“Il segreto di Riverview College” di Susanne Goga, Giunti editore. A cura di Milena Mannini.

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Non è raro al giorno d’oggi che una donna ricopra ruoli fondamentali nella società, molte hanno dato prova di saper occupare questi posti anche se sicuramente, si scontrano ancora con il pregiudizio, magari di una piccola parte, delle persone che le circondano e con cui hanno a che fare.

Questo le porta sempre a dare sempre il massimo, a non abbassare mai la guardia, perché anche se non consapevoli, sono l’esempio per molte giovani che ancora oggi si battono anche solo per il diritto di essere libere.

Queste donne devono, in parte, il loro successo a tutte quelle che nei secoli passati hanno combattuto per migliorare la posizione di tutte le donne nella società che è sempre stata prettamente maschile. E’ stata così fin dalla preistoria, l’uomo era quello che “lavorava” per procurare il cibo e la donna era costretta a casa, senza nessuna possibilità di pensiero e azione.

Con il passare degli anni, e le varie conquiste in ogni campo, l’uomo ha conquistato sempre più importanza, migliorando la propria posizione nella società e nella famiglia. La donna, invece, è sempre stata quella che si occupava della casa e alla fine del ‘800 per la maggior parte di loro il sogno era di sposare un benestante e diventare una perfetta padrona di casa.

Ma c’è anche una piccola parte che comincia a lottare per avere maggiori diritti, e per migliorare la propria posizione o meglio per migliorare quella delle generazioni future, perché il percorso non è facile quando si cerca di cambiare le convinzioni comuni e molte hanno addirittura sacrificato la propria vita per dare alle donne di oggi i privilegi e i diritti che abbiamo.

Questo è lo sfondo in cui l’autrice sceglie per il suo giallo. Le sue protagoniste sono Matilde

 

Matilda era la più giovane, e insegnava al Riverview College da un anno. Non molto, ma le era bastato per capire che i suoi ideali non sempre erano in sintonia con il regolamento della scuola. Che era un istituto moderno, sì, ma Matilda si era presto resa conto che anche lì le ragazze venivano educate in primis a diventare delle brave donne di casa dell’alta borghesia. Ricevevano l’istruzione necessaria a fare bella figura in società e a condurre una conversazione brillante. La maggior parte dei genitori, tuttavia, non si augurava che dopo il collegio le figlie imparassero una professione o si iscrivessero all’università, e le insegnanti – tutte donne non sposate che si guadagnavano da vivere con le proprie forze – dovevano adattarsi. Un paradosso che aveva procurato a Matilda non pochi grattacapi, ma alla fine era giunta a un compromesso.

E Laura un’allieva che sogna molto di più per il suo futuro che diventare una moglie devota e una perfetta padrona di casa.

Tra allieve e insegnanti erano vietate perfino le semplici amicizie. E Laura voleva ben più di un’amicizia.

Matilde però non è libera di seguire il suo istinto ed è costretta a celare i suoi ideali di libertà femminile, quindi modifica il suo metodo d’insegnamento.

 

Il suo compito, aveva deciso, sarebbe stato trasmettere alle allieve nozioni che dimostrassero da sole quante altre cose la vita avesse in serbo per loro. A casa Matilda aveva addirittura dei volantini a favore del suffragio femminile… Portarli a scuola era impensabile, ovvio. In sostanza, si muoveva su una specie di campo minato, un solo passo nella direzione sbagliata e avrebbe potuto perdere il lavoro.

Quando però Laura non torna a scuola dopo le vacanze estive Matilda si insospettisce, la sua allieva ne era sicura, non era destinata alla vita consueta del tempo, forse era detesti nata a grandi progetti. A insospettirla maggiormente e la presenza del tutore della ragazza Mr. Easterbrook, il quale crea un muro tra la giovane e il mondo che la circonda.

I piani di Mr. Easterbrook sono ben lontani dal tutelare la felicità della ragazza e Matilde dopo l’enigmatica richiesta di aiuto della giovane, ne ha la certezza incontrando i due.

 

«Adesso però dovrebbe proprio scusarci, ma stiamo aspettando degli ospiti per una piccola festicciola.» Una pausa di suspense. «Sa, io e Miss Ancroft ci siamo fidanzati.»

 

Matilde sente il dovere morale di aiutare Laura perché è convinta che questa scelta sia subita e non voluta, perché è la società che lo impone.

La storia è un crescente di situazioni e informazioni che tracciano un piano studiato da tempo dove la giovane Laura è solo il mezzo per ottenere ciò che il tutore vuole ottenere.

Matilda cerchèrà in tutti i modi di aiutare la ragazza rischiando il suo posto di lavoro perché così come una ragazzina non deve aspirare a grandi cose nella vita. Così una semplice insegnante non deve avere idee liberali e tanto meno alimentare le fantasie delle allieve.

Qual è lo scopo del tutore?

E quanti segreti ci sono da scoprire?

Buona lettura.

Milena

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