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Gio Marealto, abbandona la sua professione di cardiologo, per divulgare in giro per il mondo, un articolo sulla meccanica dei sentimenti.

Un argomento che desta molta curiosità e fortemente sentito, perché razionalmente cerchiamo da sempre di dare un senso a tutto quello che ruota attorno all’Ingranaggio, motore di emozioni e sentimenti, l’amore a cui cerchiamo di dare una definizione ben precisa.

“Da quello che facciamo mentre ci godiamo miseramente le nostre gioie passeggere, si può capire quanto in basso ci siamo spinti per cercare gli ultimi brandelli di dignità che l’Ingranaggio ci ha concesso. Fuori dall’Ingranaggio, tutto diventa sporco e sbagliato. Te lo insegnano a scuola, in televisione, sui palchi elettorali. Fino a quando un giorno, non ti accontenti più di conoscere il perché della vita ma vuoi scoprire come. In altre parole, i suoi meccanismi.”

Attorno al protagonista, ruotano diverse donne, dalla moglie Eda che accetta i tradimenti di Gio, la ricercatrice di pietre preziose Galatea, sirena ammaliatrice di cui non riesce a sottrarsi e un ex infermiera da un passato da cui fugge, Resi, che per vivere balla e si prostituisce in un locale di Parigi, il Diable Bleau.

Parigi è la cornice di una storia dalle tante zone d’ombra, i suoi odori, le stanze di un albergo, un uomo il cui ricordo della mamma genera in lui odio, repulsione e un animo perennemente insoddisfatto e cinico, cerca il perché e il come dei meccanismi del cuore restando intrappolato nella rete della passione, lussuria e da ciò che attrae sempre l’uomo quando è vittima della vulnerabilità e della confusione emotiva, la strada più semplice in apparenza per raggiungere il benessere materiale e non sempre emotivo. E’ di Gio Marealto, lo sguardo in primo piano attraverso cui guardiamo gli altri e percepiamo il loro essere, a volte con distacco a volte come se non potesse viverne senza. Anche gli altri personaggi denotano un malessere, un insofferenza, una fragilità emotiva ben nascosta sotto una maschera e strati di pelle, un mal di vivere, una continua lotta per andare avanti, nonostante tutto.

Se Gio sembra essere il burattinaio che muove i fili a suo piacimento, ad un certo punto del romanzo qualcosa cambierà, resta intrappolato nella rete dell’inganno, della menzogna e del tradimento. Un finale che lascia l’amaro in bocca e consapevolezza della fragilità dell’uomo e di come l’imprevidibilità di un momento può toglierti le tue certezze, chissà se l’ha sentito anche Gio mentre ripeteva nella sua mente che

“Amare significa dare, non prendere”

E’ un romanzo con un buon ritmo, una lettura piacevole con uno stile diretto e senza filtri, solo alla fine svela le sue zone d’ombra dando così al lettore le tante risposte alla storia di un uomo e della sua vita, alla sua perenne insoddisfazione, il suo fuggire da un passato che torna, il suo cinismo che lo rende più freddo nel capire certi meccanismi e di cui però ne resta vittima e complice.

Buona lettura

Ilaria Grossi per Les Fleurs du mal blog letterario


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