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Siamo tutti maschere su Facebook?

Conduciamo anche noi una doppia, tripla o chissà quante vite?

Si può avere un’altra chance nel virtuale, se la vita reale non ci soddisfa?

Tutte “reali” queste esistenze, in cui mostriamo in ciascuna un lato di quel piccolo diamante che è il nostro essere…eppure quante facce riusciamo a mostrare a dei perfetti sconosciuti?

Quanta magnificenza nel nostro quotidiano virtuale, mentre poi nella vita, quella vera, viviamo di frustrazioni, soprusi, invidie, e chissà quanto altro ancora cerchiamo di nascondere..

Ecco, tutto questo è il racconto breve di Marisa Saccon, che mostra un quadro più che realistico del vissuto di quei “fanatici” del virtuale che vivono i social come fosse la realtà e conducono più vite parallele, con amori virtuali e non, creando aspettative, giocando con like e parole sino a immergersi in un mondo che quasi confondono con la realtà, quasi assuefatti da una potente droga che spinge ad avviare il pc e connettersi al social per vivere e fortificare il proprio ego.

È certamente ironico e dissacrante questo brevissimo racconto che l’autrice ha creato per dar comunque voce a un’evidenza che è chiara a molti, ma quanti altri ancora vedono nel social, e nel virtuale, un nuovo modo di socializzare e crearsi una cerchia di amici, che sono poi solo contatti utili a far numero?…ecco, forse sono solo questo i social, il far numero.

Nonostante tutto, l’utilità, la capacità della diffusione e l’immediatezza, i social sono croce e delizia per tanti, molti…troppi, forse.

È palese come chi è più debole venga ingoiato dal vorticoso mondo del social, ma è altresì evidente che in molti creano profili e pagine per gonfiare il proprio ego, e porsi all’attenzione come pavoni che fanno la ruota. Ne è un esempio evidente Florindo, l’ingegnere.

Florindo e il suo bisogno di masturbare il suo ego.

Benissimo. Siamo arrivati a mille iscritti nel gruppo a favore dei bambini Down
e a quota 899 nel gruppo contro le ischemie. Adesso mi occupo dei miei contatti di Facebook, di tutti quelli che hanno bisogno di me.

Ma con i social puoi mostrare anche un’immagine falsata di te, o meglio quella che si vorrebbe fosse reale, ad esempio una meravigliosa vita ricca di soddisfazioni, luminosa … ma che non è quella quotidiana…

Tutti i personaggi sono mostrati quasi come moderne caricature della realtà … grotteschi … poveri dentro …

E forse non c’è limite al grottesco.. ma questa è la verità, perché i diversi protagonisti, tutti inquilini di uno stesso condominio, alcuni inconsapevolmente e altri volontariamente, si intromettono nelle vite dei loro vicini, quasi spiandoli, cercando di confutare la veridicità di ciò che affermano sul social; lo fa Marcello, che col suo profilo fake, chatta con le diverse condomine…ma alla fine lo aspetta un’amara e paradossale sorpresa.

Quanti danni può fare l’intreccio di vite sul social..lo scoprono tutti i nostri protagonisti, anche quelli che ne sostengono l’utilità…

Quante illusioni, questo mondo virtuale.

Se stai male, puoi sempre scrivere uno status su Facebook e tutti accorrono a
salvarti.
E tu puoi salvare gli altri.

E tutti vi salvate a vicenda.

Perché adesso non sei più solo.

Nel tuo mondo virtuale.

Ma questo libro non è solo uno sguardo ironico e surreale di una realtà che oggigiorno vive la maggior parte di coloro che hanno scelto la vita social; di fatto, a mio modesto parere, è anche un modo per dare attenzione a quelle relazioni umane che ormai vengono dirottate verso la dimensione virtuale, alterando in tal modo la percezione della “vita in mezzo agli altri”…come ci si relaziona con gli altri?

E’ possibile farlo solo attraverso un pc, uno smartphone, il social?

Non parlo solo delle vecchie relazioni di buon vicinato, perché anche nel racconto si parla dei rapporti tra i vari condomini, ma…c’è forse tanto di più da ricercare nelle poche decine di pagine che ci lascia l’autrice.

Questa lettura è forse specchio di un isolamento, di una chiusura, di un impoverimento emotivo; è il rifugiarsi in una realtà virtuale che in taluni casi può celare delle difficoltà, è una fuga dalla propria vita, fingendo che la realtà virtuale sia quella vera, sia la vita che desideriamo e che non siamo riusciti a ottenere, ma che nel virtuale ci mostra agli altri per come vorremmo essere…e poi, ecco la vera realtà, quella delle mille maschere, che ci consente di intrufolarci nella vita altrui, senza limiti, disconoscendo la propria e ciò che le compete.

Marisa Saccon, l’autrice, ci mostra quindi, da fine osservatrice, uno spaccato di vita quotidiana che fa sorridere ma anche riflettere; si tratta di un’opera breve ma che rappresenta uno spaccatto della vita di molti, e sta a noi prenderla come spunto di riflessione. Di fatto questa lettura ci porta a una triste e inquietante riflessione, su quanto i social condizionano la nostra vita (mi ci metto in mezzo anche io).

Lettura avvincente suddivisa in capitoli che alternano la presentazione dei vari personaggi e le loro vicissitudini virtuali e non; si legge tutta d’un fiato, con qualche colpo di scena forte e duro, ma in altre situazioni è pregna di ilarità. Io ho sorriso, certo, ma ho vissuto momenti di forte impatto emotivo, e ho concluso la lettura con un riso amaro.

A voi, nella scelta di questa lettura, la possibilità di rivivere alcune delle mie osservazioni.

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