“Cara Napoli” di Lorenzo Marone, Feltrinelli editore. A cura di Ilaria Grossi

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Napoli è bianco e nero, è salite e discese, periodi di splendori e di buio, è andare via maledicendola e poi tornare da lei in punta di piedi. E’ restare, resistere, tirare avanti e sperare che domani vada un pò meglio. Napoli è un’anziana nobildonna un po’ dimessa che non ha perso il gusto di sentirsi elegante nei dettagli. Al suo cospetto, perciò, non fermatevi a guardare gli abiti vecchi e smunti che a volte può essere costretta a indossare, ma lasciatevi rapire dallo splendore del diamante che porta al dito e fatele l’inchino che merita il suo nobile passato”

 

Parlare di Napoli, è un atto di coraggio. Lo sguardo deve essere sincero, obiettivo, consapevole delle sue contraddizioni, leggero come n’affacciat e fenesta, come entrare in un portone antico e un po’ dimesso e scoprirne al suo interno un cortile che profuma di storia e tradizioni, osservare i suoi mille colori, le sue zone di luce e d’ombra, non esaltare troppo e nemmeno denigrare una città che sia ama e si odia, un eterno odi et amo di Catullo.

La bravura di Lorenzo Marone è tutta nel suo sguardo ironico, limpido, vero, se dovessi dargli un colore sceglierei l’azzurro, i suoi Granelli sono effettivamente sguardi attenti, intrisi di ricordi e nostalgia dei tempi passati, rievocando la storia millenaria di Napoli, le sue bellezze, la fede calcistica, la superstizione dei napoletani che cammina a braccetto con la fede,

 

“siamo un popolo che aspetta sempre la ciorta”,

 

la voglia di andare avanti non ci manca mai nonostante i giudizi negativi spesso pronunciati sulla base di testate giornalistiche. Noi abbiamo quella perenne voglia d’allucca’ e ci calmiamo davanti al nostro mare e ai profumi che sprigionano anche i vicoli più stretti.

 

“Abbiamo moltissimi difetti, però non conosciamo la diffidenza, socializziamo e scherziamo con tutti…siamo pieni di difetti, ma traspiriamo accoglienza in ogni nostra abitudine”

 

Mi piacerebbe vedere più coraggio, parlare di Napoli non come la sceneggiatura di Gomorra, vorrei vedere questo popolo capace di ribellarsi davvero a tutte le cose negative in cui ci catalogano, ci vomitano addosso troppe cose non vere.

Quando mi fanno la temuta domanda “di dove sei?”

Ecco, io in quel momento vorrei sentirmi fiera di dire, sono di Napoli, la stessa sensazione che ho provato leggendo i Granelli di Lorenzo Marone, senza leggere negli occhi del mio curioso interlocutore, pregiudizi e sentenze date senza vere fondamenta. “Si sente che sei di Napoli” “Cos’è una colpa?”

Lorenzo mi ha insegnato che per essere felici e stare bene con se stessi, bisogna cambiare di stato d’animo non di cielo e allora guardo l’azzurro del mio cielo e spero vivamente in un cambiamento positivo per questo gioiello che è la mia città e aspetto la “ciorta”.

Ogni Granello, ti scivola pagina dopo pagina con quella musicalità propria della scrittura di Marone, bella, sincera e ironica.

Uno sguardo che non potrai non amare. Leggilo con il cuore. Buona Lettura ilaria Grossi

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