“Il romanziere” di Domenico J. Esposito, Eretica edizioni. A cura di Vito Ditaranto

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Nella inconcepibile finitezza dell’universo, nel microcosmo degli scrittori, tutto spesso rimane immobile, non vi è nulla di nuovo, nulla di differente. È una questione di statistica e ciò che appare eccezionale alla mente ristretta dell’uomo appare invece inevitabile all’infinito Occhio Cosmico e tutto quello che accade tra le parole di un libro può anche inevitabilmente divenire realtà. Quel che sembra un fatto unico può essere un luogo comune. Il momento in cui la fantasia diviene realtà. Questo strano momento coglie di sorpresa Donato Bratti, questo avvenimento inconsueto, queste impressionanti coincidenze di luogo, di possibilità, di corsi e ricorsi, tutto questo si può ripetere con esattezza e precisione straordinarie, più e più volte. Vi sono stati mondi e culture a non finire, modi di scrivere e interpretare il mondo che circonda, ognuno forse sedotto dall’illusione orgogliosa di essere unico, insostituibile, irriproducibile. Ci sono stati uomini, a non finire, malati della stessa forma di megalomania da cui anche intere nazioni e mondi interi sono affetti. Ce ne saranno altri e altri ancora. Un’infinità. Questa è la storia di uno di questi uomini: un Romanziere.  Questo è Donato Bratti, uno scrittore in crisi e di scarso successo che scopre di avere poteri soprannaturali quando alcuni avvenimenti narrati nei suoi romanzi prendono veramente forma.

“Mi chiamo Donato Bratti. Faccio lo scrittore. O almeno ci provo. Per molto tempo non ci sono più riuscito. Ma non per questo ho smesso di provarci. Anzi, ho sempre insistito. È una  delle poche cose nelle quali non mi sono mai arreso. Per non dire l’unica. Perché è l’ultima cosa che mi è rimasta. La sola cosa che mi è riuscita nella vita.”

 

Il punto di forza di questo romanzo non è la trama, che in alcuni momenti può apparire ordinaria e prevedibile, ma la componente emotiva, la commozione che riesce a suscitare nel lettore. Vi sono pagine traboccanti di sentimenti, puri e profondi descritti in maniera impeccabile.  Uno scrittore fuori dal comune. Una storia che lascia il segno tra le mani del protagonista e che lascia una profonda ferita nel lettore.

Il primo ricordo che ho dopo aver terminato la lettura di questo testo è l’angoscia, la voglia da parte del protagonisti di riprendere coscienza della propria vita e di riappropriarsi di una vita divenuta evanescente. Mi sono affacciato alla cieca, senza sapere che tipo di libro avevo davanti agli occhi e non è stato affatto facile capirlo. Rimasto spaesato dalla forma in cui avviene la narrazione, tante voci e nessun vero narratore, tante storie ma un unico comun denominatore. Un coro confuso, che invoca che la storia descritta tra le parole di un romanzo venga riveduta più volte sino a ritrovare la giusta collocazione nell’universo e che non vuole, mai, saperne di affievolirsi. Raccontare la sinossi di un simile testo vorrebbe dire rovinare il piacere della scoperta di una storia che ti fa sentire il cuore dei personaggi come se fosse il tuo. Ne sono rimasto affascinato tanto quanto sconvolto, non mi aspettavo qualcosa di così avvolgente e profondo. Sotto alcuni aspetti mi ha riportato alla mente il film “The Raven”, in cui il protagonista, E.A.Poe,  è alle prese con un emulatore, uno spietato assassino che sembra uscito dalle pagine dei suoi racconti.

Comunque, il romanzo è contornato da approfondimenti sul mondo dell’editoria, che però non rendono inefficiente quello che l’autore trasmette, ossia la scoperta di un mondo soprannaturale nascosto nel profondo di ogni essere umano.

Si assiste all’apnea dei sentimenti: silenzi invalicabili, rabbia, incredulità, emozioni ribaltate e sconvolte, pianti, respiri affannosi, nostalgie, rimpianti, strette al cuore e tanti sospiri … anche nel sonno che diviene una realtà parallela.

Non vi è dubbio della genialità intuitiva dell’autore, nel descrivere le ambientazioni e gli argomenti trattati, la vostra mente sarà aperta a ogni possibilità.

Un romanzo sul quale non ritengo di aggiungere altro poiché sono sicuro di non sbagliare consigliandovelo. Concedetevi un momento solo per voi, lasciate fuori tutti i problemi lasciandovi aiutare da questo testo che oserei definire illuminante.

Non posso che consigliarne la lettura per provare con la propria mente un coinvolgimento tanto profondo.

E’ comunque un libro impegnativo, un libro che va capito fuori dall’apparenza ordinaria, bisogna entrare nella parte del personaggio principale e cercare di capire la profondità dei suoi sentimenti e della sua paura, il valore delle sue scelte. Uno di quei libri, che quando finiscono lasciano un’eco, una risonanza, come se i personaggi ormai familiari e concreti continuino a essere presenti.

 

 

Ora “Sorridi”. E quando avrai un momento di smarrimento o indecisione, fermati, aspetta e senti il tuo cuore.

…a mia figlia Miriam con infinito amore…vito ditaranto.

 

 

 

 

 

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