecco, mie cari lettori, il punto della questione è proprio questo.

L’Impero romano, grande ed immenso (come lo conosciamo), andrà oltre i suoi limiti, imparerà a sviluppare il suo immenso potere, in un modo che va oltre le possibilità del periodo storico, in questione.

I nostri sette amici, prenderanno maggiormente coscienza di quello che significa vivere nella Urbe, con tutti i pregi ma anche ostacoli che troveranno nella loro avventura.

Inizialmente, loro non si renderanno realmente conto delle grandiosità che la loro presenza ha portato all’Impero ma sarà proprio Tiberio a fargli comprendere l’importanza del loro lavoro ma soprattutto a fargli capire che è fondamentale, da parte loro, integrarsi bene nel tessuto sociale dell’epoca.

Accanto alla realizzazione dei progetti che loro stanno portando avanti, gli ostacoli, però, non smetteranno di mancare. Infatti, il manifesto rappresentativo dei vari problemi che incontreranno risiede in una citazione che il nostro autore evidenzia più volte nell’arco dei tre libri:

 

“Il nemico maggiore di Roma sarà Roma stessa”.

 

La storia ci racconta che l’Impero Romano cadde vittima di sommosse e guerre di potere al suo interno ed è proprio quello che potrebbe accadere. Ma i nostri amici, con l’appoggio e la fiducia dell’Imperatore, faranno di tutto per non far avvenire ciò e cambiare definitivamente la storia.

Se riusciranno a sconfiggere chi brama alle spalle dell’Urbe, avranno la strada completamente in discesa, portando avanti i loro progetti di rinnovamente della sicurezza, dell’economia fiscale e non, della materia giuridica, ecc, ecc.

In questo terzo libro, i nostri Neo-Senatori verranno ancor maggiormente influenzati dagli stili di vita del periodo, anche se decisamente trasgressivi.

E di conseguenza, uno dei grandi meriti dell’autore è stato quello di affrontare la tematica “sesso” e rapporti sociali, con una naturalezza ed un innocenza, che, nei tempi nostri, nessuno capirebbe mai, o quasi.

Ma il vero nodo cruciale di questo terzo capitolo è un altro…

Come evidenzia il titolo, c’è un mistero che attanaglia o meglio che lega i nostri amici al culto di Vesta.

Cosa può mai legare quei ragazzi a Vesta?

Cosa possono mai c’entrare loro con le custodi del “Fuoco Sacro”?

Beh… miei cari lettori, ormai la storia come voi la conoscete è stata avviata su una strada completamente nuova, nulla tornerà più come prima e la risposta a questo mistero vi fornirà la chiave per comprendere, realmente cosa è accaduto e soprattutto come è cambiata la vita, non solo dell’Impero ma del mondo intero.

Adesso voglio lasciarvi con una citazione di questo testo che, non solo, rappresenta a pieno il potere del cambiamento ma vi farà riflettere su cosa significa creare e donare cultura:

 

“-Un libro si scrive, non si fa, mi pareva di averti insegnato a parlare-.

“-Loro l’hanno scritto e anche fatto, vedrai-”.

 

Homo faber fortunae suae …

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