L’importanza dell’istante nel concorso dell’agenzia editoriale “Grafèin” Selezione foto-letteraria nazionale. Per partecipare c’è tempo fino al 31 gennaio

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Catanzaro, 5 novembre 2018 –

Valorizzare l’importanza dell’attimo attraverso la forza espressiva della fotografia e con le trame narrative del racconto. Con questo intento nasce il concorso foto-letterario nazionale “Istanti: racconti dietro l’obiettivo” promosso dall’agenzia editoriale “Grafèin”. L’iniziativa gode del patrocinio morale del Comune di Montepaone, in provincia di Catanzaro.

Ogni partecipante può proporre un racconto dattiloscritto a tema libero per descrivere la fotografia associata al proprio testo candidato. Il tema è quello dell’istante, dell’attimo. L’autore o l’autrice della fotografia può essere persona diversa dall’autore o dell’autrice del racconto. La partecipazione è gratuita.

Per la presentazione delle opere c’è tempo fino al 31 gennaio 2019 secondo le modalità specificate nel bando pubblicato sul sito web di Grafèin, www.grafein.net.

Dietro lo scatto fotografico si cela l’intento di immortalare luoghi, scorci, attimi, che lasciano negli occhi di chi sta dietro l’obiettivo, e di chi osserva, emozioni e suggestioni”,

afferma la direttrice di Grafèin, Laura Montuoro.

Foto 1 di Laura Montuoro, direttrice Grafèin.jpeg

“La fotografia – prosegue – è quindi un prodotto artistico, vettore di emotività, di vissuti dalle mille sfaccettature e possibilità interpretative che il concorso pensa in sinergia con l’arte della scrittura con lo scopo di mettere su carta ciò che uno scatto nasconde “tra le righe”. L’obiettivo  è dunque quello di raccontare un’immagine, un istante, per condividere e promuovere sensi e mondi rappresentativi di luoghi ed emozioni destinati a un uomo ormai fin troppo anestetizzato per cogliere il bello nel quotidiano e nello straordinario che caratterizza ciò che lo circonda e lo accompagna nell’intimo della propria persona”.

La redazione dell’agenzia Grafèin selezionerà dieci finalisti, i cui nomi saranno resi noti entro il 28 febbraio 2019.

In un secondo momento, una giuria di esperti esaminerà i racconti dei finalisti scegliendo la rosa dei tre vincitori che si aggiudicheranno un premio secondo quanto indicato nel bando.

I primi dieci racconti classificati e le rispettive fotografie associate verranno pubblicati in un’apposita sezione del sito web di Grafèin, la rubrica “Un racconto al mese”.

Grafèin esprime inoltre gratitudine nei confronti degli sponsor, tutti citati nel bando di concorso, per il loro sostegno all’iniziativa.

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Per ulteriori informazioni:

Pagina Facebook dell’agenzia di servizi editoriali Grafèin:https://www.facebook.com/agenzia.grafein/?fref=ts

Sito web di Grafèin: https://www.grafein.net/

E-mail Grafèin: agenzia.grafein@gmail.com

 

 

 

About us

L’agenzia editoriale Grafèin nasce non soltanto con l’intento di offrire dei servizi specifici (consultabili sul sito www.grafein.net) per gli autori alle prese con il proprio inedito letterario e con la voglia di pensare ad una pubblicazione dell’opera, ma vuole creare un rapporto sinergico tra autori e case editrici, fungendo da “mediazione” tra essi.

Grafèin nasce dal rispetto per la sensibilità con cui ciascun autore ha costruito la propria storia. Alla base della nostra attività ci sono la voglia e la passione con cui ci prendiamo cura a tutto tondo degli scritti che giungono in redazione anche solo per una prima valutazione.

La nostra professione è paragonabile ad una sorta di “missione”, che diventa bisogno di dare voce, anche in chiave progettuale, all’unicità con cui gli autori esprimono il proprio microcosmo tra le righe.

 

“Anime” di Maria Cristina Buoso, Lettere Animate editore. A cura di Ilaria Grossi

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Cosa accade quando l’anima non è cucita perfettamente con il tuo corpo?

Angelo, affermato avvocato, per anni è riuscito a tenere a bada i suoi demoni, viaggiando lontano da una famiglia poco presente e dalla costante paura di restare bloccato dove non poteva essere se stesso.

Il suo voler essere sempre impegnato in qualsiasi cosa, studio e lavoro, ne è la prova perché se si fermava a pensare troppo rischiava di non sentire più i suoi pensieri ma solo le voci dei demoni, rimorsi, sensi di colpa, paura di uscire alla luce.

Angelo chiude con infinite mandate la porta che non ha il coraggio di aprire, decide di sposarsi con Laura dalla cui unione nasce la figlia Andrea. Per poi scoprire che quella porta era solo accostata, e dopo aver iniziato il suo percorso decide di parlare con la moglie e la figlia di tutta quella sofferenza che porta con sé da anni e di come la scelta che farà, cambierà per sempre la sua vita.

“Una donna nel corpo di un uomo” “Ero una sconosciuta da conoscere, con cui confrontarsi e di cui fidarsi e forse un giorno da amare. Io ero io, ma allo stesso tempo ero una cosa diversa. Ero la donna che io per primo dovevo imparare a capire. La sconosciuta era la stessa per loro e per me, con una differenza: io la volevo questa donna nella mia vita, loro dovevano subirla senza nessuna possibilità di discussione”

Si alternano così i punti di vista di Angelo, sua moglie Laura e la figlia Andrea. Laura, non riesce a lasciar andare l’uomo che le è stato accanto, comprensivo e sempre dalla sua parte. La figlia Andrea, nutre una grande rabbia nei confronti di entrambi, non riesce ad essere comprensiva e a dare un senso.

“Ha tradito se stesso per anni e adesso non ci riesce più. Non vuole perdono, non vuole scuse, non vuole miracoli…vuole solo che noi continuiamo ad amarlo anche dopo. Lui ci chiede solo questo. Che noi continuiamo ad amarlo” “Come fai Mamma?” “Alla fine ho dovuto guardarlo negli occhi e ho visto la sua sofferenza…”

Il dialogo tra madre e figlia, denota dolore nel superare la scelta di Angelo, ci permette di entrare nel loro mondo, capire quanta sofferenza c’è dietro una scelta non facile, un demone che mangia la propria anima senza mai trovare soddisfazione fino a quando Angelo lo ascolta e non si lascia trascinare ma lo mette a tappeto per sempre, sentendosi finalmente protagonista e non spettatore della propria vita con un nuovo vestito, quello cucito perfettamente alla sua anima.

Bellissima immagine, quella suggerita da Laura alla figlia …di chiudere gli occhi e ascoltare la voce del padre, lui è e resterà sempre suo padre, chiede di essere amato con un nuovo vestito, non è semplice, nessuno dirà mai che è semplice. Chiede solo di essere amato per quello che è realmente.

Lo stile di Maria Cristina Buoso è fluido e scorrevole, con naturalezza e tanta sensibilità tocca un argomento delicato, non facile da comprendere, difficile da accettare e digerire per chi resta fisso sulle proprie idee.

Le parole hanno un loro peso ed è per questo che si entra in punta di piedi nel percorso di dolore, paura e consapevolezza del proprio io.

Complimenti.

Buona Lettura

Ilaria Grossi per Les fleurs du mal blog letterario