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Miei cari lettori,
vi pongo una domanda: cosa accade quando, leggendo un libro, iniziate a sognarlo per più giorni consecutivi, ancor prima che il medesimo venga terminato?

Proprio questo è accaduto a me. Per ben due volte, ho sognato eventi di questo libro, prima ancora di averlo concluso.
Beh… Se mettete insieme, una trama ricca d’azione, una scrittura vivace, attenta ai minimi dettagli e dei sentimenti d’orgoglio e passione che si respirano durante tutto l’arco del libro, allora sarà facile immaginare che questo libro vi entrerà dentro come una seconda pelle, diventando parte di voi, o meglio, facendovi diventare più consapevoli di quello che siete e quello che volete.

Il racconto è ambientato nella prima metà del 700, durante lo svolgersi della guerra anglo-spagnola e la compravendita di schiavi era uno dei fulcri della società di quel periodo.

In tutto ciò, il nostro autore, con notevole ardimento e maestria della penna, ci mostra le gesta della “Sea’s Fox”: una nave pirata, comandata dal capitano Lind che, attraverso l’oceano Atlantico, farà di tutto per inseguire il suo sogno fatto di rivincite e liberazione.

Nelle storie e leggende che voi ben conoscete, la parola pirata incute sempre un certo terrore, dati i loro scopi non proprio nobili. Ma il capitano Lind è diverso…
Materialmente ricchissimo, uomo dai modi apparentemente superbi e snob, ma dietro tutto ciò si nasconde un’anima nobile votata al rinnovamento di un mondo che in quel periodo non era né carne né pesce, ma solo odio e avidità ai danni dei più deboli.

A tal fine, utilizzerà i suoi soldi (spalleggiato da stretti collaboratori, che conoscono il mare meglio di quanto lo conosca lui) per creare la sua ciurma, fatta da persone totalmente diverse tra loro, con vite diametralmente opposte, ma con in comune il forte desiderio di riscatto verso il loro Paese d’origine che li ha, in un certo senso, ripudiati o rinnegati.
Quindi, leggendo questo strepitoso romanzo, avrete l’onore di incontrare sulla Sea’s Fox personaggi di ogni genere: da schiavi, gente che viveva oltre i margini putridi della società, a disertori e rinnegati.

Tra i tanti interpreti che incontrerete, c’è ne sarà uno che spiccherà per le sue doti di intraprendenza e coraggio, ovvero Juan. Un ragazzino appena ventenne che, persa tutta la sua famiglia, vaga per diversi mesi in città, sopravvivendo con piccoli escamotage poco leciti. Finché un giorno, non viene reclutato dai collaboratori del capitano Lind, durante una comune rapina a un mercante.

Attraverso una narrazione fluida e dinamica, avrete la possibilità di scorgere i punti di vista di ognuno dei personaggi, rendendovi conto che ognuno di loro ha una storia da raccontare, come se tutti fossero il narratore di sé stesso. Di conseguenza, incrociando insieme tante piccole narrazioni, è stato creato, da parte del nostro autore, un effetto a catena tale da tenere il lettore incollato alle pagine in un modo che, personalmente, ha pochi precedenti.

Signori e signore, lettori e lettrici, questo libro è uno degli esempi da portare per spiegare l’immenso potere della penna, se usata, non solo bene, ma soprattutto “in un certo modo”.
Cosa voglio dire:
descrizioni talmente minuziose e scorrevoli da sentire tutti gli odori e i sapori di quell’ambiente, diventando, voi stessi, veri e proprio pirati.

Continuando, potrei stare qui a tediarvi con le mie parole ancora per molto, raccontandovi tanti piccoli aneddoti emozionanti di quest’opera ma preferisco che affrontiate questo libro con la mente sgombra. Anzi vi dirò, dopo letto, avrete voglia di ricomprarlo e fare un bel regalo a vostro figlio, nipote, ecc… perché, in fondo, i nostri giovani hanno bisogno di queste storie, forti e genuine allo stesso tempo.

A questo punto, vi lascio con una piccola citazione del libro che, personalmente, ha riempito la mia anima di curiosità ed emozione:

“Ora vai a dormire Juan. Qualcosa mi dice che domani non sarai più mozzo, le cose cambiano molto in fretta sulle navi pirata”.


Buona navigazione…

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