E salutiamo il rosa con un ultima degna recensione: “Il gusto speziato dell’amore” di Silvia casini, Leggereditore. A cura di Ilaria Grossi

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Ci sono più fili che intrecciano la storia di Stella Revel, trasferitasi da Firenze a Roma dopo una cocente delusione e una lettera d’addio a pochi giorni dal matrimonio, le cui parole suonano nella testa come un tamburo che torna con il suo timbro fastidioso quando tutto attorno rende vulnerabile la protagonista.

Stella vive su una casa galleggiante con la sorella Lisa, gestiscono insieme una libreria e con il pseudonimo Josephine Alcott ha pubblicato un ricettario gastronomico- musicale “Florario Rock”, dedicato alle ricette senza tempo della sua amata nonna Egle e in cui si mescolano sapori, profumi, spezie e la voglia di superare ferite indelebili cucite sul cuore di chi ha sofferto e ha scelto di andare avanti “nonostante tutto”.

Gabriele, si trasferisce dalla grande mela a Roma, dopo la separazione dalla moglie Beatrice, per gestire un nuovo format tv, nella società Dream Atlas del suocero Bruno Colangeli, che ha per lui un ruolo di prestigio e un sogno da realizzare. Gabriele ama cucinare e inventare nuove e originali ricette grazie all’amore per la cucina tramandato dalla sua mamma. Sarà “Florario Rock” e la tanto riservata scrittrice Jo, dietro cui si nasconde Stella, il filo portante che intreccerà le loro vite. Il filo che cuce e tiene unite le vite dei protagonisti, è il tradimento e la delusione di non aver capito chi era la persona accanto, un filo che all’inizio non riesce a stringere perché è troppa la sfiducia, la paura di soffrire ancora, quel sentire perennemente la pioggia dentro. Ecco che Florario Rock, tra ricette, musica e ricordi, è capace di legare assieme passato, presente e un futuro tutto da scoprire.

 

“A volte nella vita capita di fermarsi. Ripartire è un atto di coraggio. Così come è vero che noi siamo la nostra memoria, è anche vero che siamo la nostra felicità. E allora, talvolta, vale la pena seguire solo l’istinto, perché sentire le proprie paure e i propri battiti significa coprirsi dentro e essere capaci di navigare in qualsiasi tempesta”

 

Grazie a Florario Rock, ci sarà una fitta corrispondenza di mail tra Gabriele e la scrittrice Josephine Alcott, entrambi inconsapevoli di conoscersi già come Gabriele e Stella, se avete visto il film C’è posta per te con Meg Ryan e Tom Hanks, ricorda tanto quella bellissima sinergia virtuale e la stessa antipatia/attrazione della vita reale.

A me è piaciuta particolarmente questa parte del romanzo, leggere le loro riflessioni, le confessioni senza filtri, a cuore aperto, c’era sincerità nonostante non si guardassero negli occhi, perché le parole erano il ponte in cui si incontravano le loro anime.

Quanto è sottile la linea che separa il mondo virtuale da quello reale? Perché nulla può per sempre nascondersi dietro un computer e Gabriele lo scoprirà ben presto.

Anche Stella e al tempo stesso è come se seguisse un percorso necessario per potersi sentire finalmente libera da quel macigno sul cuore, troppo grande, perché la perdita di una persona cara richiede un tempo che non possiamo definire e soprattutto accettare la pioggia dentro la propria anima, per poter assaporare ancora una volta la vita con nuovi profumi e sapori.

 

“..E dalle sue lezioni Stella aveva compreso che ogni grande amore era indissolubilmente legato a un sapore speciale e che per lei era giunto il momento di trovare il suo..”

 

Lo stile di Silvia Casini è particolarmente descrittivo di paesaggi, luoghi, tramonti della magica Roma, capace di risvegliare i sensi con sapori e profumi speziati delle ricette senza tempo, i cui ingredienti si mescolano con la musica, a personaggi ironici e direi molto “particolari”, ai ricordi, alla delusione, ai tradimenti, alla voglia di tentare ancora per sentirsi vivi, alla voglia di ricominciare guardando avanti senza dimenticare il passato e amando ogni giorno le piccole cose della vita e i “nonostante tutto”.

 

Buona lettura Ilaria Grossi per Les Fleurs du mal blog letterario

 

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